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venerdì, luglio 05, 2013

LA FORTE ACCELERAZIONE DEL PROCESSO COMUNICATIVO: DALLA COMUNICAZIONE REALE A QUELLA VIRTUALE. SECOND LIFE E VIRTUAL COMMUNITY.

Oristano 5 Luglio 2013
Cari amici,
i passi compiuti dall’uomo per comunicare sono ormai tanti e lo hanno portato lontano.
Dalla comunicazione vocale, da persona a persona, ai segnali di fumo, dal telegrafo al telefono, passando attraverso la comunicazione scritta: dalle incisioni rupestri alla costruzione del primo alfabeto, dalle tavolette di cera degli scribi agli amanuensi del Medioevo, dal torchio di Gutemberg ai moderni libri stampati in offset. In passato avere una bella biblioteca era “una cosa da ricchi”, un possesso che dava lustro e nobiltà alla famiglia che ne era dotata. Con il tempo, però, sia la comunicazione “vocale” che quella “scritta”, attraverso la carta stampata, hanno perso di valore, di importanza, trovandosi prima affiancate e poi sostituite da quel potentissimo strumento comunicativo che è Internet, quella “rete globale” che, molto più di una immensa tela di ragno avviluppa e sviluppa i contatti con tutto il mondo, diventato praticamente un unico villaggio globale.
La comunicazione sociale è oggi sostenuta da potenti e moderni strumenti che consentono di superare le barriere e i vincoli di tempo e di spazio; strumenti comunicativi tra i quali Internet è certamente il mezzo che offre maggiori opportunità. Questo strumento, tra atteggiamenti sociali di attrazione e diffidenza, vede il popolo dei navigatori quotidiani sempre in crescita e comprende, ormai, individui di ogni razza e di ogni età: grazie alla rete i bambini trovano nuove opportunità di gioco e i giovani, gli adulti e perfino i nonni telematici si informano, comunicano, commerciano e sperimentano se stessi attraverso la cosiddetta comunicazione virtuale.
Negli ultimi anni la diffusione della tecnologia informatica ha introdotto notevoli cambiamenti nello stile di vita di ogni individuo ed ha rappresentato anche un importante elemento di innovazione e supporto alla didattica nelle scuole di ogni ordine e grado. L’uso del PC e di tutti i “gadget informatici” (cellulari al primo posto) è ormai un elemento caratterizzante la vita quotidiana di ognuno di noi. I ragazzi, possessori di questi strumenti in età sempre più precoce, hanno fatto della loro presenza un mezzo indispensabile per le proprie dinamiche di relazione interpersonale. Telefonini e social network in internet rappresentano per i giovani delle estensioni illimitate alle proprie possibilità di comunicare e di rapportarsi con gli altri. Per loro, inoltre, queste tecnologie multimediali si caratterizzano anche come delle importanti risorse da utilizzare per potenziare l’efficacia della propria formazione culturale. La didattica, infatti, risulta ampiamente facilitata dall’ingresso di queste strumentazioni nel mondo dell’insegnamento. Ma quest’uso enormemente intensificato della rete di Internet negli ultimi anni ha cominciato a far emergere anche problemi nuovi legati proprio al loro abuso o utilizzo disfunzionale, in particolare tra i giovani e gli adolescenti.
La comunicazione via computer se da un lato ha costituito un valido aiuto e supporto relazionale, dall’altra, nel processo comunicativo, può costituire anche un rischio di elusione del “confronto personale con gli altri”, un modo per evitare l’impatto emotivo diretto, trovando un “rifugio” alle proprie insicurezze relazionali, alla paura del rifiuto ed ai sentimenti di insicurezza. La comunicazione mediata dal computer consente di creare o mantenere quelle relazioni desiderate, semplificate dalla mancanza di contatto diretto, con la possibilità di gestire al meglio l’ansia generata dalla fisicità e capaci di costruire quel “ponte virtuale” che attraversa infiniti spazi in pochissimo tempo. Nonostante la comunicazione reale, fisica,  differisca notevolmente da quella virtuale, non per questo ci si astiene dal praticare abbondantemente quest’ultima: perché “il virtuale facilita quello che il reale rende complicato”! Ecco allora incamminarsi, senza pensare alle conseguenze, verso il mondo virtuale, riducendo i contatti reali, ormai divenuti fonte d'ansia e quindi da evitare! Ogni giorno sono sempre più numerosi quelli che si allontanano dai rapporti interpersonali “faccia a faccia”, indispensabili per una vita sana e socialmente equilibrata, preferendo le relazioni virtuali. Lentamente ma inevitabilmente queste, però, portano ad una spersonalizzazione e ad una proiezione del proprio Io in un luogo non fisico che, data la facilità e la velocità con cui queste “relazioni virtuali” possono essere messe in atto, vengono dal soggetto preferite alle relazioni fisiche.
I tanti soggetti che ormai popolano il mondo del Web sono attratti dalle grandi  opportunità offerte dalla rete: attirati come mosche al miele si lasciano sedurre, imparano ad apprendere come muoversi in questo nuovo mondo; in questa fase il soggetto custodisce gelosamente ogni nuova conquista iniziando a modificare la propria identità personale, spesso senza rendersene conto.
Con queste sensazioni “nuove”, sempre più piacevoli ed a portata di mano, come si fa a spegnere il computer e tornare nella cruda realtà quotidiana, dove nessuno sembra darti l’attenzione che vorresti? A questo punto le ore davanti allo schermo del computer dedicate allo scambio di informazioni, sensazioni ed emozioni aumentano. La capacità della rete di rispondere (o illudere di rispondere) ai molti bisogni umani, è forte e potente. Rete in grado di gestire un mondo virtuale,  capace però di appagarti più di quello reale e in grado di farti vivere delle forti emozioni,  libere e protette, per mezzo dell’assunta nuova identità virtuale che la rete consente.
Internet, infatti, annulla lo spazio e consente ciò che nella realtà non si può realizzare, diventando quasi una bacchetta magica. Le chat, in particolare, abbattono le frontiere e consentono di parlare con gruppi numerosi in stanze che la realtà difficilmente rende disponibili, consentendo spesso discorsi paralleli, possibili solo virtualmente. Inoltre le Community più stabili creano, più o meno vere, sensazioni di appartenenza, rispondendo ad un grande bisogno umano: la comunicazione collettiva istantanea. Nelle stanze virtuali si può sperimentare la propria identità in tutte le sue sfumature, cambiando l'età, la professione e perfino il sesso di appartenenza, ascoltando le reazioni degli altri e maturando delle convinzioni, attraverso il confronto con altre personalità più o meno reali. La recita nel teatro on-line diventa perfino dichiarata e condivisa nelle Mud (Multi User Dimensions), in cui il gioco di ruolo viene esaltato ai limiti della fantasticheria e in cui, all'ombra del personaggio che si interpreta, si possono tirare fuori, rimanendo al sicuro, perfino gli istinti più crudeli.  I rischi sono quelli legati ad ogni situazione che consenta di far emergere e di soddisfare i bisogni più profondi e inconsapevoli: si sperimentano parti di sé che potrebbero sfuggire al controllo, soprattutto quando si dispone di uno strumento di comunicazione che consente di rimanere uomini e donne senza volto, una condizione che potenzialmente può favorire la comparsa di comportamenti guidati da una minima morale. Assumere un’identità virtuale, mentendo su quella reale, dà a ciascuno l'euforia di una libertà illimitata e forse, per la prima volta in vita, l'ebbrezza di essere finalmente affascinanti, mostrandosi agli altri idealmente belli e perfetti, agevolati da un contesto privo di riscontri visivi. In tal modo chi chatta ha la possibilità di realizzare in modo virtuale il proprio ideale dell'io, e di riflesso sentirsi finalmente idealmente perfetto.
All’interno di questa nuova identità acquisita è facile illudersi, spesso in fretta, di essere diventati un altro o un’altra. Questa acquisita illusoria identità virtuale è in grado di effettuare una incredibile trasformazione: abbandonare lentamente la realtà, fatta di comunicazione vera, reale, per entrare in un mondo di fantasia, virtuale appunto, dove si inizia a vivere una seconda vita, creando un proprio “alter ego”, un Avatar, un nostro sostituto ideale. Attraverso la chat, assunta la desiderata veste ideale, si cerca di stabilire il contatto desiderato: presentandosi al meglio all’altro utente disposto a recepire il proprio bisogno comunicativo. Riuscire ad interessare e incuriosire gli altri, differentemente da quanto si riuscirebbe nella vita di tutti i giorni, rende la chat intrigante e ampiamente frequentata. Duplice l’utilizzo che i molti utenti ne fanno: da una parte usata come un piacevole luogo d’incontro, dove tessere relazioni o effettuare scambi virtuali con nuovi partner  idealizzati, dall’altra, invece, utilizzata nel concreto tentativo di conoscere e poi incontrare realmente potenziali partner. In entrambi i casi questa “Second Life” virtuale, spesso supera il “gioco”, diventando preponderante rispetto alla vita quotidiana di tutti i giorni. Ormai il tempo passato al computer a crogiolarsi all’interno di una vita immaginaria continua ad aumentare, diventando quasi preponderante, rispetto al resto. L’uso di Internet diventa, allora, abuso dello strumento, trasformandosi in una vera e propria “dipendenza”, una seria malattia da curare prima possibile.
Su questa ormai accertata e pericolosa “Dipendenza da Internet”, parleremo nel prossima chiacchierata, a breve!
Grazie dell’attenzione.
Mario

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