Oristano 2 giugno 2026
Cari amici,
Oggi, 2 giugno, l'Italia festeggia gli 80 anni della nascita della Repubblica: auguri a tutti noi, perchè la libertà continui ad essere protagonista, in quanto, fin dai tempi più remoti, l'idea dell'uomo di dominare sugli altri non è mai tramontata. Si, da sempre, i
vari i comportamenti dell’uomo verso i suoi simili hanno cercato di essere in prevalenza "dominanti". Ogni tribù cercò di predominare sulle altre, istituzionalizzando la guerra per poter dimostrare la
propria, superiore forza dominante. Col passare del tempo, la realtà bellicosa mai si spense, ed è contenuta nel celebre detto latino
"SI VIS PACEM, PARA BELLUM" (se vuoi la pace, prepara la
guerra), espressione che esprime chiaramente il principio del dominio. Il detto prima ricordato evidenziava la necessità di mostrare forza e
capacità superiori, per cercare di dissuadere i potenziali nemici dall'attaccare. Amici lettori, tornando, storicamente parlando, ancora più indietro, ne troviamo ulteriore conferma. Al tempo della “Guerra del Peloponneso” (431-404
a.C.), per esempio, guerra che fu combattuta tra la Lega peloponnesiaca, guidata da
Sparta, e la Lega di Delo, capeggiata da Atene, ne abbiamo un fedele resoconto e conferma dallo storico Tucidide,
generale ateniese durante il conflitto, che ne scrisse le reali motivazioni.
Si, lo storico e militare
ateniese dell'età classica greca Tucidide, sentenziò, nei suoi scritti, che lo scoppio della guerra
del Peloponneso tra Atene e Sparta fu causato dal timore spartano per la
crescente egemonia territoriale ateniese. Insomma, le vere cause del conflitto, ben
evidenziate da Tucidide, derivarono da questo timore, cause che furono successivamente definite “LA TRAPPOLA DI
TUCIDIDE”. Quest'espressione fu coniata dal politologo statunitense Graham Allison in un
articolo per il Financial Times del 2012, successivamente ripresa nel suo libro "Destinati alla guerra". La Trappola di Tucidide, amici, è, in realtà, un concreto concetto
geopolitico, che descrive l'alto rischio di guerra quando una potenza emergente
(come può essere la Cina oggi) minaccia di soppiantare una potenza attualmente dominante (come gli
USA).
Oggi, infatti, come
succedeva ieri, sui motivi che scatenarono la Guerra del Peloponneso descritta
dallo storico greco, il problema si ripone in modo concreto. Questa dinamica suggerisce che il conflitto è spesso
causato dalla paura strutturale della possibile perdita di potenza, non solo dalla
volontà delle parti. Ci si domanda: "Oggi, possono l’America e la Cina sfuggire
alla “Trappola di Tucidide?". Difficile che possa succedere, perché, come lucidamente scrisse nel suo libro Graham Allison, le tensioni che si manifestano tra due
grandi Stati in competizione, quando una nuova potenza emergente tenta di
sostituire una potenza già consolidatasi come egemone, risulta molto difficile evitare il
conflitto.
Amici, che La Trappola di
Tucidide valga oggi come ieri, è dimostrato dal fatto che questa 'espressione è
stata addirittura ripresa dal Leader cinese Xi Jinping, in occasione dell'incontro con
Donald Trump tenutosi il 14 maggio 2026. La battuta del Presidente cinese in
occasione dell’atteso faccia a faccia con il capo della Casa Bianca è un modo abbastanza chiaro per confermare quanto prima affermato sulla attuale rivalità tra
Washington e Pechino. "La Cina e gli Stati Uniti possono superare la
trappola di Tucidide e creare un nuovo paradigma di relazioni tra grandi
Paesi?", ha chiesto Xi riferendosi all'espressione resa celebre dal
politologo di Harvard Graham Allison per indicare il rischio che il confronto
tra una potenza in ascesa e una potenza già dominante degeneri in guerra.
Amici, il futuro sulle
relazioni tra gli USA e Pechino rimane di certo "in dubbio". Lo stesso Graham
Allison nel suo libro non affermò che il conflitto è sempre “inevitabile”, ma solo a
condizione che entrambe le parti riconoscano la natura strutturale della
competizione e la governino politicamente. Il Presidente cinese parla di un
mondo arrivato ad un "nuovo crocevia", attraversato da trasformazioni
"mai viste in un secolo" e da una situazione internazionale
"fluida e turbolenta". È una formula che Pechino usa da tempo per descrivere
il passaggio da un ordine globale a guida occidentale (USA) a un sistema nel
quale la Cina rivendica un ruolo da grande potenza.
Nel suo messaggio a
Trump, Xi presenta la Cina come una potenza responsabile, interessata a evitare
lo scontro frontale e a collaborare sui dossier globali, e chiede implicitamente
agli Stati Uniti di non trattare la sua ascesa come una minaccia da contenere.
"Superare" la trappola di Tucidide significa quindi, per Pechino, costruire una relazione tra pari, con meno competizione ideologica, meno
pressione militare nel Pacifico, oltre ad un maggiore riconoscimento degli interessi cinesi su
dossier sensibili come Taiwan, commercio, tecnologia e sicurezza regionale.
Cari amici, a volte
l’apparenza inganna! I sorrisi tra Trump e Xi ci sono e sembrano anche significativi, ma
ci sarà ancora margine per evitare che il destino delle relazioni tra Usa e
Cina sfoci in un conflitto anche militare? Un esito positivo potrà avvenire
solo se entrambe le due potenze accetteranno di definire precise regole di
convivenza, riconoscendosi come grandi potenze. Come consuetudine nella
retorica cinese, la formula resta ambigua. Per Washington può suonare come un
invito alla prudenza, ma anche come una richiesta di accettare la proiezione
globale della Cina, mentre per Pechino è il modo per sostenere che il vero
pericolo non sarebbe l'ascesa cinese in sé, ma la reazione americana. Cari lettori, è alquanto difficile
predire il futuro!
A domani.
Mario





































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