Oristano 17 GENNAIO 2026
Cari amici,
Il nostro cervello è un
computer straordinario! Le sue capacità non sono statiche, in quanto attraverso
l'esercizio fisico regolare, questo allenamento, che possiamo paragonare a
quello dei nostri muscoli, si mantiene
giovane, plastico e attivo ad ogni età, preservando le funzioni cognitive e la
memoria. È proprio attraverso la NEUROPLASTICITÀ, che esso può affrontare sfide
mentali, nuove esperienze (imparare lingue/strumenti) e proprio a seguito dell'esercizio
fisico regolare, stimolare la formazione di nuove connessioni sinaptiche.
Una delle studiose che ha
cercato più di altre di approfondire per anni questo nostra straordinaria mente
è la dottoressa VANESSA BENJUMEA, che ha ascoltato numerosi pazienti e
lettori che le hanno raccontato in particolare di sentirsi prigionieri della
propria mente. Persone che non riescono a fermare un pensiero negativo, che
rivivono conversazioni passate o anticipano scenari che non si verificano.
"Perché continuo a rimuginare sulle stesse cose se so che non mi fanno bene?",
si chiedevano in molti. Dalla sua doppia prospettiva, quella medica e quella
compassionevole, Benjumea ha insistito sul fatto che non si tratti di mancanza
di forza di volontà, ma di qualcosa di molto più profondo: il modo in cui
funziona il cervello. E una cosa è stata rilevata abbastanza chiara: è
necessario allenare il nostro cervello come i nostri muscoli.
Il suo lavoro come
neurologa, unito alla sua formazione in mindfulness, le ha consentito di
comprendere che la mente è, letteralmente, modellabile. "La
neuroplasticità è la base su cui si fondano tutte le strategie che ci aiutano a
hackerare la nostra mente e modificare i modelli di pensiero", ha spiegato.
La neuroplasticità prima accennata, altro non è che la capacità del nostro cervello
di creare nuove connessioni neuronali lungo tutto l’arco della vita. Vale a
dire, la nostra mente non è "fissa": può cambiare, reimparare,
riorganizzarsi.
"E così come esiste anche
una neuroplasticità negativa – spiega meglio la dottoressa VANESSA BENJUMEA - perché quanto più ruminiamo un pensiero o
quanto più ci lamentiamo, tanto più rafforziamo quelle reti neuronali del
malessere, esiste anche una neuroplasticità positiva, che ci permette di creare
nuovi neuroni e connessioni neuronali nei circuiti di regolazione emotiva, di
attenzione consapevole e del flusso di pensiero normale".
La Benjumea paragona questo
processo all’allenamento dei muscoli. Quanto più si ripete un movimento, tanto
più forte diventa. E lo stesso accade con i pensieri. Ogni volta che una
persona si lamenta, giudica o ripete un pensiero intrusivo, rafforza le connessioni
neuronali che lo sostengono. Ma avviene anche il contrario: è possibile
indebolire quei circuiti e rafforzarne altri più salutari. La studiosa paragona
questo processo, come detto prima, all’allenamento dei muscoli. Se è vero che ogni volta che ci lamentiamo, giudichiamo o ripetiamo un pensiero intrusivo, rafforziamo le nostre connessioni neuronali, può succedere anche il contrario: è
possibile indebolire quei circuiti e rafforzarne altri più salutari.
Questo approfondito
studio effettuato su basi scientifiche è stato riportato in un suo interessante
libro: 'MENTE CALMA', un libro che è anche un "kit di pronto
soccorso" per quando i loop mentali diventano insopportabili. La sua
proposta combina il rigore della neurologia con strumenti di attenzione piena e
autocompassione. Non promette di eliminare i pensieri negativi, perché questo
sarebbe impossibile, bensì di cambiare la relazione che manteniamo con essi.
Cari amici, questa grande
studiosa sostiene che pensare meglio non significa pensare meno, ma farlo in
modo più consapevole. L’obiettivo è che la mente lavori a nostro favore e non
contro di noi. Quelle pause necessarie per eliminare le negatività, aggiunge, non nascono dall’oggi al domani. Richiedono una pratica costante: fermarsi prima di rispondere a un messaggio impulsivo,
respirare quando compare l’ansia o semplicemente riconoscere che siamo
intrappolati in una catena di pensieri negativi. Ecco, cari lettori, come è flessibile la nostra mente, e... di cosa è capace!
A domani.
Mario












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