lunedì, giugno 01, 2026

IL PASSO INDIETRO DELLA CULTURA DI MASSA: CON L’AVANZARE DELLA TECNOLOGIA STIAMO PERDENDO LA CAPACITÀ DI LETTURA, COME AVVERTE LO STORICO AMERICANO ADAM GARFINKLE.


Oristano 1° giugno 2026

Cari amici,

Ho voluto iniziare i post di giugno parlando con Voi, cari lettori, del futuro della cultura. L'avanzare travolgente della tecnologia, sta minando anche le nostre capacità di lettura, tanto che i LIBRI stanno diventando oggetti obsoleti. Di recente, sul trimestrale americano conservatore “NATIONAL AFFAIRS” è apparso un interessante articolo scritto dallo storico e politologo statunitense Adam Garfinkle. Il pezzo, intitolato “The erosion of the deep Literacy” (l’erosione della capacità di leggere in profondità), afferma che esiste un nesso diretto tra il calo nella pratica della lettura e l’attuale decadenza della politica. Secondo Garfinkle, da tempo alquanto vicino alla politica, avendo, in passato, scritto discorsi per George W. Bush e Condoleezza Rice, il crescente aumento del populismo negli USA (e non solo) è una conseguenza diretta della sempre più scarsa propensione a leggere libri impegnativi, attività sostituita  sia dalla TV che dal crescente uso di computer e smartphone.

Lo storico e politologo Adam Garfinkle, a dimostrazione di quanto affermato nel libro, ha citato diverse fonti politiche, dal suo vecchio mentore Henry Kissinger («questo nuovo modo di pensare distrugge il contesto, disgrega ogni cosa, il che rende di fatto impossibile qualsiasi riflessione strategica sull’ordine del mondo») alla neuro-linguista Maryanne Wolf, che nel libro “Lettore, vieni a casa” (edito in Italia da Vita e pensiero) analizza la perdita della «pazienza cognitiva», confermando che la precedente diffusione della lettura immersiva, fondata sulla capacità di astrazione, era l’elemento-chiave, grazie al quale nei secoli scorsi si è sviluppato il pensiero liberal-democratico.

La cultura, amici, iniziò a diffondersi con la stampa a caratteri mobili, perfezionata da Johannes Gutenberg intorno al 1450-1455 a Magonza, in Germania. L'evento chiave fu la pubblicazione della famosa "Bibbia a 42 linee" (Bibbia di Gutenberg) il 23 febbraio 1455, primo libro significativo stampato con questa tecnica rivoluzionaria. La stampa a caratteri mobili fu l’inizio di una grande rivoluzione culturale, che non si limitò a modificare le modalità di circolazione dell’informazione, ma operò alla grande per la sua piena diffusione,  trasformando gli assetti normativi della conoscenza.

Proprio dalla grande diffusione culturale iniziò il tramonto dei vecchi imperi, a cui seguì quella grande fase di sconvolgimenti caotici, che portarono ad una più moderna visione del mondo e la nascita di modelli politici propri della modernità. In Francia nell'estate del 1789, con straordinaria rapidità, scoppiò la “Rivoluzione Francese”, un periodo di sconvolgimento sociale, politico e culturale estremo, che cercò di instaurare i principi e le regole di una società nuova, fondata sull'autonomia degli individui e sull'ottimistica convinzione che la legge, finalmente fosse uguale per tutti. Era l’inizio delle società democratiche.

Amici, cosa succederà, ora, con la perdita della capacità di lettura, sostituita da una arida tecnologia? L’abbandono del libro crea certamente le premesse per la perdita delle nostre capacità cognitive, quelle che permettono il sano mantenimento della democrazia di massa. Cosa fare, dunque, per evitare che la dittatura dell’intelligenza artificiale, derivata della tecnocrazia, traghetti i popoli dalla democrazia ad un governo tecnocratico?

Lo studioso ADAM GARFINKLE nel suo libro si chiede: “Ma ora che la situazione sta cambiando, è possibile che una società post-lettura-immersiva, emotivamente più instabile, possa regredire fino ad accettare, o addirittura preferire, forme di governance meno evolute?». Ebbene, negli USA ha iniziato a prendere piede “La lettura collettiva a distanza”. A Seattle, per esempio, è nato il “Virtual Silent Reading Party”, un raduno globale di persone che – previo pagamento di un biglietto tra i 5 e i 20 dollari all’organizzatore, il giornale The Stranger – si incontrano su Zoom per leggere in silenzio. Ognuno a casa propria, inquadrato dalla webcam mentre sfoglia il suo libro, spesso con un gatto in grembo o un bicchiere di vino in mano.

Come commenta sulla rivista New York Times Book Review Gal Beckerman, adepto di questa gigantesca sala di lettura virtuale: «Leggere è un atto talmente solitario… non mi aspettavo che mi sarebbe mancato così tanto farlo insieme ad altri». Sarà la chiusura delle biblioteche, ma sono in molti a cercare un contatto, sia pure a distanza, con altri lettori. Sono affollate le presentazioni virtuali e proliferano i gruppi di lettura via schermo. Beckerman ne cita uno che, organizzato dallo “Hannah Arendt Center” presso il Bard College, è attivo in realtà già da sei anni e si concentra sui testi della pensatrice tedesca, raccogliendo figure eterogenee, come accademici, pensionati e studenti.

Cari amici, accettare di diventare schiavi della tecnologia credo sia  il più grave errore che l’uomo del Terzo Millennio possa fare. L’abbandono della lettura è la rinuncia alla conoscenza, alla cultura ed al costante confronto e riferimento tra l’oggi ed il passato, nell'intento di evitare gli errori in futuro! Evitiamo, dunque, di cancellare strumenti senza i quali potremmo allontanarci dalla democrazia di massa, diventando semplici pedine governate dall’intelligenza artificiale!

A domani.

Mario

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