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sabato, aprile 26, 2014

L’ORDINE DI MALTA, NATO COME “ORDINE DEGLI OSPITALIERI DI SAN GIOVANNI”: UNO DEI POCHI ORDINI EQUESTRI PARTECIPANTI ALLE CROCIATE, SOPRAVVISSUTO FINO AI NOSTRI GIORNI.



Oristano 26 Aprile 2014
Cari amici,
anche ad Oristano circolano in continuazione le ambulanze con le insegne della croce dei cavalieri di Malta. Quest’antico Ordine equestre, nato per assistere e difendere i pellegrini cristiani in Terra Santa e che gloriosamente ha partecipato alle crociate, è uno dei pochi che nei secoli è riuscito a sopravvivere e che ancora oggi continua la sua iniziale funzione: quella di “Ospitalieri”, ovvero quella di dare assistenza e prestare cure ai sofferenti: ieri ai pellegrini in Terra Santa, oggi nel mondo. La storia di quest’Ordine è quasi romanzesca: nato in Palestina emigrò poi a Rodi, e successivamente a Malta, in un crescendo di periodi alti e bassi, che, comunque, non lo videro mai arreso, sconfitto. L’Ordine è riuscito a superare mille difficoltà, senza mai abbattersi, ricostituendo sempre le sue fila, passo dopo passo, arrivando, fiero e operativo, fino ai nostri giorni. Ecco, cari amici, seppure in sintesi, la storia di questo glorioso Ordine.
La Palestina fin dai primi secoli dopo Cristo era diventata meta di pellegrini che volevano vedere e toccare con mano i luoghi della morte del Redentore. Considerati i difficili e defatiganti viaggi per arrivarci, nel 600 Papa Gregorio I commissionò all'abate Probus la costruzione di un “ospitale” a Gerusalemme con il compito di avere cura dei pellegrini cristiani in Terrasanta. Nel IX secolo Carlo Magno, imperatore del Sacro Romano Impero, ingrandì la struttura creata da Probus e vi aggiunse una biblioteca. Circa due secoli dopo, però, nel 1005, l'Imām fatimideal-Hākim distrusse l'ostello assieme ad altre migliaia di edifici. Solo nel 1023 alcuni mercanti da Amalfi e Salerno ebbero il permesso dall'Imām fatimide d'Egitto al-Zāhir di ricostruire a Gerusalemme l'ospedale andato distrutto. La nuova costruzione fu edificata su terreno del monastero di San Giovanni l'Elemosiniere e si prendeva cura dei pellegrini cristiani che viaggiavano per visitare i paesi e i luoghi Santi. Questa struttura era amministrata dai monaci benedettini. 
L’Ordine Ospitaliero di San Giovanni fu fondato ufficialmente in Terra Santa dopo la prima crociata, dal Beato Gerardo Sasso, ritenuto da alcuni francese ma più probabilmente Amalfitano; il riconoscimento dell’Ordine e del suo fondatore  arrivarono con l'approvazione del Pontefice Papa Pasquale II, espressa con la Bolla Papale "Pie Postulatio Voluntatis", in data 15 febbraio dell’anno 1113.
Gerardo si preoccupò subito di acquisire terre e rendite per il suo nuovo Ordine, non solo a Gerusalemme ma in tutto il circondario. Il suo successore Raymond du Puy de Provence istituì il primo ospizio degli Ospitalieri nei pressi della Chiesa del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Il gruppo inizialmente si prendeva cura solo dei pellegrini giunti a Gerusalemme, ma presto l'ordine estese i suoi servizi alla scorta armata ai pellegrini. La scorta in breve crebbe a tal punto da diventare una sostanziosa forza armata. Assieme ai cavalieri dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme, già costituiti nel 1099, ed ai Cavalieri Templari, formatisi poco dopo nel 1119, gli Ospitalieri divennero uno dei più potenti gruppi di difesa della cristianità in Palestina. I cavalieri dell’Ordine cominciarono a distinguersi in battaglia contro i musulmani: essi si riconoscevano perchè indossavano una sopravveste nera con una croce bianca. Dalla metà del XII secolo l'Ordine aveva diviso i suoi uomini per funzioni: i membri militari e quelli che prestavano assistenza ai malati. Essendo ancora un ordine religioso esso godeva dei privilegi funzionali concessi dal papato: l'indipendenza da ogni autorità che non fosse quella del Papa stesso, l'esenzione dai tributi e la concessione di edifici religiosi.
Il braccio militare dell’Ordine, unitamente agli altri Ordini crociati, combatté aspramente contro la crescente forza dell'Islam (le battaglie crociate in circa due secoli di storia furono ben otto) ma la vittoria per la liberazione della Terra Santa, dopo la prima crociata vinta da Goffredo di Buglione, non arrivò, ed alla fine i Cavalieri furono costretti ad abbandonare i loro possedimenti storici in Gerusalemme. Dopo la caduta del regno di Gerusalemme (Gerusalemme stessa cadde nel 1187) i Cavalieri si trovarono confinati nella Contea di Tripoli e quando anche San Giovanni d'Acri venne conquistata dai musulmani nel 1291, l'Ordine lasciò la Terra Santa cercando rifugio presso il Regno di Cipro. Qui, per evitare di essere progressivamente coinvolti nella politica di questo regno, il loro Gran Maestro Guillaume de Villaret ideò un piano per conquistare un proprio dominio temporale e scelse Rodi come nuova patria dell'Ordine. Fu il suo successore Folco di Villaret a realizzare questo programma ed il 15 agosto 1309, dopo una campagna durata due anni, l'isola di Rodi si arrese ai Cavalieri, diventando così la loro nuova patria.
Gli Ospitalieri di San Giovanni, ormai noti come i Cavalieri di Rodi, durante il soggiorno in quest’isola furono costretti a sviluppare soprattutto il lato militare della propria attività, impegnandosi soprattutto contro i corsari berberi. Nel corso del Quindicesimo secolo essi si opposero vittoriosamente a due tentativi d'invasione: uno del 1440 ad opera del Sultano mamelucco d'Egitto, il secondo ad opera del sultano ottomano Maometto II nel 1480; questo Sultano, dopo la caduta di Costantinopoli, vedeva nei Cavalieri uno dei suoi principali nemici. Nel 1522 gli Ospitalieri dovettero affrontare un attacco molto diverso dai precedenti, sia per quantità che per qualità: 400 navi sotto il comando di Solimano il Magnifico sbarcarono sull'isola con 200.000 uomini. Per fronteggiare questo esercito i Cavalieri avevano meno di 7.000 uomini e la sola protezione offerta dalle mura della città. L'assedio durò sei mesi, alla fine dei quali (dopo perdite non comuni) ai sopravvissuti fu concesso di abbandonare Rodi.
Lasciata Rodi i Cavalieri, per iniziativa di Papa Clemente VII e dell'imperatore Carlo V, si insediarono a Malta. 

Il tributo annuale di vassallaggio pagato dai cavalieri per il possesso dell'isola di Malta era simbolico: un singolo falcone maltese, che essi dovevano dare nel giorno di Ognissanti al Viceré di Sicilia, che faceva le funzioni di rappresentanza del Re. Questo loro insediamento nell'arcipelago maltese attribuì ai Cavalieri Ospitalieri l'apellativo di Cavalieri di Malta, e da li essi continuarono la loro azione bellica contro i musulmani, combattendo abilmente con la loro flotta. Malgrado avessero a disposizione solo poche navi, questi cavalieri erano degli esperti navigatori e causarono non poche problemi alle navi nemiche, attirandosi ancora le ire degli Ottomani, che non sopportavano di vedere l'Ordine ristabilito ed in salute. Di conseguenza essi prepararono un'altra grossa forza militare con lo scopo di eliminare definitivamente i Cavalieri da Malta. Nel 1565 invasero l'isola, dando inizio al grande assedio di Malta che durò circa quattro mesi, durante i quali i Turchi espugnarono una dopo l'altra le postazioni dei Cavalieri. Essi pagarono tuttavia un prezzo altissimo di sangue per ogni conquista: nella battaglia trovò la morte anche il comandante turco, il famoso corsaro Dragut. Il 6 settembre, quando ormai i difensori di Malta erano ridotti a circa 600 (da 9000 che erano inizialmente, di cui 700 Cavalieri), arrivò in loro aiuto la flotta spagnola partita dalla Sicilia. Gli Ottomani, visto l'arrivo dei soccorsi, ormai provati dal lungo assedio, si ritirarono, quasi senza combattere più: avevano già perso circa 30.000 uomini.
Dopo il terribile assedio fu necessario costruire una nuova città: l'attuale città della Valletta, così chiamata in memoria del valoroso Gran Maestro Jean de la Valette, che aveva organizzato e diretto la difesa dell'Isola. In essa, continuando la tradizione assistenziale dell'Ordine, fu costruito anche quello che era allora il più grande e moderno ospedale d'Europa, dove cristiani, musulmani ed ebrei venivano curati insieme senza distinzione. Nel 1571 i cavalieri di Malta parteciparono alla grande battaglia di Lepanto, al fianco di spagnoli, genovesi, veneziani e pontifici contro la flotta ottomana. Nel 1607 al Capo di Stato, il Gran Maestro, venne riconosciuto lo status di Reichsfürst (Principe del Sacro Romano Impero) e nel 1630 venne premiato con un grado ecclesiastico pari a quello di un cardinale, con l'unico ed ibrido titolo di Sua Altezza Eminentissima, riflettendo entrambe le qualità che lo qualificavano come un vero principe della Chiesa. In quegli anni si rifugiò a Malta, per un breve periodo, il pittore Caravaggio, in fuga da Roma dove era ricercato per avere ucciso un uomo durante una rissa; per la sua fama fu ammesso nell'Ordine, ma anche a Malta finì per mettersi nei guai e dovette fuggire di nuovo. Nel 1789 con lo scoppio della rivoluzione francese, il furore anti-aristocratico, obbligò molti cavalieri francesi e nobili a fuggire per salvare le loro vite. Nel 1792 il Governo francese confiscò i diritti, partecipazioni e proprietà dell'Ordine presenti sul territorio francese e molte delle tradizionali fonti di sostentamento dell'Ordine, provenienti dalla Francia, furono perdute per sempre. 
Nel 1798 la loro roccaforte mediterranea di Malta venne espugnata da Napoleone Bonaparte, nel corso della sua spedizione in Egitto. Napoleone spogliò l'Ordine di molti dei tesori conservati sull'isola per finanziare la sua spedizione ma non poté usufruirne poiché la nave che trasportava gran parte del bottino fu affondata meno di due mesi dopo dall'ammiraglio inglese Orazio Nelson nella battaglia del Nilo. Con la resa senza condizioni a Napoleone (12 giugno 1798), da parte del Gran Maestro Fra' Ferdinand von Hompesch, iniziò l'esilio dei Cavalieri che, lasciata Malta, si sparsero in tutto il mondo, sia presso i Priorati esistenti, che presso regnanti e nobili amici. Trovarono asilo in Italia, Spagna, Austria, Germania, Inghilterra, Russia e persino nelle Americhe.
Pochi cavalieri dell'Ordine continuarono ad operare in Italia e Spagna, mentre la gran parte si trasferì in Russia. Diversi furono anche i negoziati intrapresi per un desiderato ritorno sull’isola di Malta. Lo Zar Paolo I (in Russia risiedeva ormai il maggior numero di cavalieri) nel 1798 diventò gran Maestro dell’Ordine e lo governò fino al suo assassinio avvenuto nel 1801. Il nuovo Gran Maestro fu un cattolico, Giovanni Battista Tommasi, nominato a Roma nel 1803, che stabilì provvisoriamente la sede dell'Ordine a Messina. Nei primi anni dell'Ottocento, l'Ordine si era notevolmente indebolito: soltanto il 10% dei guadagni proveniva dalle fonti tradizionali Europee, mentre il rimanente 90% proveniva dal Gran Priorato Russo di San Pietroburgo, che la Casa Romanov, con Alessandro I, continuò a proteggere e finanziare  fino al 1810. Nel 1879 papa Leone XIII rinnovò totalmente l'Ordine, provvedendo all'elezione di un nuovo Gran Maestro. Le fortune dell'Ordine ripresero, ma non più come organizzazione bellica ma esclusivamente religiosa (monacale), umanitaria e cerimoniale. In Italia, dal 1834, l'Ordine si era stabilito nella sua attuale sede sull'Aventino, a Roma. Anche nei tempi recenti il nome dell'Ordine cavalleresco rimase quello della ri-fondazione: Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM), anche se nella consuetudine si suole aggiungere anche quello di "Cavalieri di Malta e di Rodi".

Cari amici, questa, in sintesi, l’antica storia di un Ordine prestigioso, sopravvissuto a mille traversie, ma rimasto sempre indomito, fiero e fedele ai suoi iniziali principi. Dopo questa prima parte vedremo insieme cos’è l’Ordine di Malta oggi, l'attuale sua struttura e le sue principali iniziative.
A presto, cari amici e…grazie dell’attenzione.
Mario

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