mercoledì, aprile 15, 2026

UN CURIOSO RITORNO AL PASSATO: LA “GENERAZIONE Z”, NEI RAPPORTI FAMILIARI, SI RISCOPRE TRADIZIONALISTA. LA MOGLIE? SOGGETTA E OBBEDIENTE AL MARITO.


Oristano 15 aprile 2026

Cari amici,

Chi l’avrebbe mai detto! Eppure certi modi tradizionali di pensare a volte ritornano! Certo, sembra quasi  paradossale che : gli uomini della Gen Z, cresciuti all’ombra di INTERNET, si sarebbero rivelati più tradizionalisti dei baby boomer, quanto ai rapporti di coppia, quelli tra marito e moglie! Nessuno avrebbe mai scommesso questo possibile ritorno al passato, considerata la mai sopita lotta per il riconoscimento della totale parità tra uomo e donna! Eppure per un buon numero di uomini della Gen Z nei rapporti tra marito e moglie, la moglie “deve obbedire al marito”!

Questi dati, per quanto inattesi, emergono da un sondaggio globale di Ipsos e Global Institute for Women’s Leadership del King’s College London. Questa ricerca, condotta su un campione di 23.000 persone in 29 Paesi, è stata realizzata per la Giornata Internazionale della donna 2026. Un campione importante, quello preso in considerazione, che copre tutte le generazioni adulte, con un focus sul confronto tra Gen Z (nati tra il 1997 e il 2012) e baby boomer (nati tra il 1946 e il 1964). Ecco i dettagli del sondaggio e le differenze tra i diversi Paesi.

Prima di entrare nel vivo delle risposte, ecco l’elenco dei Paesi coinvolti nello studio globale: Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Colombia, Francia, Germania, Ungheria, India, Indonesia, Irlanda, Italia, Giappone, Malesia, Messico, Paesi Bassi, Perù, Polonia, Sudafrica, Corea del Sud, Spagna, Svezia, Thailandia, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. I risultati variano notevolmente da Paese a Paese: in Svezia, ad esempio, solo il 4% degli intervistati (tra tutte le fasce d’età) concorda sul fatto che la moglie debba sempre obbedire al marito, rispetto al 60% registrato in Malesia.

Amici, le variazioni rilevate tra i 29 Paes sul sondaggio Ipsos per la Giornata della donna 2026, evidenziano e fanno emergere chiaramente le diverse opinioni sull’uguaglianza di genere. In Thailandia (81%) e in Indonesia (78%), la maggioranza ritiene che gli sforzi fatti dal proprio Paese per i diritti delle donne siano già sufficienti; mentre in Francia e Giappone, le percentuali scendono sotto il 40%. In Italia, il 49% condivide questa idea, in linea con la media globale che attesta un tasso di “soddisfazione” del 55% tra gli uomini e del 44% tra le donne. La Thailandia primeggia anche per numero di persone (80% degli intervistati) secondo cui gli sforzi per i diritti delle donne sono stati così tanti da aver indotto una discriminazione per gli uomini. Quest’idea è condivisa dal 29% degli intervistati italiani e, mediamente tra i 29 Paesi, dal 44% del campione.

Per quanto riguarda i “ruoli maschili”, l’81% degli intervistati in Indonesia e Thailandia è d’accordo sul fatto che i giovani uomini debbano essere fisicamente duri, mentre in Svezia e Paesi Bassi condividono questa opinione meno della metà dei Gen Z intervenuti. Il dato più significativo (0serei dire sconcertante) è che il 31% degli uomini Gen Z concorda con l’affermazione che “una moglie deve sempre obbedire al marito”, contro il 13% degli uomini baby boomer. Un terzo dei giovani uomini ritiene inoltre che il marito debba avere l’ultima parola sulle decisioni importanti in famiglia, percentuale che scende al 17% tra i boomer. Il 24% degli uomini Gen Z crede che “una donna non debba apparire troppo indipendente o autosufficiente”, il doppio rispetto al 12% dei boomer.

Tra le donne si registrano numeri molto diversi, ma risulta evidente lo stesso andamento generazionale: il 18% delle donne Gen Z concorda sull’obbedienza al marito, mentre appena il 6% delle baby boomer condivide questa posizione. Per quanto riguarda il nostro Paese, il 43% degli uomini Gen Z italiani approva che il marito debba avere l’ultima parola sulle decisioni familiari, più del doppio rispetto ai boomer (17%), anche se mancano dati specifici sull’obbedienza della moglie Paese per Paese.

E non è tutto, cari amici, in quanto altri dati sui ruoli maschili completano il quadro. Il 43% degli uomini Gen Z pensa che i giovani maschi debbano sforzarsi di essere fisicamente duri, anche quando non viene loro naturale. Il 30% ritiene che gli uomini non dovrebbero dire “ti voglio bene” agli amici — contro il 20% dei boomer — e il 21% crede che prendersi cura dei figli renda un uomo meno maschile. Una convinzione riscontrata solo nell’8% dei baby boomer intervistati.

Ma come si spiegano questi dati sorprendenti rispetto alla narrazione di una generazione più inclusiva? La professoressa Heejung Chung, coautrice dello studio, spiega le principali dinamiche sociologiche che hanno portato a questi risultati. Sentita dalla Bbc, la ricercatrice ha spiegato che i giovani uomini Gen Z spesso si sentono esclusi dai benefici delle generazioni precedenti: accesso alla casa, stabilità lavorativa, riconoscimento sociale. Per loro, spiega Chung, il ritorno a ruoli di genere tradizionali rappresenta una via per recuperare una forma di autorità che percepiscono perduta.

Cari amici, credetemi, il sondaggio mi ha lasciato molto perplesso! La triste realtà è che la Gen z sembra vivere una vera e propria contraddizione, quando si parla di relazioni e ruoli di genere. Da un lato è la generazione che è cresciuta con discorsi su parità, libertà individuale e autodeterminazione, dall’altro, invece, la cruda realtà è che una parte dei giovani uomini di questa generazione guarda ancora con nostalgia a modelli della antica, passata tradizione. La vera uguaglianza di genere stenta a concretizzarsi, perchè nella mente dell'uomo il dominio sulla donna permane! Si arriverà alla vera parità? Chissà! Comunque... “MAI DIRE MAI”!

A domani.

Mario

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