Oristano 15 giugno 2026
Cari amici,
Che il BULLISMO
sia un fenomeno in crescita, con un costante aumento della violenza, è,
purtroppo, una triste realtà. Ci si interroga su come il fenomeno sia nato e
continui a crescere, attribuendo colpe a destra e a manca, che vanno dalla
società alla scuola e alla famiglia. La realtà è che nel bullismo non esiste
un'unica "colpa" individuale, poiché si tratta di un fenomeno sociale
e relazionale complesso. Le responsabilità sono da condividere da parte di tutti gli attori del contesto
odierno, nel quale crescono le nuove generazioni. A vario titolo, sono colpevoli di agevolare questo
triste fenomeno, la famiglia, la scuola, il contesto sociale, i social
media e la società in generale.
La FAMIGLIA,
amici, è il primo contesto dove nasce e cresce il bullismo, in quanto l'educazione
genitoriale svolge un ruolo cruciale: stili educativi basati su iper-controllo,
assenza di regole (permissivismo) o, al contrario, un'aggressività latente in
famiglia, sono tutti comportamenti che, giorno dopo giorno, favoriscono lo
sviluppo di comportamenti prevaricanti nei figli. La principale educazione dei
figli, quella fondamentale, infatti, inizia e si concretizza in casa. Sono le dinamiche domestiche
che, quando inappropriate, possono inavvertitamente agevolare la crescita di un
bullo. Ecco alcuni esempi.
Quando si vive in "Assenza di limiti
chiari": La mancanza di regole certe, e delle relative conseguenze coerenti, impedisce
al bambino di sviluppare il senso del limite e il rispetto per l'autorità. Al
contrario, uno "Stile educativo autoritario", ovvero quando i genitori utilizzano punizioni fisiche, umiliazioni o un controllo rigido sul minore, essi gli
insegnano, tramite l'esempio, che il potere si esercita attraverso la
prevaricazione e la forza. Anche certi "Comportamenti incoerenti", come giustificare
sempre i comportamenti scorretti del figlio, sminuendo le sue colpe (es.
"sono solo ragazzate"), ostacolano l'empatia e impediscono al minore di assumersi la responsabilità di quanto messo in atto.
E non è tutto, amici
lettori. Anche genitori che Mancano di intelligenza emotiva, ovvero risultano
emotivamente distanti dal figlio, non aiutano il bambino a identificare,
esprimere e gestire le proprie emozioni (come la frustrazione o la rabbia),
spingendo in questo modo il minore a sfogare questi disagi sui coetanei. Che
dire, poi, di una famiglia dove è presente in modo costante il Conflitto?
L’Esposizione dei figli ai conflitti dei genitori, ovvero costretti a crescere
in un ambiente familiare caratterizzato da violenza verbale, fisica o da forte
ostilità tra i genitori, instilla in loro il convincimento che l'aggressività sia
l’arma per risolvere i conflitti.
Per i minori, restare
immersi, giorno dopo giorno, in una famiglia rigida e litigiosa, pesa più di
quanto piaccia ammettere. Un bambino osserva tutto: il tono con cui gli adulti
litigano, il modo in cui uno zittisce l’altro, le battute fatte davanti agli
ospiti, le scuse mai arrivate, il sarcasmo spacciato per carattere, le urla poi
archiviate con un “passato tutto”. Assorbe anche quello che nessuno chiama
violenza perché sembra ordinario: parlare dall’alto in basso, prendere in giro
una fragilità, trasformare l’errore in umiliazione, punire senza spiegare,
ignorare un pianto perché si ha fretta.
Molti genitori non si
rendono conto che queste abitudini possono trasformare i loro figli in bulli,
convinti, magari, che i colpevoli siano altri e non la famiglia. Per
contrastare queste errate dinamiche familiari, gli esperti raccomandano ai
genitori di adottare uno stile autorevole (basato sul calore affettivo ma al
contempo su regole eque) e mai autoritario, di promuovere il dialogo aperto e
di insegnare attivamente il rispetto per l'altro.
Cari amici, come
accennato prima, lo sviluppo del bullismo non è da attribuire solo ai genitori
che gestiscono maldestramente l’educazione genitoriale. Certo, è fuori dubbio che anche la scuola
ha le sue colpe, come, sono allo stesso tempo colpevoli il contesto sociale
e i social media; proprio i social media sono quelli che hanno
amplificato il fenomeno, creando il cyberbullismo. La facilità
dell'anonimato, la ricerca di "like" e la cultura dell'odio (hate
speech) hanno normalizzato la denigrazione. Sarà possibile trovare una
soluzione per una crescita delle Nuove Generazioni, senza BULLISMO? Io credi di
sì, ma indubbiamente ci sarà molto da lavorare, in tutti i campi!
A domani.
Mario















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