venerdì, dicembre 29, 2017

CERCHI UNA PROFESSIONE MODERNA E INNOVATIVA? SCEGLI DI FARE IL “FUTUROLOGO”! NON DIVENTERAI UN INDOVINO, O UN MEDIUM, MA UN ESPERTO IN “REALISTICHE E CREDIBILI PREVISIONI”.



Oristano 29 Dicembre 2017
Cari amici,
Il termine Futurologo è per molti un vocabolo che ha che fare con gli indovini, con i medium, con i tarocchi e la chiromanzia; la definizione, insomma, di un soggetto dotato di particolari poteri che gli consentono di predire il futuro. Nella moderna terminologia, invece, “Futurologo” sta ad indicare una seria e qualificata professione che, svolta da un esperto, nei prossimi anni sarà molto richiesta e apprezzata, e che, tra l’altro, risulta al momento poco presente sul mercato, se non addirittura mancante. Si, amici, questa nuova figura professionale appare necessaria negli organici aziendali e pertanto molta è la richiesta proveniente da aziende e strutture commerciali, che però faticano a trovarla. Per questo motivo diverse Università si stanno attrezzando per venire incontro alle esigenze degli operatori socio-economici, sia pubblici che privati attivando appositi corsi di laurea.
Fino ad oggi, infatti, in Italia la gran parte delle strutture universitarie ha praticamente ignorato questa nuova esigenza, mentre all'estero da tempo Università importanti hanno introdotto corsi di laurea e di dottorato sui cosiddetti "Futures studies", una materia accademica introdotta negli anni sessanta. Lentamente, però, iniziano a muoversi anche le università italiane; l'Università degli Studi di Trento, per esempio, ha dato vita al Master di secondo livello in "Previsione sociale" rivolto a soggetti che sono già operativi nel mondo del lavoro.
Secondo Carola Adami della "Adami & Associati", un'agenzia che si occupa di selezione del personale, la figura del futurologo è già tra le più ricercate e meno disponibili sul mercato. Nel nostro Paese da qualche anno l’Italian Institute for the future cerca di introdurre anche da noi i "futures studies", che, utilizzando le moderne metodiche di previsione, risultano in grado di dare a chi, Manager aziendale o Politico, deve assumere decisioni inerenti il futuro aziendale o sociale della struttura che governa.
Anche la sezione italiana del network "Millenium Project" effettua queste attività di previsione, con lo scopo di accumulare conoscenze sul futuro e, di conseguenza, poter effettuare le scelte migliori possibili. Il 7 Aprile 2017 gli Enti sopracitati hanno presieduto un gruppo di lavoro di livello internazionale chiamato "Anticipation, Agency and Complexity" con lo scopo di dare vita ad una rete italiana di futurologi.
Secondo il Professor Roberto Poli, docente presso il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’università di Trento e con cattedra Unesco sui sistemi anticipanti, la moderna professione di futurologo sarà in tempi brevi fra le più richieste. Gruppi bancari, assicurativi e aziendali stanno già investendo nel settore delle previsioni. La Barilla, per esempio, ha già un gruppo di lavoro impegnato a disegnare gli scenari sul futuro dell’alimentazione nel 2030.
Per ora, però, sono poche le strutture aziendali in possesso di un reparto composto da persone con formazione specifica, e si avvalgono di consulenti esterni, per ora rari.  Anche il settore pubblico, come quello privato, necessita di persone esperte in questa nuova professione.  “Quasi tutti i governi europei hanno un ufficio che si occupa di queste cose”, dice il professore Poli, “la Finlandia in particolare, dove è stato costituito un gruppo al seguito del parlamento e non del governo. Qui in Italia ancora non si è visto nulla del genere”.
Il bisogno però, come sempre, aguzza l’ingegno. Ad aprile 2018 a Bologna, nella sede del Consiglio nazionale delle ricerche, è stato già programmato un incontro dei futurologi italiani, dedicato alle anticipazioni sul lavoro. “Faremo un discorso più aperto di quanto non appaia da molti report”, dice sempre il professor Poli, “l’automatizzazione del lavoro non è qualcosa come l’invecchiamento della popolazione rispetto a cui possiamo solo rassegnarci. Dipenderà dalle politiche adottate. È importante muoversi con visione per non farsi travolgere”.
 
All’incontro parteciperà anche Mara Di Berardo, dottoressa di ricerca in Culture, Linguaggi e Politiche della Comunicazione e co-chair del nodo italiano del Millennium Project. Dal 2016 ha iniziato a lavorare sullo studio globale “Scenari alternativi su lavoro e tecnologia al 2050”. Nell’incontro di Bologna i partecipanti cercheranno di definire azioni a breve (5 anni), medio (15 anni) e lungo termine (35 anni), per cercare di prevedere prima e realizzare poi, il miglior futuro possibile. “Su questi scenari per il lavoro nel 2050 sarebbe utile aprire un discorso con i sindacati”, aggiunge, poi, la Di Berardo.
Cari amici, prevedere il futuro è sempre stato il sogno dell’uomo. La storia insegna che anche nel lontano passato si cercava di conoscere il futuro attraverso una serie di metodiche empiriche, che spaziavano dall’osservazione delle viscere fumanti degli animali ai voli degli uccelli, dalle lettura delle gocce dell’olio versate su un recipiente ai segnali dati dalle volute di fumo, dagli oroscopi alla lettura delle carte (tarocchi). Ebbene, ora nel terzo Millennio, l’evoluzione ha fatto sì che il futurologo, ovvero colui che per noi prevede cosa accadrà in futuro, sia un soggetto più aderente alla realtà: un manager che cerca scientificamente di interpretare il futuro con serie previsioni realistiche.
Insomma, il futurologo moderno sarà un serio manager con i piedi per terra e la testa nel futuro!
A domani.
Mario

giovedì, dicembre 28, 2017

L’ITALIANA MARICA BRANCHESI, TRA I 10 PERSONAGGI SCIENTIFICI DEL 2017, SECONDO LA CLASSIFICA STILATA DALLA RIVISTA NATURE.



Oristano 28 Dicembre 2017
Cari amici,
Il talento delle donne italiane è sempre più in auge in tutti i campi del sapere, e questo fa davvero onore a tutte le donne! Ebbene, come ogni anno 'Nature', la più importante rivista scientifica al mondo, stila la lista delle 10 persone più influenti dell’anno. Quest’anno compare al 2° posto, nella stratosferica “Ten people who mattered this year” il nome di un’italiana: Marica Branchesi, ricercatrice del Gran Sasso Science Institute che ha sede a L’Aquila. Un riconoscimento prestigioso, che premia le sue non comuni capacità scientifiche e di coordinamento, nell'ambito del progetto “Virgo” sulle onde gravitazionali, che ha visto coinvolti migliaia di ricercatori.
I primi 3 della Top Ten, quelli da mettere nel podio, sono: al 1° posto David Liu del Broad Institute di Cambridge, Massachusetts, che lavora all'editing del genoma con la tecnologia Crispr/Cas9, una rivoluzione per la medicina, al 2° posto come detto Marica Branchesi, ed al 3° la dodicenne Emily Whitehead, la bambina definita “testimone vivente” della lotta contro la leucemia, guarita grazie alla terapia sperimentale Car-T.
Marica Branchesi, nata a Urbino 40 anni fa, è professore associato nell’Institute del Gran Sasso; operativamente presta la sua opera nei laboratori nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), collabora con l'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) ed è membro della struttura Virgo, il rivelatore europeo di onde gravitazionali che si trova in Italia, a Cascina (Pisa). L’illustre scienziata ha avuto un ruolo di primo piano nell’individuazione delle forze legate alle onde gravitazionali, scoperta che ha inaugurato un nuovo modo di studiare l'universo, grazie a Sesame, il primo acceleratore del Medio Oriente al quale l'Italia ha dato un grande contributo economico.
La scienziata italiana può, a pieno titolo, essere considerata la sentinella della nuova astronomia: è lei che lancia l'allerta ai telescopi ogni volta che viene rilevata un'onda gravitazionale, per fare in modo che gli strumenti scientifici siano puntati all'unisono sullo stesso angolo di cielo. Intervistata dall'ANSA dopo la diffusione della notizia che la riguardava ha detto: "Sono estremamente onorata ed emozionata per questo riconoscimento e ringrazio tutti i colleghi per quello che hanno detto di me”. Poi, riferendosi al grande lavoro svolto con i colleghi per l’individuazione del primo segnale delle onde gravitazionali generato da due stelle di neutroni, ha aggiunto: “Lo considero un riconoscimento anche al risultato bellissimo del lavoro fatto nell'estate scorsa.
Amici, gli scienziati godono nel loro lavoro di una felicità particolare e tanto appagante. Marica, da scienziata e da donna, dopo mesi di duro lavoro, "nei quali – come dice lei - ogni giorno ci svegliavamo con dati nuovi", racconta che nel giorno dell'annuncio di quel risultato straordinario, dato a tutto il mondo il 16 ottobre scorso, Lei si trovava a Washington a rappresentare l'Italia e l'Europa e ne rimase favorevolmente colpita in modo particolare. Emozionata ha voluto dedicare il posto d'onore assegnatole nella Top Ten di Nature, al papà di Virgo, il fisico Adalberto Giazotto, morto appena un mese dopo lo storico annuncio del 16 ottobre: "senza di lui Virgo non ci sarebbe stato", ha detto.
Nell’intervista rilasciata all’ANSA ha detto: "Sono entrata nel progetto Virgo nel 2009 (insegnava allora all’Università di Urbino, n.d.r.), quando la ricerca sulle onde gravitazionali era vista in modo scettico dagli astronomi"; "si è capito che era la nuova frontiera e oggi stiamo vedendo l'alba della nuova astronomia". Da una settimana i telescopi sono di nuovo puntati sulla galassia in cui era avvenuta la collisione delle stelle di neutroni: "stanno ricominciando le osservazioni, nei prossimi mesi avremo nuove sorprese", ha aggiunto, in attesa che nell'autunno 2018 tornino in attività Ligo e Virgo, dopo la pausa tecnica.
Da allora il compito di 'sentinella' in capo alla Branchesi potrebbe diventare ancora più intenso: "sappiamo che la frequenza delle allerta sarà molto alta e stiamo lavorando alle infrastrutture". Sarà un lavoro a ritmo serrato anche perché, ha concluso, "in autunno si prevede di lanciare l'allerta all'intera comunità astronomica internazionale e non solo ai 100 gruppi finora coinvolti".
Amici, ho voluto riportare la notizia di questa grande scienziata, perché sono sempre stato convinto della grande validità delle donne (da sardo apprezzo in particolare le nostre “matriarche” barbaricine), spesso da noi uomini viste, invece, come pensatrici di serie B, se non addirittura con capacità inferiori. Ho già avuto modo su questo blog di riportare altri personaggi femminili eccellenti, e questa scienziata certamente lo è: alla grande!
Un’ultima domanda a Voi che mi leggete: Vi siete mai chiesti come sarebbe il mondo senza le donne?
A domani.
Mario