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venerdì, aprile 25, 2014

RAPPORTO DEBITO PUBBLICO/P.I.L.: L’ITALIA, DOPO LA GRECIA, E’ IL PAESE CON LA PERCENTUALE PIU’ ELEVATA, BEN IL 132,6%



Oristano, 25 Aprile 2014

Cari amici,
oggi è la festa della Liberazione. Festa nazionale, festa che sancisce la liberazione del Paese ed il ritorno alla democrazia. L’Italia nell’ultimo mezzo secolo della Sua storia (l'annuncio della liberazione fu dato da Sandro Pertini la mattina del 25 Aprile 1945 a Milano) ne ha fatta tanta di strada, anche se gli intoppi non sono mancati.

Tra alti e bassi, tra Prima e Seconda Repubblica, i corsi ed i ricorsi della storia hanno lasciato tracce indelebili di buone e cattive amministrazioni, di sacrifici e di ruberie, di privilegi e di precariato; insomma un lungo periodo costellato di vacche grasse (anni ’70) e di vacche magre (quelle di oggi), con la consapevolezza che certi periodi impregnati di egoismo, sia di ieri che di oggi, nei quali nessuno ha voluto rinunciare a privilegi fuori luogo, hanno creato una situazione debitoria della nazione "fuori da ogni misura", tale da rubare il futuro ai giovani di almeno una generazione, forse due.
Lo sfogo che oggi voglio fare con Voi, cari amici che leggete queste righe, deriva dalla recentissima lettura dei dati Eurostat, dai quali si rileva che l’Italia, in buona compagnia con la Grecia (che ha il primo posto), ha il rapporto del Debito sul Pil (Prodotto Interno Lordo) fra i più elevati fra gli Stati dell’Unione: ben il 132,6%., che ci colloca al 2° posto. Se è pur vero che il rapporto deficit/Pil è rimasto fermo intorno al 3%, sia nel 2012 che nel 2013, il debito pubblico è invece cresciuto ulteriormente del 5%, sfondando quota 132 per cento:  per l’esattezza Eurostat ha rilevato per il 2014 un rapporto Debito/Pil del 132,6%.
La fresca nota di Agenzia, (la notizia è di ieri 23 Aprile), evidenzia che l’ufficio statistico dell’Unione Europea, elaborando i dati forniti quest’anno dal Governo, ha rilevato che l’ammontare del debito italiano, tra il 2012 e il 2013 è passato dal 127 al 132,6% del PIL, risultando, dopo la Grecia, il peggiore dell’Eurozona e dell’Unione Europea. Tanto nell’area Euro quanto nell’Unione Europea, lo scorso anno, sottolinea l’Eurostat, il debito globale degli Stati membri ha toccato il record storico del 92,6% sul PIL complessivo (dal 90,7% del 2012): è il dato più elevato rilevato, a partire dal 1995. Il rapporto Deficit/Pil di Eurozona e Ue, nello stesso periodo, è invece sceso dal 3,9% al 3,3%.
Molto diverso, invece, lo scorso anno, l’andamento finanziario di altri Paesi: quello della Germania, che, sempre secondo l’ufficio di statistica dell’UE, dopo aver annullato il surplus del 2012 (risultando, con soli 190 milioni di euro di avanzo, in pareggio di bilancio), ha ridotto ulteriormente il suo debito pubblico, calato dall’81% al 78,4% del Pil (2.147,02 miliardi). Ancora alto, ma in calo rispetto al 2012, il deficit della Francia, dal 4,9% al 4,3% del 2012, mentre il debito dei transalpini è cresciuto dal 90,6% al 93,4%. L’Olanda, da parte sua, ha centrato il rientro nel tetto del deficit facendolo scendere al 2,5%, dal 4,1% toccato nel 2012. Insomma peggio di noi ha fatto solo la Grecia, dove il rapporto Deficit/Pil è passato dall’8,9% del 2012 al 12,7% dello scorso anno e il rapporto Debito/Pil è salito dal 157,2% al 175,1%.
Cari amici, nella mia riflessione mi chiedo: ma tutti i tentativi fatti nel nostro Paese per snellire l’immenso onere della spesa pubblica che fine hanno fatto e, soprattutto, cosa hanno prodotto? Perché, nonostante gli interventi proposti e tentati, dagli esperti assoldati dal Governo per “tagliare” la spesa, questi non sono in gran parte andati a buon fine? Cosa hanno recuperato (certamente ben poco), se la spesa pubblica è cresciuta di un ulteriore 5%? Credo che nessuno, a partire dalle fasce più alte, sia sia reso disponibile a cedere neanche un millesimo dei suoi privilegi, lo abbiamo potuto toccare con mano in questi giorni con i Top Manager pubblici. In situazioni come queste la spirale del debito diventa perversa: più si va avanti e più sarà difficile trovare la soluzione. Ricette semplici e poco dolorose non ne esistono. Se quelli che finora hanno evitato di fare sacrifici non si arrenderanno, o saranno costretti a farlo, si entrerà in un tunnel "senza ritorno" e credo che la nostra baracca non si reggerà più in piedi. 
Mi viene da pensare al  “Muoio io con tutti i Filistei”!
Mi auguro proprio di no…
Grazie dell’attenzione.
Mario

C'è poco...da ridere.......


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