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lunedì, agosto 27, 2012

LA VENERATA MADONNA DEL RIMEDIO FESTEGGIA I 60 ANNI DELLA SUA INCORONAZIONE, AVVENUTA IL 7.9.1952.


Oristano 27 Agosto 2012,

Cari amici,

credo che in tutto il circondario di Oristano ci sia poca gente che non è devota alla Madonna del Rimedio: la Sua fama, ormai, copre non solo il circondario ma tutta l’Isola. Il Suo Santuario si trova uscendo da Oristano e dirigendosi verso Torregrande, nei pressi dello svincolo che porta a questa nota località turistica. La Chiesa-Basilica del Rimedio, questo venerato santuario di cui poco rimane dell'originaria ed antica struttura medioevale, è meta ininterrotta di pellegrini da tutta l’Isola. Per la festa, l’8 Settembre, una folla immensa copre il grande sagrato circostante, ricreando quell’antico sapore di “sagra”, tanto in uso nel passato. Ecco la storia di questo luogo, dedicato da tempo immemorabile alla Madonna, e che mantiene intatto tutto il suo fascino.

L’attuale Basilica del Rimedio (l’edificio fu consacrato il 13 maggio 1956), sorge sopra un antico insediamento molto probabilmente di età nuragica. Il territorio intorno ad Oristano, infatti, era già popolato in epoca prenuragica e contava molti piccoli villaggi sparsi intorno agli ampi stagni costieri. Gli insediamenti, in gran parte oggi solo “toponimi”, erano chiamati Fenugheda, Nuragraba, Gutturu Mannu, Cannedu, Tzuarbara, Donigalla e, un po’ più a Nord verso Nuraxinieddu, Gippi. La zona intorno all’attuale Basilica era parte del villaggio di Nuracraba, sorto in epoca precedente anche alla civiltà fenicio-punica (testimoniata da ritrovamenti di vasellame, terrecotte figurate e monete), consolidatosi in epoca romana e successivamente ampliato in periodo medioevale; finì decimato, poi, a causa della peste del 1700.

Dove oggi sorge la Basilica era ubica la Chiesetta del villaggio di Nuracraba, mai cresciuto a sufficienza anche a causa delle frequenti inondazioni del Tirso, e che finì praticamente spopolato a seguito soprattutto della morbosa pestilenza che colpì il territorio ai primi del ‘700. Dati statistici storici del 1653, evidenziano che Nuracraba in quell’anno era ridotta a 16 famiglie, la vicina Donnigala ne contava 15, tutte superstiti della peste, mentre Fenugheda, risultava interamente spopolata; i suoi ultimi abitanti erano emigrati a Nuracraba affidando a questo paese la statua lignea del suo Santo patrono S. Marco, collocandolo proprio nella chiesa del Rimedio. Nel 1688 il Parlamento, con lo scopo di condurre nuovi abitanti a Nuracraba e a Silì, paesi ridotti ormai a sole quattro unità, stabilì una “franchigia” della durata di dieci anni ma l’egoismo dei feudatari, che lasciarono cadere i progetti, affossò la proposta e Nuracraba fini per spopolarsi del tutto.

Scomparso il paese nel 1747 non scomparve, invece, il culto della Vergine del Rimedio che non solo permaneva ma aumentava. La chiesa, divenne meta di pellegrini sempre più numerosi e fu spesso rimaneggiata ed ampliata. La struttura attuale nelle sue linee principali risale ai primi dell’800. La leggenda vuole che l’edificio attuale sia stato realizzato da un sedilese, che, messo alla tortura come sospetto protettore di pericolosi malviventi, si raccomandò alla Madonna del Rimedio, invocandola in sua protezione. Il Santuario, sempre più frequentato, proseguirà ad allargare la sua fama ed il 7 settembre del 1952 vivrà, con grande presenza di popolo, la solenne incoronazione della B.V. del Rimedio, alla presenza del cardinale Federico Tedeschini, dell'Episcopato sardo e delle Autorità diplomatiche, civili, militari e politiche dell'Isola. Auspice l'arcivescovo Sebastiano Fraghì, La Madonna del Rimedio fu proclamata “Compatrona della Diocesi” con Breve Apostolico del 31 maggio 1954, alla presenza del card. Ottaviani che presiedette la solenne cerimonia il 5 ottobre dello stesso anno. Il Santuario, consacrato dallo stesso Mons. Fraghì il 13 maggio 1956, fu elevato alla dignità di Basilica minore con Lettera apostolica del 26 aprile 1957.

La festa della Madonna del Rimedio cade l'8 Settembre ed è preceduta dalla novena (29 agosto – 6 settembre).

Le forme attuali della chiesa, a croce latina, con un tamburo a cupola all' incrocio dei bracci, rimandano al secolo XIX. All' interno, sull' altare Maggiore, possiamo ammirare il simulacro ligneo della Madonna del Rimedio, di bottega sardo -campana della prima metà del Seicento. Nella cappella di sinistra tanti gli ex voto che i numerosi miracolati a Lei rivoltisi Le hanno dedicato.


Quest’anno è un anno di grande festa, di grande giubilo: è il 60° dell’incoronazione della Vergine, avvenuta il 7 Settembre del 1952. Credo che si ripeterà, ampliata, quella grande partecipazione di folla, proveniente da tutta l’Isola, che 60 anni fa assistette, commossa, alla solenne incoronazione della Beata Vergine da parte del Cardinale Tedeschini, chiamato ad Oristano dall’Arcivescovo Fraghì. Non mancheranno le Autorità religiose, che l’Arcivescovo Sanna certamente chiamerà a partecipare, ne l’omaggio delle Autorità, il Sindaco Tendas, in primis, come fece nel 1952 l’allora Sindaco Carloni.

Io sono tanto devoto alla Madonna del Rimedio che mi ha sempre dato protezione e tutti gli anni, in silenzio, lontano dai momenti di folla mi reco al Suo santuario a pregarLa per me ed i miei cari. Farò così anche quest’anno. Non amo i “bagni di folla”, preferisco la pace e la tranquillità della Chiesa silenziosa: mi facilita il raccoglimento. Le dirò poche parole: Grazie mamma, Regina del Cielo, perché continui a volerci sempre tanto bene!

Vi abbraccio tutti.

Mario


1 commento:

Anonimo ha detto...

Grazie santissima madonna del rimedio!