lunedì, agosto 16, 2010

LA SARTIGLIETTA ESTIVA 2010: UN MODO INTELLIGENTE DI FESTEGGIARE IL FERRAGOSTO ORISTANESE.











Oristano 16 Agosto 2010
Cari amici,
ieri, domenica 15 Agosto ho accompagnato mio figlio Santino a fare un servizio fotografico alla manifestazione estiva, organizzata dalla Pro Loco di Oristano, chiamata “ Sartiglietta estiva”.
La manifestazione consente di propagandare la Sartiglia ( il notissimo Carnevale Oristanese ), ai numerosi turisti che in questo periodo affollano le nostre spiagge, in particolare Torregrande.
E’ proprio sul lungomare di Torregrande che, ormai da oltre 30 anni, si svolge con l’utilizzo dei giovani mini cavalieri del Giara Club, preparati da Antonio Casu, questa Sartiglietta estiva.
Pur conoscendo bene la Sartiglia, per averla vista ripetutamente per oltre quarant’anni, compresa quella del Lunedi riservata ai ragazzi, non avevo mai partecipato a questa edizione estiva. Non che la considerassi, come fanno molti, una dissacrazione dello spettacolo carnevalesco, ma, come spesso succede, non avevo mai voluto abbandonare il mio riposo estivo al mare di Funtana Meiga per andare a Torregrande a vederla.
Quest’anno, invece, per accontentare Santino, l’ho fatto e Vi posso assicurare che ne è valsa davvero la pena!
La Sartiglia, l’ho sempre sostenuto, è una manifestazione meravigliosa, vissuta dai protagonisti con grande passione, direi quasi con dedizione e trasporto, tutto l’anno. Pensavo, però, che questo spirito, questo amore per una antica tradizione che si ripete da oltre 500 anni, fosse una prerogativa degli adulti, non anche dei bambini. Mi sono, però, dovuto ricredere!
Ecco a Voi la cronaca di una giornata davvero speciale.
Sono arrivato presto a Torregrande, oltre un’ora prima della manifestazione, e mi sono fermato nel piccolo Anfiteatro di fronte alla Chiesa Sella Maris, la Parrochia del borgo, dove i partecipanti si erano dati appuntamento; da dove sarebbe partito il corteo verso il lungomare dove si sarebbe svolta la Sartiglia.
Qualcuno era già arrivato, tra i quali Pacifico Tratzi, mio ex collega bancario che da anni allena i giovani tamburini della Pro Loco di Oristano. Mentre conversavo piacevolmente con lui iniziano ad arrivare, accompagnati dai loro genitori, i giovani tamburini, già vestiti di tutto punto per la manifestazione e con tamburo e bacchette impugnate da manine nervose. A seguire i giovani cavalieri con i loro piccoli destrieri, i trombettieri ed infine la giovane “ Componidori” Valentina Rais, di 12 anni, accompagnata dai suoi due aiutanti: Chiara Aru, su Segundu e Antonio Deidda, su Terzu, entrambi di 11 anni. A farle compagnia, tutte intorno, le sue damigelle d’onore: sa massaia manna e is massaieddas, che portavano con Loro tutto il materiale necessario alla trasformazione del Cavaliere in Componidori, ovvero da uomo in semidio, figura androgina che per un giorno, attraverso la Vestizione, diventa il sovrano assoluto del Torneo.
Seguivo questo andirivieni con attenzione. Non mi sfuggiva la grande tensione che permeava tutti questi partecipanti. Nessuno di Loro, protagonisti o comprimari, si muoveva con superficialità: in tutti vi era una tensione ed un profondo senso del ruolo. Ho scambiato qualche parola con Valentina che si preparava al Suo ruolo di Capocorsa: era talmente conscia dell’importanza della Sua prestazione che sembrava non avere i suoi 12 anni ma molti di più! Era, la Sua, la tensione di una persona matura, che si preparava a compiere un Rito Sacro!
La stessa forte tensione attanagliava tutti. Il Presidente della Pro Loco Giorgio Colombino, accompagnato dalla moglie Bastianina, sovraintendeva a tutti i particolari, coadiuvato dai vari componenti del Consiglio, a partire dalla Vice Presidente Bianca Muscas. Nessuno sembrava essere solo spettatore.
Con l’arrivo di tutti i partecipanti, verso le 19,30, il corteo inizia a muoversi, con un bel seguito di pubblico, in gran parte turisti.
Accompagnato dal rullare dei tamburi e dagli squilli delle trombe il corteo imbocca il lungomare tra due ali di folla. Il sole è ancora alto nel cielo e la gente, assiepata dietro le transenne, applaude i giovani partecipanti, mentre i lampi delle macchine fotografiche scattano in continuazione.
Alla fine del viale, in prossimità di Villa Baldino, era stato predisposto il palco per la vestizione, i sostegni del nastro che regge la stella e le varie tribune per le Autorità e gli spettatori paganti.
La cerimonia della vestizione è stata per me una cosa davvero straordinaria! La tensione di tutti i partecipanti al rito si toccava con mano. Valentina siede nello scranno a Lei riservato al centro del palco: serissima, con gli occhi lucidi e le mani sulle ginocchia, sembra attendere quasi un evento ultraterreno. Intorno a Lei “ Sa Massaia manna” e "is Massaieddas" con i cesti di vimini contenenti tutti i capi che avrebbe dovuto indossare: la camicia bianca, il colletto, i panni che preparano il viso a sostenere la maschiera, il velo, su Coiettu ( il corpetto di cuoio con lunghe falde al ginocchio), i nastri, rigorosamente verdi, la maschera, il velo, il cappello ed i guanti.
Il rituale inizia con la vestizione della camicia bianca a cui segue la sistemazione del colletto legato con il nastro verde ( colore scelto dalla Pro Loco per la Sartiglia dei ragazzi ); la vestizione continua facendo indossare su Coiettu , fermato in vita dal grosso cinturone di cuoio. Sempre a sedere sullo scranno su Componidori viene ora “bardato” con una serie di nastri verdi che gli chiudono le ampie maniche della veste bianca ai polsi e stringono in alto le braccia. Inizia subito dopo la posa dei fazzoletti ai lati del viso e sul capo che vengono cuciti con cura: hanno il compito di reggere perfettamente la maschera ed evitare qualsiasi spostamento inopportuno durante il torneo. Prima della posa della maschera sul viso, il Presidente porge al Capocorsa un vassoio con i bicchieri per un brindisi augurale: in questo caso, però, pur nel rispetto del rituale del brindisi, si è proceduto ad alzare i calici non con la famosa Vernaccia ma con una più adatta bibita analcolica!
La posa sul viso della maschera è il vero momento della trasformazione dell’umano in divino: su Componidori, ora, non è più uno di noi ma ha assunto un’altra dimensione, una dimensione che incarna quella forza superiore, quel divino tanto misterioso e invisibile.
Sembra strano, credo che lo faccia a tutti, ma un attimo dopo la posa della maschera sul viso de su Componidori, non pensiamo più alla carnale figura che c’è dietro, giovane o adulto che sia, maschio o femmina, ma da quel momento quella maschera racchiude un personaggio unico, che non è uno di noi, è semplicemente il divino su Componidori, il Capo indiscusso del Torneo.
La vestizione viene portata a compimento con la posa del velo che viene strettamente cucito intorno alla maschera ed a seguire il cappello, chiuso sotto il mento sempre da un bel nastro verde, dalla camelia appuntata sul petto a sinistra, e dai guanti sempre rigorosamente bianchi.
La vestizione ora è completata: su Componidori è pronto a guidare la corsa. Il suo cavallo è pronto: viene portato davanti al palco ed Egli dovrà salirci sopra senza mettere i piedi per terra. La tradizione vuole che lui, ora non più uomo terreno, possa toccare la nuda terra, sarebbe di cattivo auspicio per Oristano e le sue campagne ed il futuro raccolto. Egli resterà per tutta la durata del torneo, sia durante la corsa alla stella che durante le pariglie, sopra il suo cavallo, da cui dirige, giudice unico, lo svolgersi della competizione, assegnando a suo insindacabile giudizio la spada e su stoccu ai cavalieri che si cimenteranno alla corsa alla stella e stabilendo l’ordine e le modalità di partecipazione delle pariglie.
Valentina è stata bravissima. Salita sul suo bel cavallino della Giara e scortata dai suoi fedelissimi, su seguntu e su terzu, ha prima benedetto la folla con il bel mazzo di viole e pervinche, noto come sa Pippia de Maju, i componenti del suo Gremio, la Pro Loco, poi il pubblico che ha risposto con un grande applauso. Poco dopo ha dato inizio al torneo.
Ricevute le spade dal Presidente Colombino ne ha consegnato una al suo secondo, Chiara, e con lei ha incrociato, in segno ben augurante, tre volte le spade sotto la stella, chiedendo con quel rito l’aiuto divino.
Poi ha per prima tentato la sorte alla stella con la spada: non è stata baciata dalla sorte, ha solo colpito ma non infilzato la stella. Poco importa, su segundi e su terzu, invece, hanno colto il bersaglio infilzando perfettamente la stella e portato a casa entrambi il premio riservato, la stella d’argento, consegnata a su segundu dal Presidente Giorgio Colombino e a su terzu dall’Assessore alla cultura della Provincia Serafino Corrias.
A seguire tutta una serie di stelle colte, accompagnate con grande entusiasmo del grande pubblico assiepato dietro le transenne e nelle tribune. Hanno colto la stella Francesco Salis, Stefano Casu, Salvatore Carrus, Nanni Cabitza e Antonio Deidda. A premiare i cavalieri vincenti La Vice Presidente Bianca Muscas, il Questore Dr. Pinto, il Presidente del Coni Gabriele Schintu ed altre Autorità. Lo spettacolo dato dai mini cavalieri è stato,davvero, fantastico!
Terminata la gara con la spada su Componidori le ha riconsegnate al Presidente ed ha ricevuto su Stoccu per un ulteriore tentativo, che è riservato, come tradizione, solo al Capocorsa ed eventualmente ai suoi aiutanti.
Anche la prova con su stoccu non è stata favorevole a Valentina, che ha comunque diretto in modo magistrale la Corsa, ma ha premiato, ancora una volta su terzu, Antonio Deidda, che a 11 anni ha dimostrato di essere già un cavaliere bravissimo! Con quel secondo centro ha ottenuto la stella d’oro. Complimenti Antonio, diventerai un grande sartigliante e sicuramente farai Su componidori!
Valentina ha affascinato tutti con una splendida "Arremada", la benedizione finale che viene eseguita da su Componidori completamente supino sul cavallo.
Le bellissime e spericolate pariglie hanno chiuso una splendida manifestazione.
Posso dirvi, in tutta franchezza, che mai avrei pensato che una Sartiglia estiva, quasi giocosa e per alcuni solo una parodia di quella vera, fosse, invece, un interessante spettacolo vero, pieno di entusiasmo partecipativo e sicuramente vera palestra per i giovanissimi che l’hanno vissuta con una intensità ed un impegno non comuni.
Con questi presupposti, grazie all’impegno della Pro Loco e del suo Presidente Colombino che l’ha inventata oltre 30 anni fa, di Antonio Casu e del suo ormai famoso Giara Club, e di tutti gli amici che la propagandano, la Sartiglia avrà sempre un grande vivaio a cui attingere e, soprattutto vedrà il perpetuarsi di una tradizione che dura da oltre 500 anni e che è fatta di amore per Oristano e le sue nobili tradizioni.
Senza dimenticare che è un veicolo speciale per la promozione turistica della nostra Provincia, che può calamitare quel flusso turistico che da sempre desideriamo. Grazie a tutti quelli che la sostengono.
Grazie dell’attenzione.
Mario

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Bel articolo solo che su segundu si chiama Chiara Aru.

Anonimo ha detto...

Bellissimo articolo conlimenti ! NAche le foto sono molto belle ! D'altronde io ho partecipato e le emozioni qui espresse sono le stesse che ho vissuto ankìchio !!!