Oristano 12 febbraio 2026
Cari amici,
Nel mondo sono state
catalogate ben “CINQUE (5) AREE”, (le cosiddette BLUE ZONES), dove è
dimostrato che si vive più a lungo, e, una delle più importanti si trova ad Okinawa
in Giappone. Le altre, oltre Okinawa, come altre volte riportato su questo
blog, sono: Ikaria in Grecia, l’Ogliastra in Sardegna, Nicoya in Costa Rica e
Loma Linda in California. Ebbene, gli studi su questo interessante argomento
sottolineano che la longevità non dipende solo dai geni (che spiegano meno del
10% della variabilità), ma soprattutto da fattori ambientali e comportamentali.
In passato ho parlando a
lungo dell’argomento, in particolare della nostra Ogliastra, terra sarda di centenari
in buona salute, ma oggi voglio focalizzare la mia attenzione su Okinawa, in
Giappone, dove la cultura orientale ha escogitato diverse soluzioni per
rallentare l’invecchiamento e vivere in modo più sereno l’allungarsi della
vita, consentendo così di vivere una longevità di qualità. Si, amici, ad
Okinawa gli abitanti di quest’isola da
anni mostrano tassi molto bassi di malattie cardiovascolari e di tumori,
rispetto alla media giapponese, derivati, in parte, grazie allo stile di vita
praticato e alle abitudini alimentari particolarmente sobrie.
Ad Okinawa, la salute,
quella senile in particolare, passa da gesti molto concreti: una dieta ricca di
verdure, soia, pesce e cereali integrali; pochissimi cibi ultra–processati;
tanta attività fisica “naturale” (camminare, lavorare nell’orto); forte
coesione sociale. Ma c’è anche una regola culturale molto precisa legata al
cibo: si chiama “HARA HACHI BU”. È questa una regola ricavata dall’insegnamento
di origine confuciana, che a tavola invita a fermarsi quando si è sazi all’80%,
invece di continuare a mangiare fino a sentirsi “super pieni”. Questo comportamento
non è vissuto come “una dieta”, ma come una norma di buona educazione e
di rispetto per il proprio corpo.
Applicare
nell’alimentazione l’Hara hachi bu è, di fatto, una forma di restrizione
calorica moderata, mantenuta costantemente per tutta la vita. Gli studi sui
centenari di Okinawa mostrano che, rispetto ad altre regioni del Giappone,
queste persone hanno storicamente assunto meno calorie, mantenendo però
un’alimentazione molto densa di nutrienti (verdura, legumi, tuberi, soia).
Questo modello è stato associato a valori medi di pressione, colesterolo e peso
corporeo più bassi e a una ridotta incidenza di infarto, ictus e alcune forme
di tumore. Più in generale, una revisione sugli anziani di Okinawa, pubblicata
sugli Annals of the New York Academy of Sciences, collega proprio la
combinazione tra dieta tradizionale e moderata restrizione calorica a un
invecchiamento più “lento” e a una maggiore aspettativa di vita in buona
salute.
Amici, anche al di fuori
del Giappone, la ricerca effettuata su animali e primati mostra che una
riduzione non estrema delle calorie (a parità di nutrienti) migliora molti
parametri di salute: pressione, sensibilità all’insulina, marcatori
infiammatori e funzione cardiovascolare. In diverse specie questo tipo di restrizione
ha allungato sia la durata media sia quella massima di vita: negli studi sui
primati non sempre aumenta gli anni vissuti, ma quasi sempre riduce l’incidenza
di malattie legate all’età. Hara hachi bu è, in piccolo, un modo pratico di
applicare questi principi: niente conteggio di calorie o diete drastiche, ma
l’abitudine quotidiana a lasciare qualche boccone nel piatto. Un gesto semplice
che, ripetuto per decenni, contribuisce a non ingrassare, a proteggere cuore e
metabolismo e, di conseguenza, a vivere più a lungo e meglio.
Amici lettori,
confrontando l’alimentazione degli abitanti di Okinawa con quella dei sardi
d’Ogliastra, personalmente credo di aver trovato delle somiglianze. L'alimentazione
sarda degli Ogliastrini, è una dieta mediterranea tradizionale, basata su
alimenti vegetali (legumi, verdure, cereali integrali come orzo e farro),
frutta fresca, olio EVO e pochi prodotti animali, soprattutto formaggi
pecorini/caprini, e carni ovine/caprine in occasioni sporadiche; un'alimentazione caratterizzata dal consumo di cibi freschi e locali, pochi zuccheri e un uso
limitato di vino rosso (Cannonau), oltre ad una vita attiva; ecco la somiglianza degli
elementi chiave per la longevità, tipici elle "Blue Zone", oltre ad
una costante attività fisica e una felice relazione sociale. Invecchiare
bene, a lungo e in salute, non è un caso ma una corretta scelta di vita!
A domani.
Mario

















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