sabato, novembre 07, 2026

L'UOMO E LE DIVERSITÀ CARATTERIALI, CHE VANNO DALLA RABBIA ALLA MALINCONIA. IPPOCRATE CERCÒ DI SPIEGARNE LE MOTIVAZIONI BEN 2.000 ANNI FA.


Oristano 7 novembre 2026

Cari amici,

Il genere umano, nelle sue reazioni emotive, mostra diversi caratteri, alcuni dei quali completamente diversi e lontani, che vanno dalla RABBIA alla MALINCONIA. Queste diversità furono ben percepite dagli antichi studiosi, tanto che il medico greco IPPOCRATE fu uno dei primi a cercare di approfondire questi diversi caratteri dell'uomo e le sue reazioni emotive (in primis rabbia e malinconia), cercando di dare una spiegazione scientifica e biologica, Ippocrate formulò la celebre teoria dei “QUATTRO UMORI”. Secondo il medico greco, la salute del corpo e l'equilibrio della mente dipendono dal corretto bilanciamento di quattro fluidi corporei (chiamati appunto "umori").

Ippocrate di Cos, nato sull'isola di Cos intorno al 460 a.C. e morto a Larissa verso il 377–370 a.C., è considerato il padre della medicina scientifica. Il medico greco, vissuto nel V-IV secolo avanti Cristo, è tradizionalmente considerato uno dei padri della medicina occidentale Secondo la sua teoria degli UMORI,  il corpo umano è regolato da quattro umori (SANGUE, FLEGMA, BILE GIALLA E BILE NERA) il cui equilibrio determina la salute, mentre il loro squilibrio causa la malattia. Quando, infatti, uno di questi umori prende il sopravvento sugli altri (instaurando uno stato di discrasia), determina sia la predisposizione alle malattie fisiche sia il temperamento psicologico dell'individuo. La teoria fu poi perfezionata da Galeno nel II secolo d.C.

Il principio base dei suoi studi era semplice: il corpo non poteva essere compreso attraverso un singolo organo o un’unica causa, ma doveva essere considerato come un insieme di componenti in relazione tra loro. La salute derivava dalla loro corretta mescolanza, mentre la malattia era interpretata come una condizione di squilibrio. Questa concezione aveva anche un significato culturale importante. La medicina ippocratica cercava spiegazioni naturali dei disturbi e attribuiva un ruolo all’alimentazione, all'ambiente, alle stagioni e alle abitudini quotidiane. Non era ancora la medicina sperimentale moderna, ma rappresentava un modo di osservare la malattia che non si affidava soltanto a cause soprannaturali. Tornando ai 4 umori, vediamoli in dettaglio.

La BILE NERA: era associata alla malinconia. Tra i quattro umori, la bile nera è probabilmente quella che suscita più curiosità. Il suo nome deriva dal greco melaina cholé: da questa espressione nasce la parola «malinconia», che conserva ancora oggi il riferimento a uno stato d'animo triste, pensieroso o incline alla riflessione. Nella medicina antica, alla bile nera venivano attribuite qualità fredde e secche, in relazione al sistema filosofico che collegava gli umori ai quattro elementi naturali: terra, acqua, aria e fuoco. Quando questo umore era considerato predominante, si riteneva che potesse favorire un temperamento malinconico, caratterizzato da tristezza, chiusura e una maggiore inclinazione alla riflessione.

La BILE GIALLA era associata al carattere collerico. Se la bile nera era associata alla malinconia, quella gialla era collegata alla collera. Il temperamento collerico veniva descritto come impetuoso, energico, irritabile e incline a reagire rapidamente. Nella visione umorale, la bile gialla possedeva qualità calde e secche e veniva messa in relazione con il fuoco. Questa associazione rispecchiava un modo di interpretare le emozioni attraverso immagini fisiche facilmente comprensibili: il calore richiamava l'agitazione, l'intensità e l'ira; il freddo, invece, veniva associato a stati più cupi o passivi. Non si trattava di misurazioni fisiologiche nel senso moderno, ma di un sistema teorico che cercava di organizzare osservazioni e analogie in una spiegazione complessiva dell'essere umano.

Per gli altri due temperamenti, SANGUE E FLEGMA, il sangue era considerato caldo e umido ed era associato al temperamento sanguigno, descritto come vivace, socievole e incline all'entusiasmo. Il flegma, invece, era ritenuto freddo e umido e veniva collegato al temperamento flemmatico: una persona calma, paziente, poco incline agli scatti emotivi. Queste categorie non erano semplicemente quattro etichette psicologiche. Nella medicina umorale, gli stessi umori servivano a interpretare sintomi fisici, predisposizioni alle malattie e risposte dell'organismo alle condizioni ambientali. Il corpo e il carattere erano considerati manifestazioni differenti di un medesimo equilibrio interno. Nel tempo, questa teoria venne sviluppata e sistematizzata da altri medici, in particolare Galeno, vissuto nel II secolo dopo Cristo. La sua interpretazione esercitò un'influenza enorme sulla medicina europea e araba e contribuì a mantenere in vita il modello umorale per molti secoli.

Cari amici, La teoria umorale non è scomparsa da un giorno all'altro. Per secoli ha offerto una spiegazione complessiva della salute, della malattia e delle differenze individuali, in un periodo in cui mancavano strumenti per osservare cellule, ormoni, microrganismi e processi biochimici. Con lo sviluppo dell'anatomia, della fisiologia sperimentale e delle nuove conoscenze sulla circolazione sanguigna, il modello ha progressivamente perso credibilità. Amici lettori, la medicina di oggi affonda le sue radici nel lontano passato!

A domani.

Mario



 

 

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