mercoledì, novembre 28, 2018

ANCHE ORISTANO HA IL SUO PANIFICIO “GLUTEN FREE”. È “CELIÒ”, AVVIATO E CONDOTTO DA MANUELA PIRAS.


Oristano 28 Novembre 2018
Cari amici,
Per tanto tempo abbiamo tenuto in scarsa considerazione la celiachia, una disfunzione che sta ad indicare la nostra intolleranza nei confronti del glutine, sostanza presente in diversi cereali, in particolare quelli usati per la panificazione. Un’intolleranza spesso trascurata, se pensiamo che ben 5 persone su 6 non sanno di essere celiaci, pur soffrendo di gonfiore, crampi addominali, perdita di peso e dissenteria.
Il glutine è in larga misura presente nella farina con la quale vengono confezionati pane e pasta, ma anche pizza, prodotti dolciari da forno e molto altro. Il glutine in realtà è una proteina particolare, formata dall’unione di altre due proteine, la gliadina e la glutenina, sostanze presente principalmente nei cereali di nostro largo consumo quotidiano, come frumento, farro, segale e orzo.
I prodotti alimentari contenenti glutine, se consumati dai soggetti predisposti alla celiachia, una volta introitati nell’organismo, creano un certo scompenso; durante la digestione il glutine reagisce con i nostri anticorpi, sviluppando un processo infiammatorio (in termine tecnico anti-transglutaminasi)  e diverse altre alterazioni patologiche a carico dei villi intestinali. Di conseguenza il soggetto inizia a soffrire di gonfiore, crampi, dissenteria, etc., esponendo l’organismo a conseguenze spesso anche serie.
Sottovalutata per molto tempo la celiachia in epoca recente è stata rivalutata, essendo maturata una maggiore conoscenza del problema, cosa che ha consentito di preparare, per chi ne soffre, dei prodotti particolari, privati del glutine che essi non tollerano. 
Ad Oristano, fino a poco tempo fa, possiamo dire che non era proprio facile trovare panetterie, pasticcerie o pizzerie dove potevano essere reperiti facilmente prodotti privi di glutine, ma ora anche la nostra città si è aggiornata e oggi possiamo dire che ha fatto un bel passo avanti in questo settore.
Una struttura di questo tipo ha aperto i battenti di recente proprio nel centro di Oristano; si, una panetteria specifica, destinata proprio a celiaci, che ha preso il nome di “CELIÒ”. È questo un primo laboratorio artigianale specifico di prodotti senza glutine e lattosio. Tutti i giorni in questo laboratorio può essere acquistato il pane appena sfornato, caldo e fragrante, così come possono essere acquistati dei prodotti dolciari, anch’essi, come il pane “Gluten Free”, ovvero senza glutine.
Amici, come ben sappiamo, sentire il buon profumo del pane appena sfornato è un piacere unico, che precede e stimola il successivo piacere: quello dell’assaggio; ora anche ad Oristano i celiaci, intolleranti al glutine o al lattosio, potranno provare queste emozioni, per lungo tempo a loro proibite.
A mettere in piedi l’interessante attività innovativa, che opera ad Oristano in via Mazzini 13 con la nuova insegna “CELIÒ”, è stata Manuela Piras, discendente da una famiglia di panificatori ben nota e apprezzata non solo in città per l’alta qualità del pane prodotto.
CELIÒ, primo laboratorio artigianale di confezionamento di prodotti senza glutine e lattosio nella nostra città, si affianca ora al vicinissimo punto vendita del centro storico del Panifico Piras “Il Fornaio”, da sempre garanzia di prodotti d’eccellenza.
Nel nuovo laboratorio che Manuela ha voluto destinare a celiaci, questi potranno trovare non solo pane di diversi tipi (sia bianco che integrale), preparati e infornati quotidianamente, ma anche una piccola selezione di prodotti di pasticceria, con croissant e quadrotti alla crema per la colazione, dolcetti alle mele e mignon per la merenda. E non è tutto.
Oltre al pane e alla varietà dei dolci, tutti rigorosamente senza glutine, Celiò è in grado di proporre anche una bella varietà di diversi formati di pasta fresca, come gnocchetti, ravioli, tagliatelle e seadas, il tutto rigorosamente realizzato all’interno del laboratorio di via Mazzini 13, dedicato in maniera esclusiva ai prodotti privi di glutine e lattosio.
Manuela, persona dinamica ed in costante aggiornamento, insieme al suo valido collaboratore Stefano Porcella, ha già in programma l’ampliamento dell’offerta del suo Celiò, che prossimamente si arricchirà di nuovi prodotti di pasticceria. Per esempio nel prossimo, vicino Natale, la clientela potrà assaggiare una bella novità: il panettone “Gluten free”!
Cari amici, conosco da molti anni la panetteria Piras, e la apprezzo non poco. Grazie a Dio non soffro di celiachia, ma diversi miei amici purtroppo sì. Celiò ora ha aperto le porte anche a loro e sono certo che l’iniziativa di Manuela Piras consentirà anche a loro di gustare profumi e sapori nuovi, di mangiar sano senza rinunciare ai colori e ai sapori della buona cucina! Credo che saranno in tanti a varcare la soglia di questa nuova panetteria speciale, aperta al pubblico tutti i giorni, dalle 8,00 alle ore 13,00.
A domani.
Mario

martedì, novembre 27, 2018

ORA LEGALE TUTTO L’ANNO IN EUROPA? DOPO IL REFERENDUM FAVOREVOLE, ORA SI FRENA: IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO U.E., “NON AVVERRÀ NEL 2019”.


Oristano 27 Novembre 2018
Cari amici,
A volte le cose che sembrano fatte, all’improvviso prima frenano e poi si impantanano. È successo così anche per l’adozione dell’ora legale valida “tutto l’anno”, che l’Europa aveva ipotizzato di far applicare quanto prima ai Paesi aderenti. Su quest’argomento ho già avuto modo di esprimermi in data 9 Settembre 2018, con un post su questo blog che riportava la notizia del Referendum indetto dall’UE per capire se negli Stati membri c’era gradimento o meno sul mantenimento in tutto l’arco dell’anno dell’ora legale. Chi è curioso può andare a leggere quanto scrissi cliccando sul link che riporto: http://amicomario.blogspot.com/2018/09/ora-legale-leuropa-suggerisce-di.html.
A premere sull’adozione senza cambiamenti dell’orario legale erano stati per primi i Paesi del Nord Europa, ai quali si erano subito aggiunti quelli della fascia Baltica, seriamente preoccupati delle conseguenze che il cambio annuale crea nelle persone; erano proprio i motivi di sanità pubblica, a partire dai seri disturbi del sonno, più che quelli del risparmio energetico, a spingere questi Paesi ad inoltrare la richiesta. L’U.E., come ricordato nel post prima indicato, fece partire un sondaggio che ebbe uno quantità impressionante di Si.
A questo punto L’UE non poteva certo ignorare i risultati del sondaggio, espresso con ben 4,6 milioni di voti, il numero più alto mai avuto da una consultazione pubblica UE. Tutti, a questo punto, si aspettavano che venisse fatta partire la procedura necessaria per mettere in condizioni i Paesi membri di adeguarsi e deliberare in proposito. Alla fine di Ottobre, invece, a sorpresa iniziano ad apparire i primi “distinguo”.
A rompere il ghiaccio è stata l’Austria, Paese a cui dal 1 Luglio spetta la Presidenza del Consiglio dell’UE, che, con un improvviso colpo di freni, ha dichiarato: “Non avverrà nel 2019”. Anche il Ministro dei Trasporti di Vienna, Norbert Hofer, ha dichiarato convinto: “Non sarà sostenuto dalla maggioranza degli Stati membri; serve più tempo ad alcuni settori, quali il trasporto aereo”.
In realtà il Governo di Vienna fa capire di non essere contrario – in linea di principio ad accettare in perpetuo l’ora legale, con l’abolizione del continuo passaggio ora solare-ora legale e viceversa, ma di essere abbastanza preoccupato per le conseguenze che un simile cambiamento comporta. “In alcuni settori – sostiene Hofer – si renderanno necessari preparativi tecnici, come nel caso del settore del trasporti aereo. Le compagnie aeree ci dicono che hanno bisogno di almeno 18 mesi per prepararsi”.
Spesso, amici, cambiare è un po’ “morire” e per “risorgere” non bastano certo 3 giorni! Nel caso delle Compagnie aeree, per esempio, cambiare orari vuol dire ridefinire tutto il mercato che vi ruota intorno, dagli slot alle fasce orarie di decollo e di atterraggio. Insomma, già solo per il mondo dell’aviazione civile, abolire il doppio cambio dell’ora nel prossimo anno non è qualcosa di immediatamente fattibile.
Ai dubbi posti dall’Austria si sono aggiunti quelli della Danimarca. Anche il Ministro danese Ole Birk Olesen ritiene troppa frettolosa l’iniziativa del team di Juncker. “Abbiamo bisogno di un dibattito pubblico approfondito su questo. Abbiamo bisogno di più tempo per avere la posizione danese sul cambio”, ha sostenuto. Insomma, a detta di alcuni Stati membri tutto questo cambiamento rischia di essere un pasticcio.
È sempre così: tra il dire e il fare c’è sempre di mezzo il mare! Allora, per evitare navigazioni perigliose, per ora l’abolizione del doppio cambio dell’ora può attendere. La diatriba tra la Commissione europea di Juncker, pronta a far entrare subito in vigore l’ora legale perpetua a partire dal 2019, e la Presidenza (austriaca) del Consiglio Ue che chiede tempi ben più lunghi, è appena cominciata. Lo stop posto al team di Juncker dall’Austria appare forte e chiaro: “Se si intende farlo nel 2019, come suggerito dalla Commissione, questo non sarà sostenuto dalla maggioranza degli Stati membri”, come ha messo in chiaro il Ministro austriaco dei trasporti, Norbert Hofer, in occasione della riunione informale del Consiglio Ambiente e Trasporti a Graz, in Austria.
Cari amici, penso anch’io che la fretta è sempre stata una cattiva consigliera. La preoccupazione della Presidenza austriaca, che vorrebbe evitare cambiamenti frettolosi, appare giustificata. “Dobbiamo stare attenti a non finire con un mosaico di fusi orari in tutta Europa”, è stato ribadito.
Insomma, il sunto della diatriba è questo: si può certamente entrare nell’ordine di idee di abolire il doppio cambio dell’ora mantenendo l’ora legale tutto l’anno, se questo può essere ritenuto necessario, ma “il cambio” deve essere opportunamente predisposto, consentendo i tempi tecnici giusti, senza creare caos o danni. Nel caso in parola, sostiene l’Austria, potrebbe essere fatto partire magari nel 2021, in questo caso ci sarebbe tutto il tempo per prepararsi.
Amici, non dimentichiamo un particolare: in Primavera in Europa ci saranno le elezioni; cosa succederà con i nuovi eletti? Chissà!
A domani.
Mario
                                                   Salvador Dalì, orologi sciolti