Oristano 17 marzo 2026
Cari amici,
È successo e continua a
succedere a tanti. Dopo aver lavorato
intensamente, stringendo i denti e aspettando una o due settimane di meritato riposo
e relax, di colpo ci accorgiamo di star male: il naso ci cola, il mal di testa
ci tormenta, e spesso di notte dormiamo poco e male. Ci viene lo sconforto, perché
abbiamo già le vacanze prenotate con aereo e albergo, e questi fastidi ci
mettono in crisi. Gli studiosi hanno accertato che queste indisposizioni esistono
e prendono il nome “MALATTIA DA TEMPO LIBERO”. È stata descritta per la
prima volta nel 2001 dagli psicologi olandesi Ad Vingerhoets e Maaike Van
Huijgevoort, e colpisce soprattutto chi svolge un lavoro dai ritmi intensi e
stressanti, e, il fatto di staccare la spina, sconvolge nel soggetto quell’intenso
processo mentale predisposto per far fronte allo stress da superlavoro.
Quella degli psicologi
olandesi Ad Vingerhoets e Maaike Van Huijgevoort, non è una “diagnosi medica ufficiale”, ma un fenomeno osservato da
anni in ambito clinico e scientifico. I sintomi possono variare da semplici
raffreddori e mal di testa a disturbi più complessi come insonnia, ansia e
depressione temporanea. Dietro questo particolare fenomeno c’è l’operatività
del nostro cervello, che, durante i periodi di stress, produce adrenalina e
cortisolo: la prima ci mantiene vigili ed energici, il secondo ha un effetto
antinfiammatorio che temporaneamente sopprime la risposta immunitaria. Quando,
arrivato il periodo di tempo libero, lo stress cala bruscamente e i livelli
ormonali cambiano in modo repentino, lasciando il corpo in uno stato di
“rimbalzo parasimpatico”. È in questo momento che possono emergere dei sintomi
nascosti e il sistema immunitario può diventare più vulnerabile.
La MALATTIA DA TEMPO
LIBERO colpisce in maggior misura chi ha uno stile di vita molto frenetico, chi
non riesce a rilassarsi facilmente o chi ha tratti perfezionisti. È leggermente
più diffusa tra gli uomini, ma può interessare chiunque viva con forte
pressione professionale o personale. Anche eventi di vita importanti – un nuovo
lavoro, un matrimonio o la nascita di un figlio – possono essere associati al
primo episodio di malessere da svago. Molte persone raccontano di essere
colpite da mal di testa o da vere e proprie emicranie proprio nei primi giorni
di pausa. Altri, invece, si trovano a fare i conti con sintomi simili a un
raffreddore o a una lieve influenza, con naso chiuso, gola irritata e senso di
spossatezza. Possono subentrare inoltre dolori muscolari o articolari,
difficoltà a dormire, irritabilità e un senso di malinconia o ansia senza un
motivo apparente. Nella maggior parte dei casi, i disturbi svaniscono non
appena si torna alla solita routine lavorativa.
Amici lettori, gli
esperti suggeriscono cosa fare per prevenire e gestire questa curiosa malattia
da tempo libero. Ecco un piccolo decalogo che può aiutare a tenere sotto
controllo questo problema. 1. Gestire lo stress quotidiano. Cercare di non
aspettare le vacanze per rilassarsi: inserire nella giornata micro-pause e
tecniche di respirazione per scaricare la tensione accumulata. 2. Curare il
sonno. Mantenere orari regolari e dormire tra le 7 e le 9 ore a notte:
questo aiuterà a stabilizzare il sistema nervoso e immunitario. 3. Seguire
un'alimentazione equilibrata. Consumare pasti regolari e ricchi di
nutrienti, evitando eccessi di caffeina e alcol, che possono destabilizzare il
corpo nei momenti di riposo.
4. Idratarsi
costantemente. Bere acqua durante tutta la giornata. Farlo in particolare
prima e durante i viaggi previene mal di testa, stanchezza e cali cognitivi. 5.
Mantenere una routine leggera anche in vacanza. Non abbandonare
completamente le buone abitudini: mantenere orari simili di sonno e un minimo
di attività fisica per favorire la transizione. 6. Praticare attività fisica
regolare. L’esercizio, soprattutto nei giorni che precedono weekend e
ferie, aiuta il corpo a scaricare lo stress e a passare gradualmente alla
modalità relax. 7. Coltivare attività rilassanti. Meditazione, lettura,
hobby creativi o passeggiate all’aperto favoriscono un rilassamento mentale più
profondo.
8. Prepararsi
gradualmente alle vacanze. Ridurre progressivamente il carico lavorativo
prima delle ferie, evitando di arrivare al giorno della partenza già esausti.
9. Curare a fondo l’igiene e la salute di base. Lavarsi spesso le mani,
mangiare in modo sano e dormire a sufficienza: questo aiuterà a ridurre il
rischio di ammalarsi proprio nei giorni liberi. 10. Accettare i segnali del
corpo. Imparare ad ascoltare i messaggi che il corpo invia: fermarsi quando
necessario per prevenire défaillances improvvise nei momenti di riposo.
Cari amici, a tanti di noi è capitato di incappare proprio
in questa sindrome da “distacco” dalla routine quotidiana, per cui credo che i
consigli suggeriti siano davvero un buon antidoto per evitare, dopo averle a
lungo sognate, di rovinare le nostre vacanze!
A domani.
Mario

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