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mercoledì, settembre 19, 2012

CIVILTA’ E PROGRESSO: I PARCHEGGI ROSA, UNA CONQUISTA SOCIALE, UN PASSO AVANTI VERSO UN MAGGIOR RISPETTO DELLE DONNE E DELLA SACRALITA’ DELLA VITA.

Oristano 19 Settembre 2012,

Cari amici,

chiacchierando pochi giorni fa con una cara amica (oltretutto fedele lettrice di questo blog) il discorso è scivolato sulla necessità che anche Oristano, come già avviene in altri centri, possa dotarsi di “PARCHEGGI ROSA”. La mia amica, ben più informata di me sull’argomento, sosteneva con forza che, con l’andare del tempo, l’attenzione che le strutture sociali e politiche dovrebbero dedicare nei confronti delle persone in particolari situazioni di disagio, non solo non fa passi avanti ma addirittura ne fa all’indietro.

Considerata la mia nota caparbietà ho voluto documentarmi su questo argomento ed ora vorrei riportare anche a Voi, che fedelmente leggete questo blog, le mie riflessioni su un problema che va ben oltre la necessità di riservare pochi spazi alle donne-mamme e che Comuni lungimiranti hanno già predisposto e riservato.

La Società, come ben sappiamo, è nata maschilista. A leggere la lenta evoluzione verso un riconoscimento di “Parità” nei confronti delle donne, spesso solo apparente, possiamo ripercorrere le tappe storiche che hanno lentamente modificato la maschilista situazione iniziale. Dalla arcaica sudditanza della donna al marito nel matrimonio ci sono voluti millenni per raggiungere la parità formale nella vita coniugale e nell’educazione dei figli; altrettanti per passare dalla negazione del diritto di voto alla sofferta conquista di questo paritario strumento sociale; dall’annosa differenziazione della retribuzione delle donne - a parità di lavoro - nei confronti degli uomini, alla scarsa e spesso inesistente rappresentanza del sesso femminile nelle strutture private e pubbliche. Gli amanti della statistica possono ancora toccare con mano le irrisorie percentuali delle donne presenti nei Consigli di Amministrazione delle grandi aziende, dell’Alta Dirigenza nelle innumerevoli strutture dello Stato, nonostante i ripetuti tentativi di inserire, con legge, le obbligatorie “Quote Rosa”, tendenti a garantire l’equa distribuzione tra maschi e femmine delle responsabilità gestionali private e pubbliche.

Cari amici, il discorso su questo filone si farebbe troppo lungo e potrei correre il rischio di annoiarvi: la verità è che nella mentalità maschilista, che nel mondo è ancora oggi imperante, la donna non è considerata un soggetto di pari valore dell’uomo! Torniamo ora al quesito iniziale, quello sui “parcheggi rosa”, che nelle città iniziano ad essere riservati alle “donne mamme”.

La necessità di appositi spazi riservati alle persone temporaneamente o definitivamente affette da una deficienza fisica è nata a seguito del costante aumento del numero di veicoli circolanti e della necessità di riservare a questi veicoli appositi spazi pubblici destinati al parcheggio. Nelle grandi città, soprattutto nelle vicinanze di uffici pubblici o strutture sanitarie e della grande distribuzione, gli spazi ordinari destinati alla sosta sono sempre già occupati di primo mattino, costringendo chi necessità di usufruire della sosta per il disbrigo delle sue necessità, a ripetute ricerche che, nella gran parte dei casi, si concretizzano con irregolari “parcheggi di necessità” che impediscono la circolazione e creano non poche situazioni di pericolo. Inoltre gli attuali pochi spazi riservati per legge ai disabili, per una intramontabile maleducazione dei normo dotati, sono spesso occupati abusivamente, vanificando cosi la loro funzione agevolativa.

Nello stesso spirito di “agevolazione” per cui sono nati i parcheggi per i disabili, la lungimiranza di alcuni Comuni ha voluto istituire, pur non essendo espressamente previsto dalla legge, i cosi detti “parcheggi rosa”, destinati alle donne in stato di gravidanza o con bambini piccoli fino ad un anno di età. L’iniziativa si è sviluppata nell’ambito di una politica di sensibilizzazione sociale e di tutela delle utenze deboli, tra le quali vanno ricomprese anche le donne in stato di gravidanza o mamme di bambini nel primo anno di vita che hanno necessità di parcheggiare l’auto nelle vicinanze di farmacie, supermercati ed uffici pubblici. Le auto in questione hanno l’obbligo di esposizione dell'apposito permesso di sosta, rilasciato dal Comune (per ottenere il permesso di sosta dovrà essere presentata la documentazione medica attestante lo stato di gravidanza o l'età del bambino), con divieto di sosta per gli altri veicoli, anche se non essendo espressamente previsti dal Codice della Strada nessuna sanzione può essere comminata a chi li occupa abusivamente.

Essendo italiani mi viene spontanea una domanda: funzionerà? Saprà il nostro ‘senso civico’ superare la barriera dell’obbligo e della sanzione? Chissà! Il senso civico, che nel terzo millennio dovrebbe teoricamente essere maggiore di quello dei secoli scorsi, avrà la meglio o assisteremo a una delle solite contraddizioni all’italiana? Il rischio c’è e certamente è abbastanza ampio, soprattutto a causa di quelle persone che difficilmente si attengono a norme di carattere morale. Senza il timore di una sanzione, ci si sente in diritto di far valere le proprie egoistiche ragioni, non considerando il danno che si arreca alla Comunità. E’ davvero necessaria una legge per regolare il nostro comportamento o, invece, non sarebbe sufficiente adoperare la coscienza morale di ciascuno di noi? Rispetto e sensibilità dovrebbero essere quei “concetti cardine”, guida della nostra esistenza, applicabili a maggior ragione sulla questione degli “stalli rosa”, destinati a chi porta avanti, con non poco sacrificio, la nascita di una “nuova vita”. Se in Italia la natalità, un tempo ai primi posti dei Paesi sviluppati, è da anni in forte recessione la causa è certamente da attribuirsi alla scarsa attenzione alle famiglie da parte della Comunità. Un figlio, certamente un bene inestimabile, non è solo un bene privato, personale della famiglia che lo ha messo al mondo, ma una parte viva ed integrante della sua Comunità. Non dimentichiamolo mai, attiviamoci perché la famiglia venga agevolata, aiutata e protetta!

Anche il comune di Cagliari ha sposato l’iniziativa dei parcheggi rosa. Le formalità sono minime. Per il rilascio del pass bisogna recarsi presso gli uffici ZTL del Servizio Viabilità e Mobilità, in Piazza De Gasperi al sesto piano, negli orari di apertura al pubblico. Il pass viene rilasciato in tempo reale. I posti auto sono circa 30 e si trovano in corrispondenza di uffici pubblici, consultori, ospedali e mercato civico. Spero che anche Oristano, guidata oggi da un Sindaco lungimirante quale è Guido Tendas, non abbia timore a sposare l’iniziativa. Dalle pagine di questo blog lo invito fortemente a far nascere anche in città i Parcheggi Rosa!

Cari amici, anche i “parcheggi rosa” sono un piccolo tassello, un granello di sabbia, che potrà agevolare le famiglie che mettono i figli al mondo. Il mio augurio è che il senso civico riesca a prevalere sulla mancanza di leggi sanzionatorie. Sono fiducioso, ho la speranza che, lentamente ma inesorabilmente, anche i più ostili, i refrattari alle regole comunitarie nate per la pacifica e leale convivenza, saranno indotti alla riflessione ed al rispetto verso i più deboli. Magari non subito, ma in futuro non troppo lontano, la nostra società egoistica spero possa diventare più sensibile verso le problematiche delle fasce meno protette. Le norme, a maggior ragione quelle non scritte, hanno bisogno di essere metabolizzate, “scolpite indelebilmente” nel nostro DNA, per diventare codice morale. Alleviamo le nuove generazioni con questi obiettivi. Lo dobbiamo ai nostri figli e a tutte le generazioni future.

Grazie, cari amici, della Vostra attenzione.

Mario


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