mercoledì, aprile 29, 2026

TRA SOGNI, PAURE E REALTÀ: I DUBBI DELL’UOMO SULLE NOSTRE ORIGINI. MA GLI ALIENI SONO GIÀ TRA DI NOI? UN PROBLEMA DI CUI DA TEMPO SI PARLA…


Oristano 29 aprile 2026

Cari amici,

L’uomo ha sempre pensato, fin dagli albori della sua presenza sulla terra, che le sue origini derivassero da altri mondi, e per questo iniziò a venerare il sole, la luna e le stelle.  Il dubbio, col passare del tempo, si concretizzò in altre possibili provenienze, in quanto il bisogno umano di dare spiegazioni sulla sua presenza nel mondo sfociò in diverse alternative, come le diverse religioni presenti sul pianeta confermano. Tra le tante narrazioni fantascientifiche, che tormentano anche l’uomo del Terzo Millennio, ci sono quelle della possibile presenza sulla terra di “INDIVIDUI ALIENI”, che, indossate vesti simili a quelle degli umani, circolano tra di noi senza farsi riconoscere.

Ovviamente, come tutti possiamo immaginare, siamo nel campo della fantascienza, che, tuttavia, alimenta dubbi e paure, creando un terreno fertile per teorie di complotto, ipotizzando che siano presenti tra di noi elementi di altri pianeti venuti sulla terra per manipolare l’umanità e utilizzarla al proprio scopo. Risulta interessante, a questo proposito, leggere il saggio di Robert Scholes ed Eric S. Rabkin, Fantascienza. Storia-Scienza-Visione, una curiosa rappresentazione della forma estrema di filosofia sociale e di indagine antropologica, capace di dar voce alle nostre inquietudini più profonde, traducendo in archetipi visibili quelle zone d’ombra della natura umana destinate altrimenti a rimanere inespresse.

In questo saggio, tra le intuizioni più interessanti della fantascienza, possiamo ragionevolmente annoverare la figura del “RETTILIANO“: un essere che, sotto parvenza umana, nasconde una natura predatrice, sostanzialmente priva di empatia e, in definitiva, aliena rispetto alla nostra specie. Una fantasia antica, quella del serpente o del drago, che risale al rettile tentatore del Paradiso Terrestre, che decreta la caduta dell’umanità felice. Nel Cristianesimo la vittoria sulla bestia partì dalle origini, e successivamente l’espressione dei monaci medievali di “sconfiggere il drago”, altro non era che una metafora per indicare il risanamento del caos primordiale, rendendo il mondo atto a ospitare la civiltà.

Amici, nella lunga storia dell’uomo l’elemento fantasioso dell’ALIENO,  meglio noto come Rettiliano, venuto sulla terra per predarla, è sempre stato presente. Gli interessanti studi psicologici portati avanti da Paul Babiak e Robert Hare mettono in prima linea il “rettiliano in forma umana”, rappresentato dai top manager e leader politici spesso accomunati a dei criminali sociopatici. La ricerca da loro effettuata, significativamente intitolata SNAKES IN SUITS, evidenzia come la differenza risieda unicamente nel contesto sociale e nel livello di istruzione: laddove il sociopatico comune finisce spesso ai margini della legalità, il “sociopatico di successo” ottiene soldi e potere. È una dinamica che trova una rappresentazione realistica nel Gordon Gekko di Wall Street e la sua iperbole più visionaria nel personaggio di Patrick Bateman in American Psycho.

Come, dunque, non considerare “RETTILIANI”, i leader che massacrano bambini in nome di una pace fittizia, oppure chi gestisce nell’ombra il traffico di droga, armi, organi e migranti? Sono pensabili in termini di “umanità” quei manager che, come in un macabro safari, sparano a gente inerme? Né possono sfuggire al timore dei “rettiliani tra noi” personaggi come Elon Musk, Mark Zuckerberg o Jeff Bezos, i quali promuovono progetti di ingegneria sociale in cui le persone sono ridotte a pacchetti di dati e macchine da pascolo?

È proprio davanti a simili mostruosità, che la fantascienza si è rivelata più profetica e penetrante di tanti esperti in cattedra, sapendo offrire quella che Lévi-Strauss avrebbe definito una “soluzione logica”, capace di soddisfare esigenze della mente apparentemente contraddittorie: attivare, cioè, un meccanismo di difesa che cerca di allontanare un male di cui conserviamo una scintilla, intensa quanto basta per percepirlo, e ascriverlo contemporaneamente a una figura aliena che possiamo individuare e tenere a distanza.

Cari amici, indubbiamente la fantascienza altro non è che quel “dare corpo” alle nostre paure, alle nostre ansie e ai nostri timori. L’idea che tra di noi convivano i pericolosi “Rettiliani”, sarà pure mitologia, per quanto visionaria, ma che affonda sempre le proprie radici nelle inquietudini concrete e nelle zone d’ombra della Comunità umana.

A domani.

Mario

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