Oristano 9 settembre 2026
Cari amici,
Considerato il padre del romanticismo francese, VICTOR HUGO (Besançon,
1802 – Parigi, 1885) è stato poeta, drammaturgo e scrittore di grande rilievo. Nel
1869 nel suo libro “L’UOMO CHE RIDE”, il celebre scrittore (ma anche rivoluzionario e patriota),
riporta una sua curiosa ma tagliente frase: “La suprema felicità della
vita è essere amati per quello che si è, o meglio, di essere amati a dispetto
di quello che si è”. Considerato uno dei più grandi scrittori del XIX secolo, e forse il più
celebre che la Francia abbia avuto, Victor Hugo fu molto amato dai
francesi, in particolare per le sue
scelte di vita, la sua penna e il suo impegno politico, in quanto testimone e
narratore dell'Europa dell'Ottocento. Scrisse numerosi libri, tra cui nel 1827 “Cromwell”,
nella cui prefazione illustra le sue teorie sul teatro e sulla letteratura,
teorie che metterà pienamente in pratica con “Hernani”, pubblicato nel 1830, che
segna convenzionalmente l'inizio del Romanticismo in Francia. Nel 1831 pubblica
“Notre Dame de Paris”, il suo primo grande romanzo, affresco di una Parigi
medievale e della sua cattedrale gotica. Nel 1862, pubblica “I Miserabili”,
opera colossale e fra le più lette del suo secolo.
Tornando alla sua famosa frase, presente nel libro “L’UOMO CHE RIDE”, Victor
Hugo sostiene che per l’essere umano la più grande fortuna nella vita, è quella
di essere amati, per quello che si è, ovvero con tutti i pregi e difetti, senza badare
alle nostre crisi di nervi, alle nostre paure e angosce; insomma, essere amati
per quello che si è, a prescindere da tutto! Ecco, essere amati per come siamo,
nel senso di non dover indossare maschere o fingere di essere diversi per
compiacere gli altri, restando sempre liberi nella propria autenticità.
Amici, l’affermazione “essere amati a dispetto di quello che si è”
rappresenta il livello più alto dell'amore, quello che accoglie anche i nostri
difetti, le nostre fragilità, i nostri errori e le nostre ombre, senza
condizioni. Si, la suprema felicità nella vita dell’uomo è arrivare ad essere
amato “sempre e comunque”, ovvero nonostante tutto! Questo è un passaggio cruciale,
che supera gli standard, perché di norma si è amati per la capacità, per l’abilità,
per il proprio successo, per ciò che sappiamo fare, mentre Victor Hugo immagina
e vuole portare l’amore ad arrivare ad un’estensione totale.
L’amore ideale proposto da Victor Hugo parte da un principio fondamentale:
La luce non si perde dove entra l'amore. E che amore! Un amore interamente
fondato nella purezza. Non c'è cecità dove c'è certezza. In qualsiasi rapporto equilibrato c’è armonia nel
dare e nel ricevere amore. Le relazioni umane sane si basano sullo scambio,
sull’equilibrio tra dare e ricevere, dove i bisogni di ognuno vengono
rispettati. Così l’amore vero rimane un meraviglioso dono che riesce a fra
felici entrambi.
Cari amici, “Essere amati a dispetto di quello che si è”, è,
indubbiamente, il livello più profondo dell'amore. Significa che l'amore più autentico non è quello
che riceviamo quando siamo perfetti o irreprensibili, ma quello che ci accoglie
anche con i nostri difetti, le nostre ombre e le nostre fragilità; significa
che la persona che ci ama continua ad amarci con i nostri errori, le nostre
incoerenze e i nostri momenti bui. L’amore
vero e di chi decide di amarti lo stesso, senza chiederti di indossare
maschere. Vuol dire vivere un legame forte, che non si spezza di fronte alle
umane debolezze. Ed è questa, per l’uomo, la felicità suprema.
A domani, amici lettori.
Mario






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