Oristano 11 agosto 2026
Cari amici,
Il post di oggi credo che
mi sia proprio congeniale, considerato anche io sono nato MANCINO! Essere
mancini significa avere una naturale predisposizione a utilizzare
prevalentemente gli arti e gli organi di senso del lato sinistro del corpo (in
particolare la mano). Quanto alla loro diffusione si è accertato che i mancini
sono circa il 10-15% della popolazione mondiale, in quanto è l'emisfero
cerebrale destro del loro cervello che controlla la parte sinistra
dell'organismo, il contrario dei destrimani. Essere mancini, dunque, è una
caratteristica neurobiologica determinata da fattori genetici e dallo sviluppo
dell'embrione.
Il neurologo dell'azienda
ospedaliero universitaria Vanvitelli Dottor Luigi Lavorgna, così si
esprime sui mancini: “In realtà il 10-15% della popolazione è mancina, e questa
percentuale abbastanza ampia può far emergere campioni e geni in ogni campo. Un
mancino è per definizione un individuo che sa usare preferibilmente il lato
sinistro del corpo per le attività motorie, il che rimanda alle funzioni e
specializzazioni dell'emisfero controlaterale che nei mancini è dominante a
destra. Essere mancini ha una origine multifattoriale, basata su varianti
genetiche, sviluppo prenatale durante la gravidanza, sulla maturazione
cerebrale, sul neuro sviluppo e una serie di altre variabili biologiche molto
complesse che emergono dagli studi più recenti sui geni coinvolti nella
organizzazione cellulare generale”.
“Il cervello – continua il
neurologo - ha due emisferi speculari, ma ognuno è geneticamente determinato a
una specializzazione con la presenza ad esempio dell'area del linguaggio e
dell'udito, prevalentemente sull'emisfero di sinistra, mentre il destro, che
presiede alle attività motorie della parte sinistra è muto. I geni che
codificano per le asimmetrie cerebrali sono coinvolti nel mancinismo. Che i
mancini siano associati a maggiore creatività e genio è per certi versi vero e
affascinante ma è una semplificazione. In pratica le persone mancine sono più
studiate per cercare di capire le asimmetrie del loro cervello.”
Ci si chiede: Come mai la
percentuale dei mancini è rimasta praticamente invariata dopo molti anni? Gli
studi hanno appurato che questa percentuale si mantiene stabile da 500mila anni,
presumibilmente per una ragione scientifica. Alcune teorie fanno riferimento ai
nostri progenitori guerrieri che usavano la destra per la spada e la sinistra
per lo scudo proteggendo meglio, se destrimani, il cuore e l'aorta. Ma la
risposta a questi interrogativi della scienza non è semplice. I destrimani
avrebbero un vantaggio nella coordinazione e nell'uso degli attrezzi. Spada
compresa. Per milioni di anni l'uomo ha usato attrezzi. Lanciare, scheggiare
pietre, usare archi, spade, aratri.
Quale, dunque, il
vantaggio dei mancini? L’effetto sorpresa: se i destri sono il 90%, il mondo è
fatto per i destri. Porte, forbici, mouse, armi. Ma proprio per questo il
mancino ha un vantaggio agonistico. Nello sport si chiama southpaw advantage.
Un mancino tira, calcia, colpisce da un angolo in cui il destro non si allena
mai. Maradona, Nadal, hanno fatto la storia così. In passato anche in
battaglia: uno spadaccino mancino metteva in difficoltà chi era abituato a
combattere contro destri. Quindi la natura terrebbe i mancini intorno al 10%
perché è il "punto perfetto": abbastanza pochi da essere
imprevedibili ma non così tanti da perdere il vantaggio della sorpresa. I
biologi lo chiamano equilibrio evolutivo a frequenza-dipendente.
Per questo la selezione
naturale "frena" la percentuale e la tiene bassa. In sintesi, i
destrimani hanno vantaggio nella cooperazione, nell’uso degli attrezzi e nella
stabilità cerebrale. I mancini uno svantaggio
nella vita quotidiana ma vantaggio competitivo nello sport, nella guerra e
nella creatività. Attenzione i mancini non sono supereroi ma hanno più
flessibilità, più creatività, migliore recupero dopo ictus. A volte però fanno
più confusione, hanno più difficoltà a scegliere "un solo" modo di
fare le cose. Per questo nei test vediamo più mancini sia tra i geni assoluti
che tra chi ha disturbi dell’apprendimento. Le code della distribuzione sono
più larghe. In poche parole i destri sono specializzati, i mancini più
generalisti.
Amici, Nel mezzo tra
destri e mancini ci sono altre due categorie: gli ambidestri e i mancini
"corretti". La scienza li studia da anni perché sono la prova che la
lateralizzazione non è bianco o nero. Gli ambidestri veri, quelli che scrivono
uguale con entrambe le mani, sono rarissimi. Parliamo dello 0,1% della
popolazione. 1 su 1000. La maggior parte di quelli che si definiscono
"ambidestri" in realtà sono misti. Scrivono con la destra ma tirano
col sinistro, tagliano col sinistro, e giocano a tennis col dritto di sinistra.
Leonardo da Vinci scriveva da destra a sinistra con la sinistra, ma disegnava
con entrambe.
In ultimo ci sono i “mancini
forzati”. Sono quelli a cui – come me - da piccoli è stato
"insegnato" a usare forzatamente la destra. Fino agli anni 70-80 a
scuola era prassi comune. Il cervello era cablato per il sinistro ma per anni è
stato allenato a fare tutto con la destra. Molti dei “corretti” diventano
abilissimi con entrambe le mani. Usano la destra per scrivere ma il sinistro
resta dominante per sport, musica, forza. Il cervello impara a usare entrambi
gli emisferi in modo molto efficiente. Alcuni studi li collegano a maggiore
perfezionismo e ansia. Hanno passato l’infanzia a "lottare" contro la
loro natura. Oggi la neurologia è chiara: forzare un bambino mancino a
diventare destro non serve e può dare solo problemi. Meglio lasciargli usare la
mano sinistra che il destino gli ha dato!
Cari amici, volete sapere
come mi sento IO, da mancino corretto? Contento di essere nato mancino!
A domani.
Mario









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