sabato, luglio 28, 2018

IL RISO. TRA LE TANTE VARIETÀ IN COMMERCIO, IL RISO ROSSO “ERMES” RISULTA PARTICOLARMENTE UTILE, OLTRE CHE COSTITUIRE UN OTTIMO E PRELIBATO PIATTO.


Oristano 28 Luglio 2018
Cari amici,
Su questo blog ho parlato di riso molte volte; in primo luogo perché è un alimento a me gradito e poi perché è sano, salutare e anche semplice da preparare. Il riso, che nel mondo è forse l’alimento più utilizzato in assoluto, è presente in tante varietà: dal bianco al rosato, dal rosso al nero, con grandezze e tempi di cottura molto diversi. In cucina possiamo utilizzare tutte queste varietà in mille modi: bollito, in insalata, come primo piatto, come contorno e via dicendo.   Poiché ne ho parlato ampiamente in diversi miei post, oggi mi limito a parlarvi di un riso in particolare: il riso rosso, una varietà dalle mille bontà, anch’esso abbastanza semplice da cucinare. Per i curiosi che volessero scoprire le mille bontà del riso, ecco i riferimenti ai miei post precedenti:
Il riso rosso, amici, è un riso particolarmente ricco di sostanze nutritive e benefiche. Un suo consumo regolare e costante garantisce all’organismo un ottimo stato di salute. Per scoprirlo meglio partiamo prima di tutto dall’analisi delle sostanze contenute all’interno dei suoi chicchi. Fibre, Vitamina B, Sali minerali (ferro, magnesio, manganese), Sostanze antiossidanti, Vitamine, etc. Sono questi sani componenti tutti utilissimi al nostro organismo: ogni giorno queste sostanze andrebbero assunte nelle giuste quantità.
Il riso rosso, dunque, non solo ci alimenta ma integra in modo eccellente il nostro regime alimentare, aiutando il nostro organismo sotto diversi punti di vista. 
Vediamo ora il modo migliore per assumerlo. Intanto uno dei modi eccellenti è quello di abbinarlo ad altri cibi sani, come le verdure, i cereali e i legumi: i benefici che potremmo acquisire saranno innumerevoli. Quali, per esempio? Eccone alcuni.
L’assunzione regolare di riso rosso unito alle verdure migliora il transito intestinale. Le fibre presenti, a partire da quelle del riso, aumentano la funzionalità dell’intestino. Ciò sta a significare che le feci vengono evacuate molto più facilmente. Questo vantaggio offre un miglioramento al nostro stato di salute, specialmente in chi soffre di stipsi. Altro vantaggio importante è che il riso non contiene glutine. Essendo privo di glutine può essere assunto da chiunque, celiaci compresi, e anche questo è un aspetto molto importante, consentendo a tutti una maggiore varietà nella dieta.
Un altro vantaggio importantissimo è che il riso rosso è un eccezionale antiossidante, utilissimo quindi contro l’invecchiamento cellulare (dovuto dai radicali liberi); esso è anche in grado di contribuire a combattere tutta una serie di malattie degenerative causate dai radicali liberi. 
La Sardegna è da tempo diventata terra felice di produzioni risicole. Per chi poco lo conosce posso dire che, in particolare nella nostra Provincia di Oristano, esso è di facile reperibilità. Una delle aziende importanti è l’Azienda Falchi di Oristano, che fornisce il riso rosso integrale Ermes, di eccellente qualità.
Quanto al modo di cucinarlo, amici, posso dirvi che anche il riso rosso si presta ad essere utilizzato in mille modi, a partire dalla semplice bollitura (anche se nell’acqua si disperdono in parte i suoi principi nutrizionali). Si usano circa 100 gr di riso per 500 ml di acqua (rapporto 1:5), e la cottura richiede circa 35 minuti, dopodiché si scola l’acqua in eccesso. Eventualmente l’acqua residua si può utilizzare come liquido di cottura per saltare il riso in padella con gli altri ingredienti utilizzati. Se si usa la pentola a pressione i tempi di cottura si dimezzano.
Come anticipato all’inizio i maggiori vantaggi derivanti dal consumo di questo riso li otteniamo se lo abbiniamo al consumo di diverse verdure; si, l’abbinamento riso-verdure crea un reale, maggior benessere, in quanto si sommano, moltiplicandosi, i vantaggi di entrambi. Ecco allora per Voi una ricetta sfiziosa, che vi farà apprezzare il riso rosso in modi eccellente:
Riso rosso con verdure saltate.
Ingredienti (per 4 persone). 300 gr, di riso rosso, 3 o 4 zucchine medie, 4 carote, 2 peperoni gialli, 2 cipolle bianche, una bella melanzana (oppure 2 piccole), olio extra vergine di oliva, sale e pepe q.b.
Preparazione. Partite lessando il riso in acqua salata (tempo di cottura circa 35 minuti, come indicato prima, oppure tempi dimezzati se utilizzate la pentola a pressione); durante il tempo di cottura lavate e pulite le zucchine, le carote, i peperoni (attente ad eliminare da questi ultimi i filamenti bianchi e i semi); sbucciate poi la cipolla e tagliatela finemente.  Le carote mondate le taglierete a cubetti (piccoli), così come le zucchine e le melanzane, mentre i peperoni a striscette sottili.
Ora in una padella dal fondo spesso cuocere i cubetti di melanzana in abbondante olio, poi fate saltare tutte le altre verdure (eccetto le carote che verranno aggiunte a mezza cottura per dare un tocco di maggiore croccantezza al riso). Al termine aggiustate di sale e fate raffreddare le verdure. A cottura terminata del riso scolatelo, lasciatelo intiepidire e poi trasferitelo in un capiente piatto di servizio. Aggiungete ora le verdure saltate e condite con un filo d’olio extravergine d’oliva, aggiungendo a piacere una spolverata di pepe.Per gli amanti del basilico, aggiungete in ogni piatto 2 o 3 tenere foglioline.
Amici, credo che i Vostri amici ospiti saranno ben lieti di gustare la Vostra sana e saporita cucina, e li potrete ulteriormente deliziare ancora, se accompagnerete questo piatto servendo del vino rosé leggermente frizzante (come un Nieddera rosato), oppure con un sapido Karmis, della Cantina Contini.
Buona appetito e… Buona estate!
Mario

venerdì, luglio 27, 2018

DALLE BANDIERE BLU ALLE SPIGHE VERDI: DOPO LE COSTE,PREMIATE ANCHE LE CAMPAGNE CHE PRESENTANO ALTI LIVELLI QUALITATIVI.


Oristano 27 Luglio 2018
Cari amici,
È da tempo, ormai, che attendiamo di anno in anno l’assegnazione delle “Bandiere Blu”, destinate ai nostri mari e litorali meglio curati, che consentono una balneazione sana, priva di contaminazioni e con tutti i confort necessari per una piacevole vacanza. Ebbene, da tre anni a questa parte alle Bandiere Blu si sono aggiunte le “Spighe Verdi”, bandiere anch’esse di qualità, praticamente omologhe a quelle assegnate alle spiagge, ma destinate invece all’alta qualità ricettiva delle nostre campagne. Le Spighe Verdi sottolineano l’attenzione al territorio, alla qualità della vita, all’agricoltura e alla sostenibilità ambientale.

Ad attribuire questo nuovo riconoscimento chiamato “Spighe Verdi” è la ONG danese FEE (Foundation for Environmental Education), la stessa che premia le Bandiere blu in Italia e nel mondo, attraverso la FEE Italia, la sezione della ONG presente nel nostro Paese. La FEE, fondata nel 1981, è un’organizzazione internazionale non governativa e no-profit con sede in Danimarca, presente attualmente in 73 Paesi nei 5 Continenti. Il riconoscimento ‘Spighe Verdi’ nacque nel 2016, e in quell’anno in Italia di Bandiere Verdi ne furono assegnate 13, nel successivo 2017 aumentarono a 27, mentre nel 2018 altre quattro località sono entrate in classifica arrivando così a 31 bandiere assegnate.
Annunciando con soddisfazione le 31 Spighe Verdi concesse sul territorio italiano, Claudio Mazza Presidente di FEE Italia ha detto: “Un incremento rispetto allo scorso anno, che dimostra l’impegno di tanti Comuni rurali che si sono avviati a questo percorso di sostenibilità. Sarà sempre più importante creare uno stretto legame tra Amministrazioni pubbliche e agricoltori, un patto strategico per il recupero, la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio rurale nazionale”.
Le “Spighe Verdi” 2018 hanno premiato in Italia 12 Regioni, una in più rispetto alla precedente edizione (è entrata la Calabria). Ad avere il maggior numero di riconoscimenti sono state Marche, Toscana e Campania: la prima con 6 località (Esanatoglia, Grottammare, Matelica, Mondolfo, Montecassiano e Numana), la seconda con 5 (Castellina in Chianti, Massa Marittima, Castagneto Carducci, Fiesole e Bibbona) ex aequo con la Campania (Agropoli, Positano, Pisciotta, Massa Lubrense e Ascea). Seguono, con tre località la Puglia (Castellaneta, Ostuni e Carovigno) e il Veneto (Calalzo di Cadore, Caorle, Montagnana). Vantano due località il Lazio (Canale Monterano e Gaeta) e l’Abruzzo (Tortoreto e Giulianova), mentre vi è un Comune rurale per ognuna delle restanti Regioni: Piemonte (Alba), Liguria (Lavagna), Umbria (Montefalco) e Calabria (Trebisacce).
Come per l’assegnazione delle Bandiere Blu, anche quelle Verdi sono sottoposte, per la concessione e l’eventuale mantenimento, ad un iter procedurale complesso e rigoroso. Si parte dalla compilazione dei questionari, redatti in autonomia dai Comuni, che includono dati e informazioni in sedici ambiti diversi: dalla partecipazione pubblica all’educazione alla sostenibilità, dall’assetto urbanistico all’agricoltura, passando per la protezione della biodiversità, la conservazione e valorizzazione del paesaggio, la tutela del suolo. E ancora temi enormi, come la gestione del ciclo dei rifiuti, l’efficienza energetica, la qualità dell’aria, dell’acqua e dell’ambiente sonoro, la mobilità sostenibile, il turismo e i fattori di rischio del territorio.
A valutare le candidature una Commissione a cui partecipano rappresentanti di diversi Enti, dal Ministero dell’Ambiente a quello delle Politiche agricole, passando per il Comando unità tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei Carabinieri, l’Ispra, il Cnr e Confagricoltura. 
Insomma, l’assegnazione delle prestigiose bandiere, riferite alla qualità delle nostre campagne, tiene conto di tutti quei fattori che, insieme, contribuiscono a definire un territorio eccellente, a partire dall’alto valore della sostenibilità ambientale.
Cari amici, è con vero piacere che ho scoperto questo premio, questa nuova “Bandiera verde” che al suo interno porta disegnate delle spighe, a significare la produttività e il benessere di un territorio. Però, devo dirvi che ho un grande rammarico: che la Sardegna non sia tra le Regioni che annovera almeno una “Spiga Verde”! In una regione come la nostra, dove l’inquinamento è quasi inesistente, dove le nostre campagne annoverano una biodiversità d’eccellenza, dove si vive ancora con la pacatezza e la tranquillità di una volta, com'è che non riusciamo a dare valore a tutto questo? Cosa ci manca per meritare considerazione e riconoscimento? Forse molto, forse poco.
Forse non riusciamo a colmare certe lacune; sicuramente è necessario aggiungere quei servizi senza i quali non è possibile conciliare la vita di una volta con la vita moderna. Forse (non voglio dare colpe a nessuno) siamo rimasti indietro a guardare gli altri (inoperosi, sia politicamente che economicamente e socialmente), quasi ci piacesse restare all’età della pietra. Ma qui il discorso si farebbe ben più lungo. Chissà,forse con l'aiuto dei nostri giovani un giorno o l’altro qualche “Spiga Verde” potrà arrivare anche da noi.
A domani.
Mario