venerdì, febbraio 23, 2024

EVITIAMO DI CADERE NELL'OVERTHINKING, OVVERO IN QUELL’ERRATO NOSTRO COMPORTAMENTO CHE CI PORTA A “RIMUGINARE” I PENSIERI NEGATIVI.


Oristano 23 febbraio 2024

Cari amici,

La specie umana, a differenza delle altre specie animali, possiede una capacità straordinaria: quella di “PENSARE”! È questa indubbiamente una grande dote, che il nostro cervello ha acquisito con l’evoluzione, e che ha creato nella specie umana la possibilità di produrre pensieri complessi e avanzate attività mentali, che consentono di acquisire ed elaborare informazioni, risolvere problemi, riuscendo così a migliorare la nostra vita. Pensare è una capacità sicuramente straordinaria, che, però, come tutte le capacità, se utilizzate in modo eccessivo, crea una situazione di super lavoro al nostro cervello, facendolo uscire dalla normalità.

Questo sovraccarico di pensieri, questo accavallamento di informazioni, crea purtroppo una vera e propria confusione mentale che gli studiosi, con un termine inglese, hanno definito OVERTHINKING. Un termine che, tradotto letteralmente in italiano, significherebbe “pensare troppo”, ma che, più realisticamente, viene definito “ruminazione mentale”, in quanto sta ad indicare in tante persone la tendenza a rimuginare i pensieri negativi e le difficoltà incontrate; un modo (sbagliato) di rimestare i pensieri che continuano, più e più volte, a martellare il cervello.

Questo continuo pensare e ripensare è una pessima abitudine, in quanto anziché contribuire a trovare una possibile soluzione alle problematiche, non fa altro che ingigantire le difficoltà che ci turbano. Continuare a rimuginare il problema, crea un pericoloso caos nella mente, logorando di conseguenza anche il corpo, con stati di ansia, stress e difficoltà, impedendo così la necessaria concentrazione; in questo modo la persona diventa più fragile e confusa. Cosa fare, allora, per cercare di restare lucidi e poter così gestire al meglio i momenti difficili, senza entrare nel caos mentale che l’Overthinking ci crea?

Intanto è necessario partire dal presupposto che le donne e gli uomini entrano in Overthinking in modo diverso. Le problematiche che affollano in eccesso il nostro cervello vengono vissute ed elaborate dai due sessi in modo diverso, nel senso che è differente il modo in cui donne e uomini affrontano la vita emotiva e le difficoltà del quotidiano. Problemi e vulnerabilità che vengono vissute in modo differente, per cui la scienza cerca di trovare soluzioni appropriate, per intervenire nel modo migliore e suggerire i percorsi specifici da far seguire per superare l’Overthinking.

Per liberarsi da questo male sono allo studio diverse tecniche e pratiche, che possono essere messe in atto per alleggerire il peso dei pensieri negativi e ritrovare il giusto equilibrio. Spesso c’è la necessità di fare una pausa per rallentare l’incessante ruminare della mente. Darsi una pausa e utilizzare delle soluzioni semplici sono il giusto rimedio, cercando innanzitutto di interrompere quell’angoscia, quella frustrazione che il continuo pensare e rimuginare ci crea. Con la calma, con il nostro atteggiamento positivo, possiamo ritrovare quella serenità andata perduta. Ecco, per cominciare, alcune, semplici soluzioni che gli studiosi consigliano.

Il primo consiglio è quello di “Imparare a rilassarsi”. Iniziamo a fermare il ciclo continuo dei pensieri negativi utilizzando le tecniche di rilassamento. Ogni attività o svago che ci consente di "staccare la mente" dai pensieri negativi va bene. Ecco alcuni esempi: Uscire a fare una passeggiata, magari con un amico sincero, magari in un giardino alberato dove respirare a pieni polmoni, oppure praticare una seduta di yoga, divertirsi a cucinare la ricetta preferita, leggere, scrivere o ascoltare musica. Ovviamente ognuno di noi sceglierà ciò che maggiormente lo gratifica.

Il secondo è praticare la “MINDFULNESS”, esercizio che consente di raggiungere la giusta consapevolezza di sé e dei propri pensieri, senza giudicarsi, cosa che aiuta a uscire dal loop del pensare troppo. La consapevolezza non è una soluzione rapida e facile, tuttavia la pratica regolare aiuta a diventare più “consapevolmente responsabili”, scartando il bombardamento dei pensieri negativi e concentrandosi, invece, su quelli utili. La mente inizierà ad alleggerirsi e, sgombra dalle negatività, inizierà a far tornare il sorriso.

Il terzo consiglio è quello di “Dare il giusto peso ai problemi che ci assillano”. Con grande lucidità bisogna affrontare quanto ci troviamo davanti: se il problema e senza soluzione, inutile perdere tempo a preoccuparsene, mentre se una soluzione esiste, bisogna trovarla e risolvere il problema. È qui che gioca il suo ruolo la consapevolezza: se non c’è soluzione, inutile preoccuparsi, non ne vale la pena, se la soluzione, invece, esiste, va cercata e affrontata nella maniera migliore.

Un ultimo consiglio è quello di “Non tenersi il groppo della preoccupazione dentro di noi”. Allora parliamone con chi ci sta vicino in vera amicizia, confidiamoci con un amico sincero. Aprirsi agli altri è come dividere il peso del problema: un amico farà di tutto per confortarci e aiutarci a trovare la giusta soluzione, se il problema è risolvibile, altrimenti ci aiuterà a farci capire che non vale, comunque, la pena di angosciarci. Ecco perché, confidarci con un amico, anche solo per ottenere un'opinione esterna alla nostra, può aiutarci a metabolizzare il marasma dei problemi che in quel momento ci assillano.

A domani.

Mario

 

giovedì, febbraio 22, 2024

ITALIA: CONTINUA A SALIRE LA PERICOLOSA MONTAGNA DEL DEBITO PUBBLICO. NEL 2023 SI È INNALZATA DI ULTERIORI 105 MILIARDI DI EURO…

 


Oristano 22 febbraio 2024

Cari amici,

Secondo quanto comunicato dalla Banca d'Italia, relativamente al 2023, il DEBITO PUBBLICO ITALIANO è continuato a salire. Al 31 dicembre 2023 aveva raggiunto la cifra di 2.863 miliardi di euro, in aumento  di circa 2.855 miliardi rispetto all’inizio del mese; l'incremento mensile è stato, quindi, di quasi 8 miliardi di euro. Calcolato, rispetto ai dati di inizio anno, (che era di circa 2.758 miliardi di euro) il debito pubblico è cresciuto nel solo 2023, di oltre 105 miliardi. Un dato che indubbiamente fa riflettere.

Per meglio chiarire, il debito pubblico (o debito delle amministrazioni pubbliche) è costituito dalle esposizioni di uno Stato e di altri soggetti pubblici nei confronti di altri soggetti economici. I creditori possono essere nazionali o esteri e possono essere individui, imprese, banche o Stati esteri. In Italia viene diffuso dalla Banca d'Italia. attraverso il  supplemento "Finanza pubblica, fabbisogno e debito" e viene annunciato con circa un mese e mezzo di delay (quindi a metà marzo, per esempio, viene comunicato il debito pubblico di gennaio).

Amici, per valutare compitamente l'entità e l’importanza di questa esposizione dello Stato, di norma il debito viene messo a confronto con la globale ricchezza economica della nazione di riferimento (il PIL, il Prodotto Interno Lordo di una nazione), oltre che metterlo a confronto con le altre esposizioni debitorie delle altre nazioni economicamente in stretto rapporto, nel nostro caso “nazioni europee”, essendo tutte parte integrande dell’Unione Europea.

La montagna del nostro debito pubblico, dunque, continua a salire paurosamente, appesantendo la situazione precedente che di certo era già poco felice. L’aumento record del 2023, di oltre 105 miliardi di euro, è derivato: per circa 89,2 miliardi dal fabbisogno dello stato, poi vi hanno concorso anche l'aumento delle disponibilità liquide del Tesoro, per 6,5 miliardi e il complesso tra scarti di emissione, rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e la variazione dei tassi di cambio per altri 9,6 miliardi. Indubbiamente c’è da dire che l’ammontare del debito non è di certo un bel dato.

L'Italia, dunque, continua ad indebitarsi a ritmi alquanto elevati. In media, quasi 9 miliardi al mese. Tra l'altro, rapportando il debito pubblico di dicembre al valore nominale del PIL, otteniamo un 140,8%, che è superiore all'obiettivo del 140,2% indicato dal governo nella Nota di Aggiornamento al DEF del settembre scorso, seppure in calo dal 141,7% del 2022. Per fortuna lo spread è sceso ai minimi da due anni, aggirandosi attorno ai 150 punti base. E anche se i rendimenti dei BTp sono risaliti dai minimi toccati a fine dicembre, restano ben sotto i massimi dell'ottobre scorso. La spesa per interessi, in prospettiva, sarà alleggerita rispetto alle previsioni più cupe dei mesi passati.

Amici, la situazione comunque non appare molto tranquilla e le “Famiglie e gli investitori stranieri” tengono i riflettori puntati. Quanto ai BTP, le famiglie italiane, nei primi undici mesi dell’anno ne hanno acquistato 120,905 miliardi, anche se a novembre, per la prima volta, ne hanno anche venduto, per un controvalore di 2,076 miliardi. Ora hanno in portafoglio oltre 320 miliardi di bond del Tesoro, il 13,46% del totale in circolazione. Ad ottobre, la percentuale era appena leggermente superiore, al 13,49%. A fine 2021, prima del boom dei rendimenti e della conseguente corsa all'acquisto dei BTp, le famiglie ne possedevano appena il 6,39%.

Anche gli investitori stranieri hanno rireso a comprare BTP alla fine dello scorso anno. A novembre, hanno effettuato acquisti netti per 6,159 miliardi e nei primi undici mesi per 37,399 miliardi. Mettendo assieme quest'ultimo dato con quello relativo alle famiglie, otteniamo che la somma dei loro acquisti è stata pari al 150% dell'aumento del debito pubblico nell'intero 2023 e di oltre il 160% al 30 novembre scorso. Ecco spiegato il calo dello spread, pur a fronte di uno stock che non accenna a frenare la crescita.

Cari amici, considerato che è assolutamente necessario cercare di diminuire l’esposizione, si può operare di anno in anno ottenendo “avanzi primari” (attraverso l'aumento delle entrate fiscali o di tagli alla spesa pubblica), anche se questo potrebbe essere più un danno che un guadagno. Una delle proposte (ma, per ora, non prese in considerazione dai “Paesi forti” dell’UE, come la Germania) che aiuterebbe non poco il nostro pesante debito pubblico è quella della creazione di un “European Safe Asset”, ovvero di un titolo europeo privo di rischio in sostituzione dei debiti nazionali dei Paesi facenti parte dell’UE. I bassi interessi su questi titoli privi di rischio aiuterebbe non poco i Paesi deboli come l’Italia. Chissà, però, se mai si riuscirà a percorrere questa strada!

A domani.

Mario

mercoledì, febbraio 21, 2024

UN SAPORITO “PIATTO SARDO CASALINGO”, SFIZIOSO E VELOCE DA PREPARARE: PANE CARASAU CON CARCIOFI E FORMAGGIO AL FORNO.


Oristano 21 febbraio 2023

Cari amici,

Credo che sia capitato un po’ a tutti di ricevere all’improvviso la visita di amici particolarmente “di casa”, che, con grande confidenza, chiacchiera dopo chiacchiera sono rimasti con noi fino all'ora del pranzo o della cena. A quel punto risulta davvero difficile, data l'amicizia, lasciarli andare via, quindi si insiste per mangiare insieme. L’ospitalità dei sardi praticamente ce lo impone, in quanto l’ospitalità fa proprio parte del nostro DNA! In questi casi può anche succedere che la padrona di casa non abbia sotto mano e a disposizione quanto necessario per servire una cena tradizionale, e allora risulta necessario ricorrere alla fantasia, che, come ben sappiamo, alla donna sarda proprio non manca!

In casi come questi, si può fare comunque una gran bella figura preparando (praticamente in poco più di un’ora), un piatto tradizionale eccellente, come una “TEGLIA AL FORNO DI PANE CARASAU CON CARCIOFI E FORMAGGIO”. In questo periodo invernale tra l’altro è l’ideale: è presente il nostro saporito carciofo spinoso, oltre al nostro formaggio dolce (vaccino o pecorino dipende dai gusti) e al pane carasau (che non manca mai in dispensa), ingredienti che possono, insieme, creare ricette capaci di soddisfare deliziosamente qualsiasi palato!  Ecco dunque, sapendovi curiosi, riepilogata questa antica ricetta che riesce sempre ad ammaliare chi la gusta!

INGREDIENTI PER 4 PERSONE. 5/6 CARCIOFI DI PRIMO TAGLIO, 300 G DI PANE CARASAU, 500 G DI DOLCE DI ARBOREA, 100 G DI PARMIGIANO REGGIANO GRATTUGIATO, 1 SPICCHIO D’AGLIO, UN LIMONE, 50 G DI BURRO, OLIO EVO E SALE QB, QUALCHE FOGLIA DI BALISICO.

PREPARAZIONE. Per prima cosa preparate i carciofi, eliminando tutte le foglie dure, pulendoli anche all’interno dalla peluria e ricavando delle strisce sottili con una lama ben affilata; strisce di carciofo che immergerete subito in una bacinella con acqua e limone per evitare che si anneriscano. Al termine prendete una padella coprite con un filo d’olio e dopo aver rosolato uno spicchio d’aglio schiacciato, soffriggerete le strisce di carciofo che avrete tolto dalla bacinella e prima asciugato con della carta da cucina, aggiungendo il sale necessario. Al termine, togliete dal fuoco e tenete da parte qualche fettina per completare la preparazione.

Dopo aver messo dell’acqua a bollire, preparate la teglia (la consiglio rettangolare di misura approssimativa 20X30) e imburratela nel fondo. Prendete, un pezzo alla volta, del  pane Carasau e quando l’acqua bolle tuffatelo per 1/2 minuti in acqua ammorbidendolo. Prendete ora un foglio ammorbidito e poggiatelo per bene sul fondo della teglia. Coprite il Carasau con delle sottili fettine di dolce di Arborea, cospargendo anche con del Parmigiano grattugiato. Sopra distribuite ora per bene le fettine di carciofo e qualche foglia di basilico. Al termine del primo strato, ripetete l’operazione nello stesso modo, ripartendo da un altro strato di pane Carasau (di norma si arriva a tre strati).

Siete quasi arrivati al termine. Coprite ora il tutto con un ulteriore foglio di Carasau ammorbidito sul quale metterete ancora delle fettine di dolce di Arborea, le listarelle di carciofo prima messe da parte e coprendo con una bella spolverata di parmigiano grattugiato. La teglia è ora pronta per essere infornata a 200° per circa 20 minuti. Al termine, lasciate raffreddare, servendo però ben caldo il gustoso piatto! Sicuramente i Vostri ospiti apprezzeranno non poco, e, ancora meglio se accompagnerete con un NIEDDERA ROSE’ fresco e sapido! Buon appetito!

A domani, cari lettori.

Mario

martedì, febbraio 20, 2024

L'IMPORTANZA DELL’INCLUSIONE DELLA FRUTTA SECCA NELLA NOSTRA DIETA. ECCO I BENEFICI, PER IL NOSTRO ORGANISMO, FORNITI DAL SUO CONSUMO.


Oristano febbraio 2024

Cari amici,

La “FRUTTA SECCA” (come mandorle, arachidi, pistacchi, pinoli noci, nocciole, etc.) oltre ad essere una buona fonte di proteine vegetali, grassi insaturi, fibre, vitamine, minerali e composti antiossidanti, è in grado di migliorare la qualità della nostra dieta, in quanto, è dimostrato dalle numerose ricerche, consumata abitualmente svolge un importante ruolo positivo per la nostra salute. Ebbene, oggi voglio parlarvi in particolare delle “NOCI”, in quanto sono cariche di energia, di fibre, di grassi sani, di vitamine e minerali, con grandi proprietà antiossidanti.

Le “NOCI” sono davvero un prodotto della natura meraviglioso, ricco di Omega 3, che aiuta l’organismo a tenere sotto controllo la glicemia, la pressione sanguigna, ed a prevenire altre malattie; disturbi che vanno dal miglioramento della funzione cerebrale a quella della salute intestinale, contribuendo anche al controllo della fame, grazie al suo benefico effetto sulla sazietà. Tutte queste qualità consigliano tutti noi adulti ad includere le noci nella nostra “dieta equilibrata”, ovviamente in quantità controllata.

Amici, vediamo meglio, insieme, “Che cosa rende le noci così interessanti per la nostra salute”. I frutti a guscio sono ormai uno dei punti di forza della nostra dieta mediterranea, e, ormai da anni, sono sotto la lente d’ingrandimento degli scienziati della nutrizione. Le noci in particolare, fra tutti i tipi di frutta a guscio, sono quelle che danno un maggior contributo alla composizione di una dieta salutare. Ecco, visti in dettaglio, i 7 (sette) principali benefici per la salute che derivano dal regolare consumo di noci e quali sono le loro caratteristiche nutrizionali più interessanti.

Il consumo regolare di noci aiuta a prevenire i tumori. Si, un recente studio, condotto su cavie da laboratorio, ha messo in evidenza che le noci possono aiutare a prevenire il cancro alla prostata e il tumore al seno. Le cavie che avevano ricevuto 4 noci intere al giorno per 18 settimane hanno registrato una riduzione nella crescita del tumore rispetto a quelle a cui, invece, veniva somministrata una dieta differente. In questo senso, le noci hanno dimostrato di risultare di aiuto in caso di tumore.

Un consumo regolare di noci aiuta a rafforzare la salute del cuore. L’organismo che riceve con regolarità l’apporto nutritivo delle noci, ne ricava dei notevoli benefici per la salvaguardia della salute del cuore. Le noci sono una varietà di frutta secca che, essendo ricca di amminoacidi e di arginina, contribuiscono in modo eccellente e perfetto a migliorare la salute delle persone che hanno problemi di natura cardiovascolare.

Mangiare con regolarità la giusta porzione di noci significa introdurre nell’organismo delle sostanze che sono un ottimo antinfiammatorio naturale. Le noci, infatti, sono ricche di Omega 3, per cui la loro composizione le rende eccellenti per il controllo della glicemia e della pressione sanguigna, oltre che contribuire alla prevenzione delle altre malattie, come migliorare la funzione cerebrale, la salute intestinale e il controllo della fame, grazie al suo effetto sulla sazietà. Le noci, inoltre, aiutano anche a prevenire la formazione di coaguli sanguigni, quindi migliorano la circolazione sanguigna.

Che dire, poi, delle eccellenti proprietà antiossidanti delle noci? Le noci apportano una grande quantità di antiossidanti. Grazie ai polifenoli e alla lipoproteina che contengono, sono la migliore alternativa tra le diverse varietà di frutta secca. Il consiglio che viene dato dagli esperti è quello di non esitare ad includere le noci nella nostra dieta, perché si tratta di un alimento nutriente che apporta benefici incredibili al nostro organismo!

Le noci: un ingrediente eccellente per il cervello! Le noci contengono composti neuro protettori, come la vitamina E, l’acido folico, la melatonina, gli acidi grassi Omega 3 e gli antiossidanti. Diversi studi hanno dimostrato che il consumo di noci aiuta a ridurre la vulnerabilità allo stress ossidativo che si verifica durante il processo di invecchiamento. Inoltre, le noci possono costituire un ottimo antidoto contro l’Alzheimer.

Le noci sono un ottimo alleato per combattere il diabete di tipo 2. Gli studi hanno dimostrato che il consumo di noci aiuta le persone affette da diabete di tipo 2. I grassi sani delle noci aiutano a regolare i parametri metabolici nei pazienti diabetici, riducendo in maniera significativa i livelli di insulina a digiuno. Per chi ha, dunque, il diabete di tipo 2, risulta importante includere nella propria dieta il consumo regolare di alcune noci al giorno, che aiuteranno a controllare i livelli di zucchero nel sangue.

Vuoi anche riposare con tranquilla serenità? Allora includi nella tua dieta le noci. Esse favoriscono il riposo notturno in quanto contengono melatonina, un antiossidante che aiuta a conciliare il sonno e che riesce a favorire, con maggior facilità, un riposo sereno e continuativo per tutta la notte. Riposare in maniera adeguata, infatti, aiuta non poco la nostra salute, che, per affrontare al meglio la giornata, necessita di un adeguato riposo notturno.

Cari amici, sicuramente nelle recenti festività abbiamo consumato della frutta secca e, magari, proprio noci in particolare! Ebbene, il mio consiglio è quello di introdurle con regolarità nella dieta quotidiana! Certo senza esagerare, nel senso che basta mangiare 5-6 noci di media dimensione al giorno, ed il loro beneficio sarà certamente assicurato!

 A domani.

Mario

lunedì, febbraio 19, 2024

LA “CHIROPRATICA”: UN METODO PER CURARE I PROBLEMI COME LA SCIATICA, CHE COLPISCE LA NOSTRA COLONNA VERTEBRALE. È UN RIMEDIO CHE FUNZIONA?


Oristano 19 febbraio 2024

Cari amici,

Che uno dei principali problemi dell’avanzare dell’età, sia l’invecchiamento dei nostri organi è cosa ben nota, ma di certo uno degli organi interessati più importanti è la colonna vertebrale, che sopporta per lunghi anni tutto il peso del nostro corpo. I disturbi della colonna vertebrale rivestono una particolare importanza in quanto all’interno degli anelli della nostra schiena è presente il sistema nervoso centrale, vero grande motore del nostro corpo. La colonna vertebrale e il sistema nervoso centrale sono profondamente connessi, tanto che il midollo spinale collega il cervello a tutte le nostre innervazioni periferiche.

Col passare degli anni, considerato il costante lavoro e il peso sostenuto, la nostra colonna vertebrale inizia a manifestare dei problemi di cedimento, che si rivela con un fastidioso mal di schiena o una cervicalgia. Intervenire quanto prima per migliorare lo stato della colonna risulta quindi necessario, in modo tale da poter garantire il buon funzionamento di tutto l’organismo. La medicina tradizionale ha cercato di di combattere questi mali con antidolorifici, che però spesso si sono rivelati poco efficaci.

Già alla fine dell’Ottocento, però, negli USA a Davenport, nello Stato dello Iowa, iniziò a prendere piede una tecnica di manipolazione della schiena, definita “CHIROPRATICA”, ovvero una tecnica di manipolazione della schiena; era una metodica non ufficiale, usata a sostegno della medicina ‘ufficiale’, allora alquanto scarsa e molto arretrata, tanto che faceva uso di pratiche come il salasso. Pioniere del nuovo modo di cercare di curare i mali della schiena fu uno pseudo-scienziato canadese Daniel David Palmer, considerato il fondatore della chiropratica.

La CHIROPRATICA, che deve il suo nome a due parole greche: “cheir”, mano, e “praxis”, azione, col passare del tempo è entrata a far parte delle discipline mediche, (questa professione sanitaria è stata riconosciuta ufficialmente in Italia dal 2008), e la sua particolarità consiste nell’utilizzo delle tecniche manuali per individuare e rimuovere i problemi derivati dalle anomalie presentate dalla colonna vertebrale chiamate sublussazioni vertebrali. Oggi la chiropratica è una scienza moderna della salute e del benessere naturale, tanto che negli USA è la terza professione sanitaria primaria, dopo quella del medico e dell’odontoiatra.

Amici, la chiropratica fonda i propri principi sull'idea che un'azione mirata sulla colonna vertebrale migliori la funzionalità del sistema nervoso e, conseguentemente, la salute della persona. Secondo i suoi sostenitori, la chiropratica gioverebbe in caso di: mal di schiena, dolore al collo, asma, fibromialgia, dolore alla spalla, sciatalgia, allergie, mal di testa, emicrania, coliche neonatali, dolori agli arti inferiori ecc., mentre secondo la scienza, sarebbe efficace soltanto in presenza di lombalgia (ossia dolore alla parte inferiore della schiena)

Come la gran parte dei rimedi per i nostri mali, la chiropratica non è esente da possibili effetti avversi e complicazioni. Gli effetti avversi sono abbastanza comuni, ma non rappresentano una problematica clinicamente rilevante. La chiropratica non prevede l'utilizzo di farmaci o strumentazioni medicali. Vediamo chi sono i soggetti che eseguono la chiropratica.  Il chiropratico è una figura professionale con un'abilitazione specifica in chiropratica. Un italiano, per ottenere un'abilitazione in chiropratica riconosciuta a livello internazionale, deve recarsi in quei Paesi Esteri, come gli Stati Uniti, il Canada, l'Australia, il Regno Unito ecc., in cui esiste una corso di laurea specifica in chiropratica.

La manipolazione della colonna vertebrale è alla base della chiropratica e dei suoi effetti benefici. Tuttavia, secondo molti chiropratici, un aiuto al benessere della persona deriverebbe anche dalla combinazione tra la suddetta manipolazione e una dieta adeguata, esercizio fisico costante e l'adozione di uno stile di vita sano. Un chiropratico effettua un trattamento che, in genere, si suddivide in un ciclo di almeno 10 sedute. Nella prima seduta avviene il colloquio conoscitivo, durante il quale il chiropratico indaga sullo stato di salute del paziente ed esegue una sorta di anamnesi medica. Tale colloquio ha un'importanza fondamentale, in quanto permette al terapeuta di stabilire su quali punti della colonna vertebrale è bene agire, per essere di beneficio al paziente.

Amici, sorge spontanea una domanda: La Chiropratica funziona davvero? Da anni la chiropratica è oggetto di indagini scientifiche, volte a dimostrarne la sua effettiva efficacia terapeutica. Attualmente, la scienza ha evidenziato che la chiropratica: 1-Giova sicuramente alle persone che soffrono di lombalgia, specie se è associata ai trattamenti di medicina tradizionale (antidolorifici, fisioterapia ecc.); 2-Potrebbe avere un effetto benefico in presenza di condizioni quali l'emicrania, il mal di testa, la spalla congelata, i dolori acuti alla schiena, i dolori acuti al collo, l'artrosi dell'anca, l'artrosi del ginocchio, il gomito del tennista e il dolore al cingolo scapolare.

Ebbene, CARI AMICI, nonostante le conclusioni della scienza, il dibattito tra chi sostiene l’efficacia della chiropratica e chi invece ne sminuisce il potere terapeutico, continua!

A domani.

Mario

domenica, febbraio 18, 2024

NELLA VITA “L'AMICIZIA” è IL SENTIMENTO PRINCIPE, MA DOBBIAMO STARE ATTENTI A QUELLA FALSA, A QUELLA TOSSICA, DI CONVENIENZA.


Oristano 18 febbraio 2024

Cari amici,

L'AMICIZIA è certamente uno dei sentimenti più nobili che esiste al mondo. Seppure differente dall’amore, in quanto non strettamente legato all’aspetto sensuale e passionale, è un legame forte, intenso, che funziona in modo perfettamente paritario, senza pretendere niente in cambio in quanto ricambiato con la stessa moneta. Questa, però, è l’amicizia vera, senza secondi fini, senza scopi reconditi, altrimenti entriamo nel campo delle “false amicizie”, quelle di convenienza, che sono, però, destinate a cadere alla prima occasione, nel senso che si sciolgono come neve al sole.

Un “amico vero” è quello che c’è sempre, nella buona e nella cattiva sorte, che mai ti abbandona; se cadi lui è al tuo fianco, pronto a rialzarti. Un vero amico - o amica - è sempre disponibile, pronto ad ascoltarti, così come lo sei tu, se lui ti cerca! Un amico è sempre pronto, in qualsiasi situazione, magari solo per una semplice chiacchierata oppure per confortarti in un serio momento di difficoltà. Tu ci sei per lui, come Lui c’è per te.  Un vero amico sarà sempre al tuo fianco se piove o se c’è il sole! Mark Twain, il famoso scrittore americano, sosteneva che “Il ruolo di un amico è quello di essere al tuo fianco in particolare quando sbagli, perché chiunque sarà accanto a te quando hai ragione”.

Si, cari lettori, l’amicizia è uno dei sentimenti più importanti che l’uomo può provare; l’amico ci fa sentire meno soli, più accettati e compresi. Questa, però, è l’amicizia vera, purtroppo rara, in quanto la realtà è fatta di tante false amicizie, finte e interessate. Troppo spesso l’amicizia viene millantata, in quanto questi “finti-amici, ci utilizzano per mero interesse, per manipolarci, per usarci a loro favore. Sono relazioni pericolose, che ci fanno star male, in quanto in realtà ci manipolano e ci sfruttano. Sono meglio definite “AMICIZIE TOSSICHE”, che lasciano l’amaro in bocca, in quanto ci deludono e ci avviliscono.

Allora, amici, impariamo a difenderci da queste pericolose amicizie, cercando di trovare il sistema per riconoscerle. Come, dunque, riconoscere queste pseudo amicizie da cui bisogna tenersi alla larga per non cadere nella trappola della delusione? Secondo l'opinione della psicoterapeuta Barbara Fabbroni, sono in particolare cinque le forme di amicizia tossica che è meglio evitare o, se esistenti, cancellare. Sono amicizie millantate da persone che per noi sono solo fonte di stress e sofferenza, e questo dovrebbe metterci in guardia. Partendo dal presupposto che nell’amicizia la sincerità e l’autenticità sono la strategia vincente, che anche nell’amicizia non si può essere sempre d’accordo, che l’amicizia vera deve seguire l’evoluzione così come succede a noi, giorno dopo giorno, adattandoci alle nuove situazioni, ecco elencati dalla psicoterapeuta Barbara Fabbroni le cinque forma di “amicizia tossica” che dovremmo evitare di instaurare, o – nel caso ci fossimo accorti successivamente – da eliminare nel più breve tempo possibile.

La prima forma tossica è L’amicizia deludente, ovvero quella che ci fa provare delusione, in quanto è un’amicizia che promette e non mantiene e realizza nulla. La prima conseguenza è che ci sentiremo sempre soli e non sostenuti. La seconda è L’amicizia traditrice seriale della nostra fiducia. Mai raccontarle un segreto, perché durerebbe meno dello spazio di un mattino. La terza è l’amicizia che prende senza dare, nel senso che approfitta sempre di noi prendendo sempre, ma senza dare nulla in cambio. Non restituirà mai nulla di ciò che ha avuto. La quarta è L’amicizia di chi si considera ‘il centro del mondo’ e di tutto ciò che gli ruota intorno. Pretende che gli altri siano sempre a sua disposizione, senza essere mai disponibile per gli altri. La quinta è L’amicizia che ci pretende come “amico-psicologo sempre a disposizione”, chiedendoci sempre di risolverle ogni problema emotivo e non solo.

Cari amici, nel consigliarvi di vagliare sempre con grande attenzione le amicizie, scartando senza pensarci troppo quelle non sincere, ovvero quelle tossiche, voglio chiudere questa riflessione con una massima del grande Buddha: “Un amico che credevi sincero ma non lo era, fa più paura di una bestia selvaggia; una bestia selvaggia può ferire il tuo corpo, ma un amico falso ti ferisce nell’anima”.

A domani.

Mario