giovedì, dicembre 26, 2019

L’ARTE DEI CERAMISTI DI ORISTANO HA ALLIETATO E RESO MAGICO IL NATALE ANCHE QUEST’ANNO! “IL TORNIO DI VIA FIGOLI” HA APERTO LE PORTE AL PUBBLICO DAL 10 AL 24 DICEMBRE.



Oristano 26 dicembre 2019

Cari amici,

Ad allietare anche quest’anno il Natale degli oristanesi ci ha pensato la manifestazione “Il tornio di Via Figoli”, organizzata nello splendido Palazzo Arcais, posto al centro della “Via Dritta” (ufficialmente Corso Umberto), tanto cara ai nostri concittadini. In questo antico e nobile palazzo carico di storia, ha trovato spazio “L’arte dei ceramisti oristanesi”, che hanno potuto esibire le loro splendide creazioni, in qualità di eredi della famosa e tanto esaltata antica arte ceramica oristanese
La manifestazione, organizzata dall’Assessorato all’Artigianato del Comune di Oristano, in collaborazione con l’Associazione italiana città della ceramica, l’Assessorato regionale al turismo e all’artigianato, la Provincia e la Pro Loco, ha visto la partecipazione di tanti artigiani locali del settore ceramico, oltre ad ospitare numerosi appuntamenti e attività di animazione, che hanno reso il periodo festivo del Natale oristanese piacevole e gradito.
Quest’anno l'allestimento della mostra è stato particolarmente curato, impreziosito dalle realizzazioni particolarmente sfiziose e artistiche del laboratorio dello stilista Carlo Petromilli, collocate nella splendida scalinata del palazzo, oltre che dalla innovativa esposizione-installazione di ceramiche artistiche, curata da Luisella e Marinella Foddis, definita “Quattordici passi sulle nuvole”; a completare il tutto la proiezione del video-documentario di Gianni Ledda (Presidente della Pro Loco oristanese) “Dal cuore all’argilla. I 5 sensi della ceramica”. 
Hanno partecipato alla manifestazione 6 ceramisti oristanesi: Ceramica Maestri d’Arte – CMA, Luce buio di Caterina Porcu, Ceramiche Manis, Ceramiche artistiche di Valentina Pisu, Ceramiche artistiche Margherita Pilloni. Nella bella esposizione, però, non solo ceramiche: quest'anno anche i gioielli artigianali del Laboratorio Orafo Renolfi, quelli di Adriano Firinu / Sardegna Brillante, del Laboratorio Orafo di Peppino Mele e del Laboratorio Orafo di Anna Paola Sanna; presentati alla mostra anche i prodotti di bio-cosmesi naturale e delle argille di MelaVerdeBio con le erbe di Janas.
Come ha commentato l’Assessore alle Attività produttive Pupa Tarantini, “Quest’anno l’esposizione ceramica, oltre a mettere in evidenza i migliori prodotti del nostro artigianato ceramico, è arricchita dai preziosi prodotti dell’artigianato orafo e della bio-cosmesi naturale e delle argille. Oristano è Città della Ceramica, ma ha una produzione artigianale che spazia anche in altri settori che vanno promossi. Valorizzare tutto questo è compito primaio della nostra amministrazione, perché riscoprire e tramandare il valore delle proprie radici culturali significa legare il passato al presente e al futuro”.
“Inoltre - ha commentato ancora l’Assessore Tarantini – abbiamo ritenuto di utilizzare la vetrina dell’importante manifestazione ceramica “Il tornio di Via Figoli”, per dedicare uno spazio anche alla LILT (Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), che nei giorni di apertura della mostra propone una serie di incontri dedicati alla sana alimentazione come forma di prevenzione dalle malattie”.
La manifestazione, inaugurata il 12 dicembre dall’Assessore Tarantini ha aperto le porte ai visitatori tutti i giorni fino al 24 dicembre dalle 10,00 alle 13,00 e dalle 16,30 alle 20,30; il pubblico partecipante è stato accolto con seminari, concerti, laboratori, spettacoli, visite guidate e naturalmente con l’esposizione delle produzioni ceramiche e orafe dei maestri artigiani oristanesi. Ecco il ricco calendario utilizzato:
Giovedì 12 dicembre alle ore 18 - seminario “La ceramica come risorsa: Oristano e l’AICC”. A seguire concerto del Coro della Polizia Locale di Oristano «I Cantori di Eleonora»;
Venerdì 13 e sabato 14 dicembre, dalle ore 12 alle 18 - “Maestri all’opera” laboratori d’arte a cura di Ermanno Scalas;
Sabato 14 dicembre ore 17,30-19,30 – Spazio LILT “Cibi alleati della salute” con Stefania Corongiu;
Domenica 15 dicembre – Esposizione artigianale a cura del Comune di Zeddiani – alle 17,30 spettacolo dei Tumbarinos di Gavoi;
Lunedì 16 dicembre, ore 17,30 - Concerto Coro Arcobaleno e Coro Bellini dell’Istituto Comprensivo n. 2 Via Bellini • Oristano (Direttore Marika Mereu, Pianoforte Patrizia Ibba);
Martedì 18 dicembre – Esposizione artigianale a cura del Comune di Tramatza e alle 17,30 concerto Quartetto Le Ancettiere della Scuola Secondaria di Primo grado Grazia Deledda di Oristano, Direttore da Sara Careddu;
Venerdì 20 dicembre, dalle ore 17,30 alle 19,30 – Spazio LILT “Cibi alleati della salute”, con intervento di Stefania Corongiu;
Venerdì 20 dicembre, ore 19 – Teatro San Martino (via Ciutadella de Menorca) Smalti & Suoni a cura della Banda Musicale Santa Cecilia;
Domenica 22 dicembre dalle ore 10,30 alle 12,30 – Spazio LILT “Cibi alleati della salute” con Stefania Corongiu.
L'Assessore al Turismo Gianni Chessa in visita alla mostra
Cari amici, devo confessarvi che quest’anno ho apprezzato in modo particolare questa manifestazione. In un momento delicato come quello che stiamo vivendo, sia a livello Regione che nazionale e internazionale, credo che l’Amministrazione comunale stia procedendo sulla strada giusta; valorizzare le risorse del territorio è una necessità che risulta vitale, perché altrimenti, senza sostegno, il futuro dei nostri artigiani potrebbe risultare ancora più difficile. 
Voglio chiudere questa mia riflessione riportando a Voi fedeli lettori un fatto che, a mio avviso, merita di essere messo in luce.  È rientrato da poco ad Oristano un artigiano-artista di grande valore: Ermanno Scalas. La storia di questo personaggio, che ha trascorso molti lustri lontano dalla sua Oristano, l’ho voluta raccontare in un mio precedente post su questo blog che, chi di Voi è curioso, può andare a leggere o rivedere cliccando sul seguente link: http://amicomario.blogspot.com/2019/10/il-ritorno-del-guerriero-e-tornato-ad.html
Ebbene, amici, Ermanno dopo essersi fatto valere e apprezzare in molte parti del mondo, è voluto rientrare nella “sua Oristano”. Al suo rientro ha voluto riprendere a creare le sue opere, anche se agli inizi Egli avrebbe necessità di “una mano d’aiuto” per riattrezzarsi a dovere. Credo che le sue capacità indiscusse dovrebbero essere una buona garanzia per chi vorrà credere in Lui e sostenerlo, almeno nella prima fase. Nella manifestazione “Il tornio di Via Figoli” il 13 e il 14 scorsi ha dimostrato al pubblico le sue non comuni capacità, operando come “Maestro d’arte all’opera” e realizzando di fronte al pubblico una splendida “Brocca della sposa” (Sa brocca pintada) di grande dimensione, che, come potete vedere dalla foto, ha incantato i presenti.
Non pensate anche Voi che un “Maestro” delle sue capacità vada sostenuto e aiutato a riaprire bottega?
Grazie, amici, della Vostra sempre gradita attenzione.
Mario

mercoledì, dicembre 25, 2019

OGGI È NATALE: NEL RICORDARE IL NOSTRO DIO BAMBINO CHE SI È SACRIFICATO PER LA SALVEZZA DEL MONDO, PENSIAMO A CHI SOFFRE, A CHI HA BISOGNO DI NOI. “IL NATALE È UN'OCCASIONE PER RAFFORZARE LA SPERANZA”.


Natività mistica, di S. Botticcelli

Oristano 25 dicembre 2019

Cari amici,

Oggi è Natale, giorno in cui si ricorda la venuta in questo mondo di Gesù Bambino, figlio di Dio, venuto per salvare l’umanità. Giornata che dovrebbe essere sempre di grande gioia, di unione, di fraterna amicizia, arricchita dal piacere dello stare insieme in sintonia, pace, amore. Non lo è per tutti però. In molte famiglie questa gioia manca, e il Natale viene trascorso in tristezza e solitudine, venendo a mancare anche la speranza di un domani e di una vita migliore.
La frase virgolettata, che in parte dà il titolo a questo post di oggi, non è mia ma è del Cardinale Jorge Urosa Savino, Arcivescovo emerito di Caracas, che, riferendosi alla critica situazione che attraversa il Venezuela, afferma con convinzione che “coloro che soffrono maggiormente sono i più poveri", ribadendo che “Il Natale è la giusta occasione per rafforzare la speranza”. 
Parole sante, cari amici, perché in ogni parte del mondo, in ogni nazione, ricca o povera che sia, a pagare il prezzo più alto sono stati e sono sempre le classi più povere, quelle sulle quali cade sempre la croce più pesante dell’esistenza. Lo possiamo toccare con mano tutti i giorni anche noi in Italia, seppure la nostra nazione sia considerata abbiente, con una capacità industriale notevole, anche se tormentata dalla triste situazione della mancanza di lavoro, che ha ridotto le classi operaie spesso in reale povertà. E a soffrirne di più sono i nostri giovani.
Le percentuali dei giovani che seppure acculturati, validi e capaci, sono senza lavoro ha toccato percentuali da capogiro, costringendo una grande fetta di essi a fare i bagagli ed emigrare, abbandonando il suolo natio per potersi realizzare. 
Eppure c’è da dire che questi giovani in buona parte non appaiono rassegnati, non pensano di lasciarsi andare, e, seppure delusi dalla nostra egoistica generazione, non hanno tirato i remi in barca, ma continuano a dichiararsi disposti a combattere senza arrendersi. Il loro Natale, amici, risulta essere un Natale di "Lotta Controcorrente", come ha potuto documentare il giornale L’AVVENIRE, riportando diverse loro storie abbastanza significative.
Questo quotidiano di ispirazione cattolica una settimana fa, ha riportato degli episodi importanti che hanno coinvolto dei nostri giovani, molti dei quali hanno deciso di portare il loro impegno in sostegno dei meno abbienti, in aiuto di chi soffre.  In particolare, da oggi 25 dicembre a San Silvestro, tanti ragazzi che rappresentano le nuove generazioni hanno scelto di stare con i poveri! Una lezione di stile che dimostra alla nostra generazione che essi hanno voglia di combattere non di lasciarsi andare!
Tra veglie, incontri e gesti di solidarietà, essi hanno dimostrato di volersi spogliare dell’innato egoismo e, dopo essersi rimboccati le maniche, hanno iniziato a volgere lo sguardo verso i meno fortunati, cercando di dare una mano a risolvere, almeno in parte, i loro problemi primari. Ad animarli la bellezza dell’amicizia e il calore della condivisione, fiamme forti, capaci di riscaldare nei giorni delle festività natalizie il cuore: sia di chi dà che di chi riceve. Essi, in diverse parti d’Italia, si sono dichiarati disponibili a partecipare alle iniziative promosse dalle Comunità cristiane durante le prossime festività, animati dallo spirito della grotta di Betlemme.
Lo faranno con entusiasmo, facendosi per qualche giorno, compagni di strada di coloro che sono segnati da fragilità, ferite e sofferenze; che essi siano disabili, poveri, senzatetto, anziani, minori in difficoltà, donne lasciate ai margini, poco importa: essi porteranno loro il sorriso e il calore dell’amicizia, rincuorando e ristorando coloro ai quali la sorte non ha riservato grandi gioie.
Il loro impegno non si esaurirà con il Natale, ma sarà attivo e operativo fino a Capodanno. Nel milanese i francescani di Monza, quest’anno per la prima volta, hanno offerto ad una trentina di ragazzi tra i 18 e i 35 anni la possibilità di indossare il grembiule e servire il cenone di Capodanno alle persone in difficoltà. Il 31 dicembre questi giovani si occuperanno di mettere in tavola pranzo e cena per i tanti che frequentano la mensa del Centro Sant’Antonio di Milano, gestita appunto dai frati francescani. Cenoni di fine anno con i poveri saranno operativi in molte altre città d’Italia, come a Milano, Verona, Torino e Bologna e ovviamente anche in Sardegna, sempre con la collaborazione di uno stuolo di giovani che, la notte tra il 31 e il 1° dell’anno, hanno scelto di rinunciare al tradizionale veglione per prestare il loro servizio in favore di chi ha bisogno.
Cari amici, riprendo in chiusura di questo post la frase riportata all’inizio: “Il Natale è l’occasione per rafforzare la speranza”. Credo che i giovani, che spesso noi sottovalutiamo ritenendoli a torto superficiali e 'bamboccioni', riescano a darci, invece, come in questo caso, lezioni di vita! Si, proprio a noi, esponenti dell’egoistica generazione precedente, che avremmo dovuto dare loro delle lezioni di altruismo! Sui nostri giovani credo che presto o tardi dovremmo ricrederci!
Buon Natale a tutti!!!
A domani.
Mario



martedì, dicembre 24, 2019

PEPERONCINO SALVA-CUORE: UN RECENTE STUDIO ATTRIBUISCE AL PEPERONCINO L’EFFICACIA DI DIMEZZARE IL RISCHIO DI MORTE PER ICTUS E INFARTO CARDIACO.


Oristano 24 dicembre 2019

Cari amici,

Di questo interessante vegetale ho avuto modo di occuparmi su questo blog circa due anni fa, per la precisione il 24 novembre 2017; in quell’occasione riportai la storia del peperoncino, le sue origini, la sua diffusione in Europa (è originario del Nuovo mondo) e l’utilizzo interessante fattone dalle popolazioni che lo adottarono. Oggi riprendo l’argomento per raccontarvi che la sua utilità risulta ulteriormente ampliata, grazie a recenti studi che hanno messo in luce i suoi benefici effetti sulla circolazione sanguigna e sul nostro cuore. Ma vediamo in dettaglio i risultati di questa scoperta.
Uno studio tutto italiano, coordinato da un'équipe di scienziati dell'IRCCS Neuromed di Pozzilli, in collaborazione con l'Istituto Superiore di Sanità, l'Università dell'Insubria a Varese e il Cardiocentro Mediterraneo di Napoli, hanno certificato che mangiare spesso il peperoncino dimezza il rischio di morte per ictus e infarto. Un altro tassello importante per la nostra salute, dunque, si aggiunge agli altri numerosi benefici già attribuiti al peperoncino: è l'ennesima conferma di quanto questa spezia possa essere benefica per la nostra salute.
Come già evidenziato nel mio post precedente del 24.11.2017 (per chi volesse andarlo a leggere ecco il link: http://amicomario.blogspot.com/2017/11/virtu-e-benefici-del-peperoncino-cinque.html), le benefiche proprietà del peperoncino erano già ampiamente note (proprietà antinfiammatorie, ma anche capacità antibatteriche e antivirali, oltre che un valido aiuto nella digestione; è anche l’alimento con la più alta concentrazione di vitamina C), ma ora si aggiunge qualcosa di ben più importante: il peperoncino risulta essere in grado di dimezzare il rischio di morte per ictus e infarto.
Per arrivare a questo risultato i ricercatori hanno analizzato le abitudini alimentari di 22.811 molisani. Il team di studio ha tenuto sotto osservazione le loro condizioni di salute per circa otto anni. Dall'osservazione dei dati gli scienziati hanno scoperto che aggiungere il peperoncino alle proprie pietanze almeno quattro volte a settimana riduce il rischio complessivo di morte del 23 per cento. Ma c'è di più: il rischio di perdere la vita a causa di un infarto cardiaco scende del 40 per cento; per quanto riguarda la morte dovuta ad un ictus le probabilità diminuiscono addirittura di più del 60 per cento.
Dopo questa scoperta ci saranno ulteriori indagini scientifiche che cercheranno di spiegare i meccanismi biochimici che stanno dietro al potere del peperoncino e della capsaicina che contiene. In questo modo gli esperti sperano di poter sviluppare nuove linee guida per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, che restano la principale causa di morte nel nostro Paese. Secondo l'Istituto Superiore di Sanita le malattie cardiovascolari rappresentano ancora la principale causa di morte in Italia, essendo responsabili del 44 per cento di tutti i decessi.
L'epidemiologa del Neuromed Marialaura Bonaccio, che è anche il primo autore della ricerca, ha così commentato: "La protezione garantita dal peperoncino è indipendente dal tipo di dieta adottata complessivamente. Questo significa che sia che si mangi in modo sano, sia che si scelga un'alimentazione meno sana, l'effetto protettivo del peperoncino è uguale per tutti. È questo l'aspetto più interessante di questo studio".
Il peperoncino, come ho avuto modo di dettagliare nel mio precedente post, è stato oggetto di innumerevoli studi, concentrati sui suoi componenti e sui benefici per il nostro organismo; i benefici sul nostro corpo sono innumerevoli, come per esempio il fatto che sia un grande alleato anche del nostro fegato, non solo del cuore e dei vasi sanguigni. Una ricerca presentata nel 2015 all'International Liver Congress, ha dimostrato che la capsaicina, la molecola che rende questa spezia particolarmente piccante, se assunta regolarmente è capace non solo di prevenire, ma anche di ridurre i danni al fegato.
Cari amici, come Vi avevo anticipato nel post precedentemente richiamato, mi ero riservato di darvi qualche ricetta per poter utilizzare in modo consono il peperoncino, per cui oggi mantengo la promessa e ve ne posto una molto semplice: SPAGHETTI AGLIO, OLIO E PEPERONCINO. Una ricetta veloce, facile da preparare ma eccezionalmente buona. 
Premesso che i più temerari usano consumare il peperoncino addirittura crudo, fresco a pezzetti, fritto, asciugato e conservato sott’olio (anche se il modo più comune è quello di consumarlo secco (in genere polverizzato), in salse, salumi, sughi, carni, pasta, formaggi, etc.), l’uso più semplice è quello di utilizzare del peperoncino fresco (con l’aggiunta eventuale di quello secco in polvere), da far dorare nell’olio, come nella ricetta che segue.
SPAGHETTI AGLIO, OLIO E PEPERONCINO

Ingredienti per due/tre persone: 200 grammi di Spaghetti o Linguine, Aglio fresco, Peperoncino fresco, Peperoncino in polvere, un mezzo bicchiere di Vino bianco, Olio extra vergine di oliva, Sale, (a piacere una spolverata di pepe) e del prezzemolo o basilico tritati.
Dopo aver messo dell’acqua a bollire, salatela e cuocete gli spaghetti fermando la cottura a metà; a questo punto tagliate l’aglio in fette sottili, aprite il peperoncino e togliete i semi. Mettete sul fuoco una padella alta e fatevi bollire dell’olio EVO, dove aggiungerete l’aglio ed il peperoncino; a doratura effettuata versate il vino e sfumate, poi abbassate il gas. Dopo aver scolato gli spaghetti cotti a metà, fateli saltare in padella con gli altri ingredienti, fino a completare la cottura (meglio se restano un po’ al dente). Servire ben caldi, aggiungendo a piacere del peperoncino in polvere, una spolverata di prezzemolo o basilico freschi e un pugno di pangrattato secco.
N.B. La ricetta ha diverse varianti, sia sui tipi di pasta che sulle combinazioni e abbinamenti, fermi restando gli ingredienti principali. Una variante per esempio è quella di servire a tavola con dei crostini a cubetti al pepe e sale, mentre un’altra è quella di sostituire il pangrattato con della bottarga grattugiata e del basilico fresco a pezzetti. Sono ricette una migliore dell'altra!
A questo punto non mi resta che augurarvi “BUON APPETITO”!
Grazie, amici, a domani!
Mario
Spaghetti aglio, olio, peperoncino e bottarga al profumo di basilico

lunedì, dicembre 23, 2019

È IN ARRIVO IL 2020: QUALE IL “TECH TREND” CHE LO CONNOTTERÀ MAGGIORMENTE? TANTE LE DIAVOLERIE TECNOLOGICHE PRONTE AD ENTRARE IN SCENA…


Cosa ci riservano le novità tecnologiche nel 2020?

Oristano 23 dicembre 2019

Cari amici,

Il 2019 sta per lasciarci e il 2020 è già vicino a noi! Anche quest'anno la tecnologia, sempre più avanzata, ha sostituito precedenti modi di vivere, entrando prepotentemente nella nostra vita in maniera a volte dirompente. Solo il pensare di tornare indietro di soli 10 o 20 anni, ci parrebbe assurdo e inconcepibile, figuriamoci l’idea di tornare alla vita di 50 anni fa, quando Internet non esisteva e in pochi avevano il telefono in casa, mentre oggi…ne abbiamo un paio in tasca: uno per le comunicazioni d’ufficio e uno per quelle personali.
Lo sviluppo tecnologico avanza con una rapidità sempre maggiore, tanto che un marchingegno appena uscito e che ci è apparso come un’innovazione imperdibile, in breve tempo diventa obsoleto, sostituito da un altro ancora più avanzato, in un crescendo inventivo che non accenna a diminuire. 
Ebbene, amici, giunti ormai alla fine di questo rivoluzionario 2019, cosa pensiamo che potrà aggiungersi di altamente tecnologico nel prossimo anno, il 2020, ormai alle porte? Le avvisaglie per altri cambiamenti, che potremo definire epocali, ci sono tutte a partire dalla “Digital Transformation”. 
Questo termine, che sta ad indicare quel processo di trasformazione-integrazione della moderna tecnologia, verrà ulteriormente consolidato: includerà molta altra tecnologia, capace di operare in piena autonomia, potendo dialogare autonomamente tra le diverse strutture tecnologiche e potrà gestire un autonomo mondo digitale sia nelle aziende che nelle abitazioni e nella vita sociale. Quello in divenire sarà un mondo straordinario e ben più avanzato di quello di oggi, capace di mettere insieme e gestire le tecnologie già note con quelle nuove, creando una fusione ragionata e autonoma di gestione delle nostre esigenze.
Il 2020 sarà certamente un anno chiave per la messa in atto di questa rivoluzione-automazione, che vedrà sul campo innovazioni di cui per ora vediamo solo la punta dell’iceberg. Tra le più importanti innovazioni che nel prossimo anno ci troveremo di fronte, eccone alcune che riguarderanno un po’ tutti noi, rivoluzionando da cima a fondo il nostro vivere quotidiano. Proviamo a vederne qualcuna insieme, seppure in modo sintetico.
Appare certo che Il 2020 sarà l’anno del 5G. Nonostante le remore paventate in diversi angoli del pianeta, non credo che questa rivoluzionaria tecnologia potrà essere fermata. I più grandi nomi nel settore delle telecomunicazioni, come Qualcomm, AT&T, Verizon, Nokia, Ericsson e Huawei stanno lavorando per assicurarsi la sua ineludibile diffusione, raggiungendo accordi con i migliori produttori di telefoni di nuova generazione, quelli in grado di supportare il 5G. Oltre a portare tutte le velocità della banda larga più veloce e reti mobili più affidabili, la proliferazione del 5G accelererà anche i progressi nella diffusione delle “Smart City”, “Smart Vehicle”, e altre decine di tecnologie IoT, affamate di 5G. In altre parole, il vero valore del 5G non sarà limitato ai telefoni: quasi ogni settore che tocca le nostre vite quotidiane sarà trasformato in modo altamente innovativo.
Il 2020 vedrà anche un massiccio utilizzo (perfezionato) del WiFi.6.  Unitamente al 5G (seppure i due sistemi usino tecnologie completamente diverse), verrà portata avanti un’elaborazione e una velocità di connessione wireless molto più veloce nel corso del 2020. Il 5G e il WiFi 6, lavorando in concerto, creeranno la perfetta combinazione end-to-end di connettività ultraveloce per casa e ufficio. La velocità di download sarà fino a 3 volte più veloce di quella ottenibile con il WiFi 5! Ma non è tutto, c'è ben altro. 
Il vero valore del WiFi 6 sarà la sua capacità di estendere la velocità dei dati a molti più dispositivi rispetto al Wi-Fi 5. Quest’aspetto è importante per due ragioni principali: la prima è che il numero di dispositivi connessi sulla rete WiFi dovrebbe aumentare da circa 10 a 50 nei prossimi anni e tale aumento richiederà un servizio più rapido, più efficiente e funzionalità WiFi più intelligenti. La seconda ragione è che anche la qualità e il volume dei dati consumati attraverso le reti WiFi sta aumentando e il WiFi 5 non è più in grado di gestire il carico. Il WiFi 6 eliminerà gradualmente questi punti deboli a partire dal 2020.
Analytics. I dati dei clienti sono troppo preziosi per non essere raccolti, elaborati e trasformati in materiale di grande utilità. Nel 2020 essi verranno raccolti, elaborati e trasformati in analisi e in sicurezza per qualsiasi azienda che intende rimanere competitiva. Le maggiori aziende di analisi dati consolideranno le loro capacità, operando in tempo reale e questo lavoro sarà uno dei punti focali dominanti della trasformazione digitale nel 2020.
Nel 2020 verrà fatto anche un poderoso salto nell'oscurità quantistica. Questo termine, mutuato dalla fisica e dalla cosmologia, tanto che Accenture (una multinazionale di consulenza di direzione e strategica, servizi tecnologici e outsourcing) quest'anno ha coniato l'acronimo DARQ, sta ad indicare le quattro necessarie tendenze principali: tecnologia di contabilità distribuita (come blockchain), intelligenza artificiale (AI), realtà aumentata e computazione quantistica. Le reti in blockchain, come è noto, hanno già generato valute virtuali sotto forma di bitcoin e simili, aggirando la necessità di un regolatore come un governo o una banca centrale. Facebook, come molti sanno, vuole entrare nel segmento delle criptovalute attraverso il suo progetto Libra, ma ha già accusato i colpi di una forte opposizione politica in tutto il mondo e diversi partner finanziari si sono ritirati.
Nel prossimo anno pagheremo caro anche il prezzo della privacy. Un altro acronimo tecnologico, SMAC (social, mobile, analytics e cloud), indica la tendenza alla riduzione della nostra privacy; Per i consumatori, lo SMAC conosce perfettamente come comunichiamo con gli amici e come effettuiamo ricerche e acquisti. Ciò accentua i timori per la privacy, dopo che una serie di fughe di dati dai database di Facebook ha messo a nudo quanta parte della nostra vita online è sfruttata da aziende e partiti politici. Di fatto la privacy sta diventando un'altra valuta. 
Cari amici, tra “Vacche grasse” (vantaggi) e “Vacche magre” (rischi), tornando alla parabola che troviamo nella Bibbia, per ogni innovazione c'è un prezzo da pagare; anche nel 2020 la tecnologia farà passi da gigante e molte cose cambieranno, non tutte in meglio. Nonostante le accettazioni parziali, le ribellioni e le rimostranze, è dimostrato che la tecnologia (come è stato in passato per il progresso) non si può fermare e non si fermerà! 
Quello che spaventa è che, seppure in apparenza il nuovo che avanza sia in linea di massima da considerare positivo, è dimostrato che nulla avviene senza fare vittime, come la storia da sempre ci insegna.
A domani.
Mario

domenica, dicembre 22, 2019

“VOGLIA D’AMARE”, L’ULTIMO LIBRO DI POESIE DI FRANCO LEDDA DEDICATO A TUTTI QUELLI CHE SENTONO IL BISOGNO DI AMARE E DI ESSERE AMATI.


Oristano 22 dicembre 2019

Cari amici,

Ho l’onore ed il piacere di avere come “medico di base” della mia famiglia, Franco Ledda, che, oltre che essere un amico e un eccelso professionista è anche un valido scrittore e poeta. E c’è da dire che queste sue caratteristiche sono solo una parte del suo ‘multiforme ingegno’, considerato che è anche un ottimo cavallerizzo, cavaliere della Sartiglia, competizione della quale è stato anche “Componidori”, oltre che amante della natura e della campagna, che cura personalmente essendo anche produttore di olio e vino. Che dire poi della famiglia, di cui è profondamente innamorato, con moglie e figli che lo adorano? 
Pensare che un uomo di questo spessore, stracarico di impegni, possa avere anche il tempo di scrivere libri di poesie è davvero a dir poco temerario, ma spesso la realtà riesce a superare anche la fantasia più grande. Si, amici, Franco Ledda è tutto questo e molto altro ancora, e per accertarsene basta prendere in mano e sfogliare con attenzione l’ultimo suo libro di poesie intitolato “Voglia d’amare”, edito da Carlo Delfino, presentato Venerdì 20 dicembre al coworking di Via Vittorio Emanuele II, 36 ad Oristano. 
A meravigliare il lettore, all’inizio del libro, prima della prefazione, c’è la dedica che Franco ha fatto ai suoi lettori: “Dedicato a tutti quelli che sentono il bisogno di amare e di essere amati”. È la prima volta che mi capita di aprire un libro e trovarlo dedicato non a familiari o ispiratori, ma ai lettori, quelli che Franco immagina possano essere, come lui, bisognosi di amare e di essere amati. Ho avuto altre volte l'opportunità di citare il detto che “Poeti si nasce”, perché se è pur vero che in tanti siamo capaci di scrivere, è altrettanto vero che trasformare i nostri pensieri, le nostre ansie i nostri dolori, le nostre passioni, le nostre gioie in poesia, non è da tutti: è un privilegio che è riservato a pochi, e Franco è tra questi fortunati.
Ma cosa significa in realtà essere poeti? Il poeta è un soggetto particolare, dotato di una sua unicità; è colui che ha la difficile capacità di cogliere, osservando il mondo, l’essenza della realtà che gli sta intorno, amalgamandola con il proprio sentire e trasformando le particolari emozioni provate in sapienti parole, che fissano sulla carta quei determinati momenti particolari, spesso indimenticabili. Il poeta, amici, è un soggetto capace di aprire all'esterno il suo cuore, di vincere il pudore e la timidezza che pervade ciascuno di noi; è colui che è capace di mostrare i propri sentimenti senza paura, di spogliarsi di quella riservatezza che di norma ci costringe a nascondere il nostro Io agli altri. 
“Voglia d’Amare”, amici, è tutto questo, e per rendere ancora più evidente questo suo ‘confessare le proprie emozioni’ al pubblico, Franco ha voluto arricchire le sue parole con appropriate immagini, fornitegli dall’amico Giuseppe Bosich, l’artista che aveva adornato anche la sua precedente raccolta di poesie uscita un anno fa e che aveva per titolo “Parole d’amore”.  
Il nuovo libro, però, a differenza del primo, seppure incanalato sullo stesso tema, ovvero l’amore in tutte le sue forme espressive, appare più maturo, più completo, evidenziando una maggiore maturità e padronanza. Nel secondo libro, a differenza del primo, le emozioni risultano più evidenti, meno nascoste: traspare il bisogno di Franco di esprimere in tutta la sua interezza il suo “Bisogno d’amore”, la sua ‘voglia di amare’ a 360 gradi: dai figli alla famiglia, dagli affetti alle tante bellezze del creato; un amore costantemente cercato, anche senza nascondere la sofferenza interiore, perché l’amore è il più grande motore della nostra esistenza, l'unico capace di dare un senso alla nostra vita; l'amore è una forza in grado di rinnovarci, che ogni giorno ci dà linfa nuova e un sapore particolare alla nostra esistenza.
La dedica fatta da Franco nel libro ai lettori credo che sia stata concepita nell’ottica della condivisione, proprio per cercare di trovare altri lettori posti sulla sua stessa lunghezza d’onda; la sua, chiaramente evidenziata nel libro, è una necessità incomprimibile: quella di amare e di essere amato, perché solo l’amore potrà elevare l’uomo, togliendolo da una vita banale e trasformandola in una che valga davvero la pena di essere vissuta! 
Cari amici, la sera della presentazione di questo interessante libro ho ascoltato con attenzione gli amici-esperti prima indicati che, dopo averlo analizzato, hanno espresso la loro opinione sul libro di Franco; dall’editore Carlo Delfino, che ha edito anche il precedente libro di poesie di Franco, ad Antonio Masala e Piero Marongiu, suoi amici di lunga data; la prof.ssa Lo Presti ha tracciato un ritratto di Franco molto interessante e veritiero, mentre Pino Porcu, con le sue alte capacità oratorie ha letto diverse poesie con toni davvero adeguati e profondi. 
Mentre gli amici-esperti parlavano di lui, e mentre venivano lette le sue poesie, vedevo Franco come assorto, quasi che analizzasse parola per parola quanto dicevano su di lui; solo a momenti il suo sguardo diventava lucido, credo in preda ad una intensa emozione. In quei momenti ho rivisto il Franco che ben conosco: capace di emozionare e di emozionarsi!
Sei grande Franco, sei uno capace di suscitare grande pathos, di creare sempre nuove emozioni, come pochi. Ad maiora, caro amico mio!
Mario