mercoledì, maggio 25, 2022

IL CETRIOLO: UN PREZIOSO ORTAGGIO ESTIVO. OTTIMO NON SOLO IN CUCINA MA ANCHE PER MIGLIORARE LA NOSTRA SALUTE E IL NOSTRO ASPETTO!


Oristano 25 maggio 2022

Cari amici,

Uno dei vegetali buoni e preziosi dell’estate è il CETRIOLO. Fresco e dai mille benefici, appartiene alla grande famiglia delle Cucurbitaceae. Famiglia che annovera non solo alcune delle principali verdure come zucca, cetriolo e zucchina, ma anche gustosi e freschissimi frutti estivi, come melone e anguria. Fermandoci al cetriolo, possiamo dire che la sua coltivazione a scopo alimentare ha origine nel cuore dell’Asia, presumibilmente in India, e risalirebbe almeno al 3.000 avanti Cristo. Il progressivo espandersi delle civiltà asiatiche verso l’Europa, l’influenza persiana prima ed egiziana poi, portarono il cetriolo anche sulle sponde del Mediterraneo, dove ebbe subito un grande successo.

Consumato quotidianamente dagli Ebrei, dai Greci e dai Romani, fu considerato già all’epoca un grande alleato della salute e, grazie all’altissimo contenuto d’acqua, ritenuto un’ottima fonte d’idratazione nei climi caldi dei Paesi del Nordafrica e alle latitudini meridionali di Italia, Spagna e Grecia. Oltre al consumo alimentare, tuttavia, il cetriolo venne, già all’epoca, sfruttato per coadiuvare la bellezza e la salute del corpo, e in modo particolare della pelle: Pietro Andrea Mattioli, medico toscano del Cinquecento, raccomandava ad esempio di usare i cetrioli per migliorare proprio l’aspetto della pelle.

Il cetriolo, oggi come ieri, risulta un ortaggio particolarmente rinfrescante e depurativo per l’organismo, e, considerate le poche calorie, può essere consumato in abbondanza senza timore. Un ortaggio, dunque, re dell'estate per eccellenza, che non può mai mancare in cucina, date le sue tante virtù. Ingrediente di piatti freschi e leggeri, è un alleato della dieta, e, mangiato in insalata, con carciofo, sedano e finocchio e pomodorini, aiuta a preparare il corpo alla “prova costume”, prima di andare in vacanza al mare. Abbinato al consumo di anguria, melone, pesche, asparagi come frutta, soddisfa perfettamente le esigenze del nostro corpo.

Il nostro corpo, appesantito dall’inverno, beneficia enormemente dal suo consumo, in quanto fonte sia di salute che di bellezza. La sua polpa, ricchissima di acqua, contiene, infatti, fibre, proteine, sodio, magnesio, rame, ferro, calcio, manganese, iodio, potassio, fosforo, zolfo, silicio, betacarotene, vitamine del gruppo B, C, K (quest’ultima, concentrata in particolare nella buccia, è la vitamina amica della coagulazione; ciò, però, fa del cetriolo un ortaggio controindicato per chi assume, invece, farmaci anticoagulanti). Ed ecco, ancora, le sue proprietà.

Il cetriolo contiene anche enzimi, polifenoli, antiossidanti come i flavonoidi, acido caffeico, composti chimici come gli steroli, azulene, un composto dalle proprietà antinfiammatorie e decongestionanti. Un componente importante è l’acido tartarico, in quanto ostacola la trasformazione dei carboidrati in grassi; ciò che fa del cetriolo un alleato della dieta; un consiglio dato dagli esperti è che, comunque, il cetriolo va consumato a crudo, perché l’acido tartarico si perde con la cottura. Ecco, amici, perché questo acquoso vegetale può essere considerato un prezioso aiuto per la nostra salute! L’alto contenuto di sali minerali lo rendono un vero e proprio integratore naturale, utile soprattutto in estate per combattere stanchezza e spossatezza causati dalle alte temperature. Ma tante sono ancora le sue preziose proprietà nascoste.

1-Proprietà diuretiche e depurative. La sua azione depurativa e diuretica, dovuta all’alto contenuto di acqua, fibre e minerali, agevola chi fa una dieta dimagrante a chi vuole eliminare i liquidi in eccesso e gli accumuli di cellulite. 2-Combatte il colesterolo. Essendo poveri di zuccheri, i cetrioli sono ideali per chi deve tenere sotto controllo la glicemia e il colesterolo in eccesso, con notevoli benefici per la salute dell’apparato cardiocircolatorio. 3-Aiuta l’intestino. Grazie al suo contenuto di vitamine e sali minerali, perché il cetriolo è un vero e proprio rinfrescante intestinale, utile ad alleviare i dolori e a combattere il gonfiore addominale in caso di intossicazione e di coliche.

4-È un potente antinfiammatorio. Il cetriolo deve le sue le sue proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e decongestionanti all’azulene, lo stesso principio attivo presente nella camomilla, che ha anche un effetto protettivo sulla microcircolazione capillare. 5-È amico della pelle. In virtù delle sue caratteristiche, il cetriolo viene utilizzato anche in cosmesi per creme e lozioni cutanee, efficaci nel combattere acne, rughe e infiammazioni della pelle, ma è anche, come abbiamo visto, un ottimo alleato contro cellulite e ritenzione idrica.

Tuttavia, come per tanti altri vegetali, anche il cetriolo ha, per alcuni soggetti, le sue modeste controindicazioni. Alcune persone, per esempio, manifestano una intolleranza, spesso legata alla difficoltà di digerire la cellulosa di cui questo ortaggio è ricco. Tuttavia, esistono alcune varietà più facilmente digeribili, come ad esempio il cosiddetto “cetriolo lungo digeribile”, dal sapore più delicato rispetto ad altre. Per il resto si conferma in toto la sua grande bontà!

Cari amici, prima di chiudere il post Vi voglio dare una modesta ricetta, semplice e sana, che utilizza i cetrioli per fare in casa una bella “bibita purificante”. Se volete realizzare un mix benefico per la pelle, mettete insieme cetrioli, finocchi, mele, carote, spinaci, broccoli e zenzero: passate il tutto in centrifuga e poi bevete questo concentrato di salute!

A domani.

Mario

martedì, maggio 24, 2022

“DE INSULA”, UN PERCORSO NELL'ARTE SARDA DALL’OTTOCENTO AI NOSTRI GIORNI, COSTRUITO DAL MUSEO DIOCESANO ARBORENSE E DALLA PINACOTECA COMUNALE CARLO CONTINI.


Oristano 24 maggio 2022

Cari amici,

Fu proprio in occasione della solennità di Sant’Archelao, patrono dell’Arcidiocesi Arborense e della città di Oristano, che il 13 febbraio fu inaugurata la mostra “De Insula”. Antologica dall’Ottocento al contemporaneo”, che sarebbe rimasta aperta fino al 30 giugno 2022. Il progetto fu frutto di un’iniziativa unica e corale, promossa dall’Arcidiocesi di Oristano e dal Comune di Oristano (in collaborazione con la Fondazione Oristano), che, per la prima volta, vide unite in un’unica mostra le sale del Museo Diocesano Arborense e quelle della Pinacoteca Carlo Contini. La mostra, ideata e curata da Antonello Carboni e Silvia Oppo, riuscì ad offrire al pubblico un inedito corpus di oltre 300 opere d’arte tra tele, ceramiche e sculture dal XIX secolo ai giorni nostri.

Quella interessante mostra, che fu presentata dall’Assessore alla Cultura Massimiliano Sanna e dal vicario generale Don Paolo Ghiani, insieme ai curatori Silvia Oppo, direttrice del Museo Diocesano e Antonello Carboni, oltre al Direttore della Fondazione Oristano, Francesco Obino, non esaurì, però, la sua funzione con la semplice visione delle opere; essa infatti prevedeva anche un ciclo di “incontri formativi” e di approfondimento tematico. Come ebbe modo di dichiarare ai Media Massimiliano Sanna, Assessore alla cultura di Oristano, «La collaborazione fra il Comune e la Diocesi, iniziata nel 2017, quando fu firmata la convenzione per l’istituzione del biglietto unico dei musei cittadini, ora va avanti, ed è il primo passo verso l’idea di una rete museale che coinvolga tutta la Provincia».

Ebbene, amici, ora il ciclo dei 6 incontri formativi e di approfondimento tematico inseriti nel programma hanno preso il via: il primo di questi si è tenuto nel Chiostro della Pinacoteca Carlo Contini, ed a questo seguiranno gli altri, alternati tra Pinacoteca e Giardino del Museo Diocesano. Ecco, in sintesi, il calendario di questi incontri.

1-Mercoledì 18 maggio, alle ore 19,00, presso la Pinacoteca comunale Carlo Contini, “Una creatività più libera e felice”, con relatore Antonello Cucci, storico dell’arte. 2-Sabato 21 maggio, alle ore 18,00, presso il Museo Diocesano Arborense, “Giuseppe Biasi, scrittore polemista in difesa degli artisti sardi”, con relatore Gianbernardo Piroddi, docente di lettere, dottore di ricerca in Letteratura e Filologia. 3-Venerdì 27 maggio, alle ore 18,00, presso il Museo Diocesano Arborense, “Giovanni Marghinotti e la ritrattistica di metà Ottocento a Cagliari”, con relatore Simone Mereu, docente del Liceo Classico Dettori di Cagliari, Membro del Direttivo Nazionale Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte (ANISA).

Nivola e le Corbusier

4- Venerdì 3 Giugno, alle ore 18.00, presso il Museo Diocesano Arborense, “Costantino Nivola. Partenze necessarie e ritorni impossibili tra la Sardegna e l’America”, con relatore Antonella Camarda, storica dell’arte, ricercatrice in Museologia e Storia della Critica e del Restauro, Università di Sassari. 5-Sabato 11 giugno, alle ore 18,00 presso la Pinacoteca Comunale Carlo Contini “Nuova arte, nuova società. Gli orizzonti della Neoavanguardia in Sardegna”, con relatore Gianni Murtas, storico dell’arte. Parteciperanno all’incontro gli artisti Angelo Liberati e Igino Panzino. 6-Venerdì 17 giugno, alle ore 18,00, presso la Pinacoteca Comunale Carlo Contini, “Collezionismo e conservazione”, parteciperanno i collezionisti della Mostra De Insula.

Cari amici, debbo dirvi che l’iniziativa è da considerarsi davvero di ottimo livello, capace di sensibilizzare all’arte le tante persone disponibili a migliorare la propria cultura. Le prime due giornate, quella del 18 e del 21 maggio lo dimostrano ampiamente, vista la numerosa partecipazione di pubblico e la soddisfazione riportata. Chi non ha ancora visitato la mostra, potrà farlo ancora, fino al 30 giugno, sia presso il Museo Diocesano Arborense · Piazza Duomo, 1 (tutti i giorni dalle 17,00 alle 20,00 · sabato e domenica dalle 10,00 alle 13,00 · dalle 17,00 alle 20,00) che presso la Pinacoteca Carlo Contini, Via Sant’Antonio (tutti i giorni dalle 10,00 alle 13,00 · dalle 17,00 alle 20,00).

La cultura, non dimentichiamolo mai, è il necessario nutrimento della nostra mente!

A domani.

Mario

lunedì, maggio 23, 2022

LA DATA DELL'INVASIONE DELLA NOSTRA ORISTANO DA PARTE DEGLI ZORRO SI AVVICINA: IL 27 E IL 28 MAGGIO IL TERZO RADUNO MONDIALE DEGLI ZORRO DIVENTERÀ REALTÀ.


Oristano 23 maggio 2022

Cari amici,

Come ho anticipato con il mio post del 20 maggio scorso, Filippo Martinez, artista poliedrico, regista, scrittore, sceneggiatore, fondatore della Università di Aristan di cui è Rettore Magnifico, dopo aver visto, inorridito, il pessimo uso fatto della “Z di Zorro”, impropriamente dipinta sui carri armati russi portatori di morte, ha deciso di reagire in modo forte, nell’intento di restituire alla Z il suo alto valore di giustizia, calpestato e utilizzato a fini oppressivi. Lo ha fatto inviando una “lettera aperta” a Zorro, che si è dichiarato disponibile a tornare in forze a Oristano per protestare con tutta la forza di dissuasione possibile, in modo da riportare la famosa “Z” al suo valore originario. Chi è curioso può andare a leggere quanto scrissi cliccando sul seguente link: http://amicomario.blogspot.com/2022/05/lettera-aperta-di-filippo-martinez.html.

La nostra città, dunque, il 27 e il 28 maggio sarà invasa da migliaia di Zorro, a dimostrazione che la nostra amata Oristano intende continuare a lottare, come in passato, per contrastare la violenza, per difendere i deboli e i perseguitati, e per affermare il valore della giustizia. Si, la due giorni del Terzo Raduno Mondiale degli Zorro si avvicina e la città appare in trepida attesa.

Ed ecco che dopo il primo amletico annuncio, un graffito apparso all'improvviso sulla Torre di Mariano (poi rimosso), dopo che decine di imbarcazioni piene di Zorro hanno fluttuato verso Oristano sulle note che il sax prodigioso di Gavino Murgia ha dedicato alla luna piena, dopo che sui terrazzi e nei vicoli del centro storico della città sono apparsi come in sogno tanti elegantissimi Zorro, dopo che i balconi della città hanno esposto (e stanno ancora esponendo) drappi neri con le scritte “Riprendiamoci la zeta” e “Zorro per la pace”, ecco che finalmente viene reso pubblico il programma completo delle due attese, fatidiche giornate.

La città si prepara, dunque: è infatti importantissimo che all'appuntamento si presentino in molti, ed è fondamentale che, a dimostrazione della piena e consapevole adesione, tutti siano vestiti da Zorro (è il costume più facile da realizzare e può essere reperito anche in Piazza Roma, edicola Scalas); in questo modo potrà essere realizzata la più formidabile, la più appassionata, la più virale marcia della pace del pianeta. Oristano con la sua convinta e appassionata partecipazione diventerà un'opera d'arte vivente, sinonimo di perenne lotta per la legalità e l’affermazione della giustizia.

Riprendiamoci la Zeta”, questo il filo conduttore della manifestazione, che tutti, dopo la concreta e convinta adesione, mostreranno al mondo di seguire con la loro partecipazione. Adesione e partecipazione che saranno libere, spontanee e condivise; attenzione, però, perché proprio per dimostrarlo a tutti, è necessario, in quanto considerato elemento indispensabile, indossare il mantello e la maschera. Altrimenti, amici, se chi partecipa non dimostrerà anche visivamente di essere un “vero Zorro”, questa importante manifestazione non avrà alcun senso. L’adesione al Terzo Raduno degli Zorro annovera già nomi eccellenti, che tutti noi potremo vedere sfilare nelle vie della nostra città.

Il messaggio rivolto da Filippo Martinez al mondo ha avuto testimonial eccellenti: da Vittorio Sgarbi a Morgan, da Moni Ovadia a Gianfranco Vissani; adesione e appoggio alla realizzazione del terzo raduno degli Zorro sono arrivati anche, oltre che dagli importanti personaggi che riusciranno ad essere presenti (indicati in appresso), anche dall’Arcivescovo di Cagliari Mons. Giuseppe Baturi e da quello di Oristano Mons. Roberto Carboni. Ecco il corposo programma della due giorni.

-Venerdì 27 maggio, alle ore 20,30 è previsto, presso il Teatro Garau, il simposio: gli Zorro segreti. Con regolare maschera e mantello neri parteciperanno, oltre il regista e autore Filippo Martinez il neuro farmacologo Gianluigi Gessa, la scrittrice e sceneggiatrice Barbara Alberti, l'epistemologo Silvano Tagliagambe, il critico letterario e cinematografico Fabio Canessa, lo scrittore Nino Nonnis e l'inviato di guerra Luca Foschi. L'ingresso, come accennato prima, sarà consentito solo agli Zorro con maschera e mantello; ovviamente l’ingresso è libero, ma sino all'esaurimento dei posti in sala.

-Sabato 28 maggio, alle ore 16,00 – in Via Duomo ci sarà la manifestazione “Zorriglia”: oltre 200 cavallini di canna, con le rosette regolarmente “zorrate”, saranno a disposizione degli Zorro più giovani che vorranno cimentarsi nella corsa alla stella. A coordinarli il Presidente della pro Loco oristanese Gianni Ledda. Alle ore 17,00 (nel centro storico della città) si terrà la “Danza degli Zorro”. Le scuole di danza della Provincia di Oristano si esibiranno con coreografie zorresche, appositamente studiate per l'occasione. Dalle ore 18,00, nel circuito Piazza Cattedrale, Piazza Eleonora, Piazza Roma, è previsto un raduno, sit-in e concerto degli Zorro.

Amici, la due giorni del Terzo Raduno degli Zorro si concluderà nel modo seguente: in Piazza Cattedrale gli Zorro di tutto il mondo si raduneranno per poi sfilare in corteo nel centro storico. Dopo un sit-in in piazza Eleonora, intorno alle 20,30 gli Zorro raggiungeranno piazza Roma dove si terrà il grande concerto finale con l'Armeria dei briganti; le guest star, in rigoroso ordine alfabetico, saranno: Emanuele Contis, il Coro Maurizio Carta, Cristina Lanzi, le Lucido Sottile, Piero Marras, Ambra Pintore e Ilaria Porceddu.

Amici, Filippo Martinez, il poliedrico, indefinibile, straordinario personaggio, padre putativo e fondatore della mitica Università di Aristan, ha colpito ancora una volta, stimolando e sollecitando gli spiriti liberi a reagire alle ingiustizie!

A domani.

Mario

domenica, maggio 22, 2022

L’AVARIZIA, UN MALE CONSIDERATO UNO DEI 7 VIZI CAPITALI. L’AVARO? UN SOGGETTO OSSESSIONATO DALLA POSSIBILE SCARSITÀ DI BENI, PUR POSSEDUTI IN ABBONDANZA.


Oristano 22 maggio 2022

Cari amici,

L'avarizia è un male antico, con risvolti alquanto negativi anche di carattere sociale, tanto che la dottrina cattolica lo annovera tra i “Sette vizi capitali”. L’avaro, infatti, manifesta una tendenza irragionevole e ostinata, ad accumulare in continuazione denaro e beni di ogni tipo, ma rifiutandosi sempre condividere, in maniera più o meno esplicita, con gli altri quanto da lui posseduto. Questo eccessivo attaccamento al possesso, evitando di spendere o donare, è stato sempre condannato, in quanto considerato un vero peccato sociale.

L’avarizia può essere considerata una forma estrema e immorale di egoismo a scapito degli altri, ma la domanda che ci si pone è: da cosa può nascere nell’individuo questo bisogno di accumulare e tenere solo per sé quanto raccolto? Pare che alla base di un simile comportamento ci sia una distorsione del normale "desiderio di possesso”, che diventa eccessivo e incontrollato. L’avaro, secondo alcuni studi, è tormentato dallo spettro della scarsità. Non vuole arricchirsi alle spalle degli altri ma, piuttosto, teme che il dare qualcosa a qualcuno possa rovinarlo, possa turbare il fragile equilibrio psicologico su cui basa la sua idea della realtà. Così, chi vive nell’avarizia vede il male dove non c’è alcun male, travisa la generosità con la stupidità, scambia la disponibilità con l’opportunismo e vede il successo altrui come il risultato di illeciti e di macchinazioni.

All’avidità e all’avarizia sono state dedicate non poche ricerche, tra cui quella effettuata da un gruppo di psicologi sociali olandesi e russi; i risultati dello studio sono stati pubblicati sul British Journal of Psychology. In questo studio l’avarizia è stata definita un prodotto dell’avidità, ovvero come un “forte desiderio di più ricchezze, possedimenti, potere, eccetera, rispetto ai bisogni di un individuo”; sull’avidità si sono interrogati psicologi, scrittori e religiosi, dandone più spesso interpretazioni negative, perché è considerata la fonte dell’avarizia, della frode, della corruzione e perfino la vera causa scatenante delle guerre!

Anche secondo il gruppo di ricerca guidato dalla dottoressa Terri Seuntjens, del Department of Social Psychology dell’Università olandese di Tilburg, «L’avidità è un inarrestabile desiderio non solo per il denaro, ma anche per altri beni e risorse. A seconda dell’oggetto di interesse l’avidità si può manifestare sotto forma di avarizia, cupidigia, ambizione sfrenata, lussuria o ingordigia». Tutte le religioni ne hanno dato un giudizio pessimo: per i cristiani l’avarizia è uno dei sette peccati capitali e San Paolo affermava che l’amore per il denaro è la radice di tutto il male. Per il buddismo l’avidità è uno dei tre veleni che creano il cattivo karma.

Ciò nonostante, diverse scuole psicologiche ritengono che l’avarizia è insita nella natura umana, tanto che più o meno tutti, anche se fino a un certo punto, possiedono il germe dell’avidità. «Alcuni autori hanno affermato che essere avidi è vitale per il benessere dell’uomo e che l’avidità è un importante tratto evolutivo, che promuove l’auto-conservazione — come hanno ribadito la dottoressa Seuntjens e i suoi collaboratori —. Le persone più predisposte verso il guadagno e l’accumulo di quante più risorse possibili potrebbero essere in teoria quelle che se la passano meglio e che quindi hanno un vantaggio evolutivo».

Anche la psicoanalisi ha spesso affrontato il tema dell’avarizia e dell’avidità. «Ma è difficile che qualcuno si rivolga a uno psicoanalista perché si sente avaro», come ha dichiarato il dottor Walter Bruno, della Società Italiana di Psicoanalisi«È invece facile che, nel corso di un trattamento richiesto per altre ragioni, emergano tratti di carattere, o meglio, comportamenti che, dagli altri, vengono etichettati come avidità o avarizia». È difficile, cioè, che Re Mida, o Arpagone, si rivolgano a uno psicoterapeuta, dal momento che questo assetto del carattere è da loro vissuto come un magico talismano, un irrinunciabile salvagente, con il quale far fronte a un mondo senza scrupoli.

Cari amici, come sostiene il dottor Walter Bruno, psicoterapeuta e studioso dei comportamenti umani, «Il fatto è che in ognuno di noi ci vorrebbe un po’ di Re Mida, la fantasia magica di trasformare in oro ciò che si tocca, una certa fiducia, cioè, nella propria capacità di realizzare i sogni, e ci vorrebbe però anche un po’ di Arpagone, cioè la capacità di risparmiare, di ben amministrare e difendere non solo ciò che si ha, ma anche ciò che si è, in altri termini, una certa dose di sana parsimonia. Il problema sta nella misura: è la dose che fa di una stessa sostanza un medicinale o un veleno». 
Parole sante, amici lettori!

A domani.

Mario

sabato, maggio 21, 2022

NASCITA ED EVOLUZIONE DEI SOCIAL NETWORK: QUESTO MONDO VIRTUALE, NATO NEL 1997, VIENE ORA UTILIZZATO DA MILIONI DI UTENTI IN TUTTO IL MONDO.


Oristano 21 maggio 2022

Cari amici,

Alla domanda, magari proveniente da chi non ha grande dimestichezza col computer, cosa sono i “Social Network”, possiamo tranquillamente rispondere che sono un servizio informatico on line, tipicamente fruibile mediante browser o applicazioni mobili, con il quale si gestiscono rapporti sociali, attuati mediante comunicazione scritta, a voce, in collegamento visivo e con condivisione di altri mezzi testuali e multimediali. La loro nascita non è recente, in quanto il primo social network della storia fu Six-Degrees, lanciato nel lontano 1997 dall’avvocato statunitense Andrew Weinreich ed era basato sull’interessante Teoria dei Sei Gradi di Separazione, elaborata da Stanley Milgram nel 1967 secondo la quale tutti gli uomini sulla terra sono collegati tra loro tramite una catena di conoscenze di non più di 5 intermediari.

All’epoca della nascita di Six-Degrees, il termine Social Network non esisteva ancora; la prima piattaforma ad essere definita tale fu infatti Friendster, nata nel Marzo del 2002 e chiusa definitivamente nel Giugno 2015 dopo esser stata convertita in un social gaming pochi anni prima. Su Friendster, che nel 2008 raggiunse ben 90 milioni di iscritti, si potevano già condividere immagini, video, messaggi e commentare con i propri amici tramite il profilo personale. Con la capillare diffusione di Internet i rapporti sociali sono divenuti più virtuali che reali, e lo scambio costante di informazioni avviene in modo crescente nel mondo virtuale.

Spesso sentiamo parlare indifferentemente di Social network e di Social media, anche se i due termini non sono esattamente sovrapponibili. Mentre I social network rappresentano un reticolo di persone unite tra loro da interessi di varia natura, che decidono di costruire una community intorno agli interessi che hanno da condividere, i social media (da medium che in latino significa mezzo/strumento), sono un gruppo di applicazioni basate sul web che permettono la creazione e lo scambio di contenuti generato dagli utenti.

Amici, la realtà è che oramai i rapporti sociali in presenza sono diventati sempre più rarefatti. La vita moderna, in particolare quella dei giovani, avviene in modo virtuale, e, seppure possibile in presenza, viene preferito il sistema virtuale, facendo sì che i Social Network e i Social media, sono diventati parte integrante della nostra vita, come le statistiche aggiornate confermano giorno dopo giorno. Il loro utilizzo, infatti, è costantemente in aumento da parte di milioni di utenti in tutto il mondo. Vediamo insieme, dunque, quali sono i principali Social Network e Media presenti sul web e la loro storia.

1-Facebook. Il ‘social di Mark Zuckerberg, prima di essere la piattaforma social più conosciuta ed utilizzata del mondo, con un picco di 2,23 miliardi di utenti attivi mensilmente nel 2017, nacque con il nome di Facemash nell’ottobre 2003. Nel Febbraio 2004 iniziò la sua espansione, partendo proprio dagli studenti di Harvard.

2-Twitter. La nascita di Twitter risale al 2006, due anni dopo Facebook, con l’intenzione di permettere agli utenti di condividere messaggi in soli 140 caratteri (oggi 280), gli stessi degli sms. Ideatore della piattaforma fu lo statunitense Jack Dorsey, unitamente a due suoi amici: Evan Williams e Biz Stone. Dopo l’impennata del 2007, nel 2011 contava già circa 100 milioni di utenti, diventati 200 milioni nel giro di pochi mesi.

3-Instagram. La storia del social network delle immagini, dell’istantaneità e delle regole non scritte, ha inizio nel 2010 nella Silicon Valley. I fondatori furono Kevin Systrom e Mike Krieger, che stavano lavorando ad un progetto di check-in digitale dedicato alla fotografia da cellulare. Dopo soli due anni, il social venne acquisito da Facebook per la cifra di 741 milioni di dollari, e l’anno successivo gli utenti della piattaforma attivi mensilmente erano ben 150 milioni in tutto il mondo.

4-LinkedIn. Questo social network è utilizzato per sviluppare contatti professionali e per ricercare lavoro in più di duecento paesi di tutto il mondo. Fondatore di questo Social Network è Reid Hoffmann, con l’obiettivo specifico di mettere in contatto aziende e profili in cerca di un’occupazione. Dal Giugno 2016, LinkedIn è stata acquistata da Microsoft, che si è inserita con questa acquisizione nel mercato dei Social Network.

5-YouTube. A dare vita a questa piattaforma furono Chad Hurley, Steve Chan e Jawed Karim, che nel 2005 lanciarono questo network che consente la condivisione e la visualizzazione di video online. La crescita di YouTube, nella storia di Internet, è incredibile: dopo solo un anno ogni giorno venivano trasmessi più di 100 milioni di video; tale crescita si è mantenuta nel tempo ed ha portato YouTube ad essere il secondo sito web più visitato al mondo dopo Google, che nel 2006 ha acquistato la piattaforma per una cifra superiore al miliardo e mezzo di dollari.

6-Pinterest. Pinterest nasce nel 2010 per mano di Evan Sharp, Ben Silbermann e Paul Sciarra. Come Instagram, anche su Pinterest si possono condividere fotografie e video. Inoltre, gli utenti di Pinterest possono creare bacheche personali nel quale catalogare immagini caricate o presenti sul web in base a tematiche ben definite o comunque a seconda delle loro preferenze. Nonostante l’ascesa di Instagram, Pinterest rimane tra i siti per immagini più visitato al mondo.

7-Twitch. Twitch nasce nel 2011 per mano di Justin Kan ed Emmett Shear; sostituì il sito web Justin.tv, nato nel 2007. Pochi anni dopo, nel 2011, tutti i contenuti vennero trasferiti su Twitch.tv e nel 2013 divenne la piattaforma più popolare ed utilizzata per il mondo eSports. L’anno successivo, Twitch è stato acquistato da Amazon per ben 970 milioni di dollari.

8-Tik Tok. Piattaforma Ideata e fondata dai cinesi Alex Zhu e Luyu Yang nel 2015, nasce con lo scopo di rivolgersi e coinvolgere gli adolescenti, incorporando musica e video all’interno di una piattaforma unica. Nel 2018, l’azienda informatica cinese ByteDance acquista musical.ly per circa 750 milioni di euro e lo fonde a TikTok, piattaforma di loro proprietà, mantenendo quest’ultimo come nome. In soli 4 anni dal lancio, gli utenti della piattaforma in tutto il mondo superano il miliardo, prevalentemente adolescenti della cosiddetta Generazione Z, i nati nel nuovo millennio.

9-Medium. Medium è una piattaforma di blogging nata nel 2012 per mano del co-fondatore di Twitter Evan Williams, che volle dare agli utenti della sua piattaforma un modo per scrivere tweet più lunghi degli allora 140 caratteri messi a disposizione della piattaforma. Caratteristica principale di questo social è la semplicità: raccoglie pubblicazioni di utenti che scrivono per passione e professionisti in un unico spazio gratuito.

10-Quora. Quora è una community in cui gli utenti pongono domande e altri utenti possono rispondere. Nata nel 2009 per mano di due ex dipendenti di Facebook, Adam D’Angelo e Charlie Cheever, è stata resa disponibile al pubblico nel Giugno del 2010. Dopo l’espansione negli Stati Uniti, è stata resa accessibile anche all’estero e nel nostro paese è arrivata nel 2012.

11-Tumblr. Grazie a Tumblr, gli utenti possono creare un blog dove postare all’interno contenuti multimediali testuali, fotografici o in formato video. Ideato nel 2006 negli Stati Uniti da Davidville, società di consulenza di David Karp, ha coinvolto poi lo sviluppatore Marco Arment. Nel febbraio 2007, Tumblr viene lanciato sul mercato e nel 2013 è stato acquisito da Yahoo! E nel 2017, insieme alla stessa Yahoo, è stato acquisito da Verizon. Nell’estate del 2019, Tumblr viene ceduta a Automatic, la società che ha il controllo del CMS Open Source WordPress.

Cari amici, non tutti i Social (Network  e Media) lanciati nel Web hanno avuto la fortuna di quelli prima citati; alcune piattaforme, infatti, non sono riuscite a resistere sul mercato a causa prevalentemente di uno scarso utilizzo da parte degli utenti. Come avviene del resto per molte altre attività commerciali, c’è chi vince e c’è chi perde! Così, anche nel mondo dei Social Network, l'evoluzione è costantemente in atto: ma c'è chi ha grande successo e chi no! È la vita, cari amici e fedeli lettori…

A domani.

Mario