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venerdì, febbraio 26, 2016

LE TASSE SONO COME L’ARABA FENICE: SI RIGENERANO SEMPRE. DOPO LA “SPARIZIONE” DELLA TASI SULLA PRIMA CASA, ARRIVA LA TASSA SUGLI ASCENSORI.

Oristano 26 Febbraio 2016
Cari amici,
Quand’ero piccolo mi affascinavano molto i prestigiatori (Silvan, in particolare): nelle loro magiche mani apparivano e sparivano le cose più impensabili, dalle monete alle carte da gioco, così come dal loro capello… uscivano conigli o fazzoletti che non finivano mai! Come le nostre tasse: né elimini una e ne nascono due. Perché oggi inizio il post partendo dai prestigiatori? Semplice, perché mi dà l’impressione che anche per le tasse sia tutto un gioco di prestigio.
Se, dopo l’abolizione della TASI sulla prima casa, ci eravamo convinti che il balzello fosse solo un brutto ricordo, dobbiamo ricrederci: è in arrivo un altro salasso, pronto ad alleggerire presto le nostre tasche. E' la 'tassa' sull'ascensore, che, secondo quanto afferma Confedilizia, potrebbe costare anche il doppio della Tasi. Dichiarata come necessaria, per adempiere alla Direttiva Comunitaria 2014/33/UE sulla sicurezza degli ascensori, il balzello è già approdato sul tavolo del Ministero dello Sviluppo economico, che lo dovrebbe presto trasmettere al Consigli dei Ministri per la messa in esecuzione. Ma vediamo in dettaglio di cosa esattamente si tratta.
Il Ministero dello Sviluppo Economico, richiamandosi alla Direttiva UE, ha fatto approdare sul tavolo del Consiglio dei Ministri uno schema di Decreto del Presidente della Repubblica che impone una verifica straordinaria degli ascensori esistenti, attribuendo ai soggetti incaricati della verifica la facoltà di prescrivere una serie di interventi (certamente costosi) a carico dei proprietari di casa. Un obbligo che – come riconosciuto lo stesso Ministero – non è espressamente previsto dalla Direttiva Europea (di cui il provvedimento costituisce attuazione), emanata «per l’armonizzazione delle legislazioni degli Stati membri relative agli ascensori e ai componenti di sicurezza per ascensori».
La norma predisposta dal nostro Ministero viene motivata con l’esigenza di aumentare il livello di sicurezza degli impianti di ascensore esistenti in Italia, in particolare per quelli messi in uso prima del 1999. Eppure da più parti si mormora che le ragioni siano ben altre. L’attuale normativa sul mantenimento dello stato di efficienza degli ascensori è già di per se abbastanza severa. Basti pensare che ogni sei mesi, per legge, gli ascensori sono sottoposti obbligatoriamente a manutenzione da parte di persona munita di certificato di abilitazione, con verifica di: paracadute, limitatore di velocità, dispositivi di sicurezza, funi, catene, isolamento impianto elettrico e collegamenti con la terra e quant’altro; ogni due anni, sempre per legge, gli ascensori sono sottoposti obbligatoriamente a verifica da parte della Asl o dell’Arpa ovvero di un organismo di certificazione autorizzato dal Ministero dello sviluppo economico e notificato alla Commissione europea; infine, un’altra disposizione – il comma 7 dell'articolo 15 del D.P.R. n. 162/’99, prevede: «Nel caso in cui il manutentore rilevi un pericolo in atto, deve fermare l'impianto, fino a quando esso non sia stato riparato informandone, tempestivamente, il proprietario o il suo legale rappresentante e il soggetto incaricato delle verifiche periodiche, nonché il Comune per l'adozione degli eventuali provvedimenti di competenza».
Eppure, nonostante i livelli di sicurezza in atto appaiano abbastanza efficaci, spunta ora questa nuova tassa, non espressamente prevista dalla normativa UE. Insomma, togliere la Tasi e aggiungere la tassa sull'ascensore sembra proprio quel gioco di prestigio di cui parlavo in premessa. Quando gli italiani pensavano di poter tirare un sospiro di sollievo, ecco dunque che arriva un altro escamotage per far aprire i portafogli! “Introdurre una nuova tassa sugli ascensori, annullando gli effetti dell’abolizione della tassa sulla prima casa, dopo aver tolto la Tasi, sembra davvero singolare”, sostiene infatti la Fiaip, la Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, che in una nota stampa ha ribadito come la scure delle imposte non risparmia proprio più nulla. Fiaip ha quindi sottoscritto l’appello lanciato da Confedilizia al premier Renzi per eliminare la tassa sull’ascensore.
Cari amici, la gente non riesce più a comprendere come mai l’esecutivo Renzi, che a parole ha sempre sostenuto di voler abbassare le tasse sugli immobili, intenda invece porre un ulteriore balzello su milioni di famiglie già provate dalla crisi economica in atto. Sarebbe davvero paradossale il carico di una nuova spesa che annullerebbe in un colpo solo gli effetti dell’abolizione della Tasi sull’abitazione principale, obbligando i proprietari di immobili ad esborsi pari anche al doppio della Tasi abolita.
Qualcuno, maliziosamente, sostiene che forse l’iniziativa nasce con l’intento di ri-animare il mercato delle imprese del settore (che langue) che, a seguito del provvedimento, potrebbero ricavare non poco ossigeno. La realtà dell’economia però, come ben sappiamo, non si anima creando per legge il lavoro dove non c’è, ma riducendo la spesa pubblica, diminuendo le tasse e liberando imprese e cittadini dai vincoli che tarpano loro le ali. Senza provvedimenti di lungo respiro, senza programmazione seria ed anti spreco, non ci sarà futuro né per le imprese né per la Nazione. Prenda atto Renzi che i vecchi limoni spremuti e avvizziti non hanno più succo da dare.
A domani.

Mario

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