giovedì, ottobre 08, 2026

FILOSOFIA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE: UN CONNUBIO FONTE DI IMPORTANTI OPPORTUNITÀ. LE AZIENDE INFORMATICHE GIÀ ALLA RICERCA DI FILOSOFI.


Oristano 8 ottobre 2026

Cari amici,

Che la continua innovazione tecnologica stia cambiando profondamente la nostra società e, di conseguenza, il mondo del lavoro e quello della formazione è una realtà inequivocabile. In particolare, la tecnologia più dirompente degli ultimi anni è oggi rappresentata DALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, anche conosciuta come AI, sintesi della terminologia anglofona Artificial Intelligence. Ebbene, di recente, un risvolto inaspettato, legato alla crescente diffusione dell’AI, è stato quello di abbinare all’intelligenza “Non umana”, la FISOLOFIA, un connubio apparentemente strano, ma che offre importanti opportunità a chi intende puntare su nuovi orizzonti formativi, integrando le competenze in campo umanistico e quelle in ambito tecnico-scientifico.

Se è pur vero che l’AI è una tecnologia che sta avanzando rapidamente, rivoluzionando la società contemporanea, sostituendo gli esseri umani negli impieghi più disparati e cambiando il modo di lavorare delle aziende in tantissimi settori, allo stesso tempo sta creando non poche preoccupazioni. In primis l’AI sta sollevando tutta una serie di questioni etiche, che le aziende che operano con l’intelligenza artificiale devono inevitabilmente affrontare; questioni spinose, che richiedono competenze specifiche in ambiti non prettamente scientifici.

Ed è proprio in questo contesto che i laureati e le laureate in filosofia stanno diventando delle figure molto ricercate dalle imprese che lavorano con l’AI, poiché possono aiutare le aziende a gestire il dibattito etico sia sul lato filosofico che sociale. Nel dettaglio, questo bagaglio di conoscenze è ritenuto fondamentale per capire come utilizzare l’intelligenza artificiale in modo corretto, valutando in maniera approfondita l’impatto sociale ed economico dello sviluppo e dell’implementazione di queste tecnologie.

L’interdisciplinarità tra cultura umanistica e scientifica non è nata oggi ma è cresciuta lentamente, in quanto il mettere insieme questi due mondi del sapere ha visto gli albori già nel XVII secolo, con la nascita del metodo scientifico sperimentale e della scienza moderna. Questa divisione che era ancora netta tra l’Ottocento e il Novecento, tanto da portare Charles Percy Snow a interrogarsi sulla necessità di un dialogo tra questi due campi del sapere attraverso la pubblicazione del saggio Le due culture nel 1959. Oggi, l’AI ha reso di nuovo attuale l’esigenza di colmare questa separazione.

Si, amici, l’Intelligenza Artificiale oggi ha un grande bisogno dei filosofi. Per anni la filosofia è stata considerata l’esempio per eccellenza di una disciplina culturalmente prestigiosa, ma poco spendibile sul mercato del lavoro. L’avanzata dell’intelligenza artificiale sta, però, contribuendo a ribaltare questo luogo comune. Alcuni dei più importanti laboratori tecnologici stanno reclutando direttamente filosofi, talvolta offrendo loro un impiego prima ancora che abbiano completato gli studi. Secondo i dati del 2024 della Federal Reserve Bank di New York, tra i giovani laureati negli Stati Uniti il tasso di disoccupazione di chi aveva studiato informatica era del 7%, tra i laureati in filosofia si fermava invece al 5,1%.

Aziende come Anthropic, OpenAI, Google DeepMind e IBM cercano persone formate nella logica, nell’etica, e nella filosofia della mente e in alcuni casi i filosofi lavorano stabilmente all’interno di questi laboratori e partecipano direttamente alla definizione del comportamento dei modelli. Amanda Askell ad esempio, è la filosofa interna di Anthropic e si occupa dei principi che dovrebbero guidare sistemi come Claude; Iason Gabriel e Henry Shevlin lavorano invece per Google DeepMind, dove affrontano questioni legate all’etica dell’intelligenza artificiale, alla mente e alla possibile coscienza dei sistemi; Sam Altman ha dichiarato che OpenAI avrebbe consultato “centinaia di filosofi morali” per contribuire alla definizione delle regole di ChatGPT.

Cari amici, questo connubio tra FILOSOFIA E INTELLIGENZA ARTIFICIALE cerca di colmare un vuoto: quello esistente tra uomo e macchina! Unire il concetto filosofico alle capacità dell’AI significa progettare un’Intelligenza Artificiale che al suo interno contenga le regole etiche da seguire, quali limiti debba rispettare e come debba comportarsi davanti a richieste ambigue o contraddittorie. Solo in questo modo, i grandi passi che l’umanità si accinge a compiere consentirà di non arrivarci impreparati. Le novità sconvolgenti che affronteremo nei prossimi decenni sono tali che esigono di essere affrontate con quanta più consapevolezza, quanta più cognizione, quanta più saggezza e quanto più spirito etico sarà possibile.

A domani, amici lettori.

Mario

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