domenica, settembre 02, 2018

A BAUNEI C’È UN CURIOSO E STRAORDINARIO MODELLO DI 93 ANNI: SI CHIAMA PIETRO CABRAS. LA BELLA STORIA DEL NONNO INDOSSATORE DI GIOIELLI.


Oristano 2 Settembre 2018
Cari amici,
Baunei, centro costiero dell’Ogliastra è posto nella parte centro-orientale della Sardegna; è un borgo modesto, posto tra montagna e mare (conta poco più di 3.600 abitanti), con alle spalle le alte colline calcaree e di fronte uno dei mari più belli del mondo. In questo luogo meraviglioso, che d’estate fa davvero il pieno di turisti, funziona egregiamente una realtà imprenditoriale artigiana tutta Baunese: un’azienda orafa creata da Mariolino Mereu, caparbio baunese DOC. 
Questo ogliastrino verace, perspicace e intelligente creatore di gioielli unici, ha voluto dedicare alla capra, vero simbolo di quei luoghi, una sua bella collezione: "Craba", così chiamata in quanto quest'animale è sempre stato il vero fulcro dell'economia di Baunei.
Si, amici, un dovuto omaggio reso al mondo agropastorale del suggestivo centro ed alla capra in particolare, vanto dell’economia del territorio. Mariolino Mereu è un artigiano-orafo capacissimo, avviato al mestiere da giovanissimo; un uomo dalle idee avveniristiche, che, da sardo orgoglioso, ha saputo coniugare antico e moderno, tradizione e innovazione. In un mondo particolare come quello ogliastrino, dove la longevità non è più un mito ma una realtà che si tocca con mano tutti i giorni, Mereu ha cercato di sfruttare al meglio queste positività.
Le prime, serie, esperienze orafe di Mariolino avvengono a Dorgali nel 1996. In questo primo Laboratorio Orafo apprende l'arte da bravi maestri perfezionando le sue innate capacità, assimilando in particolare le tecniche di lavorazione della filigrana. Baunei, però, è sempre dentro il suo cuore e questo lo porta a trasferirsi, ormai autonomo, a Baunei, dove, anche se in un centro ben più piccolo di Dorgali, decide di dare vita alla prima azienda orafa nella storia di Baunei. La sua intuizione viene presto ripagata. Nel suo intelligente lavoro di orafo privilegia le linee essenziali, e le sue creazioni sono dei meravigliosi pezzi unici, gioielli spesso accompagnati da pietre naturali.I clienti non mancano, apprezzando molto la sua brillante creatività.
La sua esperienza, acquisita nella lavorazione della filigrana, lo porta a creare gioielli in filigrana davvero particolari; una delle linea viene da Lui brevettata col termine “Inkoro”: è realizzata unendo dei piccoli moduli senza l’ausilio del fuoco, come in una maglia all’uncinetto. Nel Laboratorio Sa Naccara ogni gioiello è come una piccola creatura che ha tanto da raccontare.
Ebbene, proprio in omaggio al grande privilegio della longevità, che l’Ogliastra e Baunei vantano e vivono con grande orgoglio nel mondo, Mariolino per la presentazione di una sua recente creazione prende una decisione che a molti può apparire fuori luogo: sceglie non una delle solite giovani e appariscenti modelle da copertina patinata, ma un serio e ‘vissuto’ anzianio; a suo dire l'uomo, con la sua fiera e dignitosa figura, sotto certi aspetti inframezzata anche da una certa vanità, è in grado di attrarre quanto e più di una (spesso svestita) giovane e splendida figura femminile. In realtà, Mariolino sa, da buon sardo, che i nuovi canoni della moderna comunicazione innovativa, invitano a rompere i soliti schemi, lanciando abbinamenti inusuali, mai tentati prima, capaci più di altri di suscitare pathos, insomma di creare la giusta emozione.
Si, amici, Mariolino è un innovativo, che ha sempre cercato di vedere prima di altri cosa poteva celarsi dietro l'angolo! Anche qualche anno fa l’intelligente orafo di Baunei aveva osato presentare una sua bella collezione con una modella, Emanuela Murru, allora ultranovantenne (è morta lo scorso Marzo a 101 anni). Ora Mariolino ha voluto riprendere l’esperimento, presentando una nuova, splendida collezione di gioielli chiamando a fare da modello un vecchio pastore di Baunei, Pietro Cabras, che di anni ne conta 93, orgogliosamente portati. Essendo la collezione presentata ispirata alla Capra, quale miglior testimonial di Pietro, che le capre nei monti del Supramonte di Baunei le aveva accudite per una vita intera, poteva essere trovato?
Pietro devo dire che ha gradito molto l'idea di fare da modello. Ora, forte dei suoi 93 anni onorevolmente portati, è felice di poter continuare ad occuparsi, seppure in modo diverso, delle sue capre; ora, da modello, le reclamizza sotto forma di gioielli, posando di fronte al fotografo con la solenne compostezza dei veri sardi in modo compiaciuto. È lui il grande testimonial della collezione “Bregiosa”, termine questo che significa “allegra, contenta”, e che il vecchio capraro ha apprezzato molto, in quanto in passato lo aveva utilizzato per darlo ad una delle sue caprette preferite!
Pietro, nonostante l’età che presupporrebbe solo riposo e chiacchiere fatte nella piazza del paese, è, invece, una persona ancora molto attiva. Un uomo che, nonostante le avversità della vita, non si è mai arreso. Rimasto vedovo nel 1966 della moglie Antonia Fancello (che aveva quando morì 33 anni), si impegnò a crescere senza timore i tre figli, che nel tempo gli hanno regalato 5 nipoti e due pronipoti. Innamorato della campagna, continua la sua attività di allevatore, andando in campagna alle prime luci dell’alba con la sua moto-ape, per accudire alcune vacche.
Cari amici, l’Ogliastra è una parte davvero interessante della nostra amata isola, la Sardegna. A parte la bellezza dei luoghi oggi raccontati, dello splendido mare di Baunei (Cala Goloritzè, Cala Biriola, Cala Mariolu, Cala Sisine, Cala Luna, solo per citare le località più note), che è davvero unico al mondo, bisogna aggiungere l’aria sana che si respira, i migliori prodotti della terra che vi vengono coltivati, privi anche del minimo inquinante! Insomma, l'Ogliastra è un luogo che la scienza considera unico, anche per la longevità dei suoi abitanti. Quale il suo segreto? Sarà perché la scienza ha appurato, dall’esame del DNA, gli ogliastrini sono oggi i veri eredi degli antichi nuragici?  Chissà!
Per ora un grande augurio a Baunei ed a chi, come Mariolino Mereu, cerca, da sardo orgoglioso, di dare una mano a far crescere l’Ogliastra e tutta la Sardegna.
A domani.
Mario


sabato, settembre 01, 2018

ORISTANO. LE SUORE DI CLAUSURA DEL TERZO MILLENNIO: DALLA PREGHIERA E MEDITAZIONE, FATTA LONTANO DAGLI OCCHI DEL MONDO, ALL'UTILIZZO DEI SOCIAL E DEI B&B.


Il chiostro del Monastero di S. Chiara ad Oristano
Oristano 1 Settembre 2018
Cari amici,
È proprio vero: nel mondo nulla resta immutabile, tutto è soggetto ad un continuo cambiamento; col passare del tempo le modifiche o le variazioni praticamente non si contano! Realtà questa sostenuta fin dai tempi più antichi, se pensiamo che il greco Eraclito (Efeso, 535 a.C. – Efeso, 475 a.C.) nei suoi famosi scritti così ammoniva: “Non c’è nulla di immutabile, tranne l’esigenza di cambiare”. Sicuramente Vi state chiedendo perché oggi voglia riflettere con Voi sul “Cambiamento”, argomento non certo facile, ma, credetemi, importante e che aiuta a farci riflettere. Il ‘cambiamento’ sul quale voglio riflettere oggi è quello relativo alla ‘rivoluzione’ che sta da tempo avvenendo in un luogo per tradizione considerato proprio "immutabile": il Monastero, in particolare quello della Suore di Clausura.
La vita monastica di clausura è stata per secoli una vita particolare: quella di un abbandono totale del mondo, di un distacco dalla vita comune per dedicarsi totalmente a Dio. Una decisione certo non facile, irreversibile, presa dopo una lucida e definitiva analisi di se: uscire dal mondo esterno, dalle sue tentazioni, dalle problematiche e dall'affezione alle cose terrene, per rinchiudersi per sempre in un luogo appartato, separato anche fisicamente dall’altro con una pesante “grata”, un frame significativo, simbolo reale del 'distacco'. Una scelta di “vita nuova”, che potremmo definire ascetica, di contemplazione, di preghiera e di meditazione, fatta per cercare una ‘comunione totale con Dio’, svolta in totale solitudine, senza alcuna interferenza col mondo esterno, a cui volontariamente si era deciso di rinunciare.
Ebbene, dopo tanti secoli, con l’arrivo di Internet, la comunicazione via computer è riuscita, quasi in modo subdolo, ad entrare in convento, presto seguita anche dagli smartphone, collegati con i social e con WhatsApp. Sembra incredibile, ma sono bastati un computer e un cellulare di nuova generazione a sgretolare, dopo tanti secoli, quella barriera impenetrabile che separava il silenzio distaccato del Monastero dal mondo esterno, chiassoso ansioso e stressante! A rompere quel “sottile muro di confine”, che per secoli aveva separato i due mondi, il Cavallo di Troia del Web.  
Il convento delle Suore Clarisse di Oristano non è rimasto indietro in questo cambiamento, anzi! Suor Maria Caterina la più giovane della piccola pattuglia di suore del convento, è considerata una sorta di «digital manager» della piccola famiglia delle Clarisse oristanesi, tanto che qualcuno, l’ha già soprannominata «suor Google». 
Si, amici, anche in convento, ormai, non è inusuale che il silenzio assoluto che prima vi regnava venga rotto dal drin-drin di una notifica Messenger o WhatsApp. Suor Maria Caterina, esperta «digital manager», non ha difficoltà con il suo dolce sorriso a rispondere ad un curioso interlocutore, che velatamente le chiede il motivo di tanta modernità in un Convento di clausura, che «le nuove tecnologie sono preziose per far arrivare lontano il nostro messaggio e per far conoscere a tante gente come si svolge la vita in clausura. Non è impossibile che qualcuna possa trovare la vocazione anche su Facebook». 
Il progresso, la necessità di cambiamento, cari amici, non si sono limitati, però, al semplice ingresso in Convento delle nuove tecnologie. Nel Monastero delle Clarisse di Oristano di recente, per motivi di natura economica, si è deciso di aprire, in chiave turistica, un locale del Convento che ha accesso dall’esterno; questo alloggio, una camera linda e spaziosa, è stata offerta, sullo stile Bed and Breakfast, attraverso un sito Web specializzato, dando in questo modo la possibilità ad una coppia o una persona singola di poter pernottare nel locale del convento, consentendo in questo modo il riposo, il raccoglimento e la meditazione. L’offerta, come si legge nel sito, include anche la possibilità di visitare la Chiesa di Santa Chiara per un’ora al giorno.
Su Internet l’offerta turistica è apparsa sul sito di Airbnb.it, specializzato in affittacamere e case vacanza. A pubblicare l’inserzione è stata «suor Google», suor Maria Caterina; motivo principale, come accennato prima, quello di reperire fondi per il loro sostentamento. Personalmente sono sicuro che l’offerta non resterà inevasa. Chi deciderà di utilizzare il locale potrà vivere un’esperienza unica, godendo, anche se solo per pochi momenti, di un’atmosfera inusuale, fatta di silenzi, di pace, di meditazione e preghiera.
Cari amici, per uno che ha la mia età, per chi come me è nato nella prima metà del secolo scorso, tutti questi cambiamenti non possono che creare meraviglia. Ma Eraclito, non si sbagliava di certo quando sosteneva la necessità del cambiamento!
Nel vetusto e storico Convento di Santa Chiara di Oristano, nel quale aleggiano ancora sprazzi di quella vita che vi si svolgeva nel periodo giudicale di E. d’Arborea, le grate in ferro ancora presenti sono la materiale testimonianza di uno stile di vita ben diverso da quello di oggi; le rare visite concesse solo per poche ore al giorno, il dialogo con gli ospiti attraverso l’antica ruota in legno e le rarefatte conversazioni nel parlatorio semibuio, sono oggi solo un lontano ricordo. Le antiche regole dell’isolamento e della meditazione, per secoli rispettate con rigore, quando le giornate delle suore trascorrevano sempre uguali non esistono più. Certo, le suore pregano ancora all’alba, la meditazione è sempre presente, così come i lavori di cucito, di cucina, di giardinaggio, ma insieme a tutto questo si convive con un costante contatto col mondo esterno, che avviene attraverso la comunicazione via Web.
Tutto cambia, perchè l'esigenza di cambiare mai scomparità. Questo, amici, non vuol dire rinnegare il passato, perchè i cambiamenti non è detto che creino sempre un peggioramento, anzi! Si, perchè cambiare significa “stare al passo coi tempi”, vivere il presente, seppure senza dimenticare il passato. La mia convinzione è questa: se è vero che anche la vita delle suore di clausura è dedicata al fine di migliorare l’uomo che opera nel mondo, è anche vero che esse possono farlo meglio utilizzando proprio quei moderni mezzi che l'uomo possiede e usa; è con l'utilizzo di questi "strumenti moderni" che la loro opera può avere oggi maggiore efficacia.
Grazie, amici, a domani.
Mario
Suore in meditazione nella Chiesa del Convento di Oristano