giovedì, gennaio 01, 2026

L'ATTUALITÀ DEL PENSIERO DI ERACLITO: «NON SI PUÒ DISCENDERE DUE VOLTE NEL MEDESIMO FIUME». È LA METAFORA ANCHE DELLA NOSTRA VITA DI OGGI, CONDIZIONATA DAL CAMBIAMENTO.


Oristano 1° gennaio 2026

Cari amici,

Oggi è iniziato il nuovo anno: BENVENUTO, dunque, al 2026,  che ha ricevuto il testimone dal 2025, un anno che di preoccupazioni ce ne ha dato tante! I cambiamenti, però, li dobbiamo mettere in conto perchè ci saranno, in quanto "Tutto cambia", nulla resta immutabile; la vita è in lenta e continua evoluzione, per cui l'adattamento e l'accettazione del nuovo sono essenziali per la crescita. Il cambiamento deve essere visto come un processo naturale, per cui va accettato, vincendo  le paure e trovando nuove prospettive e percorsi di vita. Vi invito, pertanto a leggere questa mia riflessione che torna al passato, in particolare a ERACLITO,  il grande pensatore greco.

Il filosofo greco (presocratico) ERACLITO nasce ad Efeso, in Asia Minore, fra VI e V secolo a.C. da una famiglia aristocratica, ma, secondo diverse fonti storiche, tra cui il biografo e storico greco Diogene Laerzio, rinunciò alla propria posizione politica per dedicarsi interamente alla contemplazione filosofica. Il fulcro del suo pensiero filosofico è che l’essenza del mondo sta nel cambiamento, per cui tutti siamo invitati ad accettare il mondo che costantemente cambia, nel senso che il cambiamento è inevitabile e che opporvisi genera solo sofferenza.

Uno degli aforismi a lui attribuiti più citati, è questo: «Non si può discendere due volte nel medesimo fiume», che riassume la sua visione dell’universo come flusso costante, una realtà in cui nulla resta immutato e tutto è in continua trasformazione. La corrente del fiume cambia incessantemente, e così fa anche la vita. Per Eraclito Il fiume è simbolo del movimento. L’acqua non è mai la stessa, e non lo siamo neanche noi. Nella metafora del fiume, ogni volta che ci si immerge nella corrente, il fiume è cambiato, e anche noi siamo cambiati.

Amici, la sua visione del mondo di migliaia di anni fa appare anche oggi di grande attualità: la sua idea vale oggi come ieri, poiché relazioni, pensieri, emozioni e circostanze, erano e sono anche oggi in costante evoluzione. Come ha avuto modo di spiega il filosofo Finn Janning nella sua analisi del romanzo The Nihilist (Il nichilista), in parte ispirato a Eraclito, abbracciare il cambiamento non significa arrendersi, ma compiere un atto di lucidità. Accettare che la vita sia transitoria può risultare liberatorio e persino terapeutico.

Eraclito nella metafora del fiume e del suo paragone con la vita, evidenzia proprio che la vita è come un fiume: scorre e ci trascina, per questo bisogna imparare a lasciare andare, a sciogliere il legame con il passato; il tempo passa e  nulla resta immobile, e aggrapparsi a ciò che è stato è un errore: ci impedisce di avanzare. Invece, lasciare andare, significa riconoscere che il cambiamento esiste e che col passare del tempo non siamo più quelli di prima. Il filosofo greco ci insegna, ci spinge a coltivare la resilienza.

Amici, quando accettiamo che il cambiamento fa parte della vita, sviluppiamo una grande forza interiore: adattarsi non è debolezza, ma intelligenza emotiva. Essere capaci di mutare – come l’acqua – ci consente di affrontare le sfide con maggiore efficacia. Se tutto cambia, allora vale la pena godere del presente, assaporando l’istante prima che svanisca. La sua, in realtà, è una filosofia pratica: invece di aggrapparci a certezze rigide, Eraclito ci propone un atteggiamento di continuo interrogarci e di apertura a nuovi modi di comprendere l’esistenza.

Il grande Eraclito utilizzò anche il fuoco come simbolo di trasformazione, e come immagine del cambiamento. A differenza di altri presocratici che indicarono come principio di tutte le cose l’acqua (Talete), l’aria (Anassimene) o l’apeiron (Anassimandro), Eraclito scelse il fuoco. Per il sapiente di Efeso, questo elemento è il principio della trasformazione continua: tutto nasce dal fuoco e ad esso ritorna. È un elemento che trasforma, rinnova, consuma e crea. Questa metafora può essere applicata alla nostra vita di oggi, alle nostre emozioni, alle decisioni e alle fasi della vita: ciò che oggi brucia, domani può illuminare. Il cambiamento, dunque, lungi dall’essere una minaccia, può diventare un’opportunità per reinventarsi.

Cari amici, credo che il pensiero di questo grande filosofo del passato, sia oggi di estrema attualità. Eraclito, infatti, è ricordato come il «filosofo del divenire», perché proprio sul dinamismo del divenire concentrò la sua ricerca. Riteneva che la realtà fosse in continuo movimento: nulla resta immobile ma tutto si muove, cambia, trasmuta senza eccezione (panta rhei, tutto scorre). Ecco la sua straordinaria modernità.

A domani.

Mario