Oristano 4 luglio 2026
Cari amici,
I dati più recenti relativi alla micromobilità elettrica stanno dimostrando che l’inserimento massiccio
dei MONOPATTINI nella circolazione delle grandi città, a fronte dei reclamizzati, reali benefici
ambientali e urbani, si sta, invece, rivelando più un danno che un guadagno. Si, i
monopattini sebbene siano nati nell’intento di poter velocizzare la circolazione e ridurre lo smog, in realtà
il loro reale impatto è apparso contradditorio, e spesso oggetto di dibattiti
anche alquanto animati. Ecco i diversi pareri sul loro inserimento nella
viabilità urbana, in particolare nelle caotiche città.
Si, amici, il dibattito
sui monopattini elettrici nelle città è accesissimo, e molti cittadini sono seriamente
preoccupati per i numerosi problemi che la loro introduzione ha creato, tanto
che molte Amministrazioni comunali di città importanti stanno correndo ai
ripari per cercare di limitare i disagi. Alcune città europee (come Parigi) li
hanno vietati del tutto tramite referendum. In Italia, invece, le nuove riforme
del Codice della Strada hanno introdotto regole molto più rigide per la loro
circolazione, tra cui l'obbligo di targa, assicurazione e casco per tutti,
oltre a severi divieti di sosta fuori dalle aree dedicate.
Nato come uno
straordinario “Uovo di colombo”, capace di snellire il traffico delle città e
addirittura diminuire in modo importante lo smog, il monopattino si è rivelato,
invece, un po’ tutto il contrario! Il primo motivo che smonta la funzione
salvifica del monopattino riguarda il suo uso. In città gli utenti lo affittano
per l’ultimo miglio: in Italia il noleggio medio ha una durata di 12 minuti e
una percorrenza di 2,3 chilometri (ma nelle grandi città si scende a 1,4
chilometri medi). Ciò significa che il monopattino non sostituisce
l’automobile, come ci vorrebbe fare credere la martellante campagna di
marketing delle società che si spartiscono la torta dei noleggi. Purtroppo, il vero simbolo della mobilità sostenibile resta solo ed esclusivamente la camminata!
Il monopattino, dunque,
non riduce il traffico, ma semmai crea qualche ulteriore problema di circolazione. Uno
studio realizzato a Tel Aviv, dove il sindaco Ron Huldai ha puntato molto sui
monopattini, ha dimostrato proprio questo: chi lo usa, avrebbe scelto la bici,
un autobus, oppure andare a piedi. Non l’auto. Quanto all’inquinamento, il
monopattino è una bomba ecologica. Una ricerca dell’Università della Carolina
del Nord ha dimostrato che un monopattino produce, nel suo ciclo vitale, 202
grammi di C02. Molti più di una bici elettrica (40 grammi), di una bici
tradizionale (8 grammi) e di un motorino elettrico (119 grammi). E molto più
persino di un autobus alimentato diesel con un numero elevato di passeggeri (82 grammi).
Un altro studio in materia, questa volta realizzato a Parigi, ha calcolato che
in un solo anno i monopattini condivisi hanno aggiunto 13 mila tonnellate di
gas serra all’impronta ecologica della capitale francese. Altro che ridurre, il
monopattino aumenta e genera inquinamento!
Il monopattino, inoltre,
di fatto è un mezzo pericoloso. Lo
dicono le statistiche. Il bilancio delle vittime si aggrava di anno in anno, in
proporzione all’aumento della diffusione di questo mezzo: nel 2021, secondo i
dati dell’Istat, gli incidenti sono passati da 564 a 2.101 e i feriti da 518 a
1.980. Quadruplicati. I morti sono stati dieci, uno dei quali era un pedone
(127 sono stati i pedoni investiti). Secondo gli ultimi dati Istat disponibili,
nel 2023 gli incidenti con monopattini sono stati 3.365, con 3.195 feriti e 21
vittime. Per il 2024 le stime prevedono oltre 4 mila incidenti, e nel 2025 il
trend è dato ancora in peggioramento.
Che dire, poi, del suo
sconsiderato uso? Nonostante leggi nazionali e regolamenti comunali
contraddittori ed a macchia di leopardo, i monopattini scorrazzano dappertutto
a velocità spesso fuori controllo. In strada, sui marciapiedi, lungo le piste
ciclabili. E ovunque possono fare danni, anche perché sono mezzi molto
silenziosi. Purtroppo chi li usa (giovani in particolare) sono refrattari alle
regole, e i controllori non sono capaci di farle rispettare. L’ultimo dramma
milanese, con un diciottenne (passeggero sul monopattino) che ha perso la vita in
un drammatico scontro con un’auto, conferma purtroppo che a pagare le
conseguenze peggiori sono i giovanissimi. E’ fatale, fin da bambini si gioca
con il monopattino, è il primo “veicolo” con cui ci cimentiamo, ci saltiamo
sopra e spingiamo felici con tutte le nostre forze, il monopattino arriva prima
ancora della biciclettina. E’ troppo facile continuare a credere che sia un
giocattolo, invece è un vero mezzo di trasporto: per di più leggero, instabile,
pericoloso. E molto facile da reperire.
Cari amici, credo che sul
MONOPATTINO e sulla sua utilità ci sia ancora molto da dire e ... da riflettere!
A domani.
Mario



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