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mercoledì, febbraio 17, 2016

ENDEMISMI DI SARDEGNA: LA SALVIA DESOLEANA, LA PARTICOLARE VARIETÀ ISOLANA DALL’AROMA INTENSO E DALLE MOLTELICI VIRTÙ SALUTARI.

Oristano 17 Febbraio 2016
Cari amici,
che la Sardegna possieda anche nel campo botanico ricchezze inestimabili è cosa nota. Una delle piante di cui voglio parlarvi oggi è la Salvia Desoleana, varietà endemica della nostra isola, che ha preso nome dal suo scopritore, il Prof. Luigi Desole (1904-1979), botanico, all’epoca della scoperta Direttore dell’Istituto di Botanica Farmaceutica dell’Università di Sassari. La salvia è una pianta conosciuta e ricercata fin dall’antichità, e tutte le varie specie esistenti sono apprezzate per le loro grandi proprietà benefiche: pensate che gli antichi popoli consideravano la salvia addirittura la pianta dell’immortalità!
“Molte piante curano, ma solo una salva…”, sostenevano gli antichi romani, che a questa pianta attribuirono il nome di Salvia, proprio perché considerata salvifica, in possesso cioè di poteri capaci di curare non pochi mali. Si, salvia deriva proprio dal latino salvus, salvo, sano, integro. La salute per i Latini era innanzitutto integrità, unione, perfetta forma fisica (quella che i Greci chiamano Holos, l’unione di Terra e Cielo, di spirito e materia, di corpo e anima). Non solo i Greci e i Romani decantarono le proprietà della salvia considerandola pianta dell’immortalità: nei secoli successivi, in particolare nel Medioevo, nelle prescrizioni mediche per la longevità e gli elisir di lunga vita, la salvia era un vegetale particolarmente utilizzato.
Non tutti sanno che la salvia faceva parte della composizione del famoso aceto dei quattro ladroni (con il timo, rosmarino e lavanda)! Ricordate la storia? Nel 1630, la città di Tolosa era contaminata da una tremenda pestilenza. Quattro ladri impunemente saccheggiavano e rubavano tutto ciò che potevano agli abitanti delle case, ormai molto malati e moribondi. Essi non furono mai contagiati e questo suscitò meraviglia. Quando finalmente furono arrestati e condannati a morte, ebbero salva la vita in cambio della ricetta del liquido che si spalmavano sul corpo prima di entrare nelle case: era aceto in cui erano state messe a macerare foglie di erbe aromatiche tra cui la salvia! All’epoca non erano certo note certe proprietà (mancando la conoscenza scientifica), ma sicuramente intuirono le potenzialità battericide e antisettiche di quelle piante. Ma torniamo alla nostra preziosa salvia ed alle sue caratteristiche botaniche.
La salvia sarda scoperta da Desole (Salvia desoleana, Atzei & Picci, 1982) appartiene alla famiglia delle Lamiaceae. Questa particolare specie è endemica esclusiva della Sardegna; molto simile alla più conosciuta Salvia sclarea, si distingue da questa per la tomentosità più accentuata e per il particolare e più intenso aroma. La pianta è un sempreverde con portamento vigoroso (può raggiungere i 2 metri d’altezza) ed è rivestita da una fitta peluria; l'intera pianta (in particolare le foglie), emana un forte aroma pungente. Le foglie sono semplici ed opposte, picciolate, feltrose al tatto, con il margine irregolarmente ondulato; la pagina superiore è bollosa e verde glauca, mentre la pagina inferiore mostra nervature molto pronunciate. È una pianta eliofila e frugale. Non mostra particolari esigenze e si adatta bene sia su terreni calcarei che su terreni acidi anche degradati.
I fiori sono riuniti in spicastri terminali ramificati, lunghi 30-40 cm; le corolle (grandezza 2-3 cm) sono di colore variabile dal bianco al roseo, con lobo superiore marcatamente arcuato. Il calice è campanulato, lungo poco più di 1 cm, terminante con cinque lobi acuti. Il frutto è un achenio racchiuso dal calice persistente. Fiorisce in tarda primavera fino all'estate inoltrata, ma spesso rifiorisce all'inizio dell'autunno. È difficile ora trovarla in campagna allo stato spontaneo (è stata ritrovata solo in provincia di Sassari (Sennori) e Nuoro (Loceri e Oliena), mentre risulta frequentemente coltivata dai vivaisti come pianta ornamentale mediterranea e soprattutto come pianta officinale. Viene anche fornita (su richiesta) in fitocelle dai vivai dell'Ente Foreste della Sardegna.  
La salvia sarda, più che a scopo ornamentale risulta oggi coltivata a scopo terapeutico e cosmetico; il suo olio essenziale è ben utilizzato nel settore chimico-farmaceutico e in quello della profumeria. L'olio essenziale di questa specie, molto affine geneticamente a quello della Salvia sclarea, contiene gli stessi principi attivi: alfa e beta tuione, pinene, cineolo, borneolo, canfora, sesquiterpeni (è di un colore giallo pallido con densità simile al miele e un profumo ambrato di lavanda), flavonoidi, diterpeni, triterpeni, acidi fenolici (rosmarinico, ferulico, labiatico, gallico, caffeico, clorogenico), steroli e tannini.
Oltre l’olio essenziale in passato la medicina popolare utilizzava le diverse parti della pianta (foglie, fusto e infiorescenze) per preparare infusi, tisane, tintura madre etc. A Loceri, per esempio, un decotto di fusto e foglie veniva utilizzato come antipiretico; sempre a Loceri le foglie pestate (in cataplasma) e applicate sulle pustole, erano utilizzate per abbassare l’infiammazione e aiutare la cicatrizzazione. A Villanovaforru, invece, le grandi foglie, previa immersione nell’olio d’oliva, venivano riscaldate e applicate con un panno sulla pelle infiammata, per calmare e facilitare il riassorbimento dell’edema.
L’attività farmacologica svolta dalla salvia risulta particolarmente utile come stimolante; ha proprietà amaro-toniche, eupeptiche, antisettiche, emmenagoghe, antiidrotiche, leggermente ipoglicemizzanti, afrodisiache (per le donne), spasmolitiche, coleretiche, espettoranti, astringenti, estrogeniche. Cura le astenie (utile in convalescenza), amenorrea, dismenorrea, dispepsia, meteorismo, diarrea, sudorazioni profuse, diabete, afte, stomatiti (in uso esterno; la foglia fresca è il più antico dentifricio conosciuto: passata più volte sui denti e sulle gengive profuma la bocca, pulisce i denti, irrobustisce le gengive), leucorrea (uso esterno), alopecia (uso esterno).
La salvia è chiamata anche l’erba delle donne perché ha una spiccata attività ormonosimile, grazie alla quale risulta utile su disfunzioni ovariche, infezioni vaginali, ipersecrezione lattea, cistiti, sindrome premestruale (tensione addominale e nervosismo) e della menopausa (vampate e abbondanti sudorazioni). La salvia è un buon componente di farmaci in odontostomatologia (come antinfiammatorio e blando antisettico), utilizzata anche nella lotta biologica contro la Varroa.
Cari amici, non dimentichiamo mai che le proprietà medicinali delle piante vanno utilizzate con la massima attenzione! Le applicazioni farmaceutiche e qualsiasi altro uso, interno o esterno, vanno prescritti dal medico o dal farmacista. Quanto qui riportato è solo a scopo informativo, si declina pertanto ogni responsabilità.
Per chiudere, cari amici, devo dire che le eccezionali proprietà officinali di questa pianta, dal notevole e intenso profumo, sono oggi proficuamente utilizzate nell’industria cosmetica e profumiera; in particolare, con la distillazione sia delle foglie che del fusto, considerata la grande quantità di biomassa che la pianta può offrire come materiale di distillazione (date le notevoli dimensioni), possibile durante tutto l’anno (non solo nel periodo della fioritura), si prevede un sempre maggiore utilizzo nell’industria cosmetica ed in quella dei profumi. Insomma, questa nostra profumatissima salvia potrebbe riservarci un buon ritorno economico, oltre che salutare!
Prima di salutarvi voglio ricordarvi anche che, a prescindere da tutto quello detto…la salvia continua ad essere quell'eccellente ingrediente per insaporire alla grande anche la maggior parte dei nostri cibi!
Ciao a domani.

Mario

2 commenti:

Unknown ha detto...

Ciao Mario, grazie del nell'articolo su questa salvia particolare! Io sto cercando dei rimedi naturali contro la varroa delle api, potresti quindi dirmi come si può adoperare questa salvia? E per noi che siamo in Lombardia, c'è qualche possibilità di trovare delle piantine? Grazie, Stefania

Mario Virdis ha detto...

Cara Stefania,
io non ho la risposta che cerchi, però ti posso suggerire di rivolgerti all'Università di Sassari, facoltà di agraria, che opera ad alto livello.
Spero ti aiutino.
Mario