Oristano
12 Maggio 2016
Cari amici,
Di recente (alla fine
dello scorso mese di Aprile) Antonio
Menna, giornalista professionista e scrittore, collaboratore del quotidiano
Il Mattino, in una sua riflessione dal titolo “SMARTPHONE addio! Lo smartphone fa paura, troppi segreti a
disposizione di tutti. Si torna ai vecchi cellulari”, ha parlato del
pericolo reale che corre la nostra privacy con l’uso dei telefonini di nuova
generazione come gli smartphone. In questa sua analisi ripercorre la storia
di questo grandioso strumento di comunicazione, che, passo dietro passo, ha
cambiato la nostra vita!
Il telefono cellulare,
dall’iniziale, pratico e leggero mezzo di sola comunicazione, col passare del
tempo si è evoluto: da immensamente grande a incredibilmente piccolo, per poi
crescere di nuovo raggiungendo le dimensioni attuali. Man mano che il tempo
passava il cellulare è passato da semplice mezzo per telefonare a mezzo per “comunicare”, termine, quest’ultimo, che
incorpora ben altre funzioni: dalla gestione dei conti bancari a quelli assicurativi,
da strumento di pagamento a “chiave” per aprire porte e impianti d’allarme. All’inizio
tutto questo era sembrato qualcosa di meravigliosamente appetibile, quasi una moderna
lampada di Aladino: un cellulare in grado di fare tutto, quasi un
maggiordomo/segretario perfetto, insomma, una soluzione per ogni tipo di
preoccupazione!
Però, come dice un
vecchio proverbio, "Il diavolo fa le pentole e Manon i coperchi!"! L’elettronica, se
da un lato è in grado di alleviarci la fatica facendosi carico di tante azioni
noiose e ripetitive, presta anche il fianco, anzi il tallone (ricordando il
punto debole di Achille) in favore di chi ha interesse a conoscere la nostra
Privacy, fatta anche di mille piccole e grandi debolezze. Nell’immenso
web, foresta molto pericolosa dove naviga il nostro smartphone, ci sono ladri super
matricolati, che non aspettano altro che il momento opportuno per mettere le
mani sui nostri “dati riservati”. Si, perché non è solo il denaro depositato
nelle banche il loro obiettivo, ma anche carpire i nostri segreti, conoscere le
nostre debolezze, per avere l’opportunità di averci poi in pugno.
Scrive Menna nella sua
bella riflessione: “…ormai lo smartphone ha smesso di essere una risorsa ed è diventato
una mina vagante. Basta un virus, un piccolo trojan che, come appunto un
cavallo di troia, si va a infilare nella memoria del telefono e quel piccolo
apparecchio diventa una microspia, una cam a distanza, un forziere di segreti.
Basta mettere le mani sul quel telefonino, a cui abbiamo affidato tutto
(sussurri, foto, confidenze, dati bancari, dati personali, amicizie proibite,
vizi nascosti) e tutta la vita di una persona è a disposizione...”.
Insomma con lo smartphone siamo tutti possibili “ostaggi” del pirata
informatico di turno!
Si, cari amici, finora
abbiamo considerato questo gioiello elettronico molto più di un’agenda: un
diario, dove è annotata tutta la nostra vita (quella ufficiale e anche quella
segreta, vissuta nell’ombra)! In effetti non è altro che un grande archivio,
dove tutto resta annotato con incredibile precisione: dalle informazioni
bancarie, agli SMS, dalle videochiamate alle foto ed ai filmati, dalle
conversazioni sui social agli appuntamenti più o meno leciti. Il tutto a disposizione di chiunque riesca ad
entrare fraudolentemente nella memoria del nostro smartphone.
Non è teoria questa, ma
una realtà vera, dimostrata dalle
quotidiane cronache che leggiamo sui giornali o su internet. Come scrive ancora
Menna nella sua riflessione (ricorda, per capire meglio, il contenuto del film
"Perfetti sconosciuti", un’opera che ha aperto il sipario sulle vite
segrete di gente comune), la nostra vita, affidando i segreti allo smartphone,
è alla mercé dei pirati informatici, anche quelli legalizzati, come le decine di inchieste giudiziarie dimostrano. In tutti i casi, sempre più spesso,
vengono utilizzati i virus informatici per lo svolgimento di determinate indagini
riservate, riuscendo perfino ad utilizzare lo smartphone oggetto d’indagine come
videocamera da attivare a distanza.
Ecco il vero motivo della
grande fuga di molti personaggi importanti da questo perfetto congegno, che è iniziata
alla fine del 2014. Dopo il boom degli anni precedenti l’indice di crescita di questo prodotto si
è fermato, precipitando sempre più in basso. I giorni di gloria dello smartphone,
insomma, sembrano finiti, almeno per ora. Prima timidamente e poi in modo
sempre più evidente, si intravede un ritorno al "classico". I VIP
come Rihanna ad Anne Wintour, sono i primi che hanno ripreso ad usare i 'flip
phone', ovvero quei telefoni low cost a 'conchiglia' che hanno spopolato negli
anni Novanta. Per questi personaggi ha inciso in particolare la fuga di foto osé'
sul web, o la cattura e divulgazione di conversazioni particolari.
“Usare il telefonino
solo per telefonare”, questo sembra il nuovo slogan
adottato da politici e super manager. Non più, dunque, posta elettronica,
collegamenti web, foto e videocamera, ma, al massimo, solo qualche sms. Qualcuno,
pensate, ha rispolverato gli "antichi" Motorola con lo sportellino:
gli indistruttibili Nokia con l'antennina! Altri tornano ad incontrarti dal
vivo, lontano da occhi indiscreti: col cellulare meglio parlare meno, usarlo
poco, solo il minimo indispensabile, per il resto “acqua in bocca”. Per ora non
è proprio un ritorno alla cara, vecchia, cabina telefonica…ma quasi! La paura,
oggi come ieri, fa ancora 90: lo dice la cabala, che raramente si sbaglia.
A domani.
Mario
1 commento:
Si, ma se poi le email, foto, documenti li lasci nel PC, anche il PC può essere attaccato da hacker ogni volta che ti colleghi !!
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