sabato, settembre 24, 2022

LA RUCOLA, UNA CRUCIFERA DALLE MILLE PROPRIETÀ, CHE NEI TEMPI ANTICHI ERA USATA ANCHE COME AFRODISIACO E PER COMBATTERE L'IMPOTENZA.


Oristano 24 settembre 2022

Cari amici,

La “RUCOLA”, il cui nome scientifico è Eruca Sativa Mill, è un vegetale della famiglia delle Crucifere; nota anche come rughetta, oltre che spontanea viene da tempo anche coltivata. Quella ‘selvatica’, ha un sapore più deciso rispetto a quella coltivata, con la foglia più dura e scura e con una crescita molto rapida. Originaria dell'area del bacino del Mediterraneo e dell'Asia centro-occidentale, è oggi coltivata anche in altre parti del mondo. Cresce fino agli 800 m s.l.m., in terreni fertili e sabbiosi.

La rucola era alquanto utilizzata nell’antichità. Diffusissima nell’antica Roma era praticamente venerata dai Romani, che la consideravano protettiva dello stomaco e un ottimo diuretico, analogamente al carciofo. Però, una delle sue più ricercate proprietà era quella afrodisiaca! Era, infatti, dedicata a Priapo, dio mitologico simbolo di fertilità e virilità. In quei tempi la rucola era assunta per migliorare le prestazioni sessuali, e, in particolare, sotto forma di decotto, era usata per combattere l’impotenza.

Nel Medioevo, invece, la fama “AFRODISIACA” che l'accompagnava ne proibiva la coltivazione nei monasteri. In realtà, la sua fama di migliorare la virilità non era una credenza infondata. Di recente i ricercatori del Dipartimento di Scienze farmacologiche dell’Università di Milano e quelli di Scienze farmaceutiche dell’Università di Bologna, hanno effettuato degli studi per verificare l’efficacia della rucola come eccitante sessuale. I test hanno dimostrato che alcuni componenti della rucola erano capaci di inibire l’attività di un enzima, la Fosfodiesterasi-5, determinante nella perdita dell’erezione, dimostrando quindi come la rucola sia una delle specie più efficaci nell’inibizione di questo enzima.

Amici, la preziosa rucola è ricca di vitamine, di minerali e soprattutto di tanta acqua, oltre ad avere un buon contenuto di fibre, mentre risulta basso il contenuto di grassi e carboidrati; insomma, un mix che è in grado di regalarci tantissimi benefici. Povera di calorie (solo 25 ogni 100 grammi), fonte di vitamina C, ricca di acido folico (utile per le donne in gravidanza) ha numerose proprietà benefiche. Ad esempio, stimola l’appetito, è indicata per chi soffre di influenza grazie al suo apporto di minerali e vitamina C, ha notevoli proprietà diuretiche ed è ideale per disintossicare il fegato. Inoltre, la rucola è una vera e propria amica delle ossa, ha proprietà capaci di stimolare la produzione di succhi gastrici, rilassa e concilia il sonno e rafforza il sistema immunitario, grazie ai suoi minerali.

Inoltre, grazie alle alti dosi di vitamina A contenute, la rucola è anche protettiva per la pelle e per lo stomaco, mentre alcuni studi hanno persino dimostrato che si tratta di una pianta utile anche alla guarigione dell’ulcera. Tutte proprietà che, però, valgono se la rucola viene consumata fresca: la rucola ingiallita e non proprio appena raccolta, infatti, perde gran parte delle sue proprietà, che invece restano invariate se lavata bene e conservata in frigo.

In cucina la rucola è spesso usata come insalata o come ingrediente per pesto e sughi, oltre che per la preparazione di tisane. Il suo infuso, infatti, è utile per guarire da raucedine e laringite, ma si potrebbe anche mescolare la rucola con la melissa o con la menta, per rendere il suo gusto un po’ più piacevole. Anche coi primi piatti freschi, tipicamente estivi, e sulle bruschette al pomodorino, è difficile rinunciare alla rucola.

Amici, non dimentichiamo però, che come del resto per molti altri vegetali, nonostante si tratti di una pianta con tantissime qualità, il consumo della rucola non è esente da insidie. Certo, come tutti gli elementi naturali, anche la rucola ha delle controindicazioni nei soggetti allergici. Un consiglio spassionato è quello di non consumarne troppa: a dosi elevate la rucola potrebbero produrre infatti un metabolita con effetti irritanti sull’organismo. Gli esperti nutrizionisti, quindi, consigliano di assumerne, in media, due pugni al giorno.

Cari lettori, credo che proprio in questo periodo, quello del passaggio dell’estate all’autunno, dovremo includere la rucola nel nostro menù: sicuramente ne trarremmo dei benefici!

A domani.

Mario

venerdì, settembre 23, 2022

FIRENZE AMPLIA E MAGNIFICA LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA: L'OPERA DI SANTA MARIA DEL FIORE HA ACQUISTATO PALAZZO COMPAGNI, DOVE VERRANNO ESPOSTE LE TANTE OPERE GIACENTI NEI MAGAZZINI.

Firenze, Museo dell'Opera del Duomo

Oristano 23 settembre 2022

Cari amici,

Che Firenze possa fregiarsi del titolo di “Città di grande cultura” credo che nessuno possa contestarlo. La sua struttura museale più importante è “Il Museo dell'Opera del Duomo”, sito sul lato nord-est della piazza del Duomo. Esso raccoglie le grandi opere d'arte provenienti dal complesso sacro del Duomo di Firenze, Battistero e Campanile di Giotto, con un nucleo importantissimo di statuaria gotica e rinascimentale.

Il museo, fondato nel 1891 in quei luoghi trecenteschi dove Michelangelo scolpì il David, era nato per raccogliere le opere eseguite nei secoli per i monumenti della Cattedrale di Firenze; questo storico Museo dell’Opera del Duomo, col passare del tempo, però, non disponeva più dello spazio necessario ad ospitare la vasta collezione di opere, di cui buona parte costituita da opere monumentali. Il fabbricato, infatti, era lo stesso utilizzato già nel 1296 per ospitare l'Opera del Duomo, l'istituzione fondata dalla Repubblica Fiorentina, e sovrintesa dall'Arte della Lana, il cui compito era la costruzione, l'arredo e la manutenzione della cattedrale di Santa Maria del Fiore. Attiguo all'antico museo (nel XV secolo) vi era il cortile usato dal Brunelleschi come deposito di legnami per la costruzione della Cupola, un luogo certo straordinario, se pensiamo che, intorno al 1500, in quel cortile Michelangelo scolpì il celebre David.

Date gli scarsi spazi, nel 1997 l’Opera di Santa Maria del Fiore acquistò un grande fabbricato attiguo al museo. Dall’unione dei due edifici nacque l’attuale Museo dell’Opera del Duomo, che dispone di quasi 6.000 metri quadri di superficie espositiva, più che raddoppiata rispetto al passato, con 25 sale espositive su tre piani, alcune delle quali di enormi dimensioni. Il Museo dell’Opera del Duomo nel 2015 fu completamente rinnovato e ampliato, e oggi conserva una collezione unica al mondo di sculture del Medioevo e del Rinascimento fiorentino.

Una collezione incredibile: sono circa 750 le opere presenti, tra statue e rilievi in marmo, bronzo e argento, tra cui capolavori dei maggiori artisti del tempo, da Michelangelo a Donatello, da Arnolfo di Cambio a Lorenzo Ghiberti, da Andrea Pisano ad Antonio del Pollaiolo, da Luca della Robbia ad Andrea del Verrocchio. Tra le opere più celebri esposte nel Museo: La Pietà Bandini di Michelangelo, le tre monumentali Porte del Battistero tra cui la Porta del Paradiso di Lorenzo Ghiberti e alcuni dei capolavori di Donatello come i Profeti e la Maddalena. Al centro del nuovo museo la spettacolare Sala del Paradiso (36 metri x 20 x 20), dove su un lato è stato realizzato un colossale modello (in resina e polvere di marmo) in scala 1:1 dell’antica facciata del Duomo di Firenze realizzata da Arnolfo di Cambio a partire dal 1296, mai finita e distrutta nel 1587. 

Nonostante le numerosissime opere presenti, nei magazzini di questo celebre museo sono allocate tantissime altre opere, alcune anche di grande importanza, anche se non raggiungono certo i livelli di quelle esposte al pubblico. Ebbene, tempo fa, la Direzione dell'Opera di Santa Maria del Fiore ha preso una decisione importantissima, dal punto di vista culturale: l’acquisto di Palazzo Compagni, confinante al Museo dell'Opera del Duomo, che consentirà un discreto ampliamento e quindi la messa a disposizione dei visitatori anche di quelle opere ancora conservate nei magazzini. Inoltre, i nuovi spazi porteranno a una razionalizzazione di tutti gli uffici della Fabbriceria, attualmente dislocati intorno al complesso museale.

Palazzo Compagni, interno

Quello in corso è un acquisto certamente importantissimo, considerato anche che Palazzo Compagni ha anch’esso una grande storia da raccontare. Una storia, come spiega l'Opera del Duomo, risalente al Milleduecento, quando la famiglia dei Cresci era proprietaria del complesso. Nel 1525 passò prima ai Libri e successivamente alla famiglia Alessandrini che ne resterà proprietaria fino alla metà del Settecento (1748), quando passò ai Compagni. Alla morte dell'ultimo discendente (1808) la proprietà fu ereditata dai Naldini e quindi acquistata dai Martini, che la possedevano al tempo di Federico Fantozzi. Successivamente il palazzo passò nelle mani di altri proprietari e nel 1929 venne acquisito dalla Cassa nazionale infortuni. Il palazzo appare nell'elenco redatto nel 1901 dalla direzione generale delle Antichità e belle arti, quale edificio monumentale da considerare patrimonio artistico nazionale.

Firenze, Duomo

Amici, ora l’acquisto di questo antico e nobile palazzo permetterà all'Opera del Duomo di contestualizzare meglio l'intero complesso della Cattedrale. Alcune opere d'arte conservate dalla Diocesi di Firenze, che le metterà a disposizione, saranno esposte in una parte del nuovo complesso. Il grande museo fiorentino, che custodisce al suo interno una meravigliosa serie di capolavori del rinascimento italiano, si appresta così a diventare più grande e a esporre nei nuovi spazi le numerose opere attualmente conservate nei depositi.

Cari amici, Firenze accresce così la sua grande fama culturale, e sarà sempre più un grande punto di riferimento per l’arte, la cultura e il sapere della nostra grande Italia. Tutto il mondo apprezzerà questo sforzo!

A domani.

Mario

giovedì, settembre 22, 2022

LE STRAORDINARIE PROPRIETÀ DELLA LAVANDA. AD ORISTANO L’AZIENDA FALCHI, CHE COLTIVA RISO DAL 1792, SI CIMENTA CON SUCCESSO ANCHE NELLA LAVANDA. LA CURIOSA SAPONETTA ALLA LAVANDA CHE CONCILIA IL SONNO.


Oristano 22 settembre 2022

Cari amici,

Dell’azienda risicola della famiglia Falchi di Oristano ho parlato diverse volte su questo blog. È questa una famiglia che può essere considerata davvero speciale! Composta dalla matriarca mamma Rosanna, e dalle figlie Elisabetta, Maura, Cristina e Paola, essa continua a gestire l’attività secolare utilizzando sapientemente metodi innovativi di agricoltura ecosostenibile, dando vita ad una eccellente produzione risicola sana e genuina, chiara espressione della bontà del territorio della Sardegna ed in particolare di quello di Oristano.

Ebbene, qualche anno fa questa azienda, gestita tutta al femminile, grazie all’intuizione di mamma Rosanna, ha voluto cimentarsi anche nella coltivazione della lavanda. L’intuito della matriarca ha avuto subito seguito e dopo le riunioni di famiglia l’idea si è concretizzata e si è trasformata in realtà. L’idea di mamma Rosanna si è presto trasformata in meravigliosi campi di Lavandula Angustifolia, dai quali si sono ricavati dei pregiatissimi olii essenziali, tanto richiesti dalle aziende del settore della cosmetica.

Tra gli eccellenti prodotti ricavati dalla lavanda, oggi voglio parlarvi degli ottimi saponi confezionati con l’olio di lavanda. La saponetta alla lavanda dell’Azienda Falchi è un delicato sapone vegetale, preparato con la Lavandula Angustifolia; arricchita di olio essenziale di lavanda dei profumatissimi campi di Oristano, la saponetta alla lavanda Falchi è il prodotto ideale per la bellezza del viso e del corpo. Semplice, pratica e profumata, è preparata con delicatissimo amido di riso ed è ricca di vitamina E, per una pelle elastica e sana. Ma non è tutto. Questa saponetta ha delle altre eccellenti proprietà calmanti e concilianti il sonno.

Amici, LO SAPPIAMO BENE che tutti noi, abbiamo bisogno di riposare, dato che viviamo in un mondo sempre più stressato, e così recuperare le nostre forze per andare avanti. Purtroppo, ci sono moltissime persone che hanno difficoltà ad addormentarsi la notte per i motivi più disparati. Alcuni sono carichi di preoccupazioni, altri non riescono a trovare una buona posizione o hanno la sindrome delle gambe senza riposo. Qualunque sia la ragione, non riuscire ad addormentarsi è molto irritante e può avere pericolosi effetti negativi sulla vita quotidiana.

La sindrome delle gambe senza riposo o RLS è un disturbo del sonno caratterizzato da un impulso incontrollabile a muovere la parte inferiore delle gambe. Di solito è peggiore la sera e la notte, e i disturbi si manifestano soprattutto quando una persona vuole riposare. I disturbi si riducono durante il movimento, ma non appena si sta fermi i sintomi compaiono. Questo rende quasi impossibile addormentarsi. Ed ecco il possibile rimedio: mettere tra le lenzuola, quando si va a dormire, una saponetta alla lavanda. Si, amici, per quanto sembri incredibile, con una profumata saponetta alla lavanda, messa sotto le lenzuola, il disturbo si attenua e possiamo così ritrovare il sonno perduto!

In una puntata del programma televisivo, il dottor Oz, il noto medico della televisione (The Dr. Oz Show è un programma televisivo statunitense dedicato alla medicina, in onda dal 2009; è presentato da Mehmet Öz, chirurgo cardiotoracico e insegnante alla Columbia University di New York), ha parlato ampiamente della singolare cura per la sindrome delle gambe senza riposo che sembra funzionare davvero: mettere la saponetta alla lavanda sotto le lenzuola. La lavanda sembra avere un efficace effetto calmante.

Amici, che dire: “Provare per credere”! Se ogni sera mettiamo una saponetta alla lavanda tra le lenzuola, vicina ai nostri piedi, noteremo un netto miglioramento e potremo riposare come mai prima. Certo, la tecnica del beneficio dato dalla saponetta alla lavanda non è scientificamente provata, ma molte persone affermano che funziona davvero. Altri utenti si sono anche chiesti se avesse o meno un effetto placebo. Una donna ha poi riferito di aver messo il sapone sotto le lenzuola a insaputa del marito, e di aver subito dormito molto meglio. Quindi il rimedio della saponetta alla lavanda pare funzionare davvero.

Cari lettori, prima di chiudere mi complimento con l’azienda familiare Falchi, ai cui componenti mi lega una bella amicizia; la famiglia Falchi è sempre stata all’avanguardia nella sperimentazione in agricoltura, prima con il riso ed ora con la lavanda! Sono certo che il futuro vedrà quest'azienda sempre protagonista!

A domani.

Mario

mercoledì, settembre 21, 2022

ECCO GLI ALTRI INTERESSANTI UTILIZZI DELLE TABS PER LA NOSTRA LAVASTOVIGLIE. A VOLTE SONO DAVVERO UN RITROVATO DAVVERO FANTASTICO.


Oristano 21 settembre 2022

Cari amici,

Ormai la gran parte delle famiglie ha la lavastoviglie, elettrodomestico che ha liberato la padrona di casa dalla schiavitù di lavare i piatti a mano. Ebbene, per farla funzionare, utilizziamo delle piccole pastiglie (dette più precisamente TABS, che con l’acqua calda svolgono egregiamente la funzione di rendere pulite e sanificate le nostre stoviglie.  Eppure, queste TABS che abbiamo in cucina sempre a portata di mano, possono rivelarsi utili anche per molti altri utilizzi di pulizia, che spesso a primo vista ci possono sfuggire.

Si, amici, pulire la casa è importante e spesso ci carichiamo di una miriade di prodotti per tenerla in ordine e mantenuta sana e linda con una pulizia efficace. Oggi, grazie agli ingredienti multiuso in commercio, è perfettamente possibile ridare lucentezza alle superfici sporche, cercando di limitare però l’uso eccessivo di sostanze chimiche dannose per l’ambiente. Per questo motivo è meglio, in particolare per la difesa del NOSTRO PIANETA, utilizzare prodotti poco inquinanti, senza avere una miriade di prodotti nell’armadio di cucina. Ecco, dunque, alcuni suggerimenti per l’utilizzo di un “sostituto dei classici detergenti per la casa”: un solo ingrediente che è sempre a portata di mano: le pastiglie per lavastoviglie.

Si, amici, le pastiglie per lavastoviglie possono essere utilizzate per sgrassare, pulire e lucidare contenitori e utensili di uso quotidiano, ma queste piccole TABS possono aiutare in diversi altri compiti domestici. Ecco alcuni degli usi di cui, forse, non potrai più fare a meno, come ad esempio eliminare i cattivi odori dalla lavatrice, eliminare i residui di grasso appiccicati alle pareti della cucina, pulire a fondo uno stampo da forno come nuovo, mantenere puliti gli scarichi della cucina, dei servizi igienici o del bagno, rendere un forno perfettamente pulito, ravvivare il candore dei vestiti, Manutenzione dei servizi igienici e la lavatrice e anche eliminare la polvere. Ma vediamo in dettaglio.

1- Eliminare i cattivi odori dalla lavatrice.  Umidità, impurità, accumulo di detersivo, creano dei cattivi odori, senza una adeguata manutenzione. Possiamo rimediare in questo modo: prendiamo 2 pastiglie per lavastoviglie e le inseriamo nel cestello della tua lavatrice. Quindi, eseguiamo un ciclo di lavaggio a vuoto e poi possiamo con soddisfazione goderci il risultato, sarà sorprendente!

2- Sgrassare le pareti della cucina. Per eliminare i residui di grasso appiccicati alle pareti della cucina, ecco un trucco davvero ideale che funziona davvero! Vanno via anche i segni di matita o penna che possono macchiare le pareti della casa. Il trucco consiste nel mescolare semplicemente una compressa con acqua calda. Quindi, immergere un panno nella miscela e strofinare delicatamente fino a quando le macchie non saranno scomparse.

3- Rendere super pulito (come nuovo) uno stampo da forno. La preparazione di un dolce, per esempio, pur deliziando la famiglia fa ritrovare uno stampo super incrostato. Quest’ultimo, infatti, con l’usura può perdere lucentezza, oltre a residui che nel tempo si incrostano e diventano difficili da rimuovere. Fortunatamente, possiamo rimediare con le nostre TABS. Basta riempire lo stampo di acqua calda e metterci dentro una pastiglia. Lasciare in posa tutta la notte e risciacquare il mattino successivo. Troveremo il nostro contenitore è pulito come quando l’abbiamo comprato!

4- Mantenere puliti gli scarichi della cucina, dei servizi igienici o del bagno. Che si tratti della cucina, dei servizi igienici o del bagno, è fondamentale mantenere le tubazioni pulite, in modo da evitare qualsiasi inconveniente che richieda l’intervento di un professionista. Per riuscirci, il trucco è molto semplice: mettere una TABS nel sifone e versarci sopra lentamente 1 litro di acqua bollente. Questo scioglierà la compressa che eliminerà o comunque faciliterà l’evacuazione dei residui. Per un’azione ottimale, terminare questa operazione sciacquando il tutto con aceto bianco.

5. Per pulire il forno. Pulire a fondo il forno richiede l’utilizzo di sgrassanti ma anche corrosivi e irritanti, tutti prodotti da maneggiare con cura. Non potendo optare per prodotti ecologici al 100%, si può utilizzare una pastiglia per lavastoviglie, quest’ultima dotata di proprietà efficaci per ottenere gli stessi risultati. Per fare ciò, dobbiamo sciogliere semplicemente questa compressa multiuso in una ciotola d’acqua che abbiamo precedentemente fatto bollire. Una volta che il composto è tiepido, immergiamo un panno in microfibra e strofiniamo le superfici da pulire. Lasciamo agire per 15 minuti, quindi puliamo con un panno pulito. Il risultato: un forno perfettamente pulito!

6- Per ravvivare il candore dei vestiti. Col tempo, in particolare i vestiti bianchi, perdono candore e lucentezza. Per ravvivarli sono necessari ingredienti efficaci. Anche in questo caso possiamo rimediare con le nostre TABS. Basta aggiungere una pastiglia al bucato prima di iniziare il normale ciclo di lavaggio in lavatrice. Quest’ultimo sarà di un bianco abbagliante e le macchie saranno scomparse! Ma attenzione, questo trucco si applica solo ai tessuti bianchi.  Il bucato colorato può subire scolorimento.

7- Per pulire i servizi igienici. La manutenzione dei servizi igienici non è mai semplice se siamo, come dobbiamo, molto esigenti. Quali amanti della vera pulizia, ecco l’ideale per pulire il nostro bagno senza sforzo. Iniziamo col gettare una pastiglia per lavastoviglie nel serbatoio del water prima di andare a letto, in modo che possa agire tutta la notte. Il giorno dopo, tiriamo lo sciacquone. Questo non solo rimuoverà i residui di calcare ma anche disincrosterà la ciotola!

Cari amici, come potete vedere le TABS hanno un uso a 360 gradi! Esse, se le nostre stoviglie restano col tempo un po’ opache, possiamo farle brillare di nuovo! Ci basta prendere una ciotola ampia, ci versiamo dentro dell'acqua calda dove scioglieremo una pastiglia, e dopo aver immerso tutte le stoviglie che vogliamo lucidare, le lasciamo in ammollo, risciacquandole poi sotto acqua corrente e pulendole con un panno pulito. Che dirvi? Anche la polvere possiamo eliminare con le TBS! Per fare le pulizie, aggiungiamo una pastiglia all’acqua del secchio che usiamo di solito e il gioco è fatto.

A domani, amici.

Mario

martedì, settembre 20, 2022

FURBIZIE PRE-ELETTORALI. LA TELENOVELA DEL TETTO DEGLI STIPENDI DEI MANAGER PUBBLICI. MA DRAGHI HA RISOLTO FREGANDO I FURBETTI.


Oristano 20 settembre 2022

Cari amici,

Che la politica, in particolare in periodi elettorali, cerchi, per mere ragioni di convenienza, l'acquisizione di voti ribaltando le sagge decisioni prese in passato, come ad esempio l'eliminazione del tetto agli emolumenti erogati ai dirigenti della Pubblica Amministrazione (fissato a 240mila euro lordi all'anno), è un dato di fatto. L'occasione per effettuare il primo, piccolo blitz, è stato dato dall'approvazione della legge di bilancio al Senato, che ha permesso di aggiornare il precedente limite allineandolo agli aumenti previsti nei rinnovi dei contratti nazionali del pubblico impiego; a questo ha fatto seguito una prima deroga esplicita, che permetteva di superare i 240mila euro, senza fissare, ex ante, alcun nuovo limite fisso agli stipendi di un selezionatissimo gruppo di alti vertici della pubblica amministrazione.

Indubbiamente una interessata decisione politica, volta alla ricerca di nuovo consenso, creata con un correttivo inserito in extremis nel Decreto-legge inerente agli Aiuti-bis, portato in Senato per la conversione. Con un accordo fra i partiti, che ha superato anche il netto disappunto manifestato da Palazzo Chigi, ne avrebbero goduto i vertici delle Forze armate e dei Ministeri. Sarebbero rientrati nel gruppo il capo della polizia, i comandanti generali di Carabinieri e Guardia di Finanza, il capo dell'amministrazione penitenziaria, i capi di Stato maggiore di difesa e Forze armate, il comandante del Comando operativo di vertice interforze, e il comandante generale delle Capitanerie di Porto. Ma, soprattutto, accanto a loro avrebbero ottenuto la deroga tutti i capi dipartimento e i segretari generali sia della Presidenza del Consiglio che dei Ministeri. Ma il colpo di mano, alla fine, non è riuscito ad andare in porto.

Il Presidente del Consiglio Mario Draghi, seppure con poteri limitati all’ordinaria amministrazione, ha deciso che era necessario fare marcia indietro. Il Governo ancora in carica ha subito presentato un emendamento che sopprime l’articolo 41 bis del decreto Aiuti bis sulla deroga al tetto degli stipendi dei dirigenti della pubblica amministrazione. Lo ha reso noto proprio una fonte di Palazzo Chigi. Una decisione forte, necessaria per annullare il precedente emendamento inserito nel decreto aiuti bis approvato martedì in Senato, che aveva cancellato il tetto dei 240mila euro lordi all'anno che finora aveva limitato tutti gli alti stipendi riconosciuti ai dirigenti della Pubblica Amministrazione.

Il correttivo, voluto e sostenuto fortemente da Mario Draghi, era l’epilogo del forte disappunto venutosi a creare dopo l’approvazione della cancellazione del tetto, avvenuto con il metodo del blitz all'ultimo minuto utile, in quanto contenuto nell'ultimo intervento normativo parlamentare prima delle elezioni; un blitz che aveva superato anche la resistenza del Ministero dell'Economia, dove la verifica delle coperture ha impedito lo stop per ragioni contabili, in quanto le coperture c’erano.

Dopo lo stop imposto, per evitare la magra figura di aver giocato sporco, i leader dei partiti hanno cercato di trovare giustificazioni al loro operato. Il leader di Italia Viva Matteo Renzi ha affermato che «purtroppo abbiamo dovuto votarlo per non far saltare tutti i 17 miliardi di aiuti», e anche i Cinque Stelle, a modo loro, hanno annunciato battaglia. Il MEF, invece, aveva replicato spiegando di aver dato solo un «contributo tecnico». Insomma: il correttivo è stato approvato da tutti in Commissione (Lega, M5S e Fdi si sono sfilati in Aula) ma non sembrava piacere a nessuno.

Cari amici, il Governo (forse perché il Presidente del Consiglio non è un politico) ha, dunque, cercato con forza di mettere una pezza al buco che si stava creando con l'approvazione della norma che voleva cancellare il tetto agli stipendi erogati ai dirigenti della PA. C’è chi parla di “Dispetti tra boiardi, dietro la manina politica”! Sarà vero? Chissà!

A domani.

Mario

 

lunedì, settembre 19, 2022

IL FUTURO DELLE BANCONOTE? LA CARTA SARÀ SOSTITUITA DALLA PLASTICA, PER EVITARE LE SEMPRE PIÙ SOFISTICATE FALSIFICAZIONI. IL REGNO UNITO DAL 1° OTTOBRE RITIRA LE STERLINE DI CARTA.


Oristano 19 settembre 2022

Cari amici,

Il futuro delle banconote, così come le concepiamo oggi, sarà diverso: non più stampate su una particolare carta filigranata ma sulla plastica. Ad iniziare a cambiare le carte in tavola fu l’Australia nel 1988, a cui poi seguirono diversi altri Paesi, tra cui Canada, Fiji, Mauritius, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Romania, Polonia e Vietnam, per arrivare al Regno Unito. La novità, comunque, appare comoda, in quanto le nuove banconote presentano maggiore sicurezza e anche più vantaggi rispetto alla carta.

Il passaggio delle banconote dalla carta alla plastica risulta indubbiamente più sicuro: resistono meglio a contraffazione e perfino ai lavaggi in lavatrice. E c’è di più in termini di vantaggi: le nuove banconote saranno “più pulite, durature ed eco-friendly rispetto a quelle in carta”. Il Regno Unito è dunque uno dei primi Paesi al mondo a mettere in atto questo tipo di transizione (che eliminerà le banconote di carta dalla circolazione), che è iniziata col taglio da 5 sterline e poi sarà successivamente esteso a tutti gli altri tagli.

La decisione è ormai presa: è stato dato un termine alla circolazione “cartacea”, e dal primo di ottobre si potranno usare solo le banconote plastificate, mentre quelle di carta dovranno essere spese o cambiate in banca e in certi uffici postali autorizzati. Dai primi calcoli le vecchie banconote in circolazione non sono poche: i tagli da 20 e 50 sterline, sono stimate per un valore di circa 13-14 miliardi di pounds in controvalore.

Nel Regno Unito è già iniziata la corsa alla ricerca delle banconote di carta, spesso conservate nei luoghi più strani. Considerato che la rivoluzione partirà da ottobre, i britannici hanno meno di un mese per spendere le vecchie banconote di carta da 20 e 50 sterline prima che finiscano fuori corso. Questa fase è il completamento di quella ‘rivoluzione' nata per passare al contante di plastica, fatto di polimeri, che fu intrapresa dalla Bank of England nel 2016. Il processo era cominciato con il taglio da 5 sterline ed era stato poi gradualmente esteso a tutti gli altri tagli. La data cruciale è dunque quella del primo ottobre: da allora andranno usate solo le banconote plastificate.

Quando nel 2016 la Bank of England lanciò il biglietto da 5 sterline in plastica, in grado di resistere all’acqua e agli strappi, attirò subito la curiosità degli inglesi, ansiosi di provare le super banconote. La nuova banconota fu presentata nella sede principale della banca inglese con una dimostrazione molto particolare in cui la banconota è stata messa alla prova fra acqua e strappi. Era un’innovazione rivoluzionaria: la plastica sostituiva la trama cartacea, cosa che consentiva di avere una banconota più elastica e resistente.

E non era tutto. La nuova banconota in plastica poteva essere immersa nell’acqua, poi estratta gocciolante e strizzata, restando perfettamente integra. Le nuovissime 5 sterline di plastica sono arrivate sul mercato già dal 13 settembre 2016, e sul retro nella banconota si poteva ammirare il volto del Primo Ministro Churchill, vincitore della II guerra mondiale, mentre sul fronte in rilievo c’era l’immagine storica della Regina Elisabetta.

Cari amici, il progresso avanza in tutti i campi e questo passaggio, dalla carta alla plastica, è solo un passaggio intermedio, perché il futuro, a quanto si dice, pare prevedere solo monete virtuali e non più fisiche. Un’ultima curiosità. Lo sapete perché gli inglesi chiamano la "sterlina" “POUND”? Perché il termine è la contrazione dell'espressione “pound of sterling silver”, che sta ad indicare una quantità pari a una libbra di argento particolarmente puro (una lega al 92,5% di argento e 7,5% di rame, lega detta appunto argento sterling), alla quale era legato il suo valore.

A domani, amici.

Mario