Oristano 7 gennaio 2026
Cari amici,
Che nella società umana “IL
CAMBIAMENTO” sia una costante che non si arresta mai è una verità indiscutibile.
Col passare del tempo la società lentamente ma inesorabilmente cambia, si
evolve. Si, addirittura con l’arrivo nel Terzo Millennio, connotato da una
tecnologia galoppante, i cambiamenti avvengono sempre più in fretta, dato il
costante avanzare della rivoluzione tecnologica che sembra scavare solchi
enormi tra una generazione e l’altra. Ebbene, in un contesto così
effervescente, vediamo come vivono questi velocissimi cambiamenti le nuove
generazioni.
Un’interessante analisi
del CDC (Center for Disease Control) statunitense ha di recente
effettuato uno studio, in cui vengono ripercorsi tutti i trend più importanti
sui comportamenti delle nuove generazioni nell’arco degli ultimi trent’anni. Dal
fumo all’uso di alcol e droghe, dall’educazione sessuale alle ore di sonno, dal
binge watching (maratona televisiva o abbuffata di serie TV) all’ uso dei
dispositivi elettronici e della salute mentale; questi sono solo alcuni degli
aspetti più rilevanti analizzati nei vari sondaggi effettuati all’interno delle
scuole statunitensi.
Amici, ma la cosa che più
sconcerta (in quanto molto diverso da quello delle precedenti generazioni) è il
comportamento passivo delle nuove generazioni, in particolare quelli della
cosiddetta Generazione Z, che comprende (all’incirca) gli individui nati negli
anni 1997-2012 (quindi di età compresa tra 12 e 28 anni), considerati i primi
veri «nativi digitali». Secondo una recente indagine, presentata a Washington
alla Conferenza 2025 della Society for Risk Analysis, un'organizzazione
multidisciplinare globale dedicata al progresso della scienza e della pratica
dell'analisi del rischio, la Generazione Z vede il mondo attuale come un posto
«spaventoso».
L’indagine portata avanti
ha spaziato dalla politica alle convinzioni sul mondo, dai diritti alle
prospettive future, ma anche a quelle legate all’eventuale percezione del
rischio; la maggior parte degli intervistati ha dato risposte che hanno
evidenziato che «La Generazione Z vede il mondo come un posto spaventoso» e la
maggior parte di loro la pensava così anche in prima persona. Si, per la
Generazione Z il mondo sarebbe proprio «spaventoso», a causa dei diversi
fattori capaci di creare in loro quel “senso di impotenza” dovuto alla
convinzione di non poter cambiare le cose.
Questo scarsa possibilità
di controllo sulla propria vita spinge oggi la Generazione Z ad avere una
visione negativa del futuro, accompagnata da sentimenti di stress o depressione
su temi per i quali non esistono soluzioni facili (come il cambiamento
climatico). I rischi più importanti e pressanti identificati dalla Generazione
Z sono stati: Le sparatorie a scuola e la presenza di armi da fuoco, Il
panorama dei social media e l’uso dei dati personali da parte delle aziende di
social networking, La discriminazione e i diritti dell'immigrazione, Le
divisioni politiche (in particolare legate alla leadership presidenziale), I
problemi di salute mentale, La sicurezza percepita e i tassi di criminalità, Le
preoccupazioni economiche.
Gli esiti della ricerca hanno
rivelato che la Generazione Z percepisce il rischio in bianco e nero, valutando
le situazioni come «sicure» o «pericolose», piuttosto che comprendere che i
rischi coprono un ampio spettro di possibilità e possono essere valutati e
gestiti. Ciò contribuisce ad avere una visione del mondo in cui i giovani
«percepiscono il rischio ovunque si girino». La ricerca ha rivelato impatti
particolarmente gravi di percezione del rischio sulle giovani donne: quasi
tutte ritengono minacciati o lesi i propri diritti di scelta riguardo alla
procreazione.
Sulla base delle sue
ricerche precedenti, il gruppo di lavoro ha osservato un reale cambiamento di
prospettiva nella Generazione Z, che sarebbe diventata più negativa, cinica e
spaventata. «Sono molto sorpreso dal crescente cinismo - ha affermato Gabriel Rubin, Professore di studi sulla giustizia presso la Montclair State University -. Quando ho iniziato questa ricerca nel 2022, le interviste
erano ottimistiche, tuttavia, con il passare del tempo, le opinioni della
Generazione Z stanno cambiando e c'è la sensazione generale che essere motori
di cambiamenti sia difficile».
Cari amici, che le Nuove
Generazioni abbiano sempre faticato a trovare la loro strada, sempre diversa da
quella della generazione precedente, è una realtà assodata, ma quest’ultima,
ovvero la Generazione Z, credo che trovi difficoltà alquanto più serie.
A domani.
Mario












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