Oristano 8 agosto 2023
Cari amici,
Il termine “BRAINSTORMING”
è composto dall’unione delle parole inglesi brain (cervello) e storm (tempesta),
e, tradotto in italiano, sta a significare in maniera molto vivida, una specie
di “tempesta di cervelli”, che, messi insieme, creano un’immagine che rende
bene l’idea della logica alla base di questa pratica. Con questo termine,
infatti, si indica la collaborazione che si crea tra le persone chiamate a
partecipare alla realizzazione di un progetto, che punta sulla sinergia che può
crearsi tra i membri del gruppo, ciascuno dei quali mette sul tappeto le
proprie idee stimolando in questo modo la creatività in un flusso continuo,
fino ad arrivare alla soluzione condivisa. Di norma nel gruppo è presente un
coordinatore, un “Team leader”.
La nascita di questa
strategia risale al 1938, quando il pubblicitario Alex Faickney Osborn
inizia a proporre per trovare le migliori soluzioni creative, un tavolo di
“discussione di gruppo”, finalizzato al risultato. Questa pratica trovò poi
ampie adesioni, diffondendosi nei successivi anni in particolare dopo l’uscita
del libro di Osborn “Applied Immagination”, dove questa nuova strategia era ampiamente
spiegata. Osborn in realtà fu il precursore del passaggio dall’idea individuale
a quella di gruppo, con risultati nettamente maggiori.
Amici, il significato di
brainstorming, come spiegato in dettaglio nel libro di Osborn "Applied Immagination", si fonda proprio sul valore del “lavoro di squadra”, sulla positiva
collaborazione tra le diverse persone interessate alla realizzazione di un
progetto, ovvero puntando tutto sulla sinergia che si crea tra i diversi membri
del gruppo e sul fatto che nuove idee possono a loro volta stimolare la
creatività necessaria alla realizzazione di un progetto necessariamente
innovativo. Ma in realtà, come si può realizzare al meglio questa positiva
collaborazione tra cervelli? Vediamo insieme le fasi principali e le tecniche.
A prescindere dal tipo di
tecnica e dalle modalità utilizzate per fare brainstorming, le fasi principali
di questa pratica sono essenzialmente tre: la prima è detta fase iniziale, e
consiste nel rendere chiaro a tutti i partecipanti l’oggetto della discussione
e l’obiettivo da raggiungere; segue poi la fase divergente, ossia quella più
creativa dell’intero processo, nella quale i membri sono chiamati a dare sfogo
al loro pensiero creativo senza temere alcun giudizio da parte degli altri
membri, in modo da raccogliere più materiale possibile da utilizzare in
seguito. A concludere c’è la fase finale di tutto il processo, detta fase convergente:
le idee più brillanti vengono selezionate dal team leader attraverso senso
critico ed analisi, in modo da arrivare al miglior risultato possibile.
Quanto alle tecniche da
usare nel brainstorming, in particolare per stimolare la creatività e ottenere
grandi risultati, una di queste è il “brainwriting”, tecnica che in
sostanza è la versione grafica del processo: partendo da una frase o da uno
spunto iniziale scritto dal moderatore su tanti fogli quanti sono i
partecipanti, ognuna delle persone al tavolo scrive un’idea sul proprio foglio
prima di passarlo al compagno seduto a fianco a lui e così via. Alla fine, su
ogni foglio ci saranno numerosi spunti di cui parlare. L’importante è che
l’operazione sia svolta nel completo anonimato, in modo da ridurre la
competizione tra le parti.
Poi c’è il “brainwriting
game”, dove si utilizza l’espediente ludico (non competitivo) per stimolare
i partecipanti a trovare il maggior numero di soluzioni possibili in modo da
raggiungere l’obiettivo prefissato: l’idea è quella di dividersi in gruppi e
provare a vendere le proprie idee agli altri, alla ricerca di quella migliore.
Un'altra tecnica è quella del “negative brainstorming”, che prende il
lato peggiore del progetto e tutte le sue possibili complicazioni e le mette
nero su bianco, in modo che sia più facile identificare i fattori negativi e,
così facendo, trovare gli spunti positivi da cui partire.
Cari amici, da tempo,
ormai, il sistema verticistico piramidale, dove esisteva un solo capo-pensante
e tanti esecutori è crollato, sostituito dal “Gruppo”, ovvero dalla squadra.
Nel brainstorming, mettere insieme più cervelli pensanti è ormai un sistema non
solo utile ma indispensabile, in una società mutevole e tecnologica dove nulla
resta invariato per lungo tempo! Ed ecco
allora arrivata la forza del lavoro di squadra, dove, però, la difficoltà più
grande non è il mettere insieme le diverse idee, ma trovare il modo di
trasformarle in realtà.
A domani.
Mario
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