lunedì, dicembre 06, 2021

PERCHÉ SI DICE CHE IL MATTINO HA L’ORO IN BOCCA? PERCHÈ EVIDENZIA LA FILOSOFIA DEL RISVEGLIO PRECOCE, CHE PREDISPONE A VIVERE POSITIVAMENTE LA GIORNATA.


ORISTANO 6 dicembre 2021

Cari amici,

Aveva certamente fondamento e ragione l’antico detto romano «Aurora aurum in ore habet», che tradotto in italiano significa che «Il mattino ha l’oro in bocca». Eppure per molti di noi alzarsi presto al mattino non è affatto facile. Secondo studi accreditati alzarsi alle prime luci dell’alba, meglio se fuori è ancora buio, può comportare tanti vantaggi. C’è un motto moderno che afferma che chi si alza presto, quando gli altri ancora dormono,  è fortunato: "se vinci la mattina, vinci la giornata", questo il significato. In effetti, i vantaggi sono notevoli: svegliarsi presto, ci consente di migliorare le nostre prestazioni, sia lavorative che scolastiche, oltre a farci vivere la giornata con meno ansia e affanno per i ritardi e lo stress.

Si, amici, l’abitudine di alzarsi presto ci può rendere più consapevoli, oltre ad aumentare la sicurezza in noi stessi. Chi si alzi presto ha certamente più tempo da dedicare a sé stesso e poter predisporre la giornata senza correre o ansimare. Sono mattinieri, per esempio molti manager,  che attribuiscono parte del loro successo proprio alla loro routine mattutina; l’abitudine a svegliarsi presto la mattina consente loro di poter avere il tempo di allenare la mente, meditare, leggere il giornale, aggiornarsi sugli eventi mondiali e orientare meglio lo svolgersi della giornata lavorativa.

La parola d’ordine in chi si alza presto è “Abbandonare la fretta”; monito rivolto in particolare a chi è abituato ad uscire in ritardo da casa, di fretta e senza avere nemmeno il tempo di fare colazione o di prepararsi mentalmente ad affrontare la giornata. Iniziare la giornata in anticipo, significa fare tutto con calma, arrivando rilassati al lavoro e non in ritardo, senza dover mai correre o spazientirsi per il traffico delle ore più caotiche. Che dire, poi, del fatto che prima di entrare in ufficio si può fare una bella passeggiata a piedi, godendo dell’aria fresca del mattino?

Alzarsi presto al mattino significa essere non solo più rilassati ma più produttivi. Qualunque sia la professione esercitata, le ore del mattino rappresentano il momento più produttivo della giornata. C’è chi, ad esempio, ama mettersi a scrivere prima di fare colazione. Alla mattina presto non ci sono distrazioni: il telefono non squilla e le e-mail di lavoro non arrivano ancora, per cui si può procedere più spediti nel raggiungere il proprio obiettivo, con in corpo maggiori energie.

Se volessimo provare ad alzarci la mattina almeno un’ora prima del solito, dobbiamo programmare la variazione, che all’inizio potrà sembrare addirittura pesantissima. È necessario pertanto procedere per gradi. Se anticipare l’uscita dal letto di un’ora o pure un po’ di più ci può sembrare impossibile, cominciamo per gradi. Partiamo con 15 minuti di anticipo per qualche giorno, poi passiamo a 30 minuti fino ad arrivare all’obiettivo che abbiamo stabilito, anche sulla base del tempo che intendiamo recuperare. Ciò ovviamente non significa sottrarre il tempo alle ore di sonno, ma andare a letto prima.

Quante volte dopo cena stiamo a ciondolare di fronte alla TV, oppure navighiamo stancamente su  internet per noia e senza un motivo preciso? Andiamo, invece subito a letto bevendo o un bel bicchiere d’acqua o una camomilla. Nel primo periodo usiamo la sveglia, posizionandola, però, fuori dalla portata delle nostre mani, in modo che per spegnerla ci dobbiamo alzare. A quel punto evitiamo di tornare sotto le coperte e andiamo subito in bagno a fare la doccia. L’acqua aiuta l’organismo a risvegliarsi.

Cari amici, alzarsi presto al mattino è meno difficile di quanto possa sembrare. A patto, però, di rispettare una rigorosa routine del sonno. Se si va a dormire e ci si alza sempre alla stessa ora, l'organismo si darà una sorta di regolarità che lo aiuterà a rispettare i nuovi orari e a stare meglio. Le persone che puntano la sveglia prima, di sera sentiranno l'esigenza di dormire quando è l'ora "normale" di andare a letto e questo migliorerà la salute generale. Seguire una routine prevedibile aiuterà a dormire meglio ogni notte e a svegliarsi sentendosi più riposati. Personalmente, cari amici, in casa sono il primo ad alzarsi. Mi piace godermi la tranquillità della casa  senza avere nessuno attorno; vivere quello spazio casalingo solo per me, anche se solo per un’ora, è gratificante. Non è amore per la solitudine,  ma semplice bisogno di vivere col proprio IO senza interferenze!

Amici, per me, ma spero anche per Voi, «Il mattino ha l’oro in bocca»!

A domani.

Mario

 

domenica, dicembre 05, 2021

ELIMINARE LE PROVE SCRITTE ALL’ESAME DI MATURITÀ? INDUBBIAMENTE UN ERRORE. UNA PETIZIONE FIRMATA DA OLTRE 25 MILA STUDENTI RIVOLTA AL MINISTRO DELL’ISTRUZIONE.


Oristano 5 dicembre 2021

Cari amici,

Mentre il Ministero dell’Istruzione è al lavoro per predisporre il prossimo Esame di Stato (la decisione se confermare lo “stato di emergenza” dello scorso anno, con un globale “maxi orale”, oppure ripristinare la precedente prassi con due scritti e un orale), è pervenuta al Ministro Patrizio Bianchi una petizione con oltre 25 mila firma chiedendo a gran voce l’abolizione delle prove scritte, in quanto, tra l’altro, “causa di forte stress”. Ecco una parte di quanto contenuto nella petizione.

Noi studenti maturandi chiediamo l’eliminazione delle prove scritte all’esame di maturità 2022, poiché troviamo ingiusto e infruttuoso andare a sostenere un esame scritto in quanto pleonastico, i professori curricolari nei cinque anni trascorsi, hanno avuto modo di toccare con mano e saggiare le nostre capacità. L’ulteriore stress di un esame scritto remerebbe contro un fruttuoso orale indispensabile come primo passo verso l’età adulta”. L’iniziativa, definita “La Carica dei 400”, messa in moto da un movimento studentesco, ha inteso sollevare un polverone, adducendo anche la imprecisa preparazione derivante da due anni di DAD, ovvero la didattica a distanza.

Preparazione, quella manifestata dagli studenti, particolarmente carente in Italiano, la nostra amata lingua, proprio nell’anno che festeggia i 700 anni del grande Dante Alighieri! Preparazione davvero lacunosa, in quanto basta leggere quanto era “sgrammaticato” lo scritto inviato! Su Domani di ieri (il destino di ogni domani è di tramutarsi in un ieri…) Mattia Ferraresi ha illustrato tristemente l’italiano in cui l’appello è formulato: “La debolezza del manifesto…non è nella qualità delle argomentazioni, ma nella sgrammaticata povertà con cui queste sono presentate”.

Beh, amici, la giusta risposta sarebbe che poiché gli esami sono di Stato e non uno scrutinio di Istituto, una qualche componente esterna alla scuola frequentata dai candidati deve essere presente nella Commissione (ai miei tempi era prevista la presenza di un unico rappresentante di Istituto, il famoso “membro interno”, mentre il resto della commissione era “esterno”, mentre ora è l’opposto). E la Commissione deve necessariamente prendere in esame le prestazioni di esame e non quelle passate, anche se di queste si tiene ampiamente conto nella determinazione del punteggio.

Ebbene, se anche la preparazione dei candidati ha risentito della Didattica a Distanza, questo lo sanno bene ed è senz’altro presente anche nei commissari giudicanti, per cui la richiesta inviata appare proprio pretestuosa! Per ultimo i richiedenti hanno tentato anche la carta dello “stress” che le prove scritte creano, dimenticandosi che l’esame di maturità risulta essere il passaporto per l’ingresso nella maturità, quella cioè che predispone al lavoro, dove i veri esami, scritti e orali, saranno ben più corposi e selezionanti.

Amici, al gruppone di furbetti, convinti che l’esame di stato sia solo una burletta, hanno replicato altri studenti che, invece, hanno richiesto al Ministro il ripristino delle prove scritte, mancanti ormai da 2 anni. Questa petizione, lanciata da Ilaria Pizzini e richiedente il "Ripristino delle prove scritte all'Esame di Stato", è stata inoltrata, seppure con meno adesioni, nella speranza che il Ministro decida proprio per il ripristino. Ecco il testo della petizione.

"L'eliminazione delle prove scritte dagli ultimi due Esami di Stato ha risposto a una situazione di emergenza, ma è auspicabile che esse vengano ripristinate per non privare l'esame di elementi davvero qualificanti (in primis per chi lo sostiene): la produzione di un elaborato in lingua italiana, atto ad accertare le capacità espressive e le competenze argomentative che la scuola è chiamata a fornire; la prova di indirizzo, che misura e valorizza competenze specifiche del corso di studio. Nell'arco del quinquennio, agli insegnanti si chiede di valutare gli studenti tramite prove sia scritte sia orali proprio perché diverse modalità di verifica valorizzano e misurano capacità e competenze diverse. Pertanto, non si comprende perché tale complementarità debba venire meno in sede di Esame, momento di sintesi del percorso scolastico. L'elaborato di indirizzo e l'analisi orale di un testo noto non possono rappresentare un sostituto efficace ed equipollente di prove svolte a prima vista (pertanto certamente prodotte dal candidato): se la scuola che si auspica è quella che dota gli allievi di strumenti e non li infarcisce di mere nozioni, anche l'esame dovrebbe verificare l'acquisizione di tali strumenti attraverso le medesime strategie adoperate nei cinque anni precedenti”.

Cari amici, credo che se la scuola deve continuare ad essere “maestra di vita”, essa non può abdicare al proprio ruolo, altrimenti precipiteremo nel caos dell’incultura, e allora che scuola di vita sarebbe?

A domani.

Mario

 

sabato, dicembre 04, 2021

UNA SAPORITA RICETTA SARDA: AGNELLO CON CARCIOFI. UN PIATTO AUTUNNO-INVERNO, TRAMANDATOCI DALLA CIVILTÀ AGRO PASTORALE.


Oristano 4 dicembre 2021

Cari amici,

La Sardegna è terra di pastori, in particolare di pecore. Nella parte centrale dell’isola, in Barbagia, si può tranquillamente sostenere che ci sono più pecore che persone! Certo, nella ampie pianure del campidano l’agricoltura risulta dominante, ma è il felice connubio tra agricoltura e pastorizia che ha creato le condizioni ottimali per un fruttuoso interscambio alimentare. Ho voluto aprire il post di oggi con questa premessa, per parlarvi di una straordinaria ricetta di antica data: l’agnello con carciofi,  un piatto che mette insieme la bontà dell’agnello sardo con i carciofi spinosi, quelli da sempre coltivati in Sardegna.

Si, amici, l’AGNELLO CON CARCIOFI, è una ricetta sarda eccellente, che in passato rientrava a pieno titolo in molti piatti della tradizione agro-pastorale dell’isola. Una ricetta che ha scavalcato i secoli, arrivando felicemente fino a noi, sardi del 3° millennio. Una ricetta, se vogliamo, abbastanza semplice anche da preparare, ma capace di accontentare anche i palati più esigenti, se confezionata selezionando gli ingredienti genuini e prelibati, ovvero quelli di produzione veramente sarda.

Prima di passare alla “ricetta” per cucinare a dovere questo piatto, voglio parlarvi dell’antica tradizione alimentare dell’agnello, in essere sin dai tempi antecedenti la nascita di Cristo. L’agnello era il protagonista della celebrazione della Pasqua ebraica, ricetta base per l’importante festività, successivamente adottata anche dal Cristianesimo. Si afferma, infatti, che il giorno della morte di Gesù fosse proprio lo stesso giorno in cui si uccise l’agnello; questo giorno corrisponderebbe al giorno prima della Pesach, ossia la Pasqua ebraica. Insomma, l’agnello ieri ed oggi vero protagonista delle più importanti festività. Tornando alla ricetta per la preparazione dell’Agnello con i carciofi, passiamo ora in rassegna quanto necessario e come cucinarlo.

AGNELLO CON CARCIOFI, INGREDIENTI per 4 persone:

Carne di Agnello sardo tagliato a pezzi grossi 800 gr circa, carciofi spinosi 7 o 8, 2 spicchi d’aglio, un mazzetto di prezzemolo fresco, un bicchiere di vernaccia, olio extravergine di oliva e sale q.b.

PREPARAZIONE.

In un tegame capiente, fate scaldare qualche cucchiaiata di olio extravergine d'oliva e soffriggete l'aglio a fuoco vivo. Dopo averlo fatto imbiondire eliminatelo e aggiungete i pezzettoni di agnello. Salate e rigirate il tutto, in modo che la carne si colori un po'; proseguite poi la cottura a fuoco basso e col coperchio. Nel frattempo che la carne cuoce, pulite i carciofi, eliminando le foglie più dure e le punte, e tagliate ogni testa a fette non troppo sottili. Aggiungeteli poi alla carne, insieme a poco prezzemolo fresco tritato e salando a piacere.

Dopo aver rimestato il tutto con lentezza, sfumate con il vernaccia, e, una volta evaporato il vino, ponete nuovamente il coperchio, lasciando cuocere il tutto per 30 minuti. Nel caso in cui si dovesse asciugare troppo aggiungere un pochino di acqua calda o di brodo vegetale. Controllate man mano la cottura, e quando vedrete cominciare a distaccarsi la carne dall'osso, proseguite ancora la cottura per altri 15-20 minuti, fino a che anche i carciofi saranno cotti. Al termine lasciate riposare per una decina di minuti, sempre col coperchio.

Cari amici, quella che ho appena descritto, essendo una “ricetta antica della nonna”, ha bisogno di una cottura lenta e paziente; in questo modo il gusto della carne di agnello viene esaltato dal sapore dei carciofi spinosi sardi. Una volta portato in tavola, questo secondo verrà apprezzato non solo da quelli di casa ma anche dai vostri amici, che certamente vi faranno i complimenti!

Prima di chiudere vorrei anche suggerirvi una variante: l’agnello con carciofi può essere preparato anche  cucinato al forno. In questo caso però  è consigliabile usare il cosciotto d’agnello. Questa variante può essere così realizzata: insaporendo la carne con sale, pepe, spicchi di aglio e rosmarino tritato, ed eventualmente altre erbe aromatiche. Cominciate facendo riposare la carne per almeno 1 ora (o anche tutta la notte) in frigorifero, e poi cuocetela in forno in una casseruola larga con i carciofi puliti accuratamente e tagliati a pezzetti, aglio, abbondante olio e rosmarino. Se siete amanti del contorno di verdure, potete accompagnare questo piatto anche con un contorno caldo a base di verdure miste rosolate o con un’insalata fresca.

Nell’augurarvi buon appetito Vi consiglio di accompagnare questo sapido piatto con un Cannonau di Sardegna, servito a temperatura ambiente.

A domani.

Mario

 

venerdì, dicembre 03, 2021

LE CITTÀ DEL FUTURO: SI STUDIA L'IDEA DI TRASFORMARLE DA GIUNGLA URBANA IN "SPAZIO ABITATIVO IN ARMONIA CON LA NATURA". L’ESEMPIO DI SINGAPORE ALL’EXPO 2020.


Oristano 3 dicembre 2021

Cari amici,

Che gli immensi agglomerati urbani, ovvero le numerose megalopoli presenti sul pianeta siano diventate particolarmente invivibili, è una triste realtà. Eppure è difficile convincere chi le abita a tornare a vivere in centri modesti, molto più ricchi di verde, dove il contatto con la natura sia ancora capace di farci stare meglio, a partire da una sana respirazione. Gli studi più importanti di architettura del mondo stanno cercando di trovare soluzione a questo rebus, ma a quanto pare far “quadrare il cerchio”, cioè riuscire a vivere bene in una città gigantesca, appare davvero difficile. Eppure qualcuno è già alla ricerca di una soluzione.

All’Expo Dubai 2020, in corso dal 1° ottobre 2021 al 31 marzo 2022, Singapore ha presentato, in un visitatissimo padiglione, la sua visione di “città del futuro”. Una soluzione, quella proposta, che vuole evidenziare come anche una caotica città come Singapore possa diventare una “City in Nature”, ovvero una città capace di riconciliarsi con la natura, vivendo in armonia con essa. Le parole chiave del progetto proposto sono: sostenibilità, vivibilità e resilienza. Tre concetti che saranno perfettamente integrati in una città smart, dal design moderno e con una grande attenzione verso il rispetto del pianeta.

Singapore nel suo padiglione ha esposto un vero e proprio microcosmo di quello che sarà il futuro della città-stato. L’impegno messo in campo evidenzia la ricerca di soluzioni urbane sostenibili, tali da far diventare l’immenso agglomerato urbano una City in nature. Il padiglione dimostrativo è stato attrezzato in modo sfizioso, tale da fa conoscere ed esplorare ai visitatori le abitazioni future, compresse le aree Ground Garden. Queste consistono in un giardino paesaggistico con tanto di laghetto di fitodepurazione immerso in una flora che comprende anche l’orchidea Miss Joaquim, fiore nazionale di Singapore. Un ottimo esempio di come la natura possa essere perfettamente integrata negli ambienti urbani.

La città-Stato di Singapore, amici, è il secondo Paese al mondo per densità di popolazione. Una città-stato grande poco più di un francobollo, incastonata a 150 chilometri a nord dell’Equatore, ma abituata ad eccellere in ogni campo. Ebbene, il padiglione di questo modernissimo Paese asiatico racconta come è possibile trasformare limiti solo apparenti dettati dalle scelte di sostenibilità, resilienza e vivibilità urbana, in altrettante più grandi opportunità. L’innovazione ipotizzata porterebbe le nuove costruzioni della città a minimizzare l’impatto ambientale, riducendo a zero i consumi energetici, grazie ai pannelli solari installati sulla copertura; anche l’acqua, estratta da una falda sottostante, sarebbe desalinizzata, con un processo di osmosi inversa tale da consentire l’irrigazione del verde e l’alimentazione del sistema di raffrescamento a nebulizzazione.

Lee Kuan Yew

Amici, la Singapore del futuro appare proiettata verso il modello della City in Nature. E non sono solo chiacchiere. Singapore è da tempo che aspira a diventare una City in Nature: sin dai tempi dell’indipendenza, ottenuta nel 1965. Anni lontani, nei quali, in Occidente, i temi ambientali non occupavano ancora i titoli dei giornali. Ma, già da allora, il Primo Ministro Lee Kuan Yew predicava la necessità di abbandonare senza riserve il modello "giungla urbana" per abbracciarne uno alternativo basato sulla ricerca della piena armonia con la natura. Già oggi, in realtà, Singapore è una delle città più verdi del mondo, con più del 50% della sua superficie occupata da parchi e giardini. La bella cornice è il Singapore Green Plan 2030, per il quale ogni Cittadino è chiamato a co-creare nuove soluzioni per la sostenibilità.

Cari amici, Il concetto di fondo dell’interessante progetto della città-Stato di Singapore è quello che tutti in teoria vorremmo: far sì che la natura possa coesistere con l’uomo, cosa fino ad oggi ritenuta impossibile, visti i danni che per vivere bene l’uomo ha arrecato (e continua ad arrecare) alla natura. Solo creando adeguati ambienti di biodiversità, infatti, l’urbanizzazione potrà conciliare “uomo e natura”, ovvero soddisfare le nostre esigenze nel rispetto delle regole della natura. L’uomo, se vorrà salvarsi dovrà imparare a coesistere con l’ecosistema già presente, altrimenti non avrà futuro.

 A domani.

Mario

 

giovedì, dicembre 02, 2021

“AROUND”, UNA INTELLIGENTE ED ECOLOGICA START UP HA CREATO DEI CONTENITORI RICICLABILI PER IL DELIVERY, INCENTIVANDO ANCHE IL RECUPERO DEL CIBO.




Oristano 2 dicembre 2021

Cari amici,

Ridurre l'utilizzo di imballaggi usa e getta e limitare lo spreco di cibo nei servizi di ristorazione, questo l'imperativo oggi dominante. Ebbene, questo è il Leitmotiv che ha animato una fresca start App, che è partita dalla brutale realtà che  il 50% dei rifiuti giornalieri prodotti da un cittadino riguarda proprio gli imballaggi!  Detto fatto, ed ecco che i due creatori della start App, Giulia Zanatta, Daniele Cagnazzo e Alberto Garuccio, quassi un anno fa, hanno dato vita a “AROUND”, coraggiosa iniziativa nata nel periodo del Lockdown, per raggiungere due importanti obiettivi: ridurre la quantità di imballaggi, purtroppo sempre in aumento, e ridurre lo spreco alimentare.

Come ha riportato Il Giornale, la neonata creatura da loro partorita ha finalmente “aperto gli occhi”, ricevendo il primo avallo da alcuni ristoratori di Milano. Definita dagli stessi ideatori "il primo aggregatore di servizi Zero Waste (in italiano zero spreco) del settore food", Around ha subito incarnato un nuovo modus operandi sulla attuale necessità dell'utilizzo del packaging. Una concezione, per inciso, che sposa il modello circolare del riuso e che è rivolta tanto ai ristoratori quanto ai consumatori.

Nata come detto nel periodo del terribile Lockdown, che ha visto un netto incremento delle consegne a domicilio, Around ha colto la palla al balzo, trovando il giusto strumento per ridurre ed eliminare i volumi dei contenitori ed imballaggi monouso legati a quegli ordini, oltre a tener presente i numeri più recenti legati allo smaltimento dei rifiuti sempre in crescendo. La soluzione adottata appare pratica e originale, capace di abbattere l'utilizzo sconsiderato del packaging monouso. Al suo posto, Around propone un modello circolare basato su incentivi al riutilizzo e sulla riduzione degli sprechi alimentari.

Ma come funziona il modello proposto dalla startup? È semplicissimo. Tutto ruota attorno a due pilastri: l'introduzione di un packaging riutilizzabile (contenitori) nei servizi di asporto e food delivery e la vendita del cibo rimasto invenduto al termine di ciascuna giornata lavorativa ad un prezzo scontato deciso dai ristoranti convenzionati. I contenitori proposti da Around (al momento esistono tre modelli) sono riutilizzabili più volte e muniti di un Qr code che fa riferimento all'applicazione Aroundrs (scaricabile su Apple store e Google play).

I ristoranti che man mano si convenzionano hanno da un lato la possibilità di sottoscrivere un abbonamento con servizi e vantaggi calibrati sulle proprie esigenze (in modo tale da diminuire il loro impatto ambientale e ridurre la quantità di rifiuti da imballaggio legata al delivery grazie ai suddetti contenitori) e dall'altro, i clienti possono scaricare la App e visualizzare i ristoranti che hanno aderito al progetto, e noleggiare gratuitamente il packaging per l'asporto e restituirlo nel giro di una settimana (in caso contrario, è previsto un addebito di 10 euro). Il lavaggio dei contenitori verrà effettuato dagli stessi ristoranti, a meno che questi non abbiano accesso al servizio extra di lavaggio centralizzato di Around.

Ma, come accennato, alla lotta per la riduzione degli imballaggi si aggiunge quella che tende a ridurre lo spreco di cibo. Su questo versante il programma Zero food waste permette ai ristoranti di pubblicare sulla App il cibo rimasto invenduto ad un prezzo scontato. I consumatori possono consultare le offerte e acquistare il cibo direttamente dall'applicazione, presentandosi di persona al ristorante (nella fascia oraria indicata dal ristoratore) per il ritiro. In un’ottica futura, più il network degli esercizi affiliati al programma crescerà, e più i clienti potranno noleggiare e consegnare i contenitori presso ogni altro ristorante aderente al sistema.

L’iniziativa è apparsa subito interessante. Lo scorso giugno è partita la prima fase di lancio. Cinque ristoranti di Milano hanno messo a disposizione dei rispettivi clienti appositi contenitori riutilizzabili Around. Si attendono nuove adesioni già in questo autunno, in concomitanza con il lancio del modello del riuso nelle scuole. Da Bologna a Torino, passando per Firenze, l'intenzione dei fondatori è coprire gradualmente le principali città italiane.

Cari amici, personalmente condivido in pieno l’iniziativa, che si muove nella positiva ottica del riciclo e del “meno spreco”, certamente non limitato al solo settore della ristorazione. Il servizio, infatti, come chiarito dai titolari della Around, è tecnicamente estendibile anche ad altre attività alimentari diverse dai ristoranti, come gastronomie e supermercati; servizio che, per il consumatore finale è gratuito, mentre è invece tarato su pacchetti ad hoc (basic, standard, extra, premium, custom) per gli operatori della ristorazione, con offerte differenziate in base a necessità e volume di affari.

Amici, se son rose…fioriranno!

A domani.

Mario


I tre inventori di "AROUND"

mercoledì, dicembre 01, 2021

BANCOMAT E SICUREZZA. LE POSTE HANNO DATO IL VIA AL PRELEVAMENTO BANCOMAT SENZA CARTA: BASTA UNA APP E LO SMARTPHONE.


Oristano 1 dicembre 2021

Cari amici,

Apro i post di dicembre parlando con voi di prelevamenti bancomat. Poste Italiane, come dice la loro più recente pubblicità, “Entra nel futuro”, introducendo un’innovativa modalità per prelevare contanti dagli dall’ATM Postamat. Col lancio del nuovo sistema il servizio di prelievo dalle casse automatiche potrà essere fatto anche senza l’uso della Carta Bancomat, utilizzando il proprio smartphone. La nuova modalità "cardless", sarà utilizzabile presso gli ATM Postamat per i titolari di PostePay e BancoPosta, dopo aver scaricato l’apposita App Bancoposta o PostePay. Insomma, come dicono le Poste nella pubblicità, sarà facile come scattare una foto con lo smartphone. La soluzione innovativa, come accennato, non sostituisce ma affianca il prelievo bancomat tradizionale.

Indubbiamente risulta essere un servizio interessante sotto diversi aspetti. Immaginiamo un cliente in vacanza che, privo del portafoglio, deve andare a mangiare al ristorante o debba fare un acquisto. Senza la tessera bancomat, rimasta a casa, certi acquisti diventano difficili, in particolare se urgenti.  Insomma, la nuova mossa di Poste italiane, in tendenza con quello che ormai vige nel mercato finanziario, soprattutto sotto l’aspetto dell’adozione di nuove ed efficaci tecnologie, risulterà certamente molto gradita dall’utenza e sarà un valido aiuto.

L’innovativo servizio, viene dichiarato, è nato innanzitutto per rispondere alle esigenze digitali di clienti sempre più evoluti, ma anche per soddisfare il crescente bisogno di sicurezza. Il nuovo servizio, già operativo nei 7 mila sportelli automatici ATM Postamat del territorio nazionale, consente di prelevare denaro, facilmente e in pochi passaggi, utilizzando lo smartphone anziché la carta. Il prelievo cardless, come detto particolarmente utile se si ha bisogno di contanti e si è senza portafoglio, risulta anche molto più sicuro, in quanto riduce al minimo il contatto con la tastiera dell’ATM, esigenza questa molto sentita nel momento attuale, in cui non si è ancora completamente usciti dalla pandemia.

Vediamo, allora, come si svolge l’operazione di prelevamento di denaro senza l’uso della carta. Per prelevare contanti utilizzando lo smartphone (con la modalità "cardless", pensate, non è richiesto nemmeno l’inserimento del PIN), il cliente dovrà:

• accedere all’App PostePay o BancoPosta e selezionare la voce “Prelievo senza carta”;

• selezionare il tasto 9 sul tastierino dell’ATM per veder comparire il QR Code sullo schermo;

• inquadrare il QR Code e scegliere dall’elenco lo strumento dal quale prelevare il denaro (tutte le carte prepagate o di debito PostePay sono abilitate al servizio);

• scegliere l’importo da prelevare e confermare l’operazione inserendo il codice personale Poste ID (anche in modalità fingerprint con impronta digitale).

Al termine della procedura il cliente potrà prelevare il contante e ottenere la ricevuta nella bacheca dell’App o eventualmente richiederla cartacea. Il servizio è disponibile sette giorni su sette e 24 ore su 24, nei circa 7 mila sportelli automatici di Poste Italiane installati sul territorio nazionale, anche nei comuni più piccoli.

Cari amici, da tempo Poste italiane porta avanti una continua innovazione; i suoi circa 7mila sportelli automatici, ben diffusi su tutto il territorio nazionale, sono disponibili, come detto prima, a 360 gradi. Sono utilizzabili sia dai correntisti BancoPosta titolari di carta Postamat-Maestro, dai titolari di carte di credito dei maggiori circuiti internazionali e dai possessori di carte PostePay. Insomma, Poste Italiane lancia l’utilizzo della più recente tecnologia, messa al servizio di tutti i suoi clienti, seguendo un percorso che colloca l’azienda ai primi posti per quel che riguarda l’innovazione tecnologica.

Il futuro, amici, vedrà ancora tanta incredibile innovazione!

A domani.

Mario