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domenica, settembre 02, 2012

LA SALVIA HISPANICA (COMUNEMENTE NOTA COME CHIA): UN VEGETALE ANTICO DALLE STRAORDINARIE E MODERNE PROPRIETA’ !

Oristano 1 Settembre 2012

Cari amici,

navigando su Internet, giorni fa, mi sono “imbattuto” in una pianta dalle virtù eccezionali: la Salvia Hispanica.


Comunemente conosciuta come Chia, è una pianta appartenente alla famiglia della menta (Lamiaceae), ed è nativa del centro-sud del Messico e Guatemala. il noto botanico Carolus Linnaeus nella metà del settecento, considerato che con il termine Salvia venivano identificate una dozzina di varietà (Salvia spagnola, Salvia colombiana, Salvia messicana, Salvia di chia, Chia messicano, ecc.), chiuse ogni diatriba attribuendogli definitivamente il nome di “Salvia hispanica”, nonostante la “Chia” fosse originaria dei Paesi centro americani. L’errore, se cosi lo possiamo chiamare, derivò dal fatto che la Chia, portata in Spagna dopo la conquista dell’America, si era talmente ben acclimatata da inserirsi, quasi pianta nativa, nei soleggiati suoli spagnoli.

In America latina questo vegetale iniziò ad essere utilizzato fin da epoca antichissima. La tradizione locale attesta che questa pianta veniva già coltivata in epoca pre-Colombiana dalle civiltà Azteche. Il suo consumo e la scoperta delle sue proprietà benefiche risalgono, dunque, ad epoche lontane; la stessa parola "Chia" è un termine Azteco che significa "Forza", vigore. Si narra che da questo seme, gli aztechi traessero la loro forza durante le battaglie e che grazie alla sua forza riuscirono a conquistare territori e popolazioni fino a formare il grande impero che aveva in Tenochitlan la sua capitale. Questo vegetale, insieme all’amaranto, ai fagioli ed al mais, costituiva la base della dieta quotidiana delle popolazioni messicane ed Azteche in particolare, oltre che di altre civiltà dell’America centrale come quelle dei Toltechi, Zapotechi, oltre che della più nota civiltà Maya. Un cucchiaio di semi di chia, considerato il valore energetico, era considerato la “razione base” di sopravvivenza dei guerrieri Aztechi.

La storia ci tramanda che questo pregiato vegetale era considerato così nobile da essere usato come pagamento, “versato come tributo”, dalla popolazione ai regnanti di turno. I codici Pre-Colombiani rivelano che le nazioni conquistate dagli Aztechi “pagavano in chia” un tributo annuale calcolato intorno alle 4.000 tonnellate e che la capitale Tenochitlan, all’epoca abitata da 200.000 persone, ne riceveva circa 3.000 tonnellate. Di questi tributi pagati in chia, rimangono tracce anche nel codice Mendoza del 1541 e nel codex fiorentino del 1548.

Gli Aztechi non solo facevano un grande consumo di questo seme particolarmente nutriente, ma lo usavano anche nelle cerimonie religiose come offerta propiziatoria ai loro dei. Queste usanze, però, finirono per infastidire i conquistadores spagnoli. Cortes iniziò ad odiare questa pianta ricca di semi cosi potenti che davano agli indigeni grande forza e vigore ed arrivò a vietarne la coltivazione, soppiantandola con quella del frumento, dell’orzo e delle carote, che servivano a soddisfare la notevole richiesta alimentare proveniente dall’Europa. Dalla ben nota furia distruttiva dei conquistadores spagnoli (nel 1521 in modo violento affamarono quelle popolazioni bruciando i raccolti e le riserve) si salvarono, per l’alimentazione locale, soltanto il mais ed i fagioli che continuarono ad essere coltivati.

Il divieto imposto dai dominatori fece crollare le coltivazioni di chia che, ben presto, scomparvero praticamente dal mercato. Solo alcune coltivazioni modeste sopravvissero in zone molto piccole, sparse nelle montagne del Messico e del Guatemala. L’oblio di questa coltivazione durò fino al 1991, quando, grazie ad un programma di sviluppo tecnico, scientifico e commerciale avviato nel nord dell’Argentina, in Colombia e in Perù, si incentivò la ripresa della messa a dimora della chia che riprese ad essere coltivata in modo esteso, trovando nuovo e moderno impiego. Un programma, quello nuovamente avviato che, date le straordinarie caratteristica della pianta, si poneva non solo semplicemente un obiettivo alimentare ma anche uno più specifico: quello di migliorare la salute umana. L’uso di questo vegetale, infatti, inserito nelle diete alimentari, apportava significativi benefici, grazie alle sue particolari proprietà. Oggi la chia è nuovamente ben utilizzata nell’area originaria, soprattutto in Messico e Guatemala, sia consumata direttamente sotto forma di semi (a volte macinati), che attraverso i suoi derivati, utilizzabili in miscela con altri componenti, per la realizzazione di dolci e bevande.

Vediamo ora le principali caratteristiche di questo vegetale, tanto antico quanto importante e benefico.

La salvia Hispanica cresce spontaneamente nei Paesi del Centro America ed in particolare nel Messico; fiorisce da luglio ad agosto con numerosi fiori tipicamente ermafroditi (hanno organi sia maschili, sia femminili), raggiungendo l’altezza di un metro circa. Coltivata, invece, raggiunge la germinazione solitamente in due settimane; viene coltivata anche in serra, dove è seminata fin dal mese di marzo per ottenere più raccolti. La sua coltivazione è abbastanza semplice e non necessita di antiparassitari, anzi, i contadini spargono di semi i terreni coltivati per combattere parassiti ed infestazioni. Coltivare la Salvia Hispanica evita la necessita di pesticidi, perché gli insetti non si sentono attratti da questa pianta. Si può affermare che queste coltivazioni sono praticamente “ecologiche”, sotto tutti gli aspetti.

I semi maturi sono abbastanza piccoli, chiazzati di scuro, con vergature che ricordano pressappoco “le uova di un dinosauro in miniatura”. La loro colorazione è prevalentemente grigia nelle varie tonalità, con una maggioranza di sementi scure rispetto alle chiare, quasi bianche. Più raro è trovarle di un marrone vergato di nero. Il seme ha una buona capacità di conservazione: riesce a conservarsi integro per anni senza alcun deterioramento nel sapore, nell’odore, nel suo valore nutritivo. Esaminando la composizione dei semi di Salvia H. possiamo verificare il grande equilibrio dei suoi componenti nutritivi. Ecco le tabelle.

Dalle tabelle suesposte si ricava che le vitamine ed i Sali minerali della pianta contengono:

-7 volte più Vitamina C rispetto alle Arance

-5 volte più Calcio rispetto al Latte

-3 volte più Ferro rispetto agli Spinaci

-2 volte più Potassio rispetto alle Banane

-15 volte più Magnesio rispetto ai Broccoli

La Salvia Hispanica, inoltre, contiene il 64% di Omega 3 con ALA (acido alfa linoleico), abbondanti bioflavonoidi (antiossidanti), ed è la fonte di Omega 3 più sana, più sicura e più ricca del Mondo, è l’UNICO prodotto che fornisce grassi essenziali Omega 3 senza i problemi di gusto, odore, tossicità, irrancidimento e alto contenuto di grassi saturi. La Chia al naturale è quindi inodore e insapore. I semi di chia non contengono glutine (GLUTEN FREE) e non hanno controindicazioni note, sono dunque un ottimo alimento per i celiaci. Ovviamente sono atossici e sembrano essere ben tollerati a livello di allergeni.

Nell’alimentazione umana si può affermare che la chia, incredibilmente, possiede un tenore proteico più elevato rispetto alla gran parte degli altri semi similari. La sua consumazione diretta, fresca o secca, può essere anche fatta sotto forma di bevanda rinfrescante, saporita ed energetica. Si narra che gli antichi guerrieri Atzechi sopportavano le fatiche della guerra per ventiquattrore, alimentandosi con un semplice cucchiaio pieno di chia. Una volta macinato, il seme può essere trasformato in pane, torte, biscotti, e tostato può accompagnare tranquillamente le miscele di cereali da usare nel latte, esaltando il sapore del miele. Arricchisce anche lo yogurt, le salse, le barre nutrizionali ed il brodo vegetale.

Notevole anche il potere curativo e medicamentoso di questa pianta. Con i semi di chia, opportunamente preparati, si possono curare non pochi disturbi ed affezioni. Le sue proprietà terapeutiche erano già note agli Aztechi che utilizzavano la pianta come medicamento per alleviare gli stati generali di dolore, per stimolare la secrezione di saliva, per curare le irritazioni della pelle e per disinfettare occhi e ferite. Le proprietà terapeutiche della pianta risultano utili anche in medicina interna. I semi di chia, una volta ingeriti, sviluppano all’interno dell’intestino, un gel che si traduce in una barriera fisica fra i carboidrati e gli enzimi digestivi che li scompongono, ritardando così, la conversione degli stessi carboidrati in zucchero. Questa patina gelatinosa protegge anche il tessuto intestinale da un eventuale attacco batterico. Il beneficio diretto di questo gel è a chiaro appannaggio dei diabetici, ma le proprietà colloidali idrofile dei semi di chia aiutano anche la digestione di tutti gli alimenti.

Questi utilissimi semi possiedono anche una qualità eccezionale: un’altissima capacità idrofila, avendo la forza di assorbire fino 12 volte il relativo peso nell’acqua; pertanto, oltre a vantare proprietà d’idratazione prolungata, risultano utili anche per curare gli scompensi causati dal mancato equilibrio elettrolitico. L’utilizzo della chia risulta utile anche in gravidanza, durante l’allattamento e la crescita dei bambini, perché aiutano lo sviluppo dei tessuti. A tal proposito è somministrato anche agli atleti per una buona rigenerazione dei muscoli. Recenti studi hanno accertato che la salvia hispanica, è un buon “ritardante” nelle malattie connesse all’invecchiamento, nonché “benefica” per contrastare l’insorgenza del cancro, delle malattie cardiovascolari e delle cataratte. Senza dimenticare che svolge un’azione protettiva e stimolante anche sul sistema immunitario. Innegabile è il suo effetto equilibratore nei trigliceridi, con il conseguente beneficio sui livelli di colesterolo. Questi semi sono anche molto ricchi di fibre alimentari, capaci di intervenire positivamente (da alcuni sono considerati un toccasana) contro stipsi, gas e gonfiori.

La scienza moderna sembra aver “riscoperto” le innumerevoli virtù di questa antichissima risorsa alimentare ed i ricercatori oggi sostengono ed incoraggiano il consumo di chia, raccomandandone l’inserimento nell’alimentazione giornaliera della popolazione sudamericana, così come, in Europa, è stata e continua ad essere caldeggiata, la nostra dieta mediterranea.

I semi di Chia non soddisfano sono le esigenze alimentari umane. I suoi semi sono un ottimo complemento per l’alimentazione animale nell’allevamento. Si è constatato, curiosamente, che le uova delle galline alimentate con la chia hanno un acido grasso simile a quello trovato nel latte umano. Queste uova sono particolarmente ricche di Omega 3, insieme alle loro carni, acquisendo, quindi, un indubbio valore nutritivo aggiunto. La somministrazione della chia nei diversi tipi di allevamento da valore aggiunto anche alle carni di manzo, di maiale, nonché ai loro derivati come prosciutto, latte e formaggi.

Gli straordinari semi di Chia sono utilizzati anche a livello industriale. L’olio ricavato (molto simile all’olio di lino) risulta un ottimo componente per la fabbricazione di vernici e gomme. A beneficiare delle eccellenti qualità di quest’olio non è solo l’industria pesante ma anche quella per la “cosmesi”, per la cura e la bellezza del corpo, ultimo traguardo, in ordine di tempo e considerato un campo “vergine”, ancora tutto da scoprire! Un siero ricavato dai semi di Chia ha dato risultati straordinari per il ringiovanimento della nostra pelle. Le proprietà di questo prezioso siero, sembra fossero già state scoperte dalle antiche popolazioni Azteche e Maya, che con esso curavano e ringiovanivano le affezioni e l’invecchiamento della pelle. Oggi, opportunamente adattato alle nostre esigenze e necessità, il siero ricavato dai semi di Chia costituisce quasi un vero “toccasana” per il benessere, la vitalità, il rinnovo e l’elasticità della nostra pelle.

Che dire, cari amici, di questa straordinaria pianta, capace di soddisfare esigenze alimentari, dietetiche, curative e molte altre? Credo che dovremo incentivare la sua coltivazione ben oltre gli attuali confini. Da sardo, facente parte di un popolo che certamente non naviga nell’oro, credo che anche noi dovremo provarne la semina e l’utilizzo. Sono tante, ormai, le campagne incolte dove nessuno sembra interessato a piantarci più nulla. Chissà, forse, provare a seminare la Chia potrebbe essere un utile tentativo!

Per chiudere la chiacchierata su questo straordinario prodotto della natura ecco, ora, una “dolce” ricetta che potrà certamente far venire “l’acquolina in bocca” a tanti estimatori.

Chia Seed Pinole - Croccante ai semi di Chia e Mais

Questa ricetta per preparare dei buonissimi croccantini di Mais e semi di Chia deriva da un'antichissima ricetta messicana (Il nome Pinole è proprio messicano), che prevedeva l'uso di farina di mais tostata e semi di Chia. I leggendari corridori Tarahumara, li usavano per caricarsi di energia! Anche noi, però, possiamo sperimentare le sue leggendarie virtù: pur non essendo coltivato nelle nostre regioni il prodotto si trova in commercio senza problemi. Ecco la ricetta.

Ingredienti per circa 18 biscottini:

-1 Bicchiere di farina di Mais grezza (quella per la polenta)

-1 bicchiere di Semi di Chia

-4 cucchiai di Miele

-2 cucchiai di Acqua

-1 cucchiaino (da dessert) di Cannella

Preparazione:

Accendete il forno, preriscaldatelo mentre tostate il mais.

In una padellina (quella usata è in ceramica, la consiglio) tostate la farina di mais a fuoco medio, fino a che inizia ad imbrunire (tipico odore di popcorn). Mi raccomando, mescolate la farina ogni tanto, altrimenti si brucia quella sotto! Ora versate la farina di mais tostata (calda) in un contenitore, aggiungete i semi di Chia e la cannella, mescolate bene. Aggiungete 4 cucchiai (grandi) di Miele e due cucchiai (grandi) di Acqua. Mescolate bene fino ad ottenere una poltiglia abbastanza densa. Compattate il composto bene fino a formare un disco (se la teglia è tonda), sopra una teglia da forno (quella usata è da 22cm di diametro) fino ad ottenere uno strato abbastanza sottile di composto. Infornate il tutto nel forno preriscaldato ad una temperatura media (150 °C - 180°C) per 15 minuti! Attenzione, il miele deve solo imbrunire leggermente, ma non deve caramellarsi! Spostate la torta calda su un piano in marmo, oppure su un piatto largo freddo e tagliatela subito in fette, prima che diventi croccante e solida una volta raffreddata! Lasciate raffreddare, fino ad ottenere dei croccantini solidi e... BUONISSIMI!!!! Buon appetito!

Uno studioso, grande estimatore di questi semi ha recentemente cosi commentato: “ Semi di Chia, un alimento Ancestrale che dal passato ritorna al presente guardando al futuro”.

Grazie, cari amici, della Vostra sempre splendida attenzione!

Mario




5 commenti:

Alessandro Vagnozzi ha detto...

Chissà se a Pardu Nou riesco a far crescere questa bella pianta!
Ti tengo aggiornato Mario

Oli ha detto...

Ma dove si possono trovare i semi di chia in italia ? E sono diversi quelli che si possono mangiare e quelli da piantare per fare crescere la pianta ?

Anonimo ha detto...

Provate qui www.isemidichia.it troverete gli Original Chia, sono quelli del barattolo che avete messo in questo blog ;-)

Roberto ha detto...

Il prezzo più basso dei semi di chia lo puoi trovare solo su www.isemidichia.com

Manu Piras ha detto...

Salve, ho letto l'articolo, complimenti, abbastanza esauriente. Però sul fatto che non viene attaccato da nessun parassita, ti devo smentire. Io ne stò coltivando, ed è molto suscettibile al ragnetto rosso! Ho notato che su altre piante vicine, il ragnetto non c'è, predilige in modo sistematico la salvia Hispanica! incredibile!!!! ho provato anche a coltivarla in luoghi differenti, e il ragnetto rosso puntualmente la colonizza!!!