Oristano 27 marzo 2026
Cari amici,
Si avvicina la PASQUA e i dolci sono certamente un prodotto alquanto utilizzato! Che la Sardegna annoveri
straordinarie eccellenze alimentari, in particolare dolciarie, non sono certo io il primo a dirlo, e tra le varietà di questa grande ricchezza, oggi voglio parlare con Voi di una curiosa specialità
dolciaria, presente in un piccolo paese del Cagliaritano, precisamente
Vallermosa. Questi particolari dolci sono “IS MORETTUS”, dei particolari biscotti che si narra siano nati
dall’ingegno di una signora del paese che, utilizzando degli ingredienti
semplici della tradizione contadina, riuscì a creare questo dolce alquanto
rinomato.
Amici, VALLERMOSA è
un paese del Cagliaritano alquanto piccolo, contando poco meno di 2mila anime;
lo si raggiunge soprattutto nel periodo delle feste paesane, e risulta alquanto
gradito perché il visitatore riesce
subito ad immergersi in un paesaggio tranquillo, silenzioso, domestico, circondato
da vigne, olivi e una dimensione prettamente rurale. È qui che è nato questo
straordinario biscotto che è entrato qualche anno fa ufficialmente nell’elenco dei Prodotti
Agroalimentari Tradizionali (PAT) della Sardegna, un riconoscimento che
certifica ciò che a Vallermosa era già chiaro: questo dolce non è solo buono, ma fortemente identitario.
I dolci sardi, in linea
di massima, sono i dolci della tradizione, in quanto si fondano su un sistema
culturale e rituale profondamente radicato nel tempo, legato alle feste
religiose, ai passaggi della vita sia in letizia che nel dolore. Gli
ingredienti? mandorle, miele, spezie e agrumi, che danno forma a un patrimonio
di identità locali forti, spesso condivise da più paesi attraverso ricette
simili, tramandate negli stessi contesti e con gli stessi rituali. A questa
logica, però, fanno eccezione IS MORETTUS, in quanto non appartengono a
una geografia ampia né a una famiglia di dolci replicabili, ma vivono una vita esclusiva
a Vallermosa, legati in modo inscindibile a un luogo, a una Comunità, e
praticamente ad una sola pasticceria che ne custodisce la memoria.
Is Morettus, in realtà,
sono una curiosa eccezione alla regola generale, e vivono la loro vita
particolare che li rende celebri, prodotti
da una piccola bottega artigianale: LA PASTICCERIA S’OFFELLERIA, dove da oltre
vent’anni Is Morettus sono il vero simbolo dolce della tradizione locale. Un
caso raro, quasi anacronistico, che restituisce al cibo il suo ruolo più
autentico: quello di custode della memoria. A raccontare ai tanti curiosi la
storia di come è nato questo biscotto è Luca Zorco, titolare della pasticceria
e custode di questa storia. «Questo dolce è nato da
mia nonna – dice Luca Zorco – e in antichità era una crostata. Successivamente
siamo riusciti a ritrasformarlo in un fagottino, per renderlo vendibile, ma
soprattutto per raccontarlo»; «Fu la scoperta di un vecchio quaderno di ricette
della nonna a far venire l’idea di provare a ricostruire un dolce che avesse il
sapore e il profumo del dolce di casa, quello della nostra infanzia, spiega Zorco, e questo, nei dolci sardi, non
è così comune! Un dolce ha dei valori, delle fondamenta, e noi abbiamo
investito tanto tempo e tanta voglia per poterlo tramandare alle future
generazioni».
Is Morettus si presentano
con l’involucro di pasta frolla dal colore bruno lucido che richiama il nome,
mentre il ripieno, umido e speziato, avvolge il palato: mandorle, uva passa,
cannella, Marsala e altre spezie. La ricetta di Zorco è ovviamente segreta, ma
gli ingredienti sono più o meno questi, per un dolce che è come le ciliegie:
uno tira l’altro. Chi entra in pasticceria spesso non sa cosa aspettarsi. La
forma non rivela il contenuto, il nome incuriosisce. Così commenta Luca Zorco: «La prima cosa che
facciamo è farlo assaggiare. Dopo che lo gradiscono, iniziamo a raccontarlo:
dal principio, dalla famiglia, dal paese. E quando lo leghi a Vallermosa, viene
apprezzato di più».
Cari amici, questo
particolare biscotto mi ha incuriosito non poco e penso che possa essere anche
un buon richiamo turistico!! La domanda è: “Può un semplice biscotto fare da
traino per il turismo”? Chi si intende di turismo dà una risposta che è
affermativa, tanto che non è un caso che una parte significativa della
produzione della pasticceria sia dedicata proprio ai Morettus e, in ottobre, ci
sia anche una sagra dedicata, che richiama un gran numero di turisti e golosi.
Portarli fuori dall’isola significa portare con sé Vallermosa, senza separare
il dolce dal luogo che lo ha generato. Credo che i lettori curiosi siano già pronti ad andare ad assaggiarli!
A domani, amici lettori.
Mario























































