lunedì, ottobre 25, 2021

LA SARDEGNA E I SUOI LUOGHI MISTERIOSI: LO STRAORDINARIO ALTARE RUPESTRE IN LOCALITÀ SANTO STEFANO AD OSCHIRI.


Oristano 25 ottobre 2021

Cari amici,

L’Altare Rupestre di Santo Stefano, nelle campagne di Oschiri, in località Santo Stefano, è un grosso monolite granitico riccamente inciso, presente in un luogo ricco di storia antichissima e considerato di grande Sacralità; un unicum davvero straordinario anche in un’isola come la Sardegna, che vanta una civiltà ed una cultura ultra millenaria, sia nuragica che pre-nuragica. Indubbiamente un altare che potremmo definire unico al mondo!

Questo straordinario monolite granitico, è posto all’interno di un boschetto a nord dell’abitato di Oschiri, davanti all’antica chiesetta di Santo Stefano; la grossa pietra, della lunghezza di circa 10 metri, porta delle geometriche incisioni, distribuite in una precisa sequenza. In chi lo osserva crea subito una bella serie di interrogativi, sia sulla sua natura che sul “Chi” possa aver inciso questa enorme pietra in modo così preciso. Di incisioni rupestri preistoriche ne esistono tante, realizzate laddove la geologia del territorio lo permetteva, ma questa risulta del tutto particolare
.

Si, amici, le incisioni sull’altare rupestre di Santo Stefano appaiono qualcosa di differente dal solito, una particolare sequenza di “disegno” mai visti prima e per questo difficili da interpretare perché privi di ulteriori confronti. Sul masso sono scolpite nicchie di profondità variabile, distribuite ordinatamente, a forma di quadrati, cerchi, croci e triangoli. E non è tutto, in quanto nelle immediate vicinanze vi sono altre pietre scolpite a loro volta con gli stessi “disegni”. Nella zona, inoltre, sono presenti diverse domus de Janas, a dimostrazione che in quest’area vi erano delle presenze umane nei diversi periodi che vanno dal neolitico al nuragico, fino all’epoca cristiana.

Analizzando con attenzione il grosso monolite, si notano (partendo da sinistra verso destra) 14 nicchie nella fascia inferiore, di cui 8 triangolari e 6 quadrate, di cui una è sormontata da un triangolo e 7 nicchie in quella superiore, di cui 5 di forma triangolare, 1 circolare e 1 quadrata, sormontata da un triangolo. Alcune nicchie ospitano, al proprio interno, l’incisione di una croce greca (a significare, forse, un ulteriore utilizzo nei secoli successivi), mentre altre sono circondate da una serie di piccole coppelle rotonde. Solo un quadrato è quasi privo di profondità, porta una cornice perimetrale ed è sormontato da un triangolo con una croce greca.

Su un altro masso, collocato a destra, vi è incisa una nicchia circolare molto grossa contornata da 12 coppelle. Più elevate vi sono altre 2 pietre di ridotte dimensioni contenenti l’una 3 nicchie quadrate e l’altra 2 triangolari. Infine di fronte alla chiesa vi è una nicchia rettangolare che ricorda una possibile tomba o quantomeno un avello. Questo altare, da tempo definito, non si sa quanto propriamente o impropriamente, un “altare rupestre”, potrebbe essere sia un altare pagano, magari poi trasformato in  cristiano, in quanto la sua datazione risulta purtroppo ancora ignota, oltre che motivo di scontro tra archeologi e studiosi.

Questi, infatti, nelle loro ipotesi collocano l’altare in diverse epoche. Alcuni ipotizzano che esso sia stato realizzato in epoca bizantina tra il VI e il IX secolo, per via delle croci greche presenti all’interno delle nicchie che si suppone che avessero l’unico scopo di ospitare icone e oggetti votivi cristiani. Le stesse coppelle sono state definite “simili alle aureole dei santi”. Non si esclude il fatto che i monaci abbiano abitato i tafoni come grotte per la vita solitaria, come già è successo per Luogosanto famosa per l’insediamento degli eremiti Trano e Nicola, o nella stessa Sant’Andrea Priu a Bonorva, una chiesa paleocristiana ricavata da una grossa domus de Janas, dove è presente un’identica nicchia circolare circondata da 8 coppelle rotonde. In questo caso le coppelle sono 12, a cui è stata attribuita una forzata metafora dei 12 apostoli, anche se le coppelle venivano da sempre utilizzate per deporre le offerte. Ma per altri l’ipotesi della datazione ad un periodo ben più antecedente risulta sempre valida.

Non bisogna mai dimenticare, infatti, che la storia ha dimostrato il diffuso riutilizzo, da parte della religione cristiana, degli antichi luoghi di culto pagano, soprattutto per quanto riguarda quelli di intenso valore simbolico, che venivano opportunamente “modificati” adattandoli ai riti della nuova religione. Anche in questo caso a pochissima distanza vi è la chiesa di Santo Stefano, probabilmente costruita per cancellare e sostituire il precedente rito pagano, modificando, con le opportune aggiunte, il precedente altare.  Non è certo un caso che davanti a questo altare rupestre sia stata edificata la chiesa di Santo Stefano, inizialmente chiesa bizantina, sulla cui facciata sono state inserite due teste in trachite della dea fenicia Astarte e una scritta nuragica di traduzione ignota.

Amici, davvero un grande mistero si cela su questo altare che io credo antichissimo, e successivamente riutilizzato dalla cultura cristiana. A ben pensare risulterebbe insolito il fatto che un altare rupestre sia stata utilizzato come altare bizantino, dato che non abbiamo altri esempi simili della storia dell’iconografia cristiana. Analizzato, invece, come altare pagano, troviamo simbologie più appropriate. Innanzitutto i quadrati, che potrebbero essere interpretati come “false porte”, molto diffuse in Sardegna, nelle Tombe dei Giganti e nelle domus de Janas.

La falsa porta, di derivazione egizia, è il punto di contatto tra il mondo dei vivi e l’aldilà. Dinnanzi a questa finta apertura venivano poste le offerte di cui ne usufruiva la persona cara che qui si sarebbe “affacciata” sulla Terra. Il cerchio è invece il simbolo pagano di continuità, divinità, infinito. E infine i triangoli sono identificabili con le piramidi e gli antichi templi a gradoni. La croce potrebbe essere stata scolpita in epoca successiva per annullare, come una grossa X, la presenza degli antichi dei. A suffragare queste ipotesi, nei dintorni sono presenti diverse costruzioni e complessi nuragici, evidenzianti il fatto che il sito fosse un’area funeraria sacra “ufficiale” dei popoli antichi che vi dimoravano. La zona, oltre alle domus de Janas annovera un dolmen e un menhir. E, infine, non dimentichiamo che proprio questa è la zona in cui si è insediata la più antica cultura dell’isola, diffusa tra il 3500 e il 2700 a.C. quella di Ozieri, città poco distante da Oschiri.

Cari amici, l’Altare rupestre di Ozieri, per ora resta un grande mistero. Indubbiamente, a mio avviso, costruito dalle antichissime popolazioni nuragiche, stante alcune delle ipotesi finora formulate. Per me, il fatto che sia collocato davanti a delle domus de Janas, fai presumere che fosse, all’epoca, un altare d’entrata al luogo di culto per l’oltretomba, e i segni incisi potrebbero descrivere il percorso iniziatico per il passaggio dalla vita alla morte.

A domani.

Mario

domenica, ottobre 24, 2021

NELL’ULTIMA DOMENICA DI OTTOBRE SI TORNA ALL’ORA SOLARE. SPOSTEREMO LE LANCETTE INDIETRO DI UN’ORA E STAREMO A LETTO UN PO’ DI PIÙ.




Oristano 24 ottobre 2021

Cari amici,

Questa è l'ultima domenica con in vigore l'ora legale. Nella notte tra sabato 30 e domenica 31 ottobre torneremo all’ora solare, abbandonando ancora una volta l’ora legale. Sposteremo le lancette dell’orologio indietro di 60 minuti, dalle ore 03 alle ore 02, guadagnando in questo modo un’ora di sonno in più. L’ora solare resterà attiva fino all’ultima settimana del mese di marzo 2022, ovvero fino alla notte fra sabato 26 e domenica 27 marzo 2022, quando si rifarà, ancora una volta, il cambio. Insomma da anni continua il valzer dei cambi, nonostante l’Europa avesse dichiarato l’intenzione di porvi fine.

Si, amici, l’Europa aveva deciso di intervenire per mettere fine al passaggio stagionale tra ora legale e solare, ma, nonostante le buone intenzioni, per ora è tutto fermo. A fine agosto 2018 l’allora Presidente della Commissione europea, il lussemburghese Jean-Claude Juncker, avviò la proposta legislativa per l’abolizione del cambio dell’ora, ma non fu facile trovare l’accordo tra gli Stati. Successivamente è arrivata la Commissione Von der Leyen, poi la pandemia, e tutto è rimasto nel cassetto.  

“La proposta – ha spiegato un funzionario Ue – è stata discussa l’ultima volta in Consiglio nel dicembre 2019. Poiché la decisione sul cambio dell’ora ha così tante ramificazioni, molti Stati membri hanno ritenuto che sarebbe necessaria una valutazione d’impatto prodotta dalla Commissione prima di poter prendere posizione. Un’altra questione che è stata spesso menzionata è stata la necessità di un coordinamento tra Stati membri confinanti, per evitare un mosaico di fusi orari diversi se rinunciassimo al sistema attuale”.

Il meccanismo di “cambio dell'ora”, amici, ci accompagna ormai da decenni, tra spinose, infinite polemiche, in particolare tra Stati del Nord Europa e Stati del Sud. Una soluzione, comunque, dovrà essere trovata, anche se il Parlamento europeo prende ancora tempo. Tra i fautori dell’introduzione dell’ora legale e quelli che vorrebbero evitare i cambi semestrali, in effetti si ragiona in modo diverso. I primi insistono in particolare sul risparmio energetico portato dall’ora legale, i secondi calcano la mano sui danni alla salute creati dal cambio di fuso orario.

Circa il risparmio energetico che l'ora legale comporta, Terna, la società che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale ha calcolato che con l'ora legale in Italia nel 2020 i è avuto un risparmio pari a 400 milioni di kWh (quanto il consumo medio annuo di elettricità di circa 150 mila famiglie), un valore corrispondente a minori emissioni di CO2 in atmosfera per 205mila tonnellate e a un risparmio economico pari a circa 66 milioni di euro". Lo scorso anno, tra l’altro, i valori sono stati fortemente influenzati dalla complessiva riduzione dei consumi energetici, dovuta alla chiusura delle attività per effetto dell'emergenza sanitaria da Covid-19. Dal 2004 al 2020 Terna ha rilevato che il minor consumo di elettricità per l'Italia, dovuto all'ora legale, è stato di circa 10 miliardi di kilowattora e ciò ha comportato, in termini economici, un risparmio per i cittadini di 1 miliardo e 720 milioni di euro.

Circa il problema della nostra salute, invece, lo spostamento di un'ora avanti oppure indietro delle lancette dell’orologio in occasione del passaggio all'ora solare o all'ora legale, comporta degli effetti importanti sul nostro organismo e sulla nostra salute. La Prof.ssa Carolina Lombardi, Responsabile del Centro Medicina del Sonno - Lombardia - U.O. Cardiologia - Auxologico San Luca, specialista in Medicina del Sonno, in alcune interviste rilasciate ha dichiarato che “Il nostro organismo è progettato per seguire in modo uniforme e costante i ritmi circadiani fisiologici (ritmi cioè caratterizzati da un periodo di circa 24 ore) e il rispetto di tempistiche coerenti con il ritmo ambientale, che seguano l’alternarsi naturale della luce e del buio”.

Il mancato rispetto di questi “ritmi naturali”, dice la professoressa,  crea scompensi anche importanti, tanto che ogni variazione, anche di una sola ora, come avviene con il passaggio da ora legale a ora solare e viceversa, può influenzare la secrezione di ormoni e la qualità del sonno e della veglia. Il rispetto o meno di questi ritmi naturali ha inoltre effetti sensibili sulla pressione arteriosa e la frequenza cardiaca. Sicuramente, quindi, avere dei ritmi più costanti tutto l’anno, dal punto di vista della nostra salute, può essere certamente vantaggioso.

Nel corso delle interviste la Dottoressa Lombardi, entrando nei dettagli, ha detto anche che le persone che hanno di norma problemi con il sonno, trovano ulteriore difficoltà nei cambi dall’ora solare a quella legale e viceversa.  Inoltre è stato rilevato anche un aumento sensibile della difficoltà di concentrazione. Anche sul cuore questi “cambi” producono effetti negativi. Diversi studi, soprattutto nordeuropei, hanno evidenziato una correlazione tra il passaggio da ora solare a ora legale e le patologie cardiache. In particolare uno studio dell’Università di Stoccolma ha riportato un'incidenza del 4 per cento in più di attacchi cardiaci nella settimana successiva all’introduzione dell’ora solare, in prevalenza nelle persone più anziane.

Infine, vengono rilevati effetti negativi anche sull’umore: con l’ora legale, infatti, fa buio prima e l’esposizione alla luce solare appaiono fondamentali da tutti i punti di vista: per il metabolismo dell’osso; per la regolazione del ritmo circadiano sonno-veglia; per il nostro umore. Nei Paesi dove si passano molti mesi all’anno in condizioni di bassa luminosità, sicuramente si ha anche un tasso maggiore di disturbi dell’umore soprattutto in senso depressivo.

Cari amici, che dire dunque? Aboliamo il passaggio semestrale da ora solare a ora legale e viceversa? Personalmente sono per il mantenimento di un unico orario, ma che possibilmente coinvolga il maggior numero di Paesi nel mondo, non solo quelli che fanno parte della Comunità Europea.

A domani.

Mario

sabato, ottobre 23, 2021

ABBIAMO BISOGNO DI RILASSARCI E COMBATTERE LO STRESS? USIAMO L’OLIO ESSENZIALE DI MANDARINO! ECCO LE SUE PROPRIETÀ E I GRANDI BENEFICI.


Oristano 23 ottobre 2021

Cari amici,

Il mandarino (Citrus nobilis) è un albero sempreverde originario della Cina. Fu introdotto in Europa abbastanza di recente, solo nel 1805. Il nome della pianta, per noi abbastanza curioso, deriva dal fatto che il frutto di questa pianta veniva donato ai mandarini cinesi, gli antichi funzionari politici imperiali, che tra l’altro erano vestiti con un mantello arancione, abbastanza simile a questo frutto. In America, invece, fu ribattezzato “tangerine”, o arancia di Tangeri, una varietà di Citrus (la reticulata) un po’ più grande e rotondeggiate del mandarino; nel mondo, infatti ne esistono molte varietà.

I mandarini sono agrumi particolarmente graditi, e vengono normalmente consumati come frutta fresca o lavorati nella produzione di marmellate e frutta candita. Anche la sua buccia, però, risulta utilissima, in quanto è ricca di un importante olio essenziale. Quest’olio essenziale si estrae dalla buccia del mandarino con il metodo della spremitura a freddo; ha un colore giallo-oro, leggermente fluorescente, e un profumo fresco e pungente. Condivide molte proprietà con gli altri oli essenziali estratti dagli agrumi, ma è più delicato.

L’olio essenziale di mandarino, pensate, è una vera panacea per combattere i problemi della vita moderna, come l’ansia, l’insonnia e lo stress. Quest’olio, infatti, è in grado di calmare la mente e di ridurre quindi le tensioni. Si tratta in realtà di un prodotto ideale per tutti coloro che desiderano avere un po’ di relax, quando si sentono eccessivamente nervosi o eccessivamente preoccupati. Per ottenere i migliori benefici sulla mente è consigliato di utilizzare l’olio essenziale di mandarino in un bagno caldo, oppure per un massaggio rilassante. Anche il diffondere nell’ambiente quest’olio, usando dei diffusori, raggiunge effetti abbastanza rilassanti.

Ma l’olio essenziale di mandarino è, soprattutto, ideale per migliorare il proprio sonno: in questo caso è consigliabile spargere qualche goccia di essenza direttamente sul cuscino, sul pigiama oppure sulle lenzuola. Utilissimo a chi soffre di ansia, quest’olio è in grado di migliorare la salute del sistema nervoso. Vediamo ora, amici, gli altri interessanti requisiti posseduti. È fra i 10 oli essenziali utilizzati contro lo stress, da tenere sempre a portata di mano, perché come detto favorisce il sonno e calma gli stati di eccitazione e di ansia, sia negli adulti che nei bambini. Gode anche di proprietà astringenti, antisettiche, digestive, diuretiche, lassative e sedative. Anche in cucina l’olio di mandarino ha buon uso: è utile per aromatizzare dolci e bevande.

Questo olio essenziale risulta essere molto utile anche per migliorare la salute della pelle. In particolare si tratta di un prodotto in grado di contrastare l’acne e di ridurre anche la produzione di sebo. Per questo se ne consiglia l’utilizzo a tutti coloro che soffrono di pelle grassa. Anche chi ha macchie cutanee oppure cicatrici evidenti può usare l’olio essenziale di mandarino per migliorare l’aspetto della cute.

L’olio essenziale di mandarino è un prodotto che vanta anche una grande proprietà tonificante. Esso, infatti, si può utilizzare per realizzare massaggi allo scopo di tonificare il corpo e di riattivare la circolazione sanguigna in modo del tutto naturale. Questo olio è anche in grado di dare una mano ad eliminare i ristagni linfatici. Grazie a questi suoi benefici questo olio è utile anche per combattere le smagliature e la cellulite in modo efficace.

Amici, come per tanti altri prodotto naturali, anche l’olio essenziale di mandarino è da utilizzare con buona attenzione. Certo, non ha particolari controindicazioni, ma va usato con moderazione. È molto delicato, quindi adatto anche ai bambini, ma prima dell’uso meglio chiedere, comunque, consiglio ad un medico. Come l’olio essenziale di bergamotto, anche quello di mandarino è foto-tossico, cioè non va utilizzato sulla pelle prima dell’esposizione al sole.

Cari amici, prima di chiudere voglio ricordare a tutti Voi un particolare da non scordare mai: la “medicina alternativa” non può mai sostituirsi alla scienza medica! In presenza di disturbi e malattie, è sempre necessario rivolgersi al proprio medico. Gli oli essenziali, per quanto utili, sono sostanze molto concentrate, da usare sempre con cautela, in quanto possono crearci effetti indesiderati e, in particolare, vanno tenuti lontano dalla portata dei bambini.

Grazie amici lettori, della Vostra sempre gradita attenzione!

A domani.

Mario

venerdì, ottobre 22, 2021

DEVIANZE NELL’ADOLESCENZA. COME L’ISLANDA HA SCONFITTO LE PERICOLOSE “DIPENDENZE” DEI SUOI GIOVANI.



Oristano 22 ottobre 2021

Cari amici,

A metà degli anni Novanta del secolo scorso gli adolescenti islandesi erano, in gran parte, schiavi del fumo e degli alcolici. In tempi relativamente brevi, però, c’è stata una straordinaria inversione di tendenza, tant’è che oggi l'Islanda è in testa alla classifica dei Paesi europei dove lo stile di vita degli adolescenti (giovani tra i 13 e i 19 anni) è il più sano! Come è stato possibile un cambio di passo così eccellente, così straordinario, con quali strumenti si è potuto realizzare? Com’è che in un tempo considerato relativamente breve, gli adolescenti islandesi che bevevano e si ubriacavano sono passati dal 48 per cento del 1995 al 5 per cento del 2016, diventando gli adolescenti più puliti d’Europa?

La risposta che si può dare, in realtà, è davvero semplice: adottando la ricetta giusta. A funzionare per bene è stato un mix costituito da diverse variabili: il giusto divieto, il proibizionismo controllato, il coprifuoco e, in particolare, il costante stimolo lanciato ai giovani con l'invito a “passare più tempo di qualità’ in casa propria, piuttosto che fuori. Questo “cambiamento”, che ha ben funzionato, ha avuto origine, pensate, da una tesi di dottorato: quella di Harvey Milkman, un professore di psicologia statunitense che oggi insegna a Reykjavik e che si domandava come fosse possibile fermare l’abuso di droghe. Egli nel 1995 e nel 1997 sottoposte tutti i suoi giovani allievi, fra i 15 e 16 anni, ad un questionario scolastico, dove si chiedevano informazioni sulle loro abitudini.

Mentre il professore analizzava le risposte degli studenti, gli scienziati islandesi cercavano di scoprire i processi biochimici che causavano la dipendenza. Harvey Milkman, giunse alla conclusione che la scelta dei giovani di usare alcol e droghe, dipendeva dalle richieste del loro corpo per poter affrontare lo stress. Gli studi dimostrarono che ci sono molte altre sostanze capaci di provocare gli stessi processi biochimici nel cervello, che, in confronto agli altri, non provocano, quando usate, della dipendenza. Gli scienziati, quindi, cercarono e trovarono i prodotti giusti, in grado di stimolare senza danni gli stessi processi anti stress nel cervello.

Secondo Milkman, ai ragazzi che cercavano di affrontare lo stress con tabacco, alcol, Coca Cola, bevande energizzanti e alcuni alimenti, provarono ad offrire qualcosa di meglio. Gli studi misero in luce che la danza, la musica, il disegno o lo sport erano in grado di provocare nel cervello dei ragazzi dei processi biochimici similari, sostituendo, in positivo, quelle sostanze negative prima utilizzate per combattere lo stress, ovvero, in particolare, alcol o tabacco.

Da quel momento in poi le autorità islandesi iniziarono a fornire programmi di masterclasses gratuiti in qualsiasi sport o arte, in base a quello che essi desideravano studiare. Si chiedeva ad ogni adolescente di partecipare agli innovativi programmi per tre mesi... ma alla fine molti di loro hanno portato avanti questi programmi per più di cinque anni. Si scoprì in questo modo che i ragazzi che facevano sport e passavano più tempo con i genitori erano i meno inclini a fumare, bere e usare droghe.

Il governo islandese, sulla base dei dati del sondaggio e degli studi di Milkman, avviò un programma che prese il nome di Youth in Iceland, che coinvolse giovani e famiglie. Molti lo definirono una ‘rivoluzione culturale’. Eppure, per quanto ci sembri alquanto strano, questa “rivoluzione” funzionò! Passare molto tempo di qualità in casa con la famiglia e fare dello sport raggiunse tra gli adolescenti un risultato altamente positivo. Per rafforzare il recupero, fu eliminata la pubblicità delle bevande alcoliche e delle sigarette (col divieto di acquisto di sigarette per minorenni e di alcol per chi aveva meno di 20 anni). Venne inoltre imposto il coprifuoco alle 10 di sera in inverno e alle 24 in estate per chi avesse fra i 13 ed i 16 anni. Vennero introdotte attività sportive ed artistiche nelle scuole per tutti, anche per i meno abbienti.

Insomma, una vera, grande rivoluzione! La realtà è che tra il 1997 ed il 2012 il numero di sportivi in Islanda è raddoppiato, mentre il numero di ragazzi che usavano droghe e alcol è crollato, grazie anche al coinvolgimento dei genitori che, riuniti in organizzazioni speciali e insieme alla scuola, hanno iniziato ad aiutare gli studenti a risolvere i loro problemi psicologici. Grazie a tutto questo, l'Islanda, da 20 anni, è riuscita a ridurre il numero di adolescenti che bevono regolarmente, come detto prima, dal 48 per cento al 5 per cento, mentre quelli che fumano dal 23 per cento al 3 per cento.

Cari amici, la metodica correttiva islandese a me è apparsa seria ed efficace. Gli scienziati islandesi suggeriscono di utilizzare metodi simili anche in altri Paesi, anche se non sarà facile, perché girano troppi interessi di natura economica. Per le multinazionali, per esempio, la drastica riduzione del tabacco e degli alcolici, è ritenuta una perdita enorme, per cui, ovviamente, non hanno alcun interesse a che gli adolescenti prendano coscienza di sé stessi ed evitino la strada dalla dipendenza da alcol, sigarette e stimolanti vari, ancora più pericolosi. Ciononostante, però, in Islanda il coraggioso esperimento ha funzionato!

Che ne dite se provassimo ad applicarlo anche in Italia?

A domani.

Mario

giovedì, ottobre 21, 2021

QUALE RIMEDIO PER SALVARE, IN FUTURO, LA VITA SULLA TERRA? INVIARE UN'ARCA DI NOÈ SULLA LUNA CON MILIONI DI SEMI E SPERMATOZOI PER PROTEGGERLI DALLA POSSIBILE DISTRUZIONE.

Simulazione dell'Arca dei semi sulla luna.

Oristano 21 ottobre 2021

Cari amici,

I continui cambiamenti climatici, il costante aumento delle emissioni, l’aumento della temperatura del pianeta, lo scioglimento dei ghiacci, sono tutti segni premonitori di una terra malata che, senza cure, potrebbe collassare, creando condizioni impossibili per la sopravvivenza di molte specie. E se, davvero, dovesse collassare, le ripercussioni potrebbero avere un effetto a cascata così negativo da mettere a rischio la stessa vita sul pianeta. Allora è necessario correre ai ripari.

Nella scorsa primavera fece scalpore negli Stati Uniti un ambizioso progetto, studiato per cercare di salvare la gran parte delle specie finora sviluppate sulla Terra, nell’eventualità di possibili catastrofi. Protagonisti di questo progetto dei ricercatori dell’Università dell’Arizona, guidati dal professore Jekan Thanga, che hanno studiato un curioso piano che prevede la costruzione sulla luna di una specie di “Arca di Noè”, dove stivare 50 campioni di ciascuna dei 6,7 milioni di specie presenti sulla terra. I semi sarebbero crioconservati alla temperatura di meno 196 gradi, in impianti realizzati all’interno di grandi tunnel esistenti sulla superficie lunare, creati milioni di anni fa dallo scorrere della lava.

Gli studi finora effettuati tramite le sonde ne hanno individuati circa duecento e il loro interno offre un ambiente protetto dalle radiazioni cosmiche che altrimenti danneggerebbero qualsiasi organismo biologico. Indubbiamente trasferire il prezioso carico non è certo facile (si prevedono circa 250 lanci spaziali per il trasporto degli impianti che sarebbero tutti robotizzati), ma con un certo impegno l’operazione appare possibile.  Il professor Jekan Thanga, intervistato si è così espresso:  «l’idea è scaturita dal nostro lavoro quotidiano, dedicato allo studio di sistemi per difenderci da potenziali minacce spaziali, in particolare l’impatto di meteoriti e le tempeste solari. Nella ricerca abbiamo scandagliato vari aspetti del nostro pianeta monitorando ad esempio il calo della biodiversità, i diversi e allarmanti casi che segnalano il calo della popolazione delle api ancora senza spiegazione. Oppure i periodici disastri naturali come gli tsunami in Giappone nel 2011 o nell’Asia meridionale nel 2004».

Il professore, durante la lunga intervista ha precisato che nel corso dell’indagine sono state identificate sette minacce principali che potrebbero causare grandi cataclismi sulla Terra e per gli esseri umani, arrivando ad un improvviso e totale collasso della nostra civiltà e dell’ecosistema naturale. Inoltre, ha continuato il professore, sono stati identificati diversi altri pericoli, come la perdita di bio-diversità, capace di mettere fuori uso la nostra catena di approvvigionamento alimentare che metterebbe a rischio la sopravvivenza. Date queste vulnerabilità per la vita sulla Terra, si è capita la necessità di una “riserva” della nostra risorsa più preziosa, cioè proprio la bio-diversità. Per garantirle una certa sicurezza, questa “riserva” dovrebbe essere collocata altrove, al di fuori del nostro pianeta, in modo da poter essere ben salvaguardata da un catastrofico evento terrestre.

Svalbard Seed Vault

L’arca concepita dal team del professor Jekan Thanga, sarebbe situata a 4-5 giorni di distanza dalla Terra, ovvero sulla Luna, appunto. Un progetto, amici, certamente complesso da realizzare, dice il professore, che afferma: «La prima fase non sarebbe quella di salvare tutti i 6,7 milioni di specie, ma piuttosto concentrarci sullo stivaggio di 1 milione di semi di piante e specie di colture simili a quelle contenute ora nella banca realizzata tra i ghiacci del Nord, la Svalbard Seed Vault». Amici, ho già parlato su questo blog di questa banca dei semi: chi desidera può andare a leggere o rileggere quanto scrissi nel settembre del 2016, cliccando sul link: http://amicomario.blogspot.com/2016/09/e-parcheggiata-in-norvegia-larca-di-noe.html; l'operazione in corso richiederebbe solo una quindicina di lanci di razzi e sarebbe costruita in 5-8 anni.

Cari amici, questo progetto è certamente molto importante e utile, pensato soprattutto per le nuove generazioni. Naturalmente ci sarebbero tante altre cose da salvare, in caso di terribili catastrofi (come gli strumenti della conoscenza, la storia, le varie culture dell’umanità), ma salvare la biodiversità risulta avere la precedenza su tutte le altre. Per ora sarà necessario completare il progetto in corso, segno che la civiltà umana è veramente avanzata da riuscire a pensare al futuro; significa, in particolare, che l’umanità, abbandonato l’egoismo, pensa seriamente al futuro delle nuove generazioni.

A domani.

Mario

 

mercoledì, ottobre 20, 2021

LO STRESS AUMENTA? A LONDRA È ENTRATO IN FUNZIONE IL TRENO “MINDFULNESS”, DOVE CI SI RILASSA TORNANDO A CASA DAL LAVORO.


Oristano 20 ottobre 2021

Cari amici,

Che i livelli di stress siano sempre più preoccupanti è un dato di fatto. I ritmi della vita moderna impongono giornate davvero infuocate, in gran parte aggravate dal pesante pendolarismo, che attanaglia la gran parte di chi lavora. Abbassare i livelli di stress appare sempre più necessario e si cercano soluzioni in grado di ristorare chi sempre di più ne soffre. Si, amici, lo stress è davvero tanto, e lo si prova non solo durante le ore d’impegno lavorativo ma anche ad inizio giornata, quando andiamo al lavoro e la sera quando, da pendolari, si torna a casa.

Ebbene a Londra, la grande capitale inglese dove lo stress è proprio di casa, si sta tentando un progetto straordinario! Nella capitale britannica è stata messa in atto una curiosa soluzione, che, anche se all’apparenza può far sorridere, pare risultare proprio efficace. È entrato in servizio recentemente nella capitale britannica, un convoglio della metropolitana destinato sapete a cosa? Al rilassamento dei passeggeri e alla meditazione! Incredibile ma vero, a Londra ha iniziato a funzionare il primo treno “mindfulness” al mondo, un convoglio della metropolitana destinato al relax dei passeggeri, dove essi possono rilassarsi e meditare.

Indubbiamente una soluzione che appare rivoluzionaria, anche se sappiamo tutti quanto sia faticoso e logorante il pendolarismo, ora aggravato anche dalla presenza del Covid 19, che ha fatto aumentare in modo esponenziale lo stress, aggiungendo anche la preoccupazione del contagio. Proprio per questo nella capitale britannica si è dato vita ad un programma chiamato “Inner Journey” (Viaggio Interiore), che mira a contrastare l’ansia legata al ritorno a casa dal lavoro. Il progetto ha fatto sì che fossero aggiunti su alcuni treni dei vagoni speciali, con aree di relax e meditazione, e creato dei corner dedicati all’interno delle stazioni metropolitane. In questo modo i passeggeri vengono messi in grado, durante il viaggio di ritorno a casa dal lavoro, di ri-connettersi con se stessi e godersi un momento di relax durante la giornata.

A lanciare questo curioso programma a Londra è stata la DLR (Docklands Light Railway), il primo vettore pubblico a cimentarsi in questa avventura. La compagnia ha messo a disposizione dodici “treni speciali”, all’interno dei quali i passeggeri possono utilizzare una speciale carrozza dedicata al relax e, circondati da ambientazioni e suoni ispirati alla montagna, alla foresta, all’oceano e alla campagna, potranno scaricare un’App gratuita e accedere ad uno speciale programma di meditazione.

L’iniziativa Inner Journey è appara subito alquanto interessante tanto che Dan Barrett, Direttore di Thrive LDN, un movimento cittadino nato per migliorare la salute mentale e il benessere di tutti i londinesi, ha detto: «L’iniziativa è un ottimo modo per ricordare ai londinesi che anche una piccola pausa, un po’ di respiro, può consentire di iniziare un viaggio rilassante, per sentirsi più calmi e più resilienti».  Ha poi aggiunto: «È anche un modo innovativo per incoraggiarci a vicenda a parlare e ad agire di più quando si tratta di salute mentale e benessere. Perché, mentre emergiamo dalla crisi del coronavirus, questo non è mai stato così importante».

Amici, una novità davvero di grande interesse, gradita e ben recepita dai pendolari inglesi, tanto che presto al tradizionale “mind the gap” (la frase completa è “Mind the gap between the train and the Platform”, che avvisa di stare attenti sul vuoto che c’è tra il treno e la banchina), lo storico annuncio presente nelle stazioni della metropolitana londinese, potrà essere aggiunto un altro appello: “please, relax”. Amici, meditare in treno direttamente a bordo delle apposite carrozze dedicate, operative sui treni della DLR e in tre stazioni, tra cui il nuovo centro nevralgico finanziario di Canary Wharf, appare davvero una soluzione importante, che cerca davvero di salvaguardare con la meditazione i pendolari e i viaggiatori abituali logorati dallo stress mentale. Su questi speciali vagoni il cervello potrà "staccare" dall'ansia quotidiana, alquanto aumentata anche con i rientri obbligati in ufficio a pandemia non ancora finita.

Cari amici, personalmente credo che sia una innovazione positiva, un sicuro modo di ritemprarsi e combattere lo stress, un modo per farci capire, che ogni giorno prima di tutto viene il nostro equilibrio personale. Con un nome delizioso, Inner Journey, cerca di invitare dolcemente le persone a lasciarsi andare alla mindfulness e al relax per almeno dieci minuti, che possono essere salvifici prima di tornare a casa (o prima di entrare in ufficio). Il lancio del progetto  è stato organizzato in occasione della giornata mentale della salute mondiale, in calendario il 10 ottobre. Un progetto, ne sono sicuro, che porterà certamente dei benefici.

E noi in Italia, siamo pronti a fare qualcosa di simile?

A domani.

Mario