Oristano 10 maggio 2026
Cari amici,
L’olio di Argan è un
prezioso olio di origine marocchina, ottenuto dai frutti dell’argania
spinosa, detta anche “albero della vita”. L’Argania è un albero che cresce
da 80 milioni di anni solo nel sud-ovest del Marocco, in zone aride e
montagnose. Il motivo per cui l’argania è così chiamata è legato al fatto che
offre dei frutti, dal quale si ricava appunto l’olio di argan, fonte di molteplici
proprietà benefiche, utilizzate da secoli sia in campo alimentare che estetico.
Quest’olio, puro, spremuto a freddo, risulta alquanto ricco di particolari benefici, sia in campo estetico che alimentare, tanto che questi costituiscono uno dei segreti meglio custoditi dalla
popolazione del Marocco.
Ottenuto manualmente da capaci
donne berbere che lavorano i frutti dell’Argania secondo l’antica ricetta
tradizionale, questo olio prezioso, come accennato prima, non è solo un condimento: è un vero e
proprio superfood alimentare! Dal gusto leggermente tostato e nocciolato, si
usa a crudo per arricchire insalate, couscous, zuppe, verdure grigliate, pane
caldo o perfino dolci. Una sola cucchiaiata al giorno è sufficiente per godere
delle sue numerose proprietà nutritive: eccole! È ricco di vitamina E, omega 3
e antiossidanti naturali, il suo consumo sostiene il cuore, la pelle e il
sistema immunitario, è facilmente digeribile, ed è anche anti-infiammatorio. Insomma una meraviglia!
Quest’olio, amici, è un
olio davvero raro e pregiato! Prodotto in piccole quantità, risulta perfetto per chi
ama prendersi cura di sé attraverso ciò che porta a tavola. «Sentire l’odore
delle mandorle di argan tostate è come tornare all’infanzia, quando mi sedevo
accanto a mia nonna e alla fine della settimana preparavamo l’olio per tutta la
settimana successiva», dice Hafida, vicepresidente di Ajddigue, una cooperativa
di donne produttrici di olio di argan vicino a Essaouira. L’argan sembra essere
un amico d’infanzia che segue e accompagna le persone durante tutta la loro
vita.
Come accennato prima, Sono
le donne che raccolgono l’Aafiush, l’argan fresco, che messo ad asciugare sulle
terrazze d’argilla diventa Aqqain. A questo punto, la più anziana della
famiglia rimuove il primo strato del frutto, una buccia morbida e facile da
separare, per ottenere l’Irgan, un nocciolo duro e liscio. Spetta alla donna
più giovane la parte più difficile del lavoro: aprire l’Irgan ed estrarre il
Tsein, la parte interna bianca e morbida, da tostare sul fuoco per ottenere
l’olio commestibile. La donna “di mezzo” della famiglia, la più forte, sarà
incaricata di macinare il Tsein, trasformandolo in una pasta densa e marrone, usando poi l’acqua per separare l’olio. Ci vogliono due ore di miscelazione e 35 kg
di Aafiush per ottenere 1 litro di olio. In questo processo nulla viene
sprecato: le bucce diventano cibo per animali e la pasta delle mandorle
schiacciate diventa un’eccellente maschera per viso e capelli.
Nel nostro mondo occidentale è più noto “L’olio cosmetico di argan”, che si ricava, a differenza
di quello alimentare, da mandorle non tostate. Le Comunità marocchine, invece, consumano
spesso l’olio di argan alimentare, perché convinti che la vita, col suo uso costante, sarà
più sana e lunga. Infatti, l’olio di argan non ha solo proprietà cosmetiche, ma
anche virtù anticancerogene e drenanti. L’uso di altri oli più a buon mercato, a
partire dagli anni Settanta e Ottanta, ha limitato l’uso dell’olio di argan
nell’alimentazione per gli alti costi, ma, ciò nonostante, l'olio di argan continua a mantenere un suo ruolo
centrale nella cultura locale, riservato alle occasioni
speciali.
Amici, proprio per colpa dell’alto prezzo dell’olio di argan, aumentato in particolare negli ultimi dieci anni, il suo utilizzo per uso cosmetico è diventato a prezzo proibitivo. Inoltre, anche l’eccessivo sfruttamento degli alberi di Argania spinosa, considerato che hanno un ruolo chiave
anche per la pastorizia locale, ne ha messo in pericolo la riproduzione. Anche la siccità, causata dal cambiamento
climatico, sta rendendo le foreste sempre più fragili e vulnerabili. Tutto questo mette a
rischio di esaurimento la foresta endemica, che è essenziale per proteggere
tutta la regione dalla desertificazione.
Cari amici, oggi
obiettivo comune di FAO E SLOW FOOD è quello di salvaguardare quel particolare territorio
dove da 80 milioni di anni vive l’Argania spinosa; un territorio agro-culturale
dove le popolazioni custodiscono i preziosi, antichi saperi di questo prodotto
meraviglioso. Proprio per questo Slow Food e la FAO operano unite alla celebrazione della
Giornata internazionale dell’albero di Argan, proclamata quest’anno
dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite proprio oggi: 10 maggio 2026!!!
A domani amici lettori.
Mario

































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